giovedì 4 dicembre 2014

Per discernere: 3. personalmente accompagnati

Cari amici in ricerca,
il Signore vi doni pace!

È trascorso un bel po' di tempo dall'ultimo post di questa serie. Vi chiedo scusa per il ritardo, che dipende dagli altri impegni (ordinari e non) e dal fatto che per scrivere qualcosa di utile occorre un po' di tempo ben speso. Materiale prezioso e non sempre a disposizione...
Questo post si affianca a quello già molto visitato sulla figura, il ruolo e l'importanza del padre spirituale, tentando di offrire altri elementi utili per camminare con il sostegno di questa mediazione, e per motivare a cercarne, chiederne (nella preghiera) e trovarne uno... chi ancora non l'avesse o fosse tentato dal "fai date".
Buona lettura! Pace e bene!

frate Francesco
francesco.ravaioli@gmail.com

elementi
per il discernimento vocazionale

«... ciò che devono desiderare sopra ogni cosa è
di avere lo Spirito del Signore e la sua santa operazione».
[san Francesco, Regola bollata 10, 8: FF 104]

3. Accompagnamento personale
Mentre sei in relazione con Dio nella preghiera, camminando nella e con la Chiesa, ora hai bisogno di una 'mediazione' che ti faccia sperimentare – nella concretezza di una volto umano che diviene via via per te sempre più familiare – la paternità del Signore e la maternità della Chiesa, che ti accompagna passo passo.
In questo periodo sto leggendo un bel libro* su questo argomento. L'Autore paragona la guida spirituale a Mosè, forte del fatto che ogni vita cristiana è un esodo dalla schiavitù alla libertà, dal peccato alla grazia, dalla morte alla vita. Come del resto l'Esodo (come evento e come libro) è diventato centrale e paradigmatico all'interno della coscienza d'Israele, continuo specchio di paragone e luogo spirituale in cui rileggere le diverse vicende della sua storia. Con la Pasqua di Gesù, il «suo esodo» (Lc 9,31), anche per noi il "passaggio" è non solo un paradigma ma un sacramento continuo che si compie in Cristo: nei Sacramenti, nella Parola, nelle vicende della vita inabitate dallo Spirito Santo e/o accolte e affrontate come dono provvidenziale.
Soprattutto questo ultimo aspetto – la tua vita concreta e quotidiana – non è 'automaticamente' luogo di esodo e conversione. Può esserlo e diventarlo, ma anche tu hai bisogno del 'tuo Mosè', che parli di te a Dio, e parli a te di Dio e della sua Parola, dandoti una affidabile 'traduzione' dei suoi significati per la tua esistenza; e che ti inizi ad un sempre più maturo modo di ascoltare e metter in pratica la Parola scritturistica nelle vicende che affronti.

Quali sono le caratteristiche di questo Mosè??
  • «Chi sono io per andare dal faraone e far uscire gli Israeliti dall'Egitto?» (Es 3,11). Mosè non si dà da sé la missione di guida, ma vive con umiltà ciò che gli viene chiesto da Dio e che viene poi riconosciuto dal popolo. Così il servizio di accompagnamento spirituale viene in qualche modo affidato dalla Chiesa e richiesto da chi ne avverte il bisogno.
  • Mosè da giovane già voleva liberare il suo popolo, ma ha fatto solo danni ed è dovuto scappare (cfr. Es 2). Così il padre spirituale può essere incisivo e utile nella misura in cui obbedisce alla Parola di Dio per indirizzare l'altro e prende iniziative secondo i propri criteri.
  • Lungo il tragitto è sempre Dio che fa strada, la nube luminosa o la colonna di fuoco. Mosè e il padre spirituale non sanno la strada in anticipo, ma camminano dietro allo Spirito insieme e come chi si lascia guidare.
  • Mosè (e Dio con lui) si prende cura del suo popolo venendo incontro a molte loro richieste (manna, quaglie...), ma è anche chiaro e esigente sugli elementi fondamentali del loro cammino con Dio: basti pensare al vitello d'oro (Es 32). Li riprende e punisce, ma anche chiede a Dio di usare loro misericordia. Così il padre spirituale non transige mai sulla fedeltà ai valori evangelici, senza per questo smettere essere misericordioso.
  • La parola di Mosè è "profetica": parla le parole di Dio, che perciò si realizzano. Anche ciò che il padre spirituale propone e indica come metodo e méta... poco alla volta si sperimenta come vero, bello, buono e... fattibile: confidando nella grazia di Dio.
  • È un uomo limitato, ma ha un ruolo e una missione precisa. Mosè sa riconoscere dove ha sbagliato e sa correggersi (cfr. Es 18,13ss) per il bene dell'Alleanza tra Dio e il popolo. Così il padre spirituale non è perfetto e impeccabile, ma si impegna nel suo stesso cammino di fede. Nello stesso tempo è fedele sia al 'figlio spirituale', sia alla Chiesa tutta (compresa la sua componente gerarchica e magisteriale), sia a Dio.
  • Sappiamo che Mosè sa lasciare il popolo, che entra nella sua Terra sotto la guida di Giosuè, dopo la sua morte sul Nebo. La guida spirituale sa non legare a sé o alle proprie idee e visioni. Soprattutto nel discernimento della vocazione, sa accompagnare alla scelta del vero bene della persona, anche se questo (o altre ragioni valide) significa cambiare padre spirituale o ambito di vita ecclesiale. Il suo servizio è offerto gratuitamente in tutti i sensi, senza altro compenso o gratificazione che quello di fare del bene a qualcuno nel nome e per conto del Signore.
Se qui trovi delineato soprattutto il profilo del 'padre', è per aiutarti a capire il suo ruolo e a scegliere la persona adatta (sacerdote, frate,  suora... o anche laico, se adatto, formato e riconosciuto dalla Chiesa per questo servizio). Ma anche per aiutarti a riflettere su come vivere il tuo ruolo di 'figlio': cor-rispondere al suo servizio con docilità e fiducia, gratuità e gratitudine, comprensione e vigilanza. Ma soprattutto con costante, desiderata e ricercata apertura all'azione misteriosa dello Spirito Santo attraverso questa preziosa mediazione ecclesiale.
Buon cammino... buon proseguimento!
* Nazzareno Marconi, Accompagnare all'incontro con Dio. Un introduzione semplice ai fondamenti della vita nello spirito, Assisi 2014. L'Autore – già docente di esegesi (AT), parroco, rettore di seminario – dallo scorso giugno è Vescovo di Macerata. Il testo, molto utile per chi svolge il ministero dell'accompagnamento spirituale, è adatto anche ai 'figli spirituali' per la semplicità del linguaggio, la cura con cui porge gli elementi essenziali della vita spirituale in uno sguardo ordinato e sintetico.

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