martedì 16 dicembre 2014

La joie du dépouillement. Storia di una vocazione

Cholet: fr. Jean-François con alcuni frati e giovani "dell'anno francescano"
Cari amici in cammino e in ricerca vocazionale, il Signore vi dia pace!
Come certo bene saprete papa Francesco lo scorso 30 novembre 2014, la prima Domenica di Avvento, ha dato solenne inizio all'anno dedicato alla VITA CONSACRATA. Noi religiosi (frati, suore..) ci sentiamo particolarmente provocati da questa ricorrenza: un'occasione prima di tutto per rinnovare la nostra scelta di vita, ma anche per portare la nostra testimonianza viva soprattutto ai giovani, nel raccontare la nostra esperienza, nel narrare il cammino della nostra vocazione.
Al riguardo vi propongo un video in cui un caro giovane frate francese, mio confratello (che ben conosco avendo compiuto tutti gli studi e la sua formazione qui a Padova), ci parla di sè. Si tratta di Fra Jean-François-Marie (34 anni), guardiano del nostro convento Saint-François a Cholet (Francia-Vandea; vedi sito). La comunità dove vive, si caratterizza per una forte spiritualità, uno stile davvero povero ed essenziale e da una coraggiosa e carismatica spinta all'evangelizzazione e alla missione (siamo in un terra assolutamente scristianizzata e laicista!!). Grande è in particolare l' apertura e l'attenzione ai giovani, alcuni dei quali scelgono di trascorrere in convento il così detto "anno francescano" condividendo in toto, per vari mesi, la vita dei frati così che molte vocazioni stanno sorgendo proprio da questa esperienza.
Nel suo racconto fr. Jean-François-Marie ci narra di un primo incontro unico e personale con il Signore  e il suo amore avvenuto a 16 anni e di un pellegrinaggio a piedi a Santiago di Compostela e del suo cammino di ricerca, e poi del suo venire in contatto con i francescani conventuali e della "joie du dépouillement" vissuta nella sua vocazione al seguito di san Francesco d'Assisi. 
Spero che la lingua (il francese) non sia poi un grande problema. Se lo fosse, credo che anche solo vedere la serenità e la solidità di questo giovane frate possa incoraggiarvi e interpellare e provocare. 
Vi invito pertanto ad ascoltarlo con gli orecchi, ma anche con gli occhi ed il cuore; sono certo che saprà parlare a ciascuno, oltre ogni ostacolo linguistico. 
Vi benedico e incoraggio chiedendovi di pregare per fr. Jean-François-Marie e la sua comunità e i tanti giovani che la frequentano cercandovi "quel di più" e quella verità e bellezza introvabili altrove.
Al Signore Gesù sempre la nostra lode. Maranathà, vieni Signore!
fra Alberto (fra.alberto@davide.it)


Aggiungo per la vostra riflessione, alcune parole tratte dal messaggio di Papa Francesco ai religiosi all'apertura dell'Anno della vita consacrata ; parole che possono certo indirizzare anche voi nel vostro discernimento. Se qualcuno pensa, infatti, di diventare frate, il Papa qui bene delinea i passi da compiere e l'orizzonte a cui guardare. 

 Questo Anno della Vita Consacrata sia un'occasione affinché tutti i membri del popolo di Dio ringrazino il Signore, dal quale proviene ogni bene, per il dono della vita consacrata, valorizzandola in maniera conveniente. A voi, cari fratelli e sorelle consacrati, va ugualmente la mia gratitudine per ciò che siete e fate nella Chiesa e nel mondo: sia questo un "tempo forte" per celebrare con tutta la Chiesa il dono della vostra vocazione e per ravvivare la vostra missione profetica. 

= Vi ripeto anche oggi quanto vi ho detto altre volte: «Svegliate il mondo! Svegliate il mondo!». Come? Mettete Cristo al centro della vostra esistenza. Essendo norma fondamentale della vostra vita «seguire Cristo come viene insegnato dal Vangelo», la vita consacrata consiste essenzialmente nell'adesione personale a Lui. 

= Cercate, cari consacrati, Cristo costantemente, cercate il suo Volto, occupi Egli il centro della vostra vita in modo da essere trasformati in «memoria vivente del modo di esistere e di agire di Gesù, come Verbo incarnato di fronte al Padre e di fronte ai fratelli». Come l'apostolo Paolo, lasciatevi conquistare da Lui, assumete i suoi sentimenti e la sua forma di vita (cfr ibid., 18); lasciatevi toccare dalla sua mano, condurre dalla sua voce, sostenere dalla sua grazia (cfr ibid., 40). Non è facile, lasciatevi toccare dalla sua mano, condurre dalla sua voce, sostenere dalla sua grazia. 

= E con Cristo, partite sempre dal Vangelo! Assumetelo come forma di vita e traducetelo in gesti quotidiani segnati dalla semplicità e dalla coerenza, superando così la tentazione di trasformarlo in una ideologia. Il Vangelo conserverà "giovane" la vostra vita e missione, e le renderà attuali e attraenti. Sia il Vangelo il terreno solido dove avanzare con coraggio. Chiamati ad essere «esegesi vivente» del Vangelo, sia esso, cari consacrati, il fondamento e il riferimento ultimo della vostra vita e missione. 

= Uscite dal vostro nido verso le periferie dell'uomo e della donna di oggi! Per questo, lasciatevi incontrare da Cristo. L'incontro con Lui vi spingerà all’incontro con gli altri e vi porterà verso i più bisognosi, i più poveri. Giungete alle periferie che attendono la luce del Vangelo (cfr Evangelii gaudium, 20). Abitate le frontiere. Questo vi chiederà vigilanza per scoprire le novità dello Spirito; lucidità per riconoscere la complessità delle nuove frontiere; discernimento per identificare i limiti e la maniera adeguata di procedere; e immersione nella realtà, «toccando la carne sofferente di Cristo nel popolo» (ibid., 24). 

Cari fratelli e sorelle: di fronte a voi si presentano molte sfide, ma queste ci sono per essere superate. «Siamo realisti, ma senza perdere l'allegria, l'audacia e la dedizione piena di speranza! Non lasciamoci rubare la forza missionaria!» (ibid., 109). Maria, donna in contemplazione del mistero di Dio nel mondo e nella storia, donna diligente nell'aiutare con prontezza gli altri (cfr Lc 1, 39) e per questo modello di ogni discepolo-missionario, ci accompagni in questo Anno della vita consacrata che poniamo sotto il suo sguardo materno. 

(papa Francesco)

5 commenti:

  1. Grazie per la testimonianza. Ho sentito molto parlare di questa comunità che accoglie i giovani per l'anno francescano. Mi piacerebbe fare questa esperienza. E' possibile anche per un ragazzo italiano? Forse andrò in Francia per l'Erasmus. Grazie e buon Natale.
    Enrico di Firenze

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    1. Caro Enrico,
      sono stato a Chalet lo scorso febbraio. Non credo che sia un problema il fatto di essere italiano. Normalmente, però, i ragazzi che scelgono l'Année St François non hanno altri impegni accademici o lavorativi durante l'esperienza. E' piuttosto intesa... ed è difficile avere tempo di fare altro. Comunque nulla vieta di contattare direttamente fr. Jean-François e fr. Emidio:
      - http://www.choletcatho.net/Annee-St-Francois
      - http://www.choletcatho.net/Franciscains
      Buon cammino!
      frate Francesco

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  2. Pace a te caro Enrico. Grazie per la fiducia. Circa quanto mi chiedi, dovrei verificare con i frati francesi.Un'esperienza analoga, se ti interessa, la si può vivere anche in alcuni conventi in Italia. Se mi scrivi alla mia mail personale (fra.alberto@davide.it) ti saprò dare qualche informazione ulteriore. Santo Natale a te e famiglia. fra Alberto

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  3. grazie a F. Jean François

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  4. Invece io sono già in Erasmus in Francia anche se in una parte totalmente diversa da Cholet ! Ringrazio per questo post che mi ha aperto un'idea per i prossimi mesi! Confermo di gran lunga l' " assolutamente scristianizzata e laicista!!" . Perciò, per il ragazzo che vuole venire in Erasmus qui: bella prova di ragazzo cristiano in cammino !!! All'inizio non poco facile perché entri in un mondo molto diverso ma un'esperienza veramente bella perché fa scoprire tante cose di se stessi in relazione al rapporto con Dio!
    Grazie fra Alberto.
    *Ragazza in Erasmus*

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