mercoledì 5 novembre 2014

Sessualità e vocazione

Pace e bene cari amici, Il Signore vi dia pace. I recenti post riguardanti la castità hanno davvero interessato e coinvolto molti ragazzi che mi hanno scritto sull'argomento. Vi propongo oggi la corrispondenza intercorsa con un giovane in ricerca vocazionale che mi manifestava alcune difficoltà nel gestire la sua sessualità ( causa pornografia). Si tratta di questioni e problematiche molto frequenti fra i giovani. Nella mia risposta evidenzio solo alcuni passaggi fondamentali, ma l'argomento meriterebbe molto di più. Vi invito a pregare per questo giovane come per quanti ricercano la bellezza della castità e della purezza in un mondo che invece spesso esalta e incoraggia atteggiamenti opposti. Vi benedico e incoraggio. Fra Alberto


LETTERA DI UN GIOVANE
Salve fra Alberto, sono un ragazzo di 21 anni in ricerca vocazionale e vorrei iniziare il cammino del Gruppo vocazionale francescano . E' da un bel po' di tempo che leggo il suo blog . Grazie per quello che fa e per le sue risposte sempre illuminanti e consolanti.
Il mio è un argomento piuttosto delicato. A casa mia, quando ero piccolo (ma ancora adesso!!) argomenti legati alla sessualità sono sempre stati argomenti tabù, da non tirare fuori. Come tutti gli adolescenti, penso, c'è stato il momento della scoperta di questa sfera e della scoperta del proprio corpo ( anche attraverso la pornografia, internet.. ). Ho sempre sentito che ciò che andavo a fare, che l'utilizzo del mio corpo per il mio piacere (parlo di utilizzo di pornografia a livello personale), era una cosa "più grande di me", nel senso che avevo la sensazione di rovinare una cosa bella, potente e profonda. Ne provavo così vergogna, che nonostante sapevo che "era peccato", non ho mai avuto il coraggio di confessarlo.
Lo scorso anno, con il gruppo giovani della mia parrocchia, abbiamo affrontato il tema della sessualità al campo scuola estivo. Finalmente ho avuto il coraggio di mettere in discussione questo aspetto della mia persona, ho avuto il coraggio di aprire questo sacco, svuotarlo e rimettere ordine. Purtroppo non è ancora stato chiuso e riordinato del tutto. Mi spiego. Riflettendo e confrontandomi con la responsabile del gruppo giovani ( una bravissima signora sposata), sono arrivato alla conclusione di essere schiavo della pornografia. Quest'anno, grazie al confronto serrato con la mia responsabile, ma soprattutto alla preghiera, sono riuscito a fare tanti passi avanti in questo aspetto. Nel percorso compiuto, riconosco un sacco la presenza del Padre e riconosco che diverse volte mi ha aiutato . Il problema è che ho ancora qualche ricaduta ogni tanto. Questo mi rattrista, perché infonde in me un senso di indegnità nei confronti di tutti i momenti che il Padre mi ha donato di vivere, e mi fa pensare di non esser degno di intraprendere il percorso degli incontri vocazionali, nonché non meritevole dell'Amore che il Padre ha per me.
Il consiglio che vorrei chiederle riguarda proprio questo ambito qui. Le è mai capitato qualcuno che ha vissuto le mie stesse cose? Nel caso, cosa gli è stato utile per rimettere ordine? Ritiene opportuno che cominci gli incontri vocazionali? Questo può essere un ostacolo nello scegliere di vivere interamente per Gesù? Grazie!

RISPOSTA DI FRA ALBERTO
Pace e bene caro amico. Grazie per la fiducia e grazie per avermi scritto di te anche in ordine ad aspetti tanto delicati e personali. Vedo che poi mi hai inviato un'altra mail molto più lunga dove mi hai spiegato ancor più chi sei, cosa cerchi e anche mi hai raccontato meglio la tua vita . Grazie davvero di cuore. Mi limito qui alla questione che mi poni: la pornografia e la sua compatibilità con un cammino di discernimento. Prima di tutto vorrei dirti che il cammino di maturazione e conoscenza di se, di cui la dimensione sessuale è un aspetto fondamentale, è un percorso che dura l’intera vita, ma che certo diventa cruciale nell’adolescenza e nella giovinezza. 
Che in questo periodo della vita (da vera bomba ormonale!), si attraversino anche fasi talvolta turbolente e disordinate e confuse, non ti deve spaventare (anche se non lo devi sottovalutare). Purtroppo lo stesso clima culturale ipersessualizzato e la facilità dei mezzi di comunicazione (internet ecc,.) insieme talvolta all’incapacità delle famiglie ad affrontare serenamente la questione, induce spesso un giovane a cercare strade poco limpide, vissute nella solitudine e nell’autoreferenzialità. Ciò che mi pare molto bello e incoraggiante per te è che tu abbia avuto la forza e la possibilità di parlarne finalmente con la brava signora che guida il vostro gruppo giovani e così iniziare a guardare a questa tua difficoltà con maggiore serenità, mettendo in atto anche delle strategie per superarla. Mi limito qui ad alcuni suggerimenti:

1)Ecco allora un primo consiglio anche per altri giovani che mi scrivono su questo tema: per sconfiggere il vizio della pornografia, il primo passo da fare è di aprire “porte e finestre” con qualcuno di fiducia, è di "ammettere" il problema (cosa per nulla facile!) e quindi parlarne e provare ad affrontare la questione. La pornografia infatti è una fuga, un isolarsi, un rifugiarsi in un mondo fantastico irreale e irraggiungibile, che al momento seduce, ma che immediatamente dopo, lascia l’amaro in bocca, genera tristezza e depressione. Il confrontarsi, il farsi aiutare, è un passo straordinario e necessario.

2) In secondo luogo, come già sperimenti, è fondamentale la preghiera, sono assolutamente indispensabili i sacramenti (eucarestia, riconciliazione) e dunque l’affidamento costante al Signore per costruire un’autentica relazione con Lui e dare così stabilità e saldezza al tuo sentirti figlio amato e prezioso agli occhi di un Padre buono.  La pornografia è del resto, la risposta sbagliata e distorta ad un mondo interiore spesso inesplorato, ma che ci riguarda e interpella. Essa rivela, infatti, sia pure in modo inquinato, il nostro bisogno di affetto, di amore e comprensione, intimità, il bisogno di essere voluti bene e di volere bene … Sono pertanto questi i bisogni veri che vanno ascoltati e soddisfatti non certo rifugiandosi in un mondo irreale e fittizio, ma piuttosto impegnandosi a costruire ogni giorno relazioni belle, autentiche, con persone vere (non con immagini racchiuse in un monitor)!!. Questo vale dunque anche per il tuo rapporto con il Signore, così come vale per ogni tipo di relazione con gli altri: un incontro che sei chiamato sempre più a far fiorire e valorizzare e apprezzare. Si tratta di uscire da se stessi per andare verso l’altro; si tratta di un cambio di sguardo su Dio come sul prossimo, (non più oggetti, "cose" da usare e sfruttare per il proprio piacere o tornaconto, ma persone concrete da conoscere e amare). La “relazione” è dunque un altro passo necessario.

3) La pornografia la si sconfigge poi stando ancorati con tutte le forze alla realtà. Vale a dire vivendo a pieno e con passione e ardore tutto ciò che ogni giorno ti interpella: lo studio, il lavoro, lo sport, l’amore, gli interessi, le amicizie… Tutto ciò che è vita piena è un antidoto potente a  quanto è solo un surrogato velenoso, una finzione di vita. Dunque la terza indicazione è: vivi una vita piena e vera!

4) Vigila poi sempre su te stesso e mai dare per scontata una vittoria in questo campo. Quando si è adottato un vizio, la sua radice maligna sempre può agire e ritornare attiva…Vigilanza dunque, uno “stare pronti” e con la lampada sempre accesa e magari trovando anche un aiuto concreto in un buon filtro antiporcherie!! La pornografia del resto è una sorta di schiavitù: se ti accorgi di non poterne fare a meno significa che ne sei prigioniero!!! Siamo fatti per la libertà!! Cerca e persegui la tua libertà!

Ebbene caro amico, con queste premesse e atteggiamenti da attivare e da verificare con la tua guida spirituale, credo che tu possa intraprendere certamente un cammino di ricerca vocazionale ma anche di crescita umana e relazionale, nella consapevolezza però, che un eventuale ingresso nella vita religiosa sarà subordinato ad una tua raggiunta maturità e autonomia e libertà in questo ambito così delicato. Hai dunque un cammino impegnativo e bello davanti. Coraggio: ne vale la pena!
Ti benedico. Fra Alberto

P.s: la gioia del cuore è il premio per chi vince questa battaglia!







11 commenti:

  1. E che mi dice padre della masturbazione? Io ho 19 anni ed è un problema che mi addolora anche se non ne ho mai parlato con nessuno. Alessio

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    1. caro Alessio. Grazie per la fiducia. Credo che in sostanza, le indicazioni date sopra valgano anche per te. L'autoerotismo è infatti anche esso una forma di fuga, un surrogato di felicità e piacere che però subito svanisce e lascia tristi e vuoti.L'uomo ha infatti bisogno di ben altro per avere il cuore contento! Fatti aiutare..parlane con qualche bravo sacerdote di tua fiducia: è il primo passo! ti sostengo con la preghiera e ti benedico. Fra Alberto

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  2. Ciao Padre Alberto,
    questo argomento è sempre più scottante e parlo della porno dipendenza.
    Spesso quando ci si confessa (parlo per me) noto un approccio diverso in base al sacerdote: qualcuno contestualizza il fatto e, comprendendo la difficoltà di chi si trova in una forma di dipendenza, ne chiede un'uscita "graduale" da essa se non altro diminuendo la frequenza se non è possibile l'uscita immediata. Altri invece sono intransigenti e giudicano a volte in modo forse burbero la cosa dando l'idea di un Dio che giudica più che di un Dio misericordioso. Sembra non ci sia un approccio comune al problema che cosa ne pensi a riguardo?

    Nicola

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    1. Pace a te. certamente non è mai facile per entrambi ( penitente e confessore) affrontare la questione.Nella mia esperienza, mi pare sempre necessario un cammino graduale, un accompagnamento..Sarebbe bello far arrivare a scelte repentine e drastiche ( e può accadere talvolta), in realtà ( come per ogni dipendenza e schiavitu') il più delle volte non è così!!
      Credo sia importante per tutti i giovani, però, prima di finire in certi pozzi neri, la VIGILANZA e la virtù della PRUDENZA! Bello e da forti tendere al valore e alla bellezza della PUREZZA!! ti benedico. fra Alberto

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  3. Che tristezza immensa: siamo tutti così pieni di problemi d'affettività! Io anche quando avevo più o meno 12/13 anni ho iniziato con questo genere di cose e ci stavo sempre peggio, poi fortunatamente dopo un po' di tempo mi sono andato a confessare e c'è stata la liberazione (ho avuto una ricaduta, ma poi c'è stata un'altra confessione e con grande impegno ho avuto questa bella grazia della guarigione completa e definitiva ed ora sono passati tanti anni), quindi non vi abbattete! Ce la potete fare con Gesù (io stavo nella cacca fino agli occhi, stavo soffocando eppure eccomi qui, finalmente senza attaccamenti a quel genere di cose). Soffrivo perché mi sentivo un essere indegno d'essere amato persino dai propri genitori, non vedevo nulla di bello in me, non riuscivo ad avere rapporti d'alcun tipo con nessuno (coetanei o adulti, familiari o sconosciuti), mi chiedevo perché Dio avesse voluto creare così brutto, così cattivo, così indegno, infelice e schifoso quell'essere che sono io, perché mi aveva fatto nascere e perché non mi faceva morire, addirittura a volte desideravo di morire per una malattia grave e dolorosa (mi odiavo) e mi convincevo che i miei genitori non mi volessero e mi ripetevo che creavo solo ed esclusivamente problemi e che ero un peso per tutti, anche per me ovviamente. Quelle cose cattive che operavo su di me e che ricercavo operate con violenza su qualcun altro erano un modo per punirmi perché mi sentivo in colpa senza una ragione precisa, e infatti ci stavo malissimo...

    Insomma, dopo tanti anni dalla fine di quel periodo orribile riporto alla memoria queste cose con un po' di dolore, perché stavo davvero male, ma ve le dico perché possiate capire che se adesso io sono guarito allora potete guarire anche voi. Ancora mi meraviglio vedendo che dopo tutte queste cose Dio mi porta sulla strada della ricerca vocazionale (penso alla consacrazione) nel desiderio di contrarre quei, di cui uno è proprio quello di castità.

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  4. Premetto che, per quanto sia religioso, ho trascorso almeno due lustri della mia vita a stabilire un rapporto sereno con la mia sessualità. Comprendo perfettamente la situazione di disagio nella quale si trova il giovanotto di 21 anni. La lettura della Sua testimonianza mi ha fatto venire in mente un film che ho visto qualche tempo fa. Il titolo di questo film è “Kadosh” del regista israeliano Amos Gitai. In una parola, mano a mano che la dipendenza dalla pornografia diventa più accentuata, i freni inibitori esauriscono la loro funzione. Nel film sopranominato la giovane Malka si sottopone al precetto biblico di compiere l’atto coniugale con il proprio devoto novello sposo senza alcuna possibilità di scelta. Ella è certamente consapevole che il suo comportamento arrendevole le consentirà di attenuare (anche se temporaneamente) la scrupolosità del marito. Si dica lo stesso per coloro che hanno contratto un malanno come la lussuria. Il desiderio di conseguire un piacere sempre più appagante comincia a fiaccare lo spirituale apparato immunitario di cui siamo tutti dotati. Tale desiderio è un po’ come il marito di Malka: pretende di essere soddisfatto. È un desiderio usurario che cagiona la perdita dell’equilibrio. Nel corso di questi anni ho guardato, mio malgrado, molti film del genere. Quello che ho potuto notare è che gli interpreti non si accontentano mai e passano (quasi sicuramente per “esigenze di copione”) da una pratica all’altra cercando di conseguire un piacere che si può sperimentare soltanto nel modo più rispettoso nell’ambito di una relazione stabile. L’esperienza mi insegna che si guarisce dalla lussuria soltanto per intervento divino. La buona volontà è necessaria ma non sufficiente. È il Signore che da la forza per provare la giusta ripugnanza per una declinazione tanto storpiata della sessualità quale può essere la pornografia. Al caro figliolo di 21 anni vorrei dire di non abbattersi. È sufficiente il desiderio sincero di essere libero per poter ottenere la grazia della guarigione. L’antidoto è rappresentato dai Sacramenti. Coraggio! Anche Malka ebbe la grazia di decidersi a lasciare il suo molesto marito e a partire da Gerusalemme!

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  5. Salve. Se un giovane è omosessuale dichiarato può diventare frate?

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    1. Pace a te . Una risposta appropriata su una questione tanto delicata e complessa non si risolve certo in poche parole o in una formula. Sempre infatti si deve partire da un confronto sincero e rispettoso con la persona in questione. Limitandomi alla tua domanda molto sintetica ti rimando anch'io molto sinteticamente alle indicazioni della Chiesa per cui non possono essere ammessi "al seminario e agli ordini sacri coloro che non giungono a padroneggiare (contra ire nequeant) eventuali tendenze omosessuali (...); nè coloro che praticano l’omosessualità e presentano tendenze omosessuali profondamente radicate o sostengono la cosiddetta cultura gay" ( documento della Congregazione per l'educazione cattolica). Se queste sono le indicazioni "dall'alto" in realtà anche l'esperienza spicciola di accompagnamento e ascolto di questi fratelli solitamente porta a suggerire loro, come più semplice e praticabile e certamente più libera e serena, la scelta di una vita laicale impegnata e cristiana.

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    2. non le pare che la chiesa dovrebbe aggiornarsi su questo tema dell'omosessualità e finalmente ammettere queste persone al sacerdozio?

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    3. Pace e bene. Riandando anche a quanto ho già scritto sopra, tenga presente che la Chiesa non può certo mutare o plasmare la sua dottrina secondo le mode o il mutare delle sensibilità. Di conseguenza, poiché secondo la morale cristiana l'omosessualità praticata ( non dunque la sola tendenza!) costituisce un grave peccato e un grave disordine (che grida vendetta al cospetto di Dio, diceva il catechismo di Pio X), ecco che chi vive in questa situazione non può essere ammesso al sacerdozio.

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  6. Tra noi bambini d’oriente si raccontava spesso; chissà se i “puritani” d’occidente avranno “il coraggio” di pubblicarla

    C’era un uomo che si chiamava Nimatullah, capelli fulvi, occhi vispi, cuore sapiente. Da piccolo era vissuto in una landa desolata e, già al primo ruminare della carne, non aveva lesinato di spargere volontariamente il proprio umore seminale pur di spegnere l’arsura (libidinosa) che lo infiammava. Una volta cresciuto, a motivo della sua sapienza, fu stimato degno d’essere incoronato re del paese. Tornò dunque nella landa desertica dov’era cresciuto e scoprì, con grande sorpresa, che si era creata una selva fittissima: milioni di cedri che non potevano neanche contarsi. Comandò subito ai propri dignitari di dare disposizione che gli alberi venissero tagliati in modo da poterne utilizzare il legname. Appena ebbe impartito quest’ordine gli apparve un angelo di nome Zaccaria che gli ricordò: “da piccolo spargevi il Tuo seme in questo deserto; tanti e poi tanti figli che avresti potuto generare! E se anche non li avessi generati, essi, in quanto semenza, avrebbero reso saldo il tuo tronco come il picciolo, senza la drupa, che si avvizzisce sulla corteccia. Ecco i Tuoi figli: milioni di alberi che testimoniano il numero di figli che hai sperperato. Se li ameresti come li avresti amati, lascia tranquilla questa foresta.” Nimatullah comprese che aveva violato il comandamento, ucciso i figli che avrebbe potuto, altrimenti, procreare e pascere. Si disse: “Non ucciderò più! Questi cedri Ti rendano gloria come avrebbero fatto i miei figli.” L’angelo rispose: “Uomo contrito, certamente non avresti potuto mettere al mondo cotanti figli ma, adesso, comprendi almeno quanta prole avresti potuto avere? Va e desidera solo la vita poiché ad essa sei stato chiamato.”

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