venerdì 28 novembre 2014

Gesù vuole qualcosa da me

Cari amici in ricerca,
il Signore vi doni pace...

Questi sono gli ultimissimi giorni del tempo liturgico ordinario. Domenica inizia il tempo d'Avvento e, con esso, il nuovo anno liturgico. Queste sono settimane in cui la liturgia fa risuonare le parole di Gesù e degli Apostoli sui tempi ultimi: ricordandoci che la storia non va avanti a caso, come un treno in corsa senza conducente. La storia universale - e la mia piccola storia personale in essa - stanno procedendo verso il compimento di tutto in Cristo, al di là del fatto che noi ci crediamo o no, che lo vediamo o no, che lo capiamo o no.
Mi sembra che... le parole che trovate qui di seguito possano essere molto adatte a contestualizzare la vostra giovinezza e il vostro discernimento in questo tempo di attesa. In realtà - mea culpa! - erano state scritte a inizio estate. L'autore, fr. Gabriele, mi aveva fatto il dono di questo articolo per il Blog, inviandomelo mentre partivo per i campi ad Assisi. Il turbinio estivo ha ulteriormente indebolito la mia già fragile e affollata memoria.
Fr. Gabriele nel frattempo ha professato i voti solenni per tutto il tempo della vita, lo scorso 11 ottobre. Nel frattempo ha messo piede... mani e cuore nella sua nuova comunità e nel suo nuovo apostolato: a Monselice, presso la Comunità San Francesco, dove con gli altri frati si occupa di accompagnare verso la guarigione persone dipendenti da droghe, alcool e altro...
Grazie a fr. Gabriele, perché le sue parole, alla luce di quanto sta vivendo, assumono anche il sapore concreto della testimonianza.

Buona lettura e buona vita!!

frate Francesco
francesco.ravaioli@gmail.com

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«Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete nel Vangelo» (Mc 1,15)
Carissimo amico, carissima amica, pace!
Il nostro cuore è inquieto e riposa solo in Dio. La sua dimora è in Dio, Uno e Trino. Se, però, fosse così facile, non spenderemmo miliardi di parole e milioni di energie! Talvolta, nella nostra ricerca del senso della vita, ci complichiamo la strada, anche dentro un cammino chiaramente vocazionale. Siamo effettivamente presi dalle preoccupazioni che possono generare ansia, addirittura angoscia! Eppure c'è una strada certa, quella stessa che ci indica Gesù. Ammettiamolo; di primo acchito le parole di Gesù "suonano" talvolta un po' dure, stonano e stridono con l'annuncio di gioia a cui siamo chiamati dal Signore stesso e che, a volte erroneamente, identifichiamo semplicemente col sorriso a 32 denti. E chi vive nella sofferenza, nella malattia, nel dramma di relazioni interrotte, di un amico che ti ha deluso, di una fidanzata che ti ha lasciato? Allora i conti non tornano?!? Forse che il Signore ama la sofferenza o, meglio ancora, "ama" far "soffrire"? 

Ecco, tra queste "durezze" che appartengono a Gesù possiamo fare sicuramente esperienza delle sue prime parole: "convertitevi". Ma che significa, soprattutto per un ragazza o una ragazza in ricerca? Significa che tutta la mia vita è sbagliata? Beh, non proprio! 

Un primo elemento è questo: Gesù vuole qualcosa da me. Anzitutto vuole entrare in comunione con me; ciò significa che ha da parlarmi. Egli parla a noi come ad amici, non come a servi e dunque il primo presupposto è quello dell'ascolto. Dobbiamo porci in ascolto e l'ascolto per eccellenza parte con il vangelo in mano. Ma io leggo il vangelo? Se non leggo il vangelo non posso nemmeno proseguire nel discernimento, cioè nel comprendere non solo ciò che è bene o male nella mia vita, ma anche e soprattutto ciò che Gesù sta cercando di dire alla mia vita. Dal vangelo cartaceo, ben consunto, emerge il Verbo della vita, Gesù, vivo e presente proprio oggi. 

Dall'incontro con Lui comincia a scaturire una preghiera di risposta, le nostre parole, ma, soprattutto, la nostra vita, fatta di sentimenti (con ogni sfumatura), gesti ed azioni, insieme al confronto con persone che già camminano dentro un cammino cristiano di fede, con coloro che possiamo considerare come compagni di viaggio. Il Signore chiama a conversione per portarci all'estroversione, alla capacità di seguirlo nell'amore per i fratelli. Amare è un'opera colossale, non per ampiezza e grandezza, ma proprio per conversione. Seguire Gesù è portare questa croce (convergere a Lui per amare come Lui), sapendo che la croce senza Gesù non ha senso. Stare con Gesù porta a compiere il passaggio dal cinico egoismo ad un'apertura sempre maggiore all'ascolto, alla pazienza, al servizio per il bene del prossimo, a gesti sempre più autentici, piccoli e feriali. Compiere questo cammino significa anche imparare ad «Amare silenziosamente, gratuitamente, nascostamente. Senza mettere la firma personale di proprietà, senza dirlo a nessuno, neppure a se stessi. Questo sì che è amore, quell’amore che, attraverso la morte di sé, porta in gestazione la vita di molti» ("Fare i cristiani", mons. Francesco Lambiasi). Sì, carissimi amici, amare morendo a se stessi porta in sè la gestazione per la vita di molti, cioè la perseveranza e la fecondità della nostra vita tanto spesso richiamate da Papa Francesco nei suoi interventi. Fondamentalmente è nella relazione che ci si converte, non è un'opera progettata a tavolino da un'equipe di ingegneri per sostenere adeguatamente il peso che grava sulla nostra vita.

Con queste poche e misere parole, cari amici in ricerca, affrontiamo questo inizio d'estate progettando non solo le vacanze e il meritato riposo dopo le fatiche del lavoro e l'impegno per lo studio, ma anche il desiderio concreto di stare con coLui che non va in vacanza, tanto più se si tratta di ri-dare vita, ri-donare speranza, ri-offrire la carità, Gesù. Già questo parla di conversione.

[fra' Gabriele Terzi]


10 commenti:

  1. Bellissima lettera e davvero molto utile per il nostro cammino di discernimento vocazionale!

    Molto spesso, soprattutto nei periodi "calmi" dell'anno come l'estate oppure quando passa abbastanza tempo tra un incontro coi frati e l'altro (per esempio quelli del gruppo San Damiano), ci capita a volte di venire presi d'assalto da dubbi, angosce e timori dovuti all'ordinarietà della vita quotidiana che continua ovviamente a coesistere in parallelo al cammino di verifica che stiamo intraprendendo...
    Se da una parte questi pensieri ci inducono ad una sana riflessione critica sulla direzione che stiamo seguendo, dall'altra però possono anche essere una forte tentazione al fine di destabilizzarci, di farci prendere dall'ansia o addirittura di decidere di troncare il tutto così su due piedi; magari forti del fatto che chi ci dovrebbe appoggiare per primo invece non fa altro che metterci i bastoni tra le ruote (es. genitori, fratelli) e allora uno conclude con un bel "Ma chi me lo sta facendo fare!?!"

    Vorrei chiedere quindi a tutti i ragazzi in discernimento vocazionale una preghiera proprio PER tutti i ragazzi in discernimento vocazionale!
    Perché Gesù possa sempre aiutarci a vincere tutte queste difficoltà e ad essere, proprio come San Francesco d'Assisi, i forti e valorosi "cavalieri di Cristo" che, avendo come armi il Vangelo, l'ascolto e la disponibilità fraterna siano sempre capaci saldamente di "dare ragione a chi ci chiede motivo della nostra fede".

    Grazie :)

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  2. Mi unisco alla preghiera e alla richiesta !!
    -ragazza in discernimento vocazionale-

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  3. Se la conversione avviene nella "relazione" - e purtroppo lo sapevo già - allora non c'è speranza per me. A me la relazione piace, ma non ne sono proprio capace. Ho continuamente il tormento del senso di colpa, e appena mi arrischio a dire qualcosa a qualcuno poi penso, nel panico, che sarebbe stato meglio rimanere in silenzio; mi sento in colpa persino a rompere le scatole al prete che deve confessarmi e sentirsi sempre tutti i miei lamenti e le mie irrefrenabili lacrime disperate, figuriamoci se riesco a portare Gesù fuori della parrocchia, ma dai! Ho la percezione netta che a breve lascerò perdere tutto definitivamente dopo tanta fatica e tanta ricerca... e non m'illudo di poter essere felice lasciando tutto, solo che non mi sopporto più e ho una grande stanchezza di questo mio testimoniare tutto il contrario del Vangelo per poi andare a messa tutte le domeniche. Mi trovo a pensare che faccio male alla Chiesa e che se la gente vede me sapendo che la chiesa la frequento e che affermo di credere in Gesù e in Dio, allora è normale che si allontani da essa. Io non penso si possa amare veramente quando ci si sente perennemente così in colpa: verso il confessore che ti deve stare a sentire, verso i genitori che si sacrificano per te, verso Dio perché si ha troppa paura per muoversi e finalmente spendere almeno un secondo della propria vita in UNA QUALSIASI COSA, verso chi ti sta parlando perché non sei neanche capace di fare una conversazione (le tue si riducono ad ascoltare senza sapere cosa dire), verso chi soffre intorno a te perché non sai neanche vivere la compassione, verso la vicina che ha bisogno di aiuto perché tu non intervieni per paura di fare peggio, verso chi neanche ti ha rivolto la parola e si sta lamentando per conto proprio di qualcuno che non sei tu, verso coloro che volevi aiutare e facendoti coraggio ti sei deciso a soccorrere per poi magari - senza farlo apposta - fargli male o farli arrabbiare, e verso ognuno in ogni momento.

    Le parole che prima mi riempivano il cuore erano "non temere, vermiciattolo di Giacobbe" e "non li guarì né erba né unguento, ma la tua parola, Signore, che tutto risana"; adesso ho nella testa quest'affermazione: non farò mai niente della mia vita. E' proprio una sicurezza, non una paura. So già che appena avrò pubblicato questo commento mi sentirò l'essere più stupido del pianeta per aver anche soltanto pensato di scriverlo.

    Come si può pensare ad una consacrazione quando non si è neanche saldi nella propria chiamata ad essere cristiani? Come si può diventare cristiani autentici se ci si sente in colpa quando si viene accolti dagli altri perché finalmente ci si è decisi a provare qualcosa, a fare qualcosa con loro? Io voglio sempre fare grandi cose, ma non ne faccio mai neanche una piccola, ho sempre sognato cose come la missione, il martirio (non so su quali basi, visto che mi vergogno anche a chiedere un bicchiere d'acqua a casa di un parente), però fino ad ora di riuscire a vivere almeno il quotidiano con costanza non se n'è parlato proprio.

    Io continuo a pregare per coloro che, giovani, cercano la propria vocazione, soprattutto per coloro che sono chiamati al sacerdozio e alla consacrazione, ma non ce la faccio più a chiedere luce per me, non ne ho più voglia, mi sono stufata (e mi sento già fortemente in colpa per questo).

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    1. Perdonami se ti rispondo io che sono una ragazza qualsiasi.. Ma anche io ho passato una cosa simile... Ti capisco stra bene! E questi dubbi rimangono sempre, ma un giorno ho capito una cosa, è più facile amare che lasciarsi amare.. Lasciati amare! Accetta che le persone possono dedicarti del tempo, accetta di nn essere perfetta, accetta che il tuo parroco possa ascoltarti è preoccuparsi per te! Lasciati amare e a quel punto riuscirai ad amare con un senso di gratitudine enorme! Una persona dá in misura di quello che riceve e Dio ti ama tantissimo, lasciati amare da lui! E fidati anche se vuoi mollare nn riuscirai, lo so bene io! Nn riuscirai perché Dio viene sempre a cercarti! Lui fa il primo passo verso di te! cito la frase di un film un po rivisitata.. Se chiedi a Dio chiarezza credi te la spiattellerà in faccia o piuttosto ti darà la possibilità di capire cosa sei e che forma hai!?.. Lasciati amare, amati e ama! Nn sei sola, siamo tanti nella stessa situazione ma forza! E voglio regalarti la frase che mi ha smontata definitivamente "Dio ha scelto ciò che nel mondo è debole per confondere i forti"!!! :D

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    2. Cara "ragazza qualsiasi",
      grazie della tua risposta! La mia non avrebbe saputo essere così autorevole. Parli per esperienza personale e ti sono grato di questo, come spero ti sia grata anche la ragazza a cui "rispondi".

      A te, invece, ragazza del 30 novembre, aggiungo solo...
      Prova ad ascoltare le parole semplici e sentite di una ragazza come te. Permetti al signore e agli altri di avere uno sguardo su di te importate almeno quanto il tuo. Non fidarti solo di ciò che "senti" tu. Tanto più quando questo è così negativo, insistente e paralizzante.
      Molti ti consiglierebbero un percorso di psicoterapia. Non voglio sopravvalutare né sottovalutare una mediazione come questa. Potrebbe esserti utile, ma non ti conosco abbastanza. Una cosa so: che non basta. Il Signore che conduce la storia di ciascuno è l'unico che può condurti a guarigioni insperate e a conversioni profonde, se glielo chiedi. La vita cristiana è prima di tutto un dono da ricevere... continuamente. Prima che essere qualcosa da fare, una legge da vivere, un Vangelo da seguire... è un dono da ricevere.
      Il dono è fatto, il vaso prezioso è rotto e il profumo di nardo si spande per tutta la casa: Cristo la sua vita ormai l'ha data sulla Croce. A noi solo accogliere questo dono. La radice dei peccati di noi cristiani è tenere le mani chiuse e provare a "salvarci" da soli come fossimo dei pagani qualsiasi.

      Coraggio, non temere, e con il tempo scoprirai che la Parola, il Corpo e il Sangue di Cristo hanno davvero il potere di renderti una persona migliore, più libera e capace di scoprire nella tua vita redenta energie che mai avresti immaginato di nascondere.

      Buon cammino! "Il Signore ti dia pace" nel profondo e in ogni tuo giorno.

      fr. Francesco

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    3. Cara sorella in cammino verso la luce,
      mentre leggevo la tua risposta mi sono tanto sentita vicina a te. Per questo ti rispondo come "seconda ragazza qualunque". Non posso darti consigli perché anch’io sono “piccola in cammino” ma voglio solo rassicurarti forse come coetanea o chi cammina in scarpe simili. Sai, è splendido sapere che non si è soli in questo cammino. Ognuno ha una strada diversa, come è giusto che sia ma forse un'Unica Meta in comune. Perché smettere di camminare? E’ vero, a volte siamo stanchi. Ma siamo anche liberi!!! Magari desiderosi di prenderci una pausa. La prendiamo, respiriamo un po’, ... proviamo. Prova!! Io, dalla mia esperienza, inevitabilmente sono stata richiamata al mio cammino e ad un’Aria più completa con respiri più profondi che ti completano maggiormente e senza i quali non saprei come vivere. E’ un’Aria, come una Luce, che ti viene donata prima ancora che tu la chieda. E una via d’Amore gratuito verso Chi ci sta amando soprattutto quando non ce lo meritiamo e prima ancora che glielo chiedessimo. Mi piace tantissimo una frase che ho sentito mesi fa : -Amami quando non me lo merito perché è proprio allora che ne ho più bisogno- . Te la regalo . Forse non ti servirà o servirà a qualcun altro ... non importa. Vorrei solo dirti che mi ha fatto piacere leggerti e che foss’anche solo per questo puoi iniziare ad eliminare un senso di colpa perché siamo già in tre a starti vicina e ad amarti apprezzando ciò che sei riuscita a buttar fuori. Anzi... dimenticavo... c’è un Quarto che è ancor più vicino a te e che non si stancherà mai di ascoltare il tuo grido perché, prima ancora di te e di me, l’ha provato Lui sulla Sua pelle. Ti abbraccio, piccola e innamorata della Luce, ... forse come te.

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    4. Grazie per le tue dolci e vere parole...

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  4. Sono la ragazza del 30 novembre cui avete risposto con così assurda (in senso buono) partecipazione. Non so se così farò bene o male, però penso sia in qualche modo dovuto da parte mia rispondervi, visto che vi siete tuffati così coraggiosamente nel mio commento precedente. Sarò breve, così non rischio di dire troppe stupidaggini.

    1. Io vi ringrazio veramente non perché rispondete a me, ma perché siete luminosi addirittura a distanza.

    2. Grazie di avermi costretta a pensare al fatto che fino ad ora non mi è mai capitato di chiedere senza ricevere (fino ad ora più di quello che chiedevo, proprio in termini pratici, e non poetici!). Io sono convinta fin nel midollo che Dio mi ascolta e mi risponde (non per apertura di cuore, ma perché quand'anche mi sono chiesta se c'era veramente da credere nel fatto che Dio ci ama... Lui s'è sentito chiamato in causa e ha fatto un marasma nella mia esistenza e alla fine c'ho dovuto credere per forza), ma senza essere invasivo (fino ad ora si è sempre comportato così); è solo mia la chiusura e mi fa soffrire tanto proprio l'essere così cosciente del fatto che non sono aperta e che quindi nessuno crederebbe mai, guardando me, che Dio veramente è un qualcosa di *non trovo la parola* e che compie cose che a volte mi fanno pensare: "Ecco. Adesso posso pure tacere per sempre, ogni parola è inutile" (questo proposito dura sempre molto poco, eh).

    3. Io spero proprio tanto, e lo chiedo al Signore, che diventiate tutti pazzi di felicità come san Francesco (già soltanto per aver impiegato il tempo a leggere il mio messaggio prolisso e poi addirittura a cercare di rispondere facendo una cosa difficile come entrare nel dolore dell'altro). E vi chiedo pure scusa per lo sfogo.

    Non so se leggerete, comunque Dio vi deve far arrivare il frutto di questa mia invocazione pure senza che lo sappiate, non m'importa.

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    1. Grazie, carissima,
      di aver risposto e di aver portato una luminosità nuova in queste tue parole, che testimoniano la generosità di Dio. ProvocaLo ancora riguardo alla tua chiusura... e non aver paura. Se questa è effettivamente 'di troppo' in te, perché diventi ciò che devi essere, il Signore non ci metterà un'eternità (incalzato della tua insistente preghiera) a renderti più libera e aperta, magari attraverso incontri inattesi o chissà cosa. Guarda cosa ha fatto con Simon Pietro il rinnegatore, Maria di Magdala dai sette demoni, con Francesco d'Assisi il viveur, con Giuseppe da Copertino l'ignorante...
      Grazie del bell'augurio che ci rivolgi e della tua invocazione al Signore!
      Restiamo uniti nella preghiera...

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    2. Ti ringrazio di cuore !!! Rimanendo nella stessa comunione di preghiera, ti saluto facendoti giusto pensare che io non ti ho vista (almeno penso... sempre se non ci conosciamo già!) ma solo leggendoti e provando a viverti ho pensato : Dio è veramente qualcuno che ... beh si, mi ha portato a leggere questo articolo e a trovare le tue parole. Su un blog maggiormente rivolto a ragazzi, c'è anche una ragazza che risponde e chissà in cammino come me. E, in un certo qual modo, non mi sono sentita sola. Quindi, a parer mio, più che vederti, uno dovrebbe viverti per provare che anche tu sei un grappolo della Sua Vigna. Per il resto, non voglio dilungarmi. Anzi, non vorrei sbagliare a rispondere ancora una volta, ma non vuole essere un'opera di convincimento, quanto un confronto ed un parere. Perdonami se sono sembrata insistente.
      In ogni caso, credo sempre più che questo blog e voi frati che lo gestite siano davvero doni preziosi. Apprezzo e ringrazio voi e il Buon Dio che vi ha chiamati a servirLo con noi giovani in cammino . Continuiamo a pregare gli uni gli altri, per piacere.
      Buon cammino a tutti e grazie per queste condivisioni di questi giorni!
      "seconda ragazza qualunque"

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