domenica 30 novembre 2014

Avvento: tempo di attesa, tempo di attenzione, tempo di decisione


Domenica 30 novembre 2014
Prima domenica d’Avvento 



“Fate attenzione, 
  vegliate, 
  perche’ non sapete 
  quando è il momento”. 

   (Mc 13, 33)








Cari fratelli in cammino e in ricerca della vocazione divina per la vostra vita, il Signore vi dia pace.

Siamo entrati nel tempo dell’Avvento, tempo di attesa del Signore che viene, che bussa alla nostra porta, e chiede di entrare nella nostra vita.
 Gesù così ci esorta: «Fate attenzione, vegliate perché non sapete quando è il momento». Non un’attesa passiva, ma attentaimpegnata, operosa, amante.

Siamo invitati, anzitutto, ad essere svegli, non addormentati, non rimandatari, rendendoci invece conto che abbiamo solo questo tempo per fare le scelte più decisive; per intraprendere la nostra strada, per accogliere senza paura o tentennamenti la nostra chiamata e vocazione.  L’oggi passa e non torna più; non lasciamolo vuoto di amore e di una nostra risposta.

In secondo luogo, si tratta di riconoscere e accogliere il Signore che viene nel quotidiano: lo incontriamo nella preghiera, nella meditazione della Parola, nell’Eucaristia; lo incontriamo nel prossimo, nel povero, nel sofferente e nel forestiero.

Apriamo il cuore e la porta della nostra casa per accoglierlo.
Solo così lo potremo conoscere e godere di una gioia immensa.

Al Signore Gesù sempre la nostra Lode.
fra Alberto


1 commento:

  1. E’ tempo di credere fortemente
    “Il tempo per credere fortemente è l’Avvento. Cambio di stagione liturgica per tutti i cristiani: cattolici, ortodossi e protestanti. L’Avvento è composto di quattro settimane. Porta fino a Natale. Serve a rivisitare la coscienza per purificala, avvicinandosi ai misteri della figura terrena di Gesù. Una religiosa, colta, ha detto che ci si può avvicinare ad essi in modo solo approssimativo non nel senso ordinario del termine, ma nel senso forte. “L’Avvento addestra a vivere la fede come approssimazione: farsi vicino ai misteri”. Papa Francesco, parlando ai cattolici si allunga a dire: “ci sono in giro persone che di cristiano hanno solo il nome; di cognome fanno ‘mondano’. Sono pagani con due pennellate di vernice di cristianesimo”. Vanno a Messa ogni domenica, si dicono cristiani, pregano, battezzano i bambini. ma sono mediocri. “Si vantano di ciò di cui dovrebbero vergognarsi e non pensano che alle cose della terra”. Sono tiepidi di professione. “Guardatevi da questi!”, dice il Papa, citando l’apostolo Paolo. E suggerisce un esame di coscienza a se stesso, che è stato allargato al Parlamento Europeo, nei giorni scorsi. “ Sono pagano dentro di me? Mi piace vantarmi? Mi piacciono i soldi? Mi piace l’orgoglio, la superbia? Dove ho le mie radici, cioè di dove sono cittadino?” “I cristiani verniciati finiranno male”. Alla rovina si arriva lentamente, a poco a poco. Magari elargendo un giorno una mancia qui, l’altro giorno una tangente là, e così a poco a poco si arriva alla corruzione”. Su questa strada si diventa nemici della croce di Cristo. Ecco perché a Natale gli ortodossi poggiano Gesù bambino su una bara a croce. Si diventa forti nell’onestà, nella fede, nell’amore (grazia da chiedere a Dio) vivendo il tempo forte nell’umiltà, povertà, mitezza, servizio agli altri e pregando gli uni per gli altri. L’Avvento consiglia di camminare insieme, finché l’umano del presepio non cessa di stare con noi. Perché non basta dire, davanti al papa:”Sì, abbiamo sbagliato: il mercato va controllato”, “il Mediterraneo non sia un cimitero di migranti”, “bisogna restituire dignità al lavoro”. Una buona coscienza si serve dell’obiezione anche alle armi, per salvare vite umane. “Tu non uccidere la coscienza per un pozzo di petrolio”. La grotta di Betlemme non sarà mai una polveriera, se i poteri forti si piegano alla ragione e i cristiani con l’umiltà della fede alla carità. L’Avvento per i cristiani è tempo più forte dei poteri disonesti. Ma bisogna vegliare su noi stessi, allora il Natale con Gesù sarà una gioia. Nulla di più grande e di più bello di Gesù è accaduto sulla terra: Dio con noi ! Però tu “non lasciare che il mondo ti catturi. Evadi mio gioioso cuore, sentirai che sei libero, si schiariranno i tempi, aurora splenderà di nuovo. E un mondo di immagini si edifica così silenzioso, mentre fuori, indistinta vuole sbrigliarsi l’antica bellezza”. Un testo molto antico mette in bocca a Gesù: “ Io divenni piccolo per essere vicino a voi e sollevarvi verso il luogo da dove sono disceso. Sì, io vi porterò lassù sulle mie spalle”.
    Luigi Francesco Ruffato, frate del Santo

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