sabato 4 ottobre 2014

4 ottobre: san Francesco d’Assisi

Cari amici in cammino vocazionale, il Signore vi dia pace.
Si celebra oggi la festa di san Francesco e in  tutti i conventi sparsi nel mondo, i frati, rinnovano con gioia la loro adesione al Poverello di  Assisi e lo pregano e invocano di continuare a guidarli ed ispirali, di sorreggerli ancora  e di custodirli nella loro missione . Sempre colpisce, come pur vivendo in luoghi molto diversi per geografia, cultura e religione (e talvolta in situazioni davvero ostili e difficili) riescano a trasmettere e comunicare attorno a sè il messaggio di Francesco, sappiano attrarre e affascinare e anche suscitare nuove vocazioni.  Di seguito riporto alcune testimonianze  ed esperienze francescane che giungono da lontano e che rivelano la forza e l'attualità e l'universalità del carisma francescano che altro non è che il Vangelo del nostro Signore Gesù Cristo. Vi chiedo oggi una preghiera per tutti i frati e tutte le comunità francescane sparse nel mondo.
Al Signore Gesù sempre la nostra Lode. frate Alberto


Dalla Russia, ecco la testimonianza di un nostro frate, fra Nicola, raccolta da un anziano e saggio confratello della basilica del Santo, fra Francesco Ruffato
Sto con un confratello russo, fra Nicola Dubinin, incaricato di animazione francescana sul territorio russo e repubbliche limitrofe. Mi racconta che “nella Grande Russia, multinazionale, multiculturale e multireligiosa, Francesco d’Assisi è sinonimo di semplicità, umiltà e accoglienza. Prevalgono nella stima, evidentemente, i cattolici (presenza storica dal XII secolo), poi i cristiani ortodossi, i musulmani (in costante aumento, soprattutto nelle Repubbliche). I cattolici sono oggi una minoranza (1%) e arrivano dalla Polonia (religiosi in particolare), dall’Ucraina, dalla Bielorussia, dalla Slovacchia, Germania, Italia, ma anche dall’America Latina, dall’Asia, dall’Indonesia, Filippine. Ci sono suore dall’India e dall’Africa. Frati dall’Australia. In crescita le vocazioni locali. C’è di tutto in Russia. La libertà religiosa favorisce la pratica dei credenti. Solo pigrizia e egoismo proibiscono di vivere il Vangelo”.
D. L’effetto “Francesco Papa”, che si firma solo “Francesco”, è rilevante per il mondo ortodosso?
R. “Non fanno molta attenzione a come si firma. L’evento ha, certamente, fatto conoscere il grande Santo di Assisi. Papa Francesco in Russia è ammirato, gradito perché semplice, umile e accogliente, con cui si può dialogare”.
D. Voi francescani avete sentito la differenza tra il prima e il dopo Papa Francesco? 
R. La gente in Russia, da sempre, vuole molto bene a noi francescani. Cerchiamo di vivere il Vangelo in povertà e semplicità, senza protagonismo. Un episodio curioso lo dimostra. Alle porte del nostro convento di San Pietroburgo suonano, tutti i giorni, persone povere e senza tetto, per avere una zuppa calda o un panino. Un uomo, assiduo mendicante, quasi improvvisamente scompare per ricomparire, un giorno, con una cesta di pane. Che cos’era successo? Aveva trovato un panettiere che gli passava il pane non venduto. Così anche noi frati abbiamo potuto condividere con i poveri il loro pane”. 
D. Giovanni Paolo II è morto senza incontrare Il Patriarca di Mosca. Era un suo profondo desiderio. Si può sperare, invece, che sia più fortunato Papa Francesco? 
R.Voci non stonate arrivano dal Patriarcato”. 
D. Papa Roncalli, Giovanni XXIII, negli anni ’60 ebbe uno scambio epistolare con il Segretario del Partito comunista sovietico, Nikita Kruscev. Dicono che il fatto servì a scongiurare la Terza Guerra Mondiale. E’ pensabile che Papa Francesco riesca a ottenere pace tra i popoli, grazie alla mediazione dell’attuale Presidente della Russia? 
R.E’ già accaduto. La gente ha visto un parallelismo tra quanto è accaduto nel passato e lo scambio epistolare recente tra Papa Francesco e il Presidente Putin, per evitare che Il conflitto in Siria diventasse mondiale”. 
D. Il 4 ottobre i cattolici festeggiano l’onomastico di Papa Francesco. 
R.Noi cattolici francescani russi siamo lieti di augurargli Pace e Bene per una lunga vita”.
Luigi Francesco Ruffato frate del Santo

I frati inglesi nel giorno del loro ritorno a Oxford
Notizie dalla Gran Bretagna 
In Gran Bretagna e Irlanda i nostri frati stanno assistendo ad un'autentica fioritura vocazionale, per il numero crescente di giovani inglesi e  irlandesi che chiedono di essere accompagnati e guidati in un discernimento alla vocazione francescana. E addirittura, i nostri confratelli inglesi (denominati Greyfriars) sono finalmente ritornati in un luogo emblematico come Oxford , dopo quasi 500 anni di assenza forzata (dopo lo scisma provocato da Enrico VIII). Qui vi insegnarono insigni maestri di teologia dell'Ordine, della statura del Beato Duns Scoto, Ruggero Bacone e Guglielmo di Ockham. Il bellissimo convento dove, dal 26 settembre, risiedono 12 frati (l'antico convento dei Greyfriars è stato distrutto con la riforma) è stato consegnato loro nientemeno che da una congregazione di suore anglicane costrette a chiudere per mancanza di vocazioni (corsi e ricorsi della storia!!). Lodiamo il Signore e il suo servo Francesco che continua benedire di nuovi figli questa antica missione fondata dal Beato Agnello di Pisa  già nel 1224. 

Novizi Vietnamiti
Notizie dal Vietnam
Nella Repubblica Socialista del Vietnam la nostra presenza è molto recente a causa dell'impossibilità di aprire case religiose imposta dal regime comunista. I frati operano soprattutto in ambito sociale , accanto ai più poveri, specie ai lebbrosi. La storia anche recente di questo paese asiatico è segnata da eventi tragici e dolorosi. Pur se il cattolicesimo vi è stato introdotto già dal XVI secolo, ci sono solo 9 milioni di cattolici su una popolazione totale di 90 milioni di abitanti. Oggi, anche se la situazione politica è cambiata e mostra segni di apertura, i cattolici vietnamiti sono visti con sospetto da parte del governo comunista. Il Vietnam non ha relazioni con la Santa Sede, così che la Chiesa cattolica in Vietnam è sotto un rigido controllo statale. Eppure, la fede di questo popolo è forte. Anno dopo anno, il numero dei novizi è in aumento. Lodiamo il Signore!

USA: giovani frati
Notizie dagli Stati Uniti
Anche nel Stati Uniti, nonostante la dilagante secolarizzazione, le contraddizioni di una nazione ricca e variegata e la tristezza per i vari scandali che hanno colpito la chiesa, sta rifiorendo fra molti giovani il desiderio di porsi in ascolto della chiamata di Dio e così consegnare la propria vita a Cristo. Le statistiche parlano chiaramente di un'inaspettata ripresa delle vocazioni. Anche i nostri frati sono benedetti dalla presenza di numerosi giovani desiderosi di condividere l'ideale francescano: a loro sarà affidato il futuro di una Nuova Evangelizzazione negli Stati Uniti, attraverso una testimonianza di vita cristiana e francescana sempre più fervente e autentica. Lodiamo il Signore!

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