giovedì 18 settembre 2014

Il frate volante

Cari amici in ricerca della vostra vocazione,
il Signore vi doni pace!

Oggi, 18 settembre, nella famiglia francescana si celebra un grande santo: Giuseppe da Copertino, sacerdote dei frati minori conventuali. Per accostare questa figura straordinaria e poliedrica – un uomo con un'incredibile concentrazione di doni soprannaturali... patrono degli studenti per la sua grande difficoltà nello studio... – condividiamo due contributi diversi.
  • Trovate di seguito un video (piuttosto lungo, ma molto interessante), in cui un confratello del Sacro Convento di Assisi, lo storico fra' Luigi Marioli, presenta la mistica e la spiritualità di questo santo frate che spesso in estasi si sollevava in volo (qui la fonte).
  • Ma siccome – come dice fra' Luigi – «i miracoli di per sé non fanno la santità e neppure la attestano...», di seguito trovate un brano della vita breve scritta dal padre Gustavo Parisciani. In queste righe potrete avere un assaggio di cosa significhi la sua santità nel praticare, con fatica e fedeltà, la virtù e il voto dell'obbedienza.


Fino all’aprile del 1646, padre Giuseppe aveva celebrato liberamente in una delle due basiliche: d’inverno in quella superiore e d’estate in quella inferiore, per non infastidire la comunità. Ma dopo il suo ritorno da Roma, il gruppetto dei devoti e dei forestieri era andato via via aumentando fino a fare del luogo sacro una piazza confusionaria. Molti correvano a toccarlo durante l’estasi e ne saggiavano le reazioni. Quando il ministro generale Berardicelli poté vedere la folla che lo assediava e valutare il pericolo di ripetere l’errore di dieci anni prima, ordinò immediatamente la celebrazione privata nella cappella del noviziato, non lontano dalle sue stanze. Padre Giuseppe fu felicissimo esecutore dell’ordine. Passò mesi di invidiabile gioia interiore. Le estasi aumentavano in proporzione della sua pace. Gli giunsero persino le espressioni di stima da parte del Pontefice e una richiesta di preghiera. Poteva ritenersi umanamente soddisfatto. La nuova forma di vita, invece, lo immerse presto e in varie maniere, in un continuo dolore. Col passare dei mesi, dovette anche rassegnarsi alla perdita della sospirata soddisfazione di celebrare alla presenza del solo inserviente. I permessi di assistere alla sua Messa divennero senza limite. Egli cadeva ogni tanto in qualche rimostranza, ma finiva per esclamare: “Benedetta obbedienza! Tutto per Dio e niente per gli uomini!”, e piega le spalle alla croce. C’era poi la sua natura: egli non era nato per la solitudineL’immobilità e il silenzio della stanza gli procuravano tentazioni tenaci, spossatezze fisiche e morali, insonnia, scrupoli d’ogni sorta. Si acuivano il desiderio di uscire per visitare i malati, o quello di andare in missione per morirvi martire. Nei giorni festivi si dispiaceva di non confessare e predicare. Diceva triste ad un confratello: “Se qualcuno domanda di me, rispondigli che sono inutile e non sono buono per cosa alcuna!”.
Una vicenda come quella di san Giuseppe ci ricorda che: di quanti più doni, carismi o talenti uno è dotato, tanto più uno è chiamato a camminare con umiltà (... e obbedienza! pensate al rapporto con il vostro padre spirituale, per esempio). Lì è la santità, la "evangelicità", la bellezza di una vita: nelle virtù umane sottoposte all'impegno della propria volontà. Più che nelle capacità innate, nelle competenze o... nei miracoli. San Giuseppe questa cosa la dice così:
«Dio vuole, dell’uomo, la volontà, poiché questi non possiede altro di proprio, pur avendola ricevuta quale prezioso dono dal suo Creatore. Difatti quando si esercita in opere di virtù, la grazia di operare e tutti gli altri: doni ch’egli possiede, vengono da Dio: l’uomo, di suo, non ha che la volontà; perciò Dio si compiace sommamente, quando egli, rinunciando alla propria volontà, si mette completamente nelle sue mani divine».
Buon cammino, buono studio (!), buona preghiera...

frate Francesco
francesco.ravaioli@gmail.com

  • Nel nostro blog trovi una pagina sulla vita di san Giuseppe da Copertino.
  • Oggi vogliano ricordarci in modo particolare di chi, tra voi e tutti i più giovani, sta riprendendo i propri impegni scolastici e universitari in queste settimane...

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