giovedì 19 giugno 2014

Frati di periferia

Cari amici in ricerca, il Signore vi dia Pace. Molti di voi mi scrivono spesso chiedendomi: "ma cosa fanno i frati?". Di seguito vi parlo di un bellissimo progetto che i frati della Basilica del Santo (Pd) stanno portando avanti in una delle tante "periferie" del mondo, là dove sono impegnati come missionari. Ce lo descrive p. Giancarlo Zamengo, direttore del Messaggero di S. Antonio, la rivista antoniana che noi frati realizziamo qui presso la basilica (forse arriva anche in casa tua!) e che ogni anno si fa promotrice di progetti di sostegno in favore delle opere di carità dove come frati lavoriamo e operiamo accanto ai più poveri. Del resto così dice la Regola di San Francesco
[29] Tutti i frati si impegnino a seguire l’umiltà e la povertà del Signore nostro Gesù Cristo, e si ricordino che nient’altro ci è consentito di avere, di tutto il mondo, come dice l’apostolo, se non il cibo e le vesti, e di questi ci dobbiamo accontentare. [30] E devono essere lieti quando vivono tra persone di poco conto e disprezzate, tra poveri e deboli, tra infermi e lebbrosi e tra i mendicanti lungo la strada. (capitolo IX Regola non Bollata). 
Caro amico, se dunque pensi alla vita francescana, chiediti quanto il tuo cuore sia aperto e disponibile ai poveri: è un buon test di discernimento!
Al Signore Gesù sempre la nostra lode. fra Alberto


IL PROGETTO

Mi chiamo fra Giancarlo Zamengo e sono il direttore generale del «Messaggero di sant’Antonio». Mi trovo in Burkina Faso, presso la missione dei miei confratelli a Sabou, in una zona rurale a 100 chilometri dalla capitale Ouagadougou. Sono qui per il progetto 13 giugno 2014 della Caritas Antoniana. A Sabou, infatti, costruiremo un pronto soccorso, con tutte le attrezzature per la diagnosi e gli interventi d’urgenza.
Il progetto è il proseguimento di un precedente intervento. Nel 2005, grazie al sostegno della Famiglia Antoniana, i frati hanno fondato il Centro medico san Massimiliano Kolbe. A tutt’oggi è l’unico presidio sanitario nel raggio di 80 chilometri per una popolazione di 140 mila abitanti.
Il centro medico ha salvato in questi anni migliaia di vite, ma soffre lamancanza di un pronto soccorsoattrezzato per i casi d’urgenza. Molti i parti a rischio, le complicazioni di malattie endemiche come malaria e meningiti, i casi di fratture o di ustioni ma soprattutto di vittime d’incidenti stradali. Accanto al centro medico passa l’unica strada asfaltata che collega il Paese con la Costa d’Avorio. Qui sfrecciano pulmini strapieni di gente e camion sgangherati, caricati all’inverosimile. Ogni incidente è una strage perché non ci sono mezzi di soccorso e attrezzature diagnostiche.

La costruzione del pronto soccorso potenzierà i servizi dell’ospedale e consentirà di salvare moltissime vite. I poveri contadini che abitano la zona non saranno più costretti a recarsi in capitale per fare una lastra o un’ecografia. La maggior parte di loro non hanno un mezzo di trasporto, né la possibilità di pagarsi i servizi sanitari. Al nuovo pronto soccorso potranno fare esami specialistici, avere una diagnosi tempestiva, essere operati d’urgenza.
Ci sarà una sala di accoglienza, il reparto con le attrezzature di diagnostica e terapia intensiva, una sala operatoria. Fanno parte del progetto l’acquisto di tutti i macchinari, l’equipaggiamento di base, la formazione del personale specializzato.
Il costo complessivo previsto è di 360 mila euro.
Aiutaci a costruire il pronto soccorso.
Anche una piccola somma può fare la differenza.
Insieme salveremo moltissime vite.

Nessun commento:

Posta un commento

Lascia qui il tuo commento all'articolo. Lo leggeremo e cercheremo di pubblicarlo quanto prima. Grazie del tuo contributo al Blog!