giovedì 22 maggio 2014

Perché... secondo te, le vocazioni sono poche?

Pace e bene a te,
caro giovane amico che segui questo blog vocazionale!
Oggi desideriamo porre alla tua attenzione una semplice domanda: Perché ci sono "poche" vocazioni? Perché la chiamata alla vita religiosa (maschile e femminile) e sacerdotale non tocca il tuo cuore e il cuore di tanti coetanei? Come credente, comunque e in ogni caso, la questione vocazionale con le sue implicazioni, non può non riguardarti. Cosa impedisce e ostacola questa scelta? 
Ti invitiamo prima di tutto (e prima di chissà quali ragionamenti sociologici) a rivolgere tale domanda a te stesso, a sentirti coinvolto in prima persona da questo interrogativo: "perché io no?". Grazie per il prezioso contributo che vorrai dare a questa discussione. 

I tuoi frati


20 commenti:

  1. Ave Maria !

    A mio avviso , le vocazioni sono poche per il semplice fatto che le persone non vengono valorizzate per quello che sono . E' necessaria più comprensione ! Il tentativo delle singole congregazioni così come anche i seminari è quello di "omologare" tutti a tutto ! Sbagliatissimo questo pensiero , oltre che un peccato "contro lo Spirito Santo" che suscita sempre cose nuove . I giovani e i meno giovani cercano un luogo (fatto di persone) che possa dare loro la possibilità di realizzarsi secondo la propria indole . Cooperando però al medesimo ideale !

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  2. No, perchè trovo negativo il fatto che la vocazione alla vita religiosa escluda, nella maggior parte dei casi, la possibilità di una vocazione coniugale.
    Perchè non si può amare Cristo e, grazie a questo Amore che si dà e riceve, amare e scegliere una persona a cui unirsi?
    Una persona che sceglie di impegnarsi insieme ad un'altro/a, non esclude Cristo, anzi, ne ha un bisogno fortissimo, essenziale, per capire qual è la fonte del suo amore umano e avere un Maestro nell'amore vero da cui trarre esempio.

    Secondo me, in poche parole, è questo il motivo per il quale le vocazioni religiose non si manifestano.

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    1. > Io invece parto dai ragionamenti sociologici, ma alla domanda poi ci arrivo.
      > Siamo in una società particolarmente caotica in cui vige l'assoluto relativismo, in cui appare ridicolo distinguere ciò che è giusto da ciò che è sbagliato (appunto perché è considerato relativo). In questo contesto è estremamente facile perdersi, specialmente se si è adolescenti: c'è chi si chiude in se stesso e non si apre a nessuna alternativa (nessun dialogo) convinto di avere in mano la verità e chi invece, più incerto, viene sballottato continuamente da una parte all'altra senza magari avere il coraggio di chiedere aiuto a qualcuno (anche perché... a chi?!). Penso che questa sia la situazione attuale per i giovani, qualunque sia la loro vocazione.
      > Parlandone invece in senso più stretto: non si conosce il Vangelo. O meglio, si pensa di conoscerlo. Se si chiede che cos'è, i più risponderanno che è una storia inventata di 2000 anni fa. E anche per chi crede è spesso qualcosa di "lontano"... Gesù è lontano, non si sa più chi sia. E non sapendo questo, non va di certo di moda seguirlo, motivo per cui scelte come il sacerdozio e la vita religiosa appaiono come incomprensibili e ridicole. Oggi è il successo a fare da padrone, se non fai carriera in un determinato settore o se non "diventi qualcuno" (passatemi questa espressione non proprio corretta), vali meno di zero. Penso che sia i sacerdoti e i religiosi vengano di conseguenza visti come persone infelici. E, riallacciandomi a ciò che veniva detto nel precedente commento, spesso le critiche diventano un alibi conveniente per alzare barriere.
      > E poi la croce è una cosa molto scomoda. Nessuno vuole un percorso in salita, si preferisce passare direttamente alla discesa.
      > Io continuerei a puntare sul dialogo: trovare modi efficaci per "seminare" bene.
      > Per Simone: penso che ciò a cui tu ti riferisci sia appunto la vocazione matrimoniale. L'altra vocazione è caratterizzata da un amore irresistibile per Gesù, nell'imitarlo in tutto, per cui nessun altro può venire prima... in luce di questo come potrei conciliare il matrimonio? Io la penso così.
      > Sulla domanda: "Perché io no?"
      > Eh... sono qui apposta :) discernimento è la parola chiave.
      > Penso però di poter ricevere un amore tanto bello e tanto grande che nessun altro potrà mai darmi. E seguire il Vangelo più da vicino potrebbe rappresentare davvero la via per la mia realizzazione come uomo... per diventare uomo. Una via che Gesù stesso è e propone. Chi è l'uomo? Lui ce lo rivela. Con amore.

      > Lorenzo
      > Gruppo San Damiano

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    2. Grazie Lorenzo per quanto hai scritto sulla castità dei consacrati. E' una scelta che mi tocca da vicina. Sono infatti una ragazza ( 23 anni) da pochi mesi postulante Clarissa. La castità dice una scelta radicale;è un' opzione d'amore totale, un'offerta esclusiva. E' un'appartenenza al Signore Gesù e basta. Una scelta che mi ha affascinato quasi da subito, dopo la mia conversione a Medjugorie, e che mi ha condotto al monastero. Prega per me e anch'io ti ricorderò nel tuo cammino di discernimento. Viviana

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  3. Il problema secondo me e' il fatto che il mondo bombarda noi giovani (io ho 18 anni)con mille e mille promesse allettanti, proposte che sembrano anche buone e giuste. La difficolta' sta nel capire e comprendere cio' e' "da Dio" e dal demonio. La preghiera deve essere la fonte di sicurezza. Pace e bene .

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  4. Parlo da (giovane?) 37enne.
    Siamo entrati nella cultura del rinvio: si rinviano tutte le decisioni più importanti io stesso non ho deciso cosa fare; alla fine però una decisione bisogna prenderla ed ora rispondo alla tua domanda.
    Due secondo me i fattori: uno dentro la chiesa e l'altro fuori.
    Dentro la chiesa: c'è stato un grosso danno d'immagine per i comportamenti scorretti e gravi di pochi religiosi che ha delegittimato un pò tutte le comunità religiose forse è anche uno dei motivi per cui si sente dire : "sono credente ma non praticante". Per comportamenti scorretti intendo: pedofilia e il rapporto che i religiosi stessi hanno avuto con il denaro.
    Questo grande Papa finalmente ci sta lavorando dando dei messaggi e adottando delle politiche che valgono come un testo evangelico (voli in economy, croce di metallo, autocritiche) in una società materialista ha comunicato con gesti "materiali" e la gente ha capito ed apprezzato; porta inoltre avanti con intransigenza la lotta contro gli abusi iniziata da Papa Benedetto.
    Fuori dalla chiesa: la società dice l'esatto contrario di ciò che dice il vangelo: se per la società conta di più l'involucro del contenuto per un religioso conta di più il contenuto dell'involucro.
    Una società autoreferenziale dove facebook è usato come vetrina di se stessi per ottenere consensi e sicurezze mentre la vita religiosa adotta lo stile contrario la negazione di se stessi per darsi agli altri, quindi a Dio.
    Non è facile per un giovane (per chi è più giovane di me) navigare controcorrente nel mare aperto della società odierna, per chi invece ha la mia età qualsiasi scelta risulta ancora più difficile, fosse anche quella di una vocazione per il matrimonio.
    Badate: ci sono molti ragazzi e ragazze dai 30 ai 40 anni non sposati/e!!
    Quando poi in una trasmissione TV ( TV7 raiuno) il giornalista chiede ad una ragazza (affermata professionista single 35-40 enne) se non sente la mancanza di un uomo vicino e questa risponde si...per portare le borse della spesa credo che l'individualismo regni sovrano e l'uomo e la donna sono dei meri oggetti da usare quando fa comodo.
    PERCHE' IO NO?
    Io rispondo no, non ancora, perchè prima di qualsiasi scelta definitiva e vincolante per quanto bella come quella di darsi agli altri e quindi al Signore devo risolvere qualche problema legato a cattive abitudini del passato e ci sto lavorando con risultati alterni.

    Nicola

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  5. Perchè alla fine, tante critiche alla chiesa e ai preti diventano un bel alibi! Quanti religiosi svolgono con passione il loro ministero e di questi nessuno parla, mentre subito si sputa su tutti se qualcuno sbaglia. Mettere in gioco la propria persona per Cristo e lasciare tutto per lui è costoso: ecco la vera questione! pace e bene. Antonio da Pavia, papà di un giovane prete

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    1. E' vero, possono essere un alibi ma la chiesa ha le sue colpe; si parla in generale mentre i distinguo ci sono dappertutto quindi onore ai bravi frati e padri che svolgono con coerenza il loro apostolato ma non si può non vedere queste colpe che hanno fatto in qualche modo decadere l'autorità della chiesa difronte alla società negli ultimi anni. Il primo a criticare non sono io che nei momenti bui ho trovato una porta aperta da un prete o un frate ma lo stesso papa.
      Nicola

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  6. Il Singore vi dia la pace!
    Non posso parlere per gli altri ma sollo per me. Sono piu o meno 15 ani che mi sento chimato alla vita francescana. E doppo tanti ani dicendo di no perche non volevo farmi povero, avevo paura di quelo che Dio mi chiedeva, non mi fidavo di lui, non mi sentivo degno... tante scuse. E Lui sempre a chiamarmi, e durante la GMG tutto e cambiato. Ho comminciato il percorso vocazionalle con i frati e anche se la caminata e molto impengativa, non potrei essere piu felice. "Solo Dio basta!"

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  7. Perché ci sono poche vocazioni?
    Perché per come ragiona la società attuale è terribilmente scomodo e frustrante prendere una scelta che, agli occhi di molti, ti farà percepire come un fallito o un frustrato che, invece che seguire il suo vero sogno e fare carriera nel mondo moderno, ha deciso di mollare tutto per seguire un ideale effimero che ti renderà un'uomo qualunque, e perlopiù chiuso nella tristezza e nell'autocommiserazione!

    Perché io no?
    Perché mi piacerebbe dimostrare a chiunque la pensi come sopra che la Vocazione (e in particolar modo mi riferisco a quella francescana, ossia quella che tuttora sento e che mi ha fatto innamorare della Croce) non è un'abile e furba scusa sfruttabile come un ultimo jolly per non essere stato in grado di prendere in mano la propria vita bensì una storia d'Amore (e quello con la A maiuscola) vera e propria che, invece che portare al matrimonio, ti porta all'unione con tutti i fratelli presenti su questa terra col solo ed unico obiettivo di imitare il più possibile ciò che ha fatto Gesù: ossia seguire i comandamenti del Padre con l'aiuto della Parola ed offrire la propria vita con semplici od eroici gesti nei confronti di chiunque sia bisognoso del tuo aiuto.

    Non dobbiamo assolutamente avere paura di lasciarci guidare da Cristo... Qualsiasi cosa dirà la gente di noi!

    Stefano - 19 anni - giovane in ricerca vocazionale

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  8. Cari frati, vi parlo con il cuore aperto in questo momento di "ascolto" della mia vocazione.
    Perché io no? Di fronte ad una attrattiva sincera per la vita consacrata maturata negli ultimi anni, me lo sono chiesto spesso, e la ragione è che in me si insinua spesso il dubbio che la strada della vita consacrata sia per me una fuga di fronte alle difficoltà nel vivere seriamente la vita affettiva. E mi viene il dubbio che in questo possa 'salvarmi' solo la presenza accanto a me di una donna che – come segnaposto dell'alterità di Dio – mi apra ogni giorno al reale in tutta la sua ampiezza.
    E la domanda rimane: cosa vince di fronte al cuore di Dio? La prudenza per salvare la propria anima (che poi non era quella suggerita in tinte diverse da Paolo ai Corinzi "è meglio sposarsi che bruciare"?) oppure gettarsi e perdersi completamente, per essere riguadagnati in Lui? (Ma poi forse Cristo non aveva perso tutto pure lui? E non c'era nessuno il Venerdì Santo ad assicurarlo...) E sostenere questo nel quotidiano, senza smarrirsi, non richiede forse un supplemento di eroicità – che oggi non so garantire a me stesso, e non so se Dio mi garantirà?

    Grazie per il tempo che ci dedicate
    R., 22 anni

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  9. Parlo da ragazza in discernimento!
    Ultimamente anch'io mi facevo questa domanda perchè scopro sempre più amici (ragazzi e ragazze) che lasciano nascosto dentro di sè anche la minima voglia e il piccolo desiderio che brucia nei loro cuori. E nessuno si apre. C'è la paura del cambiamento di vita. Non c'è il Coraggio di chi sa che Dio non l'abbandona. In alcuni amici vedo la mia stessa sensibilità e altri mi fanno domande più precise su come meditare il Vangelo perchè sentono di voler fare di più di un semplice "vado a Messa la domenica".
    Nella mia piccolissima ed acerba esperienza ho notato che non si hanno degli esempi e dei punti di riferimento! Mi riferisco a sorelle e fratelli già consacrati.
    Io personalmente no ne dò più peso peró mi rendo conto che per chi è all'inizio e ha bisogno della manina per imparare a muovere i primi passi.... E' difficile buttarsi in una situazione che spesso risulta apparentemente incoerente! Non è facile spiegare e capire che siamo umani, ognuno a suo modo. A volte ci si ritrova davanti a soggetti "vecchi" e non per età ma perchè ancorati a vecchie realtà. E' un peccato lasciar andare uno dei prediletti del Signore! Certo, adesso ho esposto ciò che di negativo può vedere un ragazzo... Ma so per certo che c'è una realtà altrettanto amorevole, umana, spirituale che si sforza di vivere la Parola di Dio. Ognuno di noi, secondo me, nel nostro piccolo potrebbe provare a pensare : cosa non vorrei che mi fosse fatto se fossi un ragazzo/a al bivio di una o più strade?
    Questa è la mia idea. Non stanchiamoci di pregare Dio Padre Buono per le nostre guide. A loro è affidato un gran compito! E spero che anche nel mio caso il Signore possa illuminare la strada della Sua Volontà!
    Grazie per questi scambi.
    Pax

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  10. Secondo me manca un adeguato accompagnamento dei giovani su questa strada da parte dei sacerdoti. Non ho mai conosciuto nella mia parrocchia preti che mettessero in campo una vera pastorale vocazionale. Sempre reticenti a ricordare ai giovani (non ai bambini) che si può anche diventare preti, suore o religiosi. Da parte mia poi posso dire che conta molto la paura di fare un passo tanto importante, le condizioni famigliari del momento iniziale in cui senti qualcosa che ti attira e che ti fanno dire "meglio di no", e in sostanza il poco coraggio del singolo. Si, per quanto mi riguarda soprattutto il poco coraggio. Ormai è tardi. Ai giovani che leggono dico, abbiate coraggio...la gioia che vi aspetta è senza dubbio più grande del rimorso che potreste vivere dopo. Fidatevi di Lui! (chiedo a tutti una preghiera per me, se potete)

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  11. credo che mi spaventi molto il "per sempre", ma anche lasciare una prospettiva di carriera in un ambito che adoro: la musica! Grazie frati per quello che fate per i giovani; ci serve!

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  12. Io credo che uno dei motivi principali sia il concetto di LIBERTÀ che c'è nella società di oggi.
    "Libertà" oggi per la maggior parte significa "Fare quello che si vuole, quando si vuole, se lo si vuole, come lo si vuole". Nessuno sente una definitività nelle scelte, perchè viene considerata una mancanza di libertà (vedi anche il matrimonio!). Ognuno vuole avere più strade possibili aperte. Scegliendo si deve per forza rinunciare a qualcosa, quindi, per essere liberi, non bisogna scegliere, ma tenersi aperte tutte le possibilità...e così si arriva a 35 anni con una vita da adolescenti!

    Ovvio che la vita religiosa in questo contesto sembri assurda... ti privi della libertà, devi rinunciare a tutto, ti autolimiti (soprattutto nella castità!)...no è una scelta da pazzi traviati!

    Anche io la pensavo così, e infatti avevo paura, mi sembrava assurdo pensare a questa vita per me. Suora, io? Ma siamo impazziti?!?!? Vedevo solo cosa avrei perso.
    Poi ho capito che la vera libertà non è fare quello che si vuole, ma è far corrispondere il tuo volere a quello del Signore, al progetto che Lui ha su di te, perchè questo progetto è per realizzare totalmente la tua vita, per renderla piena e felice...e così ho ceduto.

    Un abbraccio a tutti e che possiate capire sempre di più ciò che il Signore ha pensato per la vostra vita!

    Maddy - 23 anni - in ricerca vocazionale

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  13. Diminuiscono le vocazioni alla vita consacrata tanto quanto quelle alla vita matrimoniale intesa come Vocazione (anche da parte di chi si sposa in Chiesa). Uno dei principali perchè, a mio avviso, è che non si prega più in famiglia. Poi una serie di altri motivi: la società che ci presenta falsi idoli, la continua ricerca del benessere, della via facile, del "tutto e subito", dell'usa e getta. Poco tempo fa ne parlavo con una suora missionaria e diceva che, secondo lei, i giovani hanno paura dei sacrifici. E' vero, anche i giovani che frequentano la parrocchia spesso sono l'incarnazione del giovane ricco, che a 20/25 anni deve studiare, e i genitori che sovvenzionano ogni spesa e divertimento.
    Dalla mia esperienza e da un confronto con altri giovani che iniziano a farsi delle domande importanti la difficoltà più grande è la stessa, almeno all'inizio: trovare qualcuno a cui rivolgersi, disposto a guidarli e che non li liquidi con un "ma tanto la vocazione è quella all'amore e il laico arriva dove il religioso non può arrivare".
    Perchè io no? Io sto facendo un cammino di discernimento quindi la mia risposta sarebbe troppo lunga da scrivere, chiedo al Signore la grazia di rispondere Si a quello che Lui ha pensato per me (ma non mi è ancora chiaro).
    Pace e bene a tutti e un grazie di cuore ai nostri frati!
    Chiara

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  14. Cari fratelli io invece mi faccio una domanda differente..perchè io si? Perchè nostro Signore dovrebbe farmi un regalo così grande?
    Io sin da bambino ho sempre pensato che la chiamata fosse un regalo, un dono, che in cuor mio ho sempre anelato e desiderato..
    Pace e bene a chiunque segue questo blog e a tutti i fratelli..
    Che Dio vi benedica a tutti

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  15. Io sono una preadolescente di 12 anni.io Amo follemente Gesu`.purtroppo sono troppo piccola e posso solo amarlo nel mio cuore.Gesu mi ha donato una madre spirituale che mi aiuta e crede in me e mi ha consigliato di iniziare a custodire il mio desiderio aspettando e vedendo sel amore che c e in me per Gesu continua ad esserci nel tempo.l ho conosciuto per "caso" Gesu.io fino a qualche tempo fa come tanti adolescenti credevo che non avessi bisogno del suo amore immenso e pensavo che lui non esistesse.pero` andavo comunque a catechismo.perche ero attratta sempre dalle cose cristiane ma io non potevo credere,facevo la figura della debole.almeno cosi pensavo.poi un giorno,a catechismo ci hanno fatto vedere una testimonianza di una suora che poi sarebbe diventata la mia madre spirituale,e io ad un cero punto ho sentito nel cuore un profondo Amore verso Gesu e verso la sua grandezza.a queto punto allora ho incominciato a chiedere a Gesu il perche di questa sensazione.e un giorno mentre pregavo mi e` uscita una parola dalla bocca ma senza pensarci.e questa parola e`:"ti amo Gesu`".avevo paura.x un po di mesi pregavo di avere una persona he mi guidasse in questo perche io non conoscevo nessuna suora o prete giovane.io volevo una persona con la gioia di essere sposata con Gesu quindi una suora gioiosa desideravo.la prima sera di marzo sono capitata su google e x caso mi sono usciti e mail e numero di telefono di questa suora.allora tremando le o mandato un messaggio e lei mi ha chiesto se poteva telefonarmi.allora con grande fatica e paura ci siamo sentite al telefono e lei mi ha cinsigliato appunto di custodire questo desiderio.comunque noi oggi abbiamo paura di seguire Gesu almeno parlo x me.perche molti adolescenti solo perche ti vedono pregare ti prendono in giro o iniziano a bestemmiare apposta.per questo ci sono pochi giovani che scelgono di amare Gesu tanto da diventare suore o preti.perche abbiamo paura del giudizio.qualsiasi giudizio.soprattutto quello di parenti e amii.ma vi consiglio anche se sono molo piccola e non ho tanta esperienza,di fare quello che sentite e magari avere un buon aiuto spirituale.perhe da soli,accecati non si va da nessuna parte.e Gesu mette a disposizione queste persone apposta come in aiuto a lui.con consigli e aiuti concreti.non abbiate paura di fare una scelta che porti alla vostra felicita.tant sara sempre gente che capira e gente che non capira o che non vorra capire.questi che non ogliono capire molto spesso hanno paura ancheloro del giudizio degli altri.vi chiedo di pregare per me perche possa custodire al meglio fino a quando sara il momento il mio amore e il mio desideroo di diventare SUORA e quindi SPOSA DI GESU.

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    1. La lettera di questa ragazzina merita una pubblicazione a se tanto è bella

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    2. Grazie fratello o sorella "anonimo". Volevo scrivere quel commento solo per dire quanto amore provo per Gesu anche se sono piccolina.e quanto Lui e` grande nei Suoi progetti. Spero che con questo mio piccolo racconto di vita ti abbia fatto capire quanto e` prezioso per me quello che Gesu ha fatto in me fin ora. Spero di esserti arrivata nel cuore. Grazie

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