lunedì 28 aprile 2014

Forza e coraggio!

Cari amici,
pace a voi!

Solo due parole per introdurre una testimonianza e condivisione che ci ha lasciato Luca, un ragazzo che quest'anno sta facendo il cammino del Gruppo San Damiano. Mette in comune con tutti noi delle belle parole, che descrivono bene quella che è la sua attuale situazione di vita. Luca ha trovato il coraggio di esprimere e seguire il desiderio che lo abitava da anni... e poi si è trovato a dover mettere in gioco ancor più coraggio per camminare e maturare come uomo e come credente.
Visto che lui dona qualcosa di suo per l'utilità di tutti, sarebbe bello che chi ne trova giovamento ricambi, pregando per lui e per il suo cammino!!

Buona lettura! E buon cammino...
Il Signore vi benedica e vi dia pace!

frate Francesco


«Sta’ in attesa del Signore,
prendi forza e coraggio;
tieni saldo il tuo cuore e spera nel Signore».


Ho voluto iniziare questa mia testimonianza con questa frase del Salmo 26, per raccontarvi il mio percorso dall’inizio fino ad arrivare al cammino vocazionale del Gruppo San Damiano.
Mi rivolgo soprattutto ai ragazzi che partono in quarta e poi per vari motivi, specialmente per la paura del “che cosa ci sarà dopo?” tornano indietro o meglio cercano di soffocare questo Dono, per vivere una vita secondo i condizionamenti delle persone che ci girano attorno. Io questa piccola ma comunque insistente voce l’ho iniziata a sentire quando avevo 15 anni (ora ne ho 21). Per me era un qualcosa di così grande che tenerlo nascosto era una cosa da “pazzi” ed allora subito (partire in quarta!) lo andai a dire ai miei genitori, per poi ricevere la loro risposta con: «Prima finisci la scuola, poi si vedrà!». Sono passati gli anni, ho finito la scuola alberghiera, ho cominciato a lavorare e dentro di me questa voce comunque non è sparita: anzi, quando cadevo negli ostacoli della mia crescita sentivo questo più forte.
Dopo tante e-mail e contatti scambiati con il frate che avevo conosciuto, ho deciso di incontrarlo e prendere sul serio ciò che dentro di me stava capitando. Solo che i miei genitori non sapevano nulla di tutto quello che facevo in tal senso, e mi sono reso conto che non avrei potuto far un cammino vocazionale senza dirglielo. Così una sera dissi loro tutto di ciò che desideravo fare e che, se il Signore veramente mi avesse voluto come frate, volevo far un cammino vocazionale per capirlo bene.
Da lì è avvenuto un cambiamento dalla A alla Z, perché, dopo aver parlato con i miei genitori di tutto ciò, nel giro di due settimane sono partito per andare a Giovani verso Assisi. Dentro di me c’era qualche paura perché non conoscevo assolutamente nessuno, ma ringrazio il Cielo per avermi dato l’occasione di andare: perché in quei giorni ad Assisi ho conosciuto tanti ragazzi con i quali ho instaurato un’amicizia fantastica. Già stava cambiando qualcosa dentro me e sentivo davvero che non potevo far finta di nulla e proseguire la mia vita da ragazzo chiuso in pasticceria senza ascoltare questa voce.
Due settimane più tardi iniziai il cammino tanto desiderato con il Gruppo San Damiano. Se penso a come ho fatto ad andarci non ho la più pallida idea, perché è stata un’emozione che neanche le parole possono esprimere. Mi sono ritrovato in mezzo a diversi altri ragazzi che, come me, cercavano e cercano tutt’ora una risposta. Per me era qualcosa di strano, perché nonostante non ci conoscessimo tra noi era già nata una fraternità. Ora, pensando a tutti gli incontri partecipati, mi rendo conto che tutti i ragazzi del gruppo per me non sono amici ma fratelli, perché con loro ho avuto ed ho l’occasione di parlare, di confrontarmi di condividere ciò che il Signore ha messo dentro di me, senza nessun problema, senza pregiudizio, ma anzi con tanto affetto verso i fratelli che Gesù mi ha donato.
Ritornando al Salmo, non ho scritto un versetto a caso, ma un qualcosa che spero possa aiutare i ragazzi che leggeranno la mia testimonianza. Questo cammino vocazionale certo non è semplice, perché è un cammino di fede, ma offre anche l’occasione di maturare caratterialmente, vedere le proprie lacune, i nodi, questa polvere che ci impedisce di essere LIBERI.
Ultimamente questo cammino sta diventando sempre più impegnativo, perché si avvicina la fine del Gruppo San Damiano ma anche perché, insieme al mio padre spirituale mi domando «CHI SONO IO? CHI SEI TU, GESU’?».
Non fatevi prendere dalla paura di cosa sarà, non lasciatevi intrappolare da questa paura di intraprendere il cammino, perché non si perde nulla ma, anzi, si guadagna davvero tanto.
«Sta’ in attesa del Signore»: non serve far chissà che cosa, ad esempio: “Vado via di casa, così non dico ai miei cosa c’è dentro di me”: io, nonostante tutte le mie cadute in cuor mio, stando male perché i miei genitori non capivano, ho cercato sempre di star in attesa del Signore, ho avuto “pazienza” e il Signore mi ha ripagato così, donandomi tanti fratelli, tanti sorrisi, tante bellissime cose. Certo all’idea di dire ai propri genitori, amici ecc... di voler intraprendere un cammino vocazionale si ha sempre qualche paura: “Chissà cosa dirà?”... ma sono solo le prime volte, fidatevi, perché che motivo c’è di vergognarsi di Colui che tanto ci ha Amato?
«Prendi forza e coraggio»: ripeto con sincerità, perché spero che le mie parole possano essere d’aiuto.
Questo cammino serve davvero tanto, indipendentemente da qualsiasi strada il Signore ci vuole indicare: ci sono momenti pesanti (il mio motto nei mesi passati era «Che pesantezza!!!»), momenti in cui sembra che non si faccia altro che sbagliare, ma «tieni saldo il tuo cuore e spera nel Signore», perché le difficoltà ci sono, ma in questo cammino non sarai mai solo... perché hai tanti amici-fratelli con cui potrai parlare senza aver paura del giudizio e ci sono anche persone che hanno davvero tanta pazienza, in particolare i nostri FRATI.
Pace e bene a tutti, fratelli! E ricordateci nelle vostre preghiere, come anche noi del Gruppo ricorderemo voi!

Luca


6 commenti:

  1. ti ricorderò Luca. Ascoltatelo ragazzi fin che siete in tempo. Io da parte mia sono fuori tempo massimo e non posso che rimpiangere di non aver avuto negli anni il coraggio di Luca. Ora leggerlo mi fa solo cadere nel peccato dell'invidia. Prego per te Luca. Tu, se puoi, fallo per me. Ho tanto bisogno. Grazie.

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  2. La chiamata di Dio è cosa misteriosa, perché avviene nel buio della fede.
    In più essa ha una voce sì tenue e sì discreta, che impegna tutto il silenzio interiore per essere captata.
    Eppure nulla è così decisivo e sconvolgente per un uomo sulla terra, nulla più sicuro e più forte.
    Tale chiamata è continua: Dio chiama sempre! Ma ci sono dei momenti caratteristici di questo appello divino, momenti che noi segnamo sul nostro taccuino e che non dimentichiamo più.
    ( CARLO CARRETTO )

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  3. Grazie della testimonianza. Sto anch'io facendo un cammino di discernimento e mi ritrovo in quello che scrivi. A differenza tua quando provo a parlarne con i miei genitori mi trovo davanti un muro, nonostante con loro abbia sempre condiviso il mio cammino di fede e di conversione; è come se adesso il cammino sia diventato "solo mio", tocca a me. La cosa buffa è che i miei genitori brontolano quando gli dico che vado agli incontri vocazionali eppure quando sono stata 2 settimane in un convento erano contenti. Vai a capirli...
    Comunque è vero, nonostante la "nebbia interiore" il Signore mi ha fatto incontrare tanti fratelli. Lode al Signore!
    Chiara.

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  4. carissima Chiara! avanti con fede e gioia! Diamo lode al Signore! fra Alberto

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  5. grazie della testimonianza luca con queste parole mi ai dato un po di incoraggiamento ma è ancora lontano il mio traguardo..............alessio

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