venerdì 21 marzo 2014

Giovani al Triduo Pasquale 2014 con i frati francescani

TRIDUO PASQUALE 2014

Basilica di S. Antonio - Padova

Cari amici, la Pasqua si avvicina...! 

Vi ricordo la possibilità unica di vivere i giorni del Triduo Pasquale con noi Frati Francescani presso il Convento e la Basilica di Sant'Antonio di Padova: dal pomeriggio del Giovedì Santo (17 aprile) alla Domenica di Pasqua (20 aprile)
La proposta è per giovani 17-30 anni (ragazzi e ragazze). I posti sono limitati: chi fosse interessato mi scriva quanto prima. L'esperienza è condivisa con le Suore Francescane Elisabettine.
Vi benedico. Al Signore Gesù sempre la nostra lode. 
frate Alberto

CINQUE MOTIVI PER PARTECIPARE
1) Per condividere una fortissima esperienza di fraternità e di preghiera con altri giovani e la comunità francescana "del Santo" (Frati Minori Conventuali) in uno dei più importanti e antichi conventi francescani del mondo (più di 50 frati).
2) Per comprendere e vivere in modo più intenso e profondo il mistero della Passione, Morte e Resurrezione di Gesù, grazie alle splendide liturgie e alle catechesi offerte.
3) Per conoscere più da vicino alcune opere di "resurrezione" e "di frontiera" a cui noi francescani (frati e suore) ci dedichiamo in favore dei più poveri.
4) Per stare accanto alla tomba di un umile frate francescano che, però, è anche il Santo più amato e conosciuto nel mondo intero: sant'Antonio di Padova.
5) Per poter "esportare" questa ricchezza di esperienze, l'anno prossimo, nella tua comunità parrocchiale, con una partecipazione più profonda e consapevole dei Misteri pasquali della nostra salvezza.


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NOTE 
Il Triduo al Santo può essere vissuto solo UNA volta nella vita : sia per dare a molti giovani questa possibilità , sia perché è bene che di norma esso sia celebrato nella propria comunità ecclesiale. Vedi programma dettagliato.
Per ogni informazione e l'iscrizione scrivici al più presto (fino ad esaurimento posti):
- fra' Alberto Tortelli: fra.alberto@davide.it
- frate Francesco Ravaioli: francesco.ravaioli@gmail.it





1 commento:

  1. Non sapevo nel concreto cosa aspettarmi dal Triduo, ma a dir la verità nemmeno cosa aspettarmi dalla Pasqua stessa, dal momento che non l'avevo mai festeggiata e nemmeno mai capita.
    Questi tre giorni si sono rivelati quindi fondamentali per comprendere (o almeno avere qualche strumento per iniziare a farlo) il significato della passione, morte e risurrezione di Gesù, ma in realtà mi hanno lasciato molto di più...

    Tramite le catechesi ho scoperto i numerosi simboli che si ripropongono nel Triduo: dal gesto della lavanda dei piedi, la cui essenza si rispecchia nell'Eucaristia e in tutta la vita di Gesù, al legno della croce, fino alla salvezza del suo amore infinito per noi, un amore di cui dobbiamo farci riempire il cuore, per poterlo donare poi agli altri, "lasciandoci fare" da Gesù, prima ancora di "fare".
    Proprio quest'ultimo messaggio mi è stato di grande conforto, nel momento di fragilità e inquietudine che sto attraversando; mi sono resa conto di aver subito potuto "assaggiare" questo amore accorgendomi proprio in questi giorni della gioia semplice dell'ESSERCI, dello STARE insieme, del condividere, anche silenziosamente, questi preziosi momenti insieme. Anche questo è stato un grande insegnamento.

    La sincerità e concretezza delle testimonianze (Casa Santa Chiara di Padova e Comunità San Francesco di Monselice) mi hanno permesso di considerare il servizio (ma più in generale anche il rapporto verso gli altri) da una nuova prospettiva, quella dell'amore silenzioso e gratuito, di un amore che non chiede garanzie né cerca riscontri tangibili. Quanto mi piacerebbe saper amare così...

    Tra i momenti di piacevole fraternità, condivisione e raccoglimento personale, non sono mancate le difficoltà: le riflessioni sulla croce e le esperienze ascoltate durante le testimonianze hanno risvegliato in me domande scomode e nuove insicurezze. Ma sento che è una strada che voglio percorrere, perché so che non sono sola e che non ne rimarrò delusa, anche se vuol dire adesso accettare e attraversare la mia solitudine, le mie paure ed inquietudini.

    Il mio grazie va a Suor Franca, Fra Alberto e Fra Francesco per averci accompagnati con dedizione e premura in questi tre giorni, per aver condiviso i loro spazi e abitudini facendoci "vivere" in prima persona la loro realtà, ma soprattutto per essere un valido riferimento nel cammino di così tanti giovani. Dedico un grazie altrettanto sentito a tutti i ragazzi e ragazze che hanno condiviso con me questi giorni, con la loro presenza, le loro esperienze ed i loro gioiosi sorrisi.

    Indosso con orgoglio il Tau che ci è stato regalato a conclusione dell'esperienza, non come magico amuleto ma per ricordarmi sempre chi sono e chi ho deciso di seguire, Gesù, per ricordarmi nei momenti bui, così come in quelli di luce, che Cristo è risorto. È veramente risorto!=
    Federica

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