martedì 14 gennaio 2014

Semplicemente frati: accoglienza vocazionale a Treviso

Chiesa di San Francesco a Treviso (Nicola Bianchi / MSA)
Cari amici in cammino,
pace a voi!

Il Messaggero di Sant'Antonio ci dà occasione di introdurre un argomento per certi versi 'nuovo'. Il suo nuovo direttore editoriale, fra' Fabio Scarsato, è andato di persona a visitare la fraternità del nostro Convento San Francesco di Treviso e ne fa un gustoso resoconto sul primo numero del 2014. Ha pensato infatti di iniziare a raccontare sulla rivista qualcosa della vita dei frati, a partire dalle comunità concrete in cui viviamo.
Perché cominciare da Treviso?? No... non credo perché relativamente vicina a Padova. Più probabilmente perché è una delle comunità a cui è stato chiesto dal Ministro Provinciale di vivere una delle indicazioni principali volute dal Capitolo Provinciale del 2013: curare la vita fraterna e spirituale nel quotidiano (cosa ovvia... o quasi) e... a partire da questo, valorizzare il più possibile l'accoglienza. Accoglienza vocazionale, ma non solo. Quella di Treviso è una delle comunità incaricate di incarnare questo mandato.
Io stesso ho partecipato ad una delle loro prime riunioni comunitarie e ho sentito come i frati avevano compreso e deciso che il loro primo obiettivo in proposito era ed è: imparare sempre di nuovo ad accogliersi reciprocamente per generare e ri-generare tra loro un clima 'nuovo' che sia... rigenerante anche per chi frequenta la loro chiesa e il convento. E a maggior ragione per chi chiede di trascorrere qualche giorno da loro per condividere un frammento significativo del loro vivere.
Ma lasciamo la parola a fr. Fabio, che ben dipinge i tratti di questo convento:
[...] Una fraternità di frati variegata: dall’ottantenne fra Giovanni al trentenne fra Alessandro, dal trevisano fra Andrea al romeno fra Ionut, da fra Tarcisio, che è tale da ben cinquant’anni, a fra Tommaso che lo è «solo» da cinque. Ma non così variegata da impedirsi di stare bene assieme: nella preghiera liturgica, che accompagna e scandisce ogni giornata, tanto quanto seduti attorno al tavolo per la cena, abilmente preparata da fra Gianmarco (ma, a onore del vero, complice la provvidenza: che va e viene quando vuole e come vuole, creando nei frati convitati qualche simpatica perplessità sul contenuto o sulla scadenza dell’ultimo pacco-dono). Una fraternità «vera», nel senso meno virtuale della parola (e infatti i nostri simpatici fraticelli hanno qualche problemuccio anche solo con il blog che vorrebbero tenere attivo sul loro sito).
Fr. Tarcisio in chiesa (Nicola Bianchi / MSA) 
I frati di Treviso hanno deciso di scommettere sulla più improbabile e inaspettata delle possibilità: la loro quotidianità. Fare, cioè, le cose di ogni giorno, anche quelle più ripetitive o domestiche, come preparare la lavatrice, discutere e programmare comunitariamente la propria vita, incontrarsi e forse anche scontrarsi ogni istante lungo i corridoi e le scale del convento, riposare nella propria stanza, essere fedeli alla preghiera comunitaria e a quella personale, dandosi anche piccoli segni ulteriori della propria voglia di vivere il Vangelo con entusiasmo e radicalità, come può esserlo un gesto di digiuno o l’ascolto settimanale e comunitario della Parola di Dio. E farlo come se fosse il servizio più importante di questo mondo!

Hanno deciso, cioè, di giocarsi sulla cosa più preziosa che hanno tra le mani, il dono più grande che il buon Dio ha fatto loro: la vita di ogni giorno, quel pezzetto di noiosa e banale quotidianità in cui si sono trovati scaraventati, e non sempre col proprio previo permesso, dai progetti divini! Perché la nostra bellezza e la nostra dignità, direbbe san Francesco, non sono misurabili tanto sul tasso di presunta eroicità delle nostre azioni, quanto sull’anima che mettiamo in tutto ciò che facciamo o che ci capita di vivere. [...]
Se vuoi, puoi leggere l'articolo integrale e visitare il semplice blog dei Frati di Treviso. Riporto qui anche il video della recente trasmissione di A Sua Immagine, andata in onda su Rai 1 sabato scorso, per il commento biblico di p. Ermes Ronchi OSM.


Bene, cari amici, ora sapete anche che una delle possibilità è quella di qualche esperienza di accoglienza in convento, per far maturare il proprio discernimento vocazionale. Tenete in considerazione questa opportunità e scrivete pure a me (francesco.ravaioli@gmail.com) o fr. Alberto (fra.alberto@davide.it), se desiderate approfondire...

Il Signore vi doni pace e... coraggio!

frate Francesco


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