lunedì 23 dicembre 2013

Ho conosciuto la vita di S. Chiara... ed è stupenda

Cari amici, 
in ricerca vocazionale, il Signore vi dia Pace.
Oggi vi propongo la corrispondenza intercorsa con una ragazza, Marta,  attratta dalla vita delle Clarisse, le monache francescane sgorgate dal cuore di san Francesco e S. Chiara. L'affido anche alla vostra preghiera e al vostro sostegno. Per le ragazze che volessero conoscere più da vicino ed entrare in contatto con un monastero, segnalo questo riferimento: Monastero del Noce -Camposampiero (PD). A voi tutti e ai vostri famigliari auguro un SANTO NATALE
fra Alberto


LETTERA DI MARTA
Caro fra Alberto.. pace..Mi chiamo Marta e ho 20 anni. E' da un po che visito il tuo sito (scusami se ti do del tu) e mi ha colpito molto e quindi dopo tanto tempo ho deciso di scriverti. Da maggio sono andata in ritiro dalle Clarisse e non so, ma da quel momento ne sono rimasta entusiasta e ho iniziato un cammino con loro. Quando ho visto per la prima volta il tuo blog non ho fatto tanto caso alle molte cose che c'erano scritte e che potevano "appartenermi"; mi rifiutavo di vedere perché forse credevo che mi stavo attaccando.. stavo esagerando e dovevo smetterla.. Ma poi questo pensiero, la curiosità di vedere e capire cosa mi stesse succedendo è stata più forte, e quindi ho deciso di visitare e leggere ogni punto. Ciò che mi ha colpito e un pò spaventata è stata la pagina dei SEGNI. In molti mi ci rivedo e in ciò che mi succede. Anche la pagina dei dubbi mi colpisce molto.. Ho paura.. non so se è normale...
Ciò che mi frena e mi scoraggia un pò sono i miei genitori: per loro io sto fuggendo, sto solo facendo sciocchezze; e ciò mi fa stare male. Io non so se ho realmente una vocazione per la vita consacrata, ma "sento" un qualcosa dentro. Così che quando stò in monastero mi sento a casa, sento che quello è il mio posto. Mentre invece sembra che tutto ciò che faccio qui, ora nella vita normale, per Gesù non sia mai abbastanza, e che tutte le cose che facevo prima e faccio ancora adesso, non mi soddisfino più, mi lascino un grande vuoto dentro. Ho conosciuto da maggio la vita di Santa Chiara ed è stupenda. Davanti alla sua vocazione mi sono commossa e la porto dentro me(insieme alla vocazione di Mosè.. )...
Bhe, fra Alberto, non so se questa sia una chiamata o meno, anche perché non sono riuscita a scriverti tutto ciò che provo e tutto ciò che mi accade, ma so che qualcosa dentro di me sta cambiando. Sento quella fiammella che man mano sta prendendo più luce; quel seme che è stato messo dentro di me e di cui sto provando a prendermi cura,nella certezza che piano piano crescerà, annaffiandolo con l'amore di Cristo.
Grazie mille per l'attenzione e per il disturbo. Marta. 

RISPOSTA DI FRA ALBERTO
Pace a te cara Marta. Grazie per la fiducia. Mi fa piacere che il blog in qualche modo ti stia aiutando ( ti chiedo una preghiera per questo mio servizio!). Circa quanto mi scrivi, certamente vi sono segni belli, che indicano una possibile vocazione religiosa: l’entusiasmo dell’esperienza presso la Clarisse, lo stupore e la commozione nell’approfondire la vocazione di santa Chiara, il desiderio di donazione piena e assoluta a Gesù che ti infiamma, la ricerca di una pienezza che non trovi in ciò che normalmente fai. Tutto questo sembrerebbe orientarti verso una consacrazione e mi pare, rivesta per te un forte richiamo. Vi sono però anche dei segni contrastanti che vanno colti e ascoltati:  le paure, i timori che anche leggi nel blog e che un poco ti appartengono; il freno rappresentato dai tuoi genitori e che ti porta a reagire malamente e disordinatamene,  scappando e “facendo sciocchezze”. Tutto questo, mi pare renda la tua domanda su una possibile vocazione, ancora aperta  e dall’orizzonte abbastanza incerto. In ogni caso…non temere! Questo tuo travaglio, credimi, è molto normale e anche necessario. La vocazione, infatti, la chiamata, non ci esime dalla fatica del discernimento, non ci esime da passaggi difficili, non ci risparmia lacrime e interrogativi a volte laceranti, anzi! Sempre chiama in causa prima di tutto il nostro vissuto, la nostra libertà; sempre chiede una verifica basata sulla preghiera e la Parola di Dio, ma anche sempre necessita di un confronto ineludibile “al di fuori di noi stessi” e dei nostri pensieri o desideri o emozioni (per quanto appaiano belli e santi). Cosa intendo dire? Che serve dunque un padre spirituale che ti accompagni (non puoi fare questa strada da sola!), che è necessario un itinerario di discernimento vocazionale serio e autentico (dunque affidandoti ad altri), che serve un confronto veritiero e frequente con una comunità religiosa  dove poter crescere e confrontarsi, che serve stare in ginocchio a lungo davanti a Gesù… Come puoi vedere, la ricerca vocazionale, ha una connotazione spiccatamente relazionale (con te stessa, con Dio, con una guida, con una comunità) che va attivata e promossa . Questo, a mio parere,  significa prendersi cura del seme intuito nel proprio cuore, innaffiarlo e custodirlo con la pazienza del contadino; pur sempre nella consapevolezza che chi farà crescere e porterà a maturazione questo piccolo seme, non siamo certo noi, ma è il Signore. A noi in ogni caso è chiesto di metterci in cammino, di fidarci di un appello e di affidarci e di muoverci, anche se forse ancora non sappiamo bene dove arriveremo.  Dunque carissima, ti incoraggio e benedico in questo pellegrinaggio che stai iniziando. Approfitto anche per porgerti gli auguri di un Santo Natale. Al Signore Gesù, al Dio con Noi, sempre la nostra Lode.
Frate Alberto

3 commenti:

  1. Buongiorno. Mi chiamo Sabrina e scrivo qui per la prima volta. Ho 21 anni ma sin da piccola sono sempre stata interessata alla vita delle suore e per un po avevo anche pensato di provare a entrare in un istituto ma non ho mai saputo come fare. Anche perché dovevo impegnarmi con la scuola eccetera. Ora però questo interesse credo che mi sia ritornato forse anche leggendo il post di Marta. Il mio problema è che non so come dirlo ai miei. Loro proprio non mi ci vedrebbero in abito da suora. Non hanno un buon rapporto con la chiesa. Io invece ci vado spesso. Ci andavo anche per studiare perché il luogo mi aiutava per la sua tranquillità. Devo dire che mi sento un po anomala tra le ragazze check frequento perché sono l'unica che ha questo interesse versò la vita religiosa e per questo mi sento un po a disagio perché non posso condividere le mie idee. Comunque ora ho scoperto questo sito interessante e lo seguirò ancora sperando di scoprire altre testimonianze di ragazze come me. E se potessi fare le vacanze in un convento sarebbe molto bello. Saluti Sabrina

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Pace a te, Sabrina! Grazie della tua testimonianza... e della tua fiducia.
      Innanzi tutto: non temere! Il Signore saprà guidarti laddove desidera, se lo seguirai con fiducia. Concretamente potresti, sì, trascorrere un periodo in una comunità religiosa femminile.
      Se scrivi una mail a me o fr. Alberto, indicando di dove sei, possiamo darti una mano e segnalarti delle suore con cui metterti in contatto e qualcuno che possa accompagnarti nel tuo cammino di fede e discernimento vocazionale.
      Pace e bene!
      - fra.alberto@davide.it - francesco.ravaioli@gmail.com

      Elimina
  2. Sono felice che questa mia lettera abbia potuto far riemergere in te questo sentimento che avevi tempo fa.. io ora sono in cammino di discernimento e per i miei non è facile anche se sono persone che frequentano la parrocchia e fanno dei gruppi spirituali.., ma io mi affido a lui e nonostante le paure vado avanti sono determinata nel cammino che ho scelto di fare.. seguire lui mi dona gioia.. spero che tu possa trovare una tua strada ma sopratutto possa capire lui cosa ti sta chiedendo.. un bacio Marta..

    RispondiElimina

Lascia qui il tuo commento all'articolo. Lo leggeremo e cercheremo di pubblicarlo quanto prima. Grazie del tuo contributo al Blog!