giovedì 26 settembre 2013

TUTTI AL FESTIVAL FRANCESCANO

Cari amici, in ricerca, il Signore vi dia Pace.
Mi scuso da subito se per alcuni giorni non riuscirò ad aggiornare il blog e neppure a rispondere con puntualità alle moltissime mail che mi inviate. Da stasera a domenica 29 settembre sarò infatti impegnato a Rimini, insieme a molti altri frati francescani da tutta l'Italia nel FESTIVAL FRANCESCANO

In particolare il sottoscritto avrà l'onore e la gioia di portare e custodire delle insigni reliquie di un santo francescano straordinario: S. Antonio di Padova.
Il "Santo" infatti passò per Rimini in varie occasioni, predicando e richiamando alla fede una città distratta e lontana: storia che si ripete! A Rimini operò anche alcuni fra i suoi più strepitosi miracoli, come la predica ai pesci e il miracolo eucaristico, quando una mula, si inginocchiò davanti all'Eucarestia. E' davvero un privilegio per me riaccompagnarlo in questa città dopo tanti secoli!!

Il "FESTIVAL FRANCESCANO", è dedicato quest'anno al tema del "Cammino" che verrà affrontato nelle sue connotazioni più vicine al francescanesimo: ospitalità, itineranza, essenzialità, pellegrinaggio...
La città in tutti i  suoi spazi ( piazze, parchi, chiese, scuole..ecc.)  sarà lietamente invasa dallo spirito di S. Francesco e dei suoi compagni (frati, suore, laici, giovani..), per parlare e annunciare a tutti l'unico Signore Gesù e la bellezza del Vangelo. Del resto, come ben ci ricorda il nostro amato papa Francesco: "L'opzione fondamentale è scendere per le strade e cercare la gente...": un compito che credo spetti prima di tutto a noi frati francescani, "uomini della strada e del cammino" per definizione. Chi volesse venire a trovarmi o anche a conoscermi dii persona mi troverà in Piazza Tre Martiri, al Tempietto di sant’Antonio. 
Vi benedico. Al Signore Gesù sempre la nostra Lode.
frate Alberto

Rimini - Festival francescano 2012: frati ..frati..frati...frati..

mercoledì 25 settembre 2013

Dalla stessa famiglia, due vocazioni religiose: un frate e una clarissa



Fra Giuseppe accoglie a nome della Chiesa la sorella Concetta
Cari amici in ricerca vocazionale, Il Signore vi dia pace. 
Vari giornali anche nazionali, riportano oggi una notizia che ha stupito e toccato il cuore di molti : due ragazzi abruzzesi, fratello e sorella, hanno abbracciato entrambi la vita religiosa francescana! Si tratta di  fra Giuseppe Altizzii, un giovane frate ( francescano conventuale come me) e da poco anche prete ( ordinato  il 17 settembre ) e della sorella Concetta. Questa ha fatto il suo ingresso ufficiale tra le monache Clarisse domenica scorsa nel duomo di Teramo, in un'occasione già di per sé speciale e straordinaria anche per lei e i suoi cari:  la prima messa del fratello fra Giuseppe. Il tutto ha assunto così, come potete facilmente immaginare  il sapore di un evento davvero unico.  
Giuseppe e Concetta, fratello e sorella, 33 anni e un passato da studente di ingegneria lui, 31 anni e una laurea in Scienze della Formazione nel cassetto lei, si sono ritrovati dunque insieme (in un'unica e solenne cerimonia)  a celebrare l'uno la "Prima Messa" come "sacerdote novello", l'altra la "vestizione" e l'inizio di una vita in clausura come "novizia". La "chiamata" per entrambi, è nata prima di tutto all'interno di una bella famiglia cristiana e dalla fede dei genitori ed è cresciuta e maturata negli anni nel gruppo dei giovani in contatto con i frati e la spiritualità francescana.  

la corona di rose sul capo di Suor Chiara Benedetta
Durante la celebrazione, alquanto commovente  è stato il momento in cui fra Giuseppe, ha reciso simbolicamente alcune ciocche di cappelli alla sorella, ora suor Chiara Benedetta, in segno di totale rinuncia e affidamento al Signore. Così come davvero toccanti sono stati altri momenti tipici dell'ingresso nella vita claustrale come  la vestizione degli abiti monastici e l'imposizione sul capo di  una corona di rose.

Cari amici...che dire??!! Il Signore sempre chiama e invita chi vuole e come vuole! Il Signore sempre opera meraviglie e non cessa di stupirci con la sua creatività e abbondanza di Grazia. A noi fidarci e affidarci!
Vogliamo allora accompagnare con la nostra preghiera il ministero del neo presbitero fra Giuseppe, ma anche la scelta e la vita impegnativa di Suor Chiara Benedetta nella sua nuova casa, il monastero di Santa Maria di Vallegloria in Spello. La loro scelta sia anche da esempio e incoraggiamento per tutti voi che "cercate" o "intuite" una simile chiamata.

Vi benedico. Al Signore Gesù sempre la nostra Lode.
frate Alberto


sorella e fratello alla comunione 
eccoli...con il vescovo


martedì 24 settembre 2013

Papa Francesco racconta i suoi 60 anni di Vocazione


Cari amici in ricerca vocazionale,
il Signore vi dia Pace.
Il nostro amatissimo papa Francesco non cessa in questi giorni di stupirci e spronarci nel  realizzare in noi la volontà del Signore, nel dare ascolto alla Sua chiamata. Domenica scorsa, 22 settembre, incontrando i giovani a Cagliari, ha raccontato e dato testimonianza della sua "storia vocazionale" iniziata 60 anni prima. Quando era solo un ragazzo diciassettenne, udì una voce, un richiamo, a cui poi rimase sempre fedele.
Riporto di seguito parte del suo discorso, invitandovi a leggerlo tutto per intero (è davvero stupendo) al sito del Vaticano. Il Papa si pone davanti a noi, nella nostra talvolta faticosa ricerca, come un esempio e un grandissimo aiuto, ripetendoci con forza e amore: "vale la pena FIDARSI di Gesù... guarda sempre a Lui ! Fidati... Fidati... Fidati... Fidati....!!!
Vi benedico. Al Signore Gesù sempre la nostra Lode.


Testimonianza Vocazionale di papa Francesco




«Gettate le vostre reti per la pesca» (v. 4). Cari giovani sardi, la terza cosa che voglio dirvi, e così rispondo alle altre due domande, è che anche voi siete chiamati a diventare “pescatori di uomini”. Non esitate a spendere la vostra vita per testimoniare con gioia il Vangelo, specialmente ai vostri coetanei. Io voglio raccontarvi un’esperienza personale. Ieri ho fatto il 60° anniversario del giorno in cui ho sentito la voce di Gesù nel mio cuore. Ma questo lo dico non perché facciate una torta, qui, no, non lo dico per quello. Ma è un ricordo: 60 anni da quel giorno. Non lo dimentico mai. Il Signore mi ha fatto sentire fortemente che dovevo andare per quella strada. Avevo 17 anni. Sono passati alcuni anni prima che questa decisione, questo invito, fosse concreto e definitivo. Dopo sono passati tanti anni con alcuni successi, di gioia, ma tanti anni di fallimenti, di fragilità, di peccato… 60 anni sulla strada del Signore, dietro a Lui, accanto a Lui, sempre con Lui. Soltanto vi dico questo: non mi sono pentito! Non mi sono pentito! Ma perché? Perché io mi sento Tarzan e sono forte per andare avanti? No, non mi sono pentito perché sempre, anche nei momenti più bui, nei momenti del peccato, nei momenti della fragilità, nei momenti di fallimento, ho guardato Gesù e mi sono fidato di Lui, e Lui non mi ha lasciato da solo. Fidatevi di Gesù: Lui sempre va avanti, Lui va con noi! Ma, sentite, Lui non delude mai. Lui è fedele, è un compagno fedele. Pensate, questa è la mia testimonianza: sono felice di questi 60 anni con il Signore. Ma una cosa di più: andate avanti.

lunedì 23 settembre 2013

La "vestizione" dei Novizi ad Assisi

Assisi-Tomba di S. Francesco: gruppo dei  dodici Novizi dopo la Vestizione
con il Custode del Sacro Convento, fra Mauro Gambetti, il Maestro e il Vice Maestro
Cari amici , cari giovani in ricerca vocazionale, il Signore vi dia Pace.
Sabato scorso, 21 settembre, ad Assisi e presso la Tomba di san Francesco, durante la celebrazione dei Vespri, il neo formato gruppo dei giovani Novizi ha ricevuto per la prima volta "i panni della prova", l'abito francescano (una tonaca - un cappuccio e un cingolo) che Francesco stesso volle fatto a forma di croce ; si tratta della così detta "Vestizione". Un gesto semplice, ma certamente di grande impatto simbolico ed emotivo per questi 12 Novizi ( il più giovane ha 20 anni, mentre il più vecchio ne ha 40) che si accingono a vivere un intenso anno presso il Sacro Convento e la Basilica e la tomba del Poverello (da sempre custoditi dalla mia famiglia francescana dei Frati Minori Conventuali). 

Questo tempo fondamentale nel cammino di discernimento di ogni frate, condurrà anche ciascuno di loro a verificare a pieno la propria vocazione nella consegna totale al Signore Gesù. L'intento di tale anno, che sarà vissuto in un clima di grande intensità spirituale con  la guida di un premuroso "frate Maestro", è dunque di poter giungere nella massima libertà e consapevolezza al passo decisivo della Professione Religiosa (con i voti di castità, povertà e obbedienza) e così abbandonarsi con gioia alla sequela e ad una vita "evangelica" radicale , seguendo come suoi frati l'esempio  e i passi del padre San Francesco.

Vi invito alla preghiera, affidando al Signore il loro cammino assolutamente esigente e controcorrente, che certo mette in scacco e contraddice, chi vede la consacrazione religiosa e francescana, come una vita così inutile e senza senso da essere aborrita e rifiutata da ogni giovane. A quanto pare, non è  proprio così! Sarebbe poi bello sentire le testimonianze vocazionali di alcuni di questi Novizi!! Personalmente ho accompagnato più di qualcuno di loro e vi posso garantire che ciascuno è giunto ad Assisi con un variegato e ricco bagaglio di esperienze umane e di studio e lavorative e affettive..in nulla dissimile dai tanti giovani loro coetanei. In essi però la Grazia del Signore ha operato..., ma soprattutto, al Suo dolce e forte invito, non hanno voluto sottrarsi.
A Lui sempre la nostra Lode. Vi benedico.
frate Alberto

Alcuni frati della Comunità di Assisi con dei Novizi a me particolarmente vicini (sono stati postulanti a Brescia).
Da sinistra : fr. Giuseppe (frate di Assisi); fra Edgard (novizio); fra Nico (novizio); fr. Mauro (Vice Maestro); fra Stefano (novizio); fra Nicola (novizio).

domenica 22 settembre 2013

Francesco... seguimi


Papa Francesco racconta: «…visitavo spesso la chiesa di San Luigi dei Francesi, e lì andavo a contemplare il quadro della vocazione di san Matteo di Caravaggio… Quel dito di Gesù così… verso Matteo. Così sono io. Così mi sento. Come Matteo. …un peccatore al quale il Signore ha rivolto i suoi occhi e il suo invito d'Amore». 


Dalle Omelie di san Beda il Venerabile
Gesù vide un uomo, chiamato Matteo, seduto al banco delle imposte, e gli disse: «Seguimi» (Mt 9,9). Vide non tanto con lo sguardo degli occhi del corpo, quanto con quello della bontà interiore. Vide un pubblicano e, siccome LO GUARDÒ CON SENTIMENTO DI AMORE E LO SCELSE, gli disse: «Seguimi». Gli disse «Seguimi», cioè imitami. Seguimi, disse, non tanto col movimento dei piedi, quanto con la pratica della vita.
SEGUIMI: Ed egli si alzò e lo seguì. 

sabato 21 settembre 2013

I "Bravi Ragazzi" e la Vocazione

Dal Vangelo di Matteo (Mt 9, 9-13) 
In quel tempo, Gesù passando, vide un uomo, seduto al banco delle imposte, chiamato Matteo, e gli disse: «Seguimi». Ed egli si alzò e lo seguì. 
Mentre Gesù sedeva a mensa in casa, sopraggiunsero molti pubblicani e peccatori e si misero a tavola con lui e con i discepoli.
Vedendo ciò, i farisei dicevano ai suoi discepoli: «Perché il vostro maestro mangia insieme ai pubblicani e ai peccatori?».
Gesù li udì e disse: «Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati.
Andate dunque e imparate che cosa significhi: Misericordia io voglio e non sacrificio. Infatti non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori».


Isaia 6,8 : Poi io udii la voce del Signore che diceva: «Chi manderò e chi andrà per noi?».
E io risposi: «Eccomi, manda me!».
Cari amici in cammino e in ricerca vocazionale, il Signore vi dia Pace.
Oggi (21 settembre) la chiesa ci invita guardare alla vocazione e alla chiamata di Matteo, uno dei primi discepoli, un  apostolo, un evangelista. In realtà, prima di tutto questo, Matteo era  un uomo qualsiasi, preso da se stesso e dai propri affari e dal guadagno, un uomo ai margini del contesto religioso del tempo.  Come esattore delle tasse era pure considerato un ladro e dunque odiato dai suoi connazionali. Eppure il suo "Eccomi" alla chiamata di Gesù è immediato e senza riserve: subito si alza e lo segue! 
Non posso qui non pensare alle molte tipologie di risposte alla vocazione e alla chiamata che ho potuto conoscere in questi anni in molti ragazzi. Vi propongo di seguito alcune considerazioni volutamente provocatorie..per "stimolarvi" un pò...!!

Prima di tutto, ogni volta mi stupisce come il Signore chiami chi vuole Lui e come e quando vuole Lui, con una libertà e un'apertura straordinaria. In secondo luogo, questo episodio della chiamata di Matteo è davvero emblematico per la sua cruda attualità: lui, un peccatore, subito dice di SI! Al contrario il giovane "bravo e buono e bello" (il giovane ricco di un altro episodio evangelico; Mt 19,16-22) dice di NO! 
Senza generalizzare, troppo spesso purtroppo ho dovuto constatare quest'ultimo atteggiamento in molti nostri "bravi ragazzi" di parrocchia, magari cresciuti da sempre in mezzo ai frati e ai preti, provenienti da buone e sane famiglie, catechisti o animatori stimati e capi scout, bravi a scuola e zelanti nella fede.... Ebbene... di fronte ad una possibile chiamata e vocazione, sono tanti di essi ad aver preferito il  farsi la propria strada, a non aver voluto neppure ascoltare alcun invito evitando da subito e scrupolosamente ogni discernimento pericoloso,  scegliendo invece di perseguire unicamente i propri  progetti buoni e belli, spessissimo condizionati dalle brame famigliari (diventare ingegnere ultimamente è il top dei desideri di mamma e papà!). E' come se talvolta "al bravo ragazzo" manchi lo slancio, il senso di abbandono  e di fiducia, è come se la sua vita sia già su un binario definito, è come se un poco si ritrovi "spento" e che non abbia mai conosciuto fino in fondo la grandezza dell'Amore di Dio, che solo giustifica un passo così "da fuori di testa" come il diventare frate o prete. Del resto, chi basta a se stesso e non ha nulla di cui chiedere perdono o grazia, perché dovrebbe guardare oltre ...?  

Ancora senza generalizzare, è vero invece che sempre più giovani, spesso anche feriti nel loro vissuto umano o famigliare o da tempo lontani o persino ostili alla fede, ritornano al Signore con più gioia ed entusiasmo (la conversione). Non è raro poi che dei "luoghi" siano stati per essi davvero speciali e all'inizio di un cambiamento: Assisi, Lourdes, il Cammino di Santiago, Medjugorie... Oppure la loro ricerca è partita da alcune esperienze forti di dolore o sofferenza, ma anche di volontariato o servizio, o semplicemente da un bisogno di senso e verità...La Croce, segno di morte e salvezza è comunque sempre presente!! Tra questi giovani, alcuni sentono poi la necessità di scelte ancor più radicali ed esigenti come la vita religiosa francescana e sacerdotale o missionaria (la vocazione). In essi mi colpisce ogni volta "il percepirsi voluti bene, il sentirsi perdonati, abbracciati dal Signore..., l'avere sperimentato la grandezza della sua misericordia, la guarigione da tante ferite interiori... e la necessità quindi  di testimoniare tutto questo , di annunciarlo, di gridarlo ad ogni uomo"... Solo l'AMORE, cari amici  sta alla base di una vocazione religiosa!!

Mi auguro che queste mie parole, un po' piccanti,  vi interpellino sulla misura del vostro Amore; sulla misura del vostro sentirvi amati dal Signore e sul desiderio conseguente di comunicare questa esperienza al mondo intero, come e dove Lui vorrà mostrarvi!

Vi benedico. Al Signore Gesù sempre la nostra lode.

frate Alberto

venerdì 20 settembre 2013

Servizio e Vocazione

Cari amici in ricerca vocazionale, il Signore vi dia Pace. Oggi vi propongo parte della corrispondenza intercorsa con Angelo. I temi trattati riguardano il servizio, il dono di sè e il rapporto con la vocazione francescana...Spero vi possa servire. Benedico tutti. Al Signore Gesù sempre la nostra Lode.
frate Alberto

Angelo mi scrive :
Caro fra Alberto mi sono laureato in lingue orientali lo scorso anno e vivo e lavoro da alcuni mesi a Londra. Durante l'università ho sempre frequentato come volontario, prima la mensa dei poveri gestita da voi frati francescani nella mia città, poi una struttura (sempre francescana) di accoglienza per i profughi (afghani, siriani, iraniani), molti di questi ragazzini adolescenti, che giungevano clandestini nelle stive delle navi del porto vicino. Il mio conoscere la loro lingua era importantissimo! Quando sono partito, pensavo di trovare piena realizzazione nel lavoro (assolutamente ottimo), fatto di viaggi (anche troppi!).. relazioni .. contatti.. bella gente e grandi opportunità. In realtà dopo i primi mesi di euforia mi sento spesso vuoto e in fondo insoddisfatto. E' come se mi manchi qualche cosa di necessario. Penso spesso ai "miei" barboni e ai "miei" frati che se ne occupavano con tanta dedizione, penso ai "miei" ragazzini impauriti e denutriti incontrati tante volte e non posso non rivedere i loro occhi carichi di violenze subite e terrore, ma anche di speranza e voglia di vivere. Penso ancora ai "miei" frati e al loro far da padre a tutti, con bontà e amore, pur in mezzo a problematiche enormi..e spesso irrisolvibili. Le confesso che ho una grande nostalgia di quell'esperienza e mi sta tormentando e interrogando. Io, ho capito che ho bisogno di donarmi agli altri; ho bisogno di fare qualche cosa per chi non ha nulla, sento che quei ragazzi per certi aspetti ancora mi aspettano. e mi chiamano, sono "i miei", mi appartengono... Non posso passare la mia vita fra manager e boss dell'alta finanza! Ho anche pensato alla vocazione da frate..., un pensiero che mi spaventa e che (ho sempre accantonato), ma anche continuamente da un mese ritorna. Penso ai "miei" frati sempre contenti e semplici... e il contrasto con la "mia" vita "in carriera" che non tollero più. Non so però bene che fare, anche perchè quello che ora ho raggiunto (professionalmente ed economicamente)  è tantissimo e l'ho sudato!.... grazie per una sua parola. Angelo

Carissimo Angelo,
E' bella la tua storia. Grazie per avermela raccontata. Ti confesso che in particolare, mi ha colpito da subito il tuo continuo evidenziare un'appartenenza, una famigliarità con quelli che chiami "i miei" frati, i "miei" ragazzi, i "miei" barboni..Dice molto questa accentuazione! Mi chiedi un aiuto e un parere.. Leggendoti non ho potuto non pensare all'esperienza del giovane Francesco, che ricco di ogni bene e fortunato e "in carriera", vive in fondo la tua stessa insoddisfazione, un vuoto di senso incolmabile.. Inizia dunque una ricerca, un vagare..segnato anche da tanti tentativi di riempire questo vuoto: ed allora eccolo rincorrere il sogno di diventare cavaliere e guadagnare gloria e titoli, ecco l'ebbrezza della ricchezza e dei soldi, l'euforia del divertimento e del pensare solo a se stesso. Ebbene tutte queste strade risulteranno deludenti per lui. Paradossalmente sarà invece l'incontro con la debolezza, la malattia, e le piaghe di un lebbroso a trasformarlo e a mostrargli un orizzonte di senso finalmente pieno e appagante. Ne parla lui stesso nel suo Testamento: Il Signore dette a me, frate Francesco, di incominciare a fare penitenza così: quando ero nei peccati mi sembrava cosa troppo amara vedere i lebbrosi, e il Signore stesso mi condusse tra loro e usai con essi misericordia. E allontanandomi da loro, ciò che mi sembrava amaro mi fu cambiato in dolcezza di animo e di corpo. E in seguito, stetti un poco e uscii dal secolo.
Caro Angelo, che dirti? Certamente quanto stai provando nel tuo cuore merita di essere ascoltato e approfondito. Di sicuro tutto questo è anche un normale richiamo "della tua pancia" (oltre ogni tua razionalità) dunque del tuo sentire, dei tuoi affetti, di un bel vissuto che non puoi assolutamente accantonare e che forse riemerge a causa di un lavoro invece più arido e meno gratificante affettivamente. E' bello pensare però che sia anche un segno dello Spirito e di un disegno provvidenziale e misterioso del Signore su di te. Hai sperimentato come il "servizio", il "dono di sé" possa offrirti  un senso profondo alla vita... Ora devi chiederti in verità che cosa vuoi, che cosa cerchi, dove andare...; forse è anche il tempo in cui chiedere al Signore, come san Francesco: "Signore cosa vuoi che io faccia?"
Accenni ad una possibile scelta religiosa francescana. E' vero che tante volte la vocazione , nei giovani che ho seguito in questi anni, è nata ed è stata scoperta proprio nella dimensione del servizio, nel contatto con i più poveri, nel mettersi a fare qualche cosa per qualcuno che aveva bisogno in molti e diversi ambiti (volontariato di vario tipo..in oratorio, in carcere., in ospedale..ecc..) Solo un cuore che sperimenta e si orienta ad un amore gratuito può pensare alla vita francescana. Va detto anche però, che da sola la dimensione del servizio agli ultimi non è sufficiente per una scelta francescana. (Per fare filantropia non serve diventare frati!) Questa scelta chiede invece una più profonda donazione, una ancor più radicale offerta di se stessi: chiede il dono dell'intera vita al Signore, nell'abbandono alla sua volontà.  Sei disposto a fare questo passo? Sei disposto a lasciare tutto, ma proprio tutto per Gesù? (nella tua lettera non ne parli mai!) Chi è Gesù per te? Mi piacerebbe avere da te un riscontro su queste mie domande!!
Caro Angelo, se Gesù è già presente almeno un poco nella tua vita, ti invito alla preghiera e a "stare" con Lui, trovandoti spazi di incontro e silenzio  e di intimità con Lui: solo così si potrà illuminare la strada che Lui ha previsto per te.
Se lo desideri potrò anche indicarti a Londra un confratello francescano con cui parlare e confrontarti: è importante non camminare da soli! Anch'io ti ricorderò e pregherò per te. Resto naturalmente a disposizione per ogni tua richiesta o necessità.
Ti benedico.
frate Alberto

giovedì 19 settembre 2013

Corsi vocazionali francescani Nord Italia

In cammino...sul cammino.
Sei giovane e in ricerca? 
Ti stai chiedendo come orientare la tua vita e cosa il Signore ti stia domandando? Desideri essere ascoltato e confrontarti con qualche frate o religiosa francescani? Ma che fare...come capire...dove andare? 
Dai un'occhiata ai
CORSI-CAMMINI VOCAZIONALI FRANCESCANI

1) Corso "Gruppo Porziuncola": per ragazzi e ragazze (18-32 anni); si tratta di un cammino di ricerca a 360° per scoprire i segni che Dio ha posto nella tua vita, qualunque sia la tua chiamata (al matrimonio, alla missione, al servizio, all'impegno civile, alla vita religiosa, alla vita contemplativa). Vedi  TAPPE

2) Corso "Gruppo san Damiano": per ragazzi (17-35 anni): un cammino necessario se porti nel cuore un interrogativo (forse segreto, appena intuito...e magari un pò temuto) anche alla vita religiosa, sacerdotale e missionaria francescana (diventare frate?...perchè no?) e desideri pertanto metterti in ascolto del Signore, conoscere più da vicino la vita dei Frati...confrontarti con altri giovani come te..Vedi TAPPE

3) Corso "Fidanzati": per giovani coppie di "morosi" desiderosi di compiere un cammino di fede e di formazione profondo. Vedi TAPPE

4) Corso "Senti chi parla?":  per ragazzi e ragazze tra i 19 e i 35. Per ascoltare se stessi, gli altri, e Dio, interrogando la Parola, partendo dalla vita. Vedi TAPPE

E' ora di partire....!!

mercoledì 18 settembre 2013

Un frate francescano è patrono degli studenti

Cari amici , cari giovani il Signore vi dia pace.
Oggi ricordiamo in modo particolare un nostro grande e umilissimo santo, San Giuseppe da Copertino frate francescano minore conventuale. Famoso come "il santo dei voli" per il dono della lievitazione che caratterizzò miracolosamente la sua vita, è noto pure per essere il "Santo protettore degli studenti".
Egli infatti, per quanto poco propenso agli studi, era talmente desideroso di completare la scuola di teologia e così poter diventare sacerdote, che sempre, pur accanto all'impegno fedele e faticoso sui libri, volle confidare grandemente nel Signore con  una  preghiera intensa e fervente affinché si realizzasse questo sogno.  Il Signore mai gli fece mancare il suo aiuto, sostenendolo ogni volta nel superare lodevolmente  tutti i gli esami impegnativi previsti dal corso teologico. Poté dunque coronare la sua vocazione diventando un sacerdote santo e venerato come tale già in vita, per le manifestazioni prodigiose che lo accompagnavano.
Per chi volesse conoscere più approfonditamente la sua vita rimando al SITO del santuario di Osimo dove è custodito il suo corpo ed anche ai sempre interessanti Post in Cantualeantonianum.

All'intercessione di San Giuseppe da Copertino affido in modo particolare tutti gli studenti che seguono il blog: quelli che hanno da poco ricominciato la scuola superiore, ma anche chi , in questi giorni è impegnato nei vari test di ingresso nelle diverse facoltà universitarie o deve affrontare esami o prove varie.

* S. Giuseppe, ci insegna che nella vita, oltre a compiere tutto quanto ci è possibile nei riguardi della scuola come di altri impegni o incarichi affidatici (dunque è importante studiare e lavorare con serietà ), possiamo sempre trovare un grandissimo aiuto nel Signore quando ci abbandoniamo a Lui chiedendo umilmente nella preghiera il suo sostegno.
* S. Giuseppe ci invita a fidarci di Dio, Padre buono, che mai nega ai suoi figli, ciò di cui hanno bisogno!
* S. Giuseppe ci spinge a "volare in alto" oltre ogni nostra sicurezza o pretesa autosufficienza, per rimetterci con semplicità nelle mani del Signore.
* San Giuseppe ci mostra la grandezza della vocazione sacerdotale e religiosa, per la quale nulla è più importante.
Vi benedico augurando a ciascuno un nuovo buon anno scolastico. 
Al Signore Gesù sempre la nostra Lode. 
Frate Alberto

Preghiera dello studente
Mio Dio, ti ringrazio di tutti i doni che mi fai. 
Concedimi di usarne sempre per la tua gloria,
per la mia santificazione, per il bene degli altri.
Dammi un cuore lieto, benedici la mia famiglia,
proteggi i miei studi, illumina i miei insegnanti,
assisti i miei compagni.
Per i meriti e l'intercessione
di San Giuseppe da Copertino, che, pur provando
la fatica dello studio e l'ansia degli esami,
ebbe la gioia della promozione invocando
la materna assistenza di Maria,
guida la mia mente, rendi tenace la  mia volontà
e generoso il mio impegno perché
adempia il mio dovere e meriti la promozione.
Padre nostro, Ave Maria, Gloria al Padre


Preghiera prima degli esami
San Giuseppe da Copertino, Patrono degli studenti,
bussiamo al tuo cuore per invocare l'aiuto negli 
esami per gli studenti che chiedono preghiere.
Tu conosci i loro sforzi, i timori, le speranze.
Hanno bisogno di te, della tua protezione,
del tuo aiuto, te li affidiamo!
Sono fiduciosi di essere aiutati dalla Vergine Maria
come lo sei stato tu quando sostenevi i tuoi esami.
Per loro e per le loro famiglie intercedi
la certezza nella fede, la fedeltà alla Chiesa,
la grazia della misericordia, lo spirito della preghiera,
la carità sempre viva e lieta, la vera pace,
il coraggio nelle scelte importanti della vita.
Sii presente con il tuo sostegno e il tuo amore,
nello sforzo e nell'impegno, nel sacrificio e nella 
gioia della crescita umana e cristiana
di tutti i giovani che confidano in te.
San Giuseppe da Copertino, sii guida e modello nel 
cammino di speranza per una civiltà dell'amore per 
i giovani che sono il futuro della Chiesa e dell'umanità.
Padre nostro, Ave Maria, Gloria al Padre

martedì 17 settembre 2013

San Francesco riceve le Stimmate

Assisi, Sacro Convento di San Francesco.
San Francesco abbraccia il Crocifisso (opera donata dalle diocesi venete nel 2008)
Cari amici,
oggi per noi frati francescani è un giorno speciale: ricordiamo infatti l'Impressione delle Stimmate di San Francesco.
Il 17 settembre del 1224 , san Francesco si trovava sul monte de La Verna. Mentre era immerso nella meditazione, il Signore Gesù, con un prodigio singolare, gli impresse nel corpo le Stimmate, i segni della sua Passione. Da quel momento la scelta d'amore di Francesco per Cristo  risultò ancor più palese ed evidente persino nella carne..
Caro giovane in ricerca e in ascolto della vocazione del Signore per la tua vita...: osserva anche tu ed  imita la strada indicata da san Francesco!! Egli fu a tal punto "amico di Cristo" da voler essere in tutto somigliante e trasformato in Lui, davvero "un altro Cristo". E il Signore lo esaudì! 
Carissimo, sarebbe bello che questo fatto interrogasse anche te sulla direzione del tuo cuore, sui tuoi desideri più profondi, sulle "stimmate" che vuoi ti segnino e feriscano.  
Soprattutto se coltivi in te o hai intuito come possibile la vita e la scelta francescana, ricorda che la meta è "diventare come S. Francesco", anche tu un "alter Christus", un "nuovo Gesù Cristo" fra gli uomini di questa nostra povera e stupenda umanità. E non sentirti solo su questa strada!
Si tratta invece di una chiamata appassionante e audace che ancora risuona nel cuore di tanti come te. Pensa che proprio oggi (17 settembre 2013) tredici giovani iniziano ad Assisi la straordinaria avventura dell'anno di Noviziato, l'anno della prova e dell'innamoramento, prima di entrare a pieno titolo nella famiglia francescana. Ugualmente nei vari Postulati d'Italia (Brescia, Osimo e Benevento) altri ragazzi (i Postulanti) si accingono ad intraprendere i primi passi di questa avventura d'amore. 
Come ho poi già ricordato più volte, ad ottobre riparte anche in varie regioni, il gruppo vocazionale francescano "San Damiano", per un primo discernimento e approccio alla vita francescana.
Carissimo, tutto questo sia dunque da sprone e incoraggiamento anche per te. Non temere! Fidati del Signore!
Ti benedico. Al Signore Gesù sempre la nostra Lode.
fra Alberto    

Assisi, Basilica di San Francesco, Chiesa superiore.
Giotto,  Impressione delle stimmate a La Verna.
DALLA VITA DI SAN FRANCESCO
San Francesco, due anni prima di morire, voleva trascorrere nel silenzio e nella solitudine quaranta giorni di digiuno in onore dell'arcangelo S. Michele. Era, del resto, abitudine del Santo d’Assisi ritirarsi, come Gesù, in luoghi solitari e romitori per attendere alla meditazione ed all’unione intima con il Signore nella preghiera. La Verna era uno di questi e certamente era quello che il Santo prediligeva. Già all’epoca di Francesco era un monte selvaggio – un “crudo sasso” come scrisse Dante Alighieri – che s’innalza verso il cielo nella valle del Casentino. La sommità del monte è tagliata per buona parte da una roccia a strapiombo, tanto da farla assomigliare ad una fortezza inaccessibile. La leggenda vuole che la fenditura profonda visibile, con enormi blocchi sospesi, si sia generata a seguito del terremoto che succedette alla morte di Gesù sul Golgota: un fatto che affascinò oltremodo Francesco e lo attrasse in questo luogo .Esso era proprietà del conte Orlando da Chiusi di Casentino, il quale, nutrendo una grande venerazione per Francesco, volle donarglielo. Qui i frati del Poverello vi costruirono una piccola capanna.In quel luogo Francesco era intento a meditare, per divina ispirazione, sulla Passione di Gesù quando avvenne l’evento prodigioso. Pregava così: “O Signore mio Gesù Cristo, due grazie ti priego che tu mi faccia, innanzi che io muoia: la prima, che in vita mia io senta nell’anima e nel corpo mio, quanto è possibile, quel dolore che tu, dolce Gesù, sostenesti nella ora della tua acerbissima passione, la seconda si è ch' io senta nel cuore mio, quanto è possibile, quello eccessivo amore del quale tu, Figliuolo di Dio, eri acceso a sostenere volentieri tanta passione per noi peccatori”. La sua preghiera non rimase inascoltata. Fu fatto degno, infatti, di ricevere sul proprio corpo i segni visibili della Passione di Cristo. Il prodigio avvenne in maniera così mirabile che i pastori e gli abitanti dei dintorni riferirono ai frati di aver visto per circa un’ora il monte della Verna incendiato di un vivo fulgore, tanto da temere un incendio o che si fosse levato il sole prima del solito.Scrive S. Bonaventura da Bagnoregio, suo biografo: “Un mattino, all'appressarsi della festa dell'Esaltazione della santa Croce, mentre pregava sul fianco del monte, vide la figura come di un serafino, con sei ali tanto luminose quanto infocate, discendere dalla sublimità dei cieli: esso, con rapidissimo volo, tenendosi librato nell'aria, giunse vicino all'uomo di Dio, e allora apparve tra le sue ali l'effige di un uomo crocifisso, che aveva mani e piedi stesi e confitti sulla croce. Due ali si alzavano sopra il suo capo, due si stendevano a volare e due velavano tutto il corpo. A quella vista si stupì fortemente, mentre gioia e tristezza gli inondavano il cuore. Provava letizia per l'atteggiamento gentile, con il quale si vedeva guardato da Cristo, sotto la figura del serafino. Ma il vederlo confitto in croce gli trapassava l'anima con la spada dolorosa della compassione. Fissava, pieno di stupore, quella visione così misteriosa, conscio che l'infermità della passione non poteva assolutamente coesistere con la natura spirituale e immortale del serafino. Ma da qui comprese, finalmente, per divina rivelazione, lo scopo per cui la divina provvidenza aveva mostrato al suo sguardo quella visione, cioè quello di fargli conoscere anticipatamente che lui, l’amico di Cristo, stava per essere trasformato tutto nel ritratto visibile di Cristo Gesù crocifisso, non mediante il martirio della carne, ma mediante l'incendio dello spirito” (Leg. Maj., I, 13, 3). Continuava ancora S. Bonaventura che, scomparendo, la visione lasciò nel cuore del Santo “un ardore mirabile e segni altrettanto meravigliosi lasciò impressi nella sua carne. Subito, infatti, nelle sue mani e nei suoi piedi, incominciarono ad apparire segni di chiodi, come quelli che poco prima aveva osservato nell'immagine dell'uomo crocifisso. Le mani e i piedi, proprio al centro, si vedevano confitte ai chiodi; le capocchie dei chiodi sporgevano nella parte interna delle mani e nella parte superiore dei piedi, mentre le punte sporgevano dalla parte opposta. Le capocchie nelle mani e nei piedi erano rotonde e nere; le punte, invece, erano allungate, piegate all'indietro e come ribattute, ed uscivano dalla carne stessa, sporgendo sul resto della carne. Il fianco destro era come trapassato da una lancia e coperto da una cicatrice rossa, che spesso emanava sacro sangue, imbevendo la tonaca e le mutande” (Leg. Maj., I, 13, 3).

 

domenica 15 settembre 2013

ITINERANZA

Cari amici in cammino o in ricerca vocazionale, 
il Signore vi dia Pace. Fra i vari aspetti che caratterizzano la nostra vita di frati francescani, ve n'è uno in particolare che regolarmente ci chiama in causa, ci smuove, ci mette alla prova e un poco fa pure soffrire, ma anche ci rinnova, ci dona libertà e sa rimettere in circolo le nostre energie migliori: si tratta della così detta ITINERANZA. 

)
S. Francesco nella Regola (R.bollata VI) esorta in tal modo:
I frati non si appropriano di niente, né domicilio, né luogo né alcuna cosa. E come pellegrini ed esuli (cfr. I Pietro 2, 11) in questo mondo, in povertà ed umiltà servendo Dio, vadano per elemosina con confidenza, e non è adatto nemmeno che si vergognano, perché in favore di noi il Signore si è fatto povero in questo mondo (cfr. 2 Cor. 8, 9). Questa è la sublimità di somma povertà che vi ha stabilito, carissimi frati miei, come gli eredi e i re del regno dei cieli, che vi ha fatto poveri di beni, che vi ha sublimato nelle virtù (cfr. Giac. 2,5). Questa è la vostra porzione che conduce alla terra dei viventi(cfr. Salmo 141, 6). Cui aderendo totalmente, dilettissimi frati, non vogliate avere nient'altro per il nome del nostro Signore Gesù Cristo, mai, sotto il cielo.


Da questa ammonizione del Poverello, nasce l' ITINERANZA, un atteggiamento che chiama in causa il cuore dei frati, li interpella sul senso più profondo dei loro impegni e affetti, li costringe a riandare al vero motivo di una scelta di vita tanto impegnativa e bella che non può essere altri se non GESU' Solo e GESU' Crocifisso; tutto il resto viene dopo e come conseguenza e dunque non è assolutamente necessario o indispensabile!

Questo significa certamente un rapporto molto semplice e povero con le cose, il denaro e l'uso dei beni materiali, ma anche e soprattutto un cuore sempre libero e distaccato anche nei confronti di ruoli, incarichi, capacità, mansioni, affetti e relazioni pur belle e buone. Solo Gesù basta e ci deve bastare!! Ecco dunque che regolarmente ( ad ogni cosi detto Capitolo Provinciale con scadenza quadriennale) ogni frate sa che potrà essere cambiato di convento e comunità, avviato ad altri incarichi, spostato in impegni mai ipotizzati, indirizzato in spazi e contesti pastorali e di servizio che richiedono un suo nuovo coinvolgersi e mettersi in gioco. Naturalmente il tutto si svolge in un clima di famiglia e di fraternità e non certo con logiche aziendali, ma sempre, risulta un passaggio delicato nella nostra vita e ripeto, talvolta, non indolore. 

In questo settembre 2013 ( post capitolo) si ripresenta dunque l'Itineranza di molti frati, con rispettivi saluti, lacrime, speranze, arrivi, partenze...bagagli da fare e disfare. Una vostra preghiera per tutti noi è davvero gradita!!


Frate Gian Battista ( fra Giambo!) e frate Simone ( a destra)
Mi piace qui ricordare, fra gli "itineranti" un carissimo confratello al quale va da subito il mio GRAZIE affettuoso per l'amicizia che ci lega e per la lunga e bella collaborazione in questi anni nell'ambito giovanile. Parlo di  Fra Simone Tenuti, che oggi accompagnerò definitivamente da Padova ad Assisi-Basilica di San Francesco , dove assumerà un incarico davvero importante : sarà infatti il nuovo responsabile del Centro Nazionale di Pastorale Giovanile e Vocazionale . Per chi non sapesse, il Centro di Assisi è il riferimento italiano per tantissime iniziative e proposte di spiritualità francescana per giovani e adolescenti che si dispiegano durante tutto l'anno. In particolare segnalo l'imminente e attesissimo CONVEGNO GIOVANI VERSO ASSISI ( fine ottobre) che vedrà all'opera P. Simone per la prima volta. A lui va , anche a nome anche di tutti voi, il più vivo incoraggiamento e apprezzamento, nella certezza che ancora saprà fare "faville e meraviglie" mettendo a frutto i suoi molti talenti e il suo buon cuore. Soprattutto sono convinto che saprà bene operare per fare ancora di più di Assisi e del Sacro Convento un luogo caro ed ospitale per ogni giovane che vi giungerà assetato di Gesù, affascinato da San Francesco. Dimenticavo: affrettatevi ad iscrivervi al Convegno..siamo agli ultimi giorni. Vi benedico. Frate Alberto
Per le iscrizioni vedi
 Per i giovani del Nord : http://www.riparalamiacasa.it/provincia/pagina.asp?id=51&t=pagine
Altre regioni: www.giovaniversoassisi.it/GVA/GVA2013/index.php?pag=responsabili_regionali

sabato 14 settembre 2013

Daniele, Frate per sempre

Fra Daniele (a destra) con fra Alessandro (neo rettore del postulato di Brescia)
Cari amici,
oggi la nostra fraternità francescana, e in particolare la comunità di Milano (Parrocchia e Convento Maria Immacolata e Sant'Antonio) è in festa!
Un giovane frate , fra DANIELE LA PERA, che da qualche anno studia e opera in quella realtà pastorale, nel pomeriggio, ha pronunciato i voti di castità, povertà e obbedienza, in forma solenne e perpetua: un impegno per l'intera vita! Da ora, sarà frate francescano per sempre. 
Il suo gesto e la sua scelta così "tosta", credo ci fanno riflettere e incoraggiano: è dunque ancora possibile un impegno "senza riserve" per la vita, non è fuori moda scegliere di spendersi totalmente per il Signore e il suo Vangelo, vale ancora la pena seguire un ideale radicale e meraviglioso come quello francescano...
Lo ricordiamo e affidiamo al Signore.



  FORMULA DELLA PROFESSIONE PERPETUA

A lode e gloria della Santissima Trinità.
lo, fr. DANIELE LA PERA
poiché il Signore mi ha ispirato
di seguire più da vicino il Vangelo
e le orme di nostro Signore Gesù Cristo,
davanti ai fratelli qui presenti,
nelle tue mani, fr. GIOVANNI VOLTAN
con fede salda e volontà decisa:


faccio Voto 
a Dio Padre santo e onnipotente
di vivere per tutto il tempo della mia vita
in obbedienza, 
senza nulla di proprio 
e in castità
e insieme professo
la vita e la Regola dei Frati Minori
confermata da papa Onorio
promettendo di osservarla fedelmente
secondo le Costituzioni dell'Ordine dei Frati Minori Conventuali;




Pertanto mi affido con tutto il cuore a questa fraternità
perché, con l'efficace azione dello Spirito Santo,
guidato dall'esempio di Maria Immacolata,
per l'intercessione del nostro Padre san Francesco
e di tutti i santi,
sostenuto dal vostro fraterno aiuto,
possa tendere costantemente alla perfetta carità
nel servizio di Dio, della Chiesa e degli uomini.

venerdì 13 settembre 2013

Corso Vocazionale "S. Damiano" 2013-14


LETTERA DI ANGELO
Caro fra Alberto, dopo molti tentennamenti eccomi a scriverti. Ho trascorso un'altra estate spensierata e molto bella (tutta mare -  sono di Viareggio) anche sperando, non nego, di azzerare i miei pensieri vocazionali (che da un paio d'anni mi ritornano). Sto studiando e ho una ragazza. Ma settembre, con il ricominciare di tutto..rivedere gli amici..l'università..il riprendere i soliti ritmi, mi ha riproposto in  modo quasi crudele una domanda da cui fin'ora sono scappato: e se il Signore mi chiedesse di diventare frate o prete? Non mi so spiegare il perchè lontano di questo interrogativo, ma credo abbia radici nella mia famiglia specie nella grande fede del mio babbo, nel mio impegno come catechista ai bimbi e in un'esperienza missionaria da adolescente con un zio frate che non posso dimenticare...E poi..lo sa Dio! Bo!!? Che faccio? E' il tempo di decidermi a fare qualche cosa per capire. Mi sai dare qualche suggerimento anche nei riguardi di Letizia...la mia ragazza?.? Ho sentito parlare di un corso vocazionale....  grazie per quello che fai! Angelo.

DA FRA ALBERTO
Cari amici il Signore vi dia Pace. Ho riportato la lettera di Angelo ( a cui ho inviato una mail personale) perchè emblematica di questo periodo dell'anno. 

L'estate infatti con la sua spensieratezza e il suo classico bagaglio di sole e vacanze è ormai alla fine ! Ora tutto riparte, ricominciano il lavoro, la scuola, gli impegni, i progetti, i corsi.. 


Anche per i giovani in "ricerca", se il tempo estivo è solitamente un periodo in cui è abbastanza normale rimandare e mettere fra parentesi alcuni pensieri "pericolosi" e compromettenti , il mese di settembre invece ha sempre, credo, una valenza spiccatamente vocazionale. Infatti, per molti giovani in ricerca e "inquieti" circa la volontà del Signore sulla propria vita, è di solito il tempo in cui ritornano le grandi domande, si fa nuovamente presente il desiderio di capire, di approfondire la propria chiamata, con la necessità interiore di "fare qualche cosa" al riguardo. Settembre è dunque un mese buono, non solo per orientarsi ai corsi universitari, ma anche per iniziare dei corsi per la vita, avviare un cammino di discernimento e approfondimento della propria chiamata .

Noi frati  proponiamo a questi "cercatori" il Corso vocazionale francescano con il "Gruppo S. Damiano"Ci si ritrova insieme (giovani e frati) mensilmente in un fine settimana vedi le DATE da ottobre a giugno per l'area del Nord Italia, ma la proposta è presente in ogni regione ( chiedeteci eventualmente indicazioni). La preghiera e il dialogo, il confronto, l'ascolto..il silenzio..sono alcuni elementi di quest'esperienza fondamentale per orientarsi nella vita..Il Corso sarà guidato da alcuni frati "nuovi"; con il sottoscritto (il veterano!) vi saranno due giovani frati, frate Francesco Ravaioli  (nuovo responsabile per la Pastorale giovanile e vocaz.le) e frate Alessandro Perissinotto ( che subentra a P. Giancarlo Paris come Rettore dei postulanti a Brescia). Una bella avventura di cammino insieme. Vi aspettiamo! 
Vi benedico. Al Signore Gesù sempre la nostra Lode

martedì 10 settembre 2013

Chiamò a sé i suoi discepoli


Dal Vangelo di Luca (6,12-19). La Vocazione dei Dodici
In quei giorni Gesù se ne andò sulla montagna a pregare e passò la notte in orazione.
Quando fu giorno, chiamò a sé i suoi discepoli e ne scelse dodici, ai quali diede il nome di apostoli: Simone, che chiamò anche Pietro, Andrea suo fratello, Giacomo, Giovanni, Filippo, Bartolomeo, Matteo, Tommaso, Giacomo d'Alfeo, Simone soprannominato Zelota, Giuda di Giacomo e Giuda Iscariota, che fu il traditore. Disceso con loro, si fermò in un luogo pianeggiante. C'era gran folla di suoi discepoli e gran moltitudine di gente da tutta la Giudea, da Gerusalemme e dal litorale di Tiro e di Sidone, che erano venuti per ascoltarlo ed esser guariti dalle loro malattie; anche quelli che erano tormentati da spiriti immondi, venivano guariti. Tutta la folla cercava di toccarlo, perché da lui usciva una forza che sanava tutti.


Meditazione di Madre Teresa di Calcutta (1910-1997)
Come trovare Dio? Come conoscere la Sua volontà? Come poter ascoltare la Sua voce?
Non possiamo trovare Dio nel chiasso, nell’agitazione… E’ nel silenzio che Dio ci ascolta; nel silenzio parla alle nostra anima. Nel silenzio ci dà il privilegio di ascoltare la Sua voce: 

Silenzio degli occhi.
Silenzio delle orecchie.
Silenzio della bocca.
Silenzio dello spirito.
Silenzio del cuore.


Dio parlerà. 


Il silenzio del cuore è necessario per ascoltare Dio dovunque – nella porta che si chiude, la persona che ti vuole, gli uccelli che cantano, e i fiori, gli animali. - Se siamo attenti al silenzio, sarà facile pregare. Ci sono tante chiacchiere, parole ripetute, riportate, in ciò che si dice e si scrive. La nostra vita di preghiera soffre perché il cuore non è in silenzio. Cercherò con più cura di fare silenzio nel mio cuore affinché, nel silenzio nel mio cuore, possa sentire le Sue parole consolanti e, con la pienezza del mio cuore, possa consolare Gesù nascosto nell’afflizione dei poveri. 

lunedì 9 settembre 2013

Perchè fare un cammino di discernimento vocazionale?

MAIL DA ENRICO (23 anni)
caro fra Alberto..dopo un pellegrinaggio a (...) ho capito che la Madonna mi chiama a diventare frate, vorrei entrare subito in Postulato, non posso aspettare! I frati della mia città mi hanno proposto un cammino vocazionale, ma io sono già sicuro...(...) Perchè aspettare un anno?...(...)

MAIL DA G. PIERO (24 anni)
caro fra Alberto, Le avevo scritto due anni fa desideroso di fare il Gruppo san Damiano, poi però sono scappato, ho avuto paura e non mi sono fatto più vivo. Nel frattempo mi sono laureato e ho già trovato un ottimo lavoro..Ho anche una ragazza..ma sono spesso scontento e inquieto e la "voce" ritorna.., ma ho ancora molta paura e tante paranoie a mettere in gioco tutto quello che ho..per un qualche cosa che forse è solo un bel sogno (...)

MAIL DA LUCA (19 anni)
I miei genitori mi dicono di aspettare..di fare prima l'università..e così , anche se vorrei fare un cammino...ora non me la sento...darei loro un grande dispiacere.


Cari amici, PACE E BENE. Quante lettere simili da parte di tanti giovani!!!
C'è infatti chi mi scrive talvolta con affermazioni "super blindate" e "certe" circa la propria presunta vocazione religiosa e sacerdotale, quasi che una visione divina o una rivelazione dall'alto ne abbia dato la conferma ufficiale. Quando poi però propongo loro un cammino di discernimento, la partecipazione per es. al Gruppo san Damiano o l'accompagnamento da parte di un padre spirituale, non è raro trovare qualche resistenza o incomprensione in merito. E' facile poi per molti confondere una "conversione" con la "vocazione".  Alcuni di questi giovani , entrati  in Postulato "così sicuri di sè", sono stati spesso i primi ad andarsene dopo pochi mesi!
Vi sono inoltre tanti più giovani ( molti di quelli che mi scrivono.... che poi scompaiono) che pur intuendo una chiamata o un richiamo interiore o un fascino per la vita religiosa francescana, rinunciano a fare un percorso vocazionale per paura, perchè intimoriti da alcuni limiti personali, talvolta ostacolati da genitori o amici o bloccati da sensi di incertezza o incapacità, o semplicemente perchè  non vogliono rischiare e mettersi in gioco nei riguardi di una scelta di vita che appare molto esigente e sconvolgerebbe i loro progetti personali!!! 

In realtà cosa c'è di più  importante per un giovane che scegliere bene la strada della propria  vita? Cosa vale di più che comprendere e realizzare a pieno la propria esistenza secondo il progetto del Signore?  Come non chiedere continuamente a Gesù, come San Francesco " COSA VUOI CHE IO FACCIA?"

Al riguardo, se non si può e non si deve mai improvvisare, è spesso purtroppo facile procrastinare o fare finta di nulla o rimandare in eterno! Ma attenzione: Ne va della vita!! 
Ogni vocazione, ma in particolare la chiamata alla vita religiosa, chiede dunque di essere "affrontata", verificata nella preghiera e con la Parola di Dio; chiede uno sguardo onesto e sincero su se stessi e dunque una conoscenza e una consapevolezza di sè ; esige un cammino di discernimento serio; matura e si rivela nell'accompagnamento spirituale e umano accanto a delle buone guide. 

Per comprendere la propria vocazione serve tanta umiltà e disponibilità e pazienza, voglia di mettersi in gioco e rischiare, ascolto e ricerca di ciò che è essenziale, docilità nel farsi guidare e accompagnare .. Occorre mettersi in strada... Serve farsi pellegrini e mendicanti... .  

Il Vangelo di ieri (domenica 8 settembre) ci parlava proprio di questi aspetti e dinamiche vocazionali illustrando prima di tutto da un lato le  esigenze "alte" della sequela , vale a dire, la necessità per il discepolo di  prendere la propria croce e scegliere di rinunciare a tutte ( ma proprio tutte) le proprie sicurezze e ricchezze ( affettive, relazionali, sociali, economiche) per mettere al primo posto solo il  Signore Gesù.
Dall'altra, il Vangelo invitava con forza ad una verifica e ad un discernimento serio e onesto nei riguardi di una chiamata altissima e audace che è per la felicità di chi vi è chiamato, ma che può diventare anche dolorosa e fonte di infelicità, se accolta in modo sconsiderato, ma anche se rifuggita o inascoltata o abbandonata , 


Invito tutti i giovani che nel loro cuore hanno percepito un soffio e un invito del Signore Gesù a seguirlo più da vicino nella consacrazione francescana a non temere ...ad iniziare un Cammino di ricerca e approfondimento. 
Ad ottobre ripartirà al Nord Italia e in molte altre regioni il GRUPPO VOCAZIONALE S. DAMIANO. Approfittatene.
Vi benedico. Al Signore Gesù sempre la nostra Lode. frate Alberto