sabato 6 luglio 2013

«... scritti nei cieli»


Siamo alle porte della domenica, giorno del Signore. Mentre il caldo comincia ad avanzare e la nostra concentrazione a calare, Gesù ci raggiunge con parole forti. Il vangelo di questa domenica fa risuonare quelle parole, che richiamano immediatamente l'idea della vocazione:
«La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il signore della messe, perché mandi operai nella sua messe!».
In realtà sono parle rivolte a tutta la Chiesa, che ha bisogno di rinforzi: di persone che vogliano vivere il Vangelo, di persone che lo annuncino. Abbiamo bisogno di rinforzi, abbiamo bisogno di energie nuove. Ma poi Gesù continua:
«Andate: ecco, vi mando come agnelli in mezzo a lupi; non portate borsa, né sacca, né sandali e non fermatevi a salutare nessuno lungo la strada».
Ora Gesù non si rivolge più alla preghiera di chi lo ascolta, magari comodamente seduto tra i banchi della chiesa. Ora si rivolge a te: chiede il tuo tempo, la tua disponibilità. Chiede che sia tu ad andare! E il modo dell'andare è proprio quello che è piaciuto tanto a san Francesco, al punto da farlo esclamare: «Questo voglio, questo chiedo, questo bramo di fare con tutto il cuore!» (1Cel 22: FF 356).

Adesso però reggiti forte! Si tratta di partire subito. Sì, hai sentito bene: Gesù ha detto: «Andate». Indicativo presente. Ha detto: «Vi mando». Presente indicativo. Il momento di partire è adesso.
Infatti i 72 discepoli, a cui è chiesto di partire, partono. E tornano. Il vangelo ci racconta pure il loro ritorno, pieno di gioia! È andata bene: i demoni si sottomettevano alla loro preghiera, persino la gente sembrava ascoltarli. Anche questo oggi ha il sapore di un miracolo.
Il loro è stato un tirocinio: un'esperienza, per cominciare a collaborare a una missione a cui prenderanno parte davvero solo dopo la morte e risurrezione di Gesù.

In questo senso devi prendere sul serio l'indicativo presente di Gesù: andate. Vai! Oggi, non domani. Francesco d'Assisi ha fatto così. Ha preso sul serio la Parola di Dio, senza "interpretazioni" spiritualoidi. Anche se non sai e non hai deciso che cosa fare nella vita: vai. Comincia ad annunciare il vangelo, comincia a viverlo. Vedrai che il Signore ti farà fare una bella esperienza. E l'esperienza diventerà il luogo in cui capire meglio e davvero qual'è la tua strada.
L'unico modo per meglio comprendere qual è la propria vocazione è vivere la vocazione di ogni discepolo: «osservare il Santo Vangelo». In questo potrai assaggiare l'essenza di ogni chiamata: non tanto i "poteri" specifici o i "ruoli" sociali ed ecclesiali... quanto il tuo "ruolo" davanti a Dio. Il tuo nome è scritto «nei cieli». Il tuo nome è scritto nel Cuore di Dio. Questa è la tua gioia: una Parola evangelica che già vive, prima che tu decida di viverla. Questo è il fondamento di ogni tua scelta: è la scelta che Lui ha fatto di te. Di morire e risorgere per te! È ora di partire...!
frate Francesco

PS: Anche i Giovani Frati propongono una breve presentazione del vangelo domenicale.

2 commenti:

  1. Salve Frate Francesco come faccio ad andare se ho un tale zunami dentro e fuori di me. Alla mia tenera età di 28 anni ancora non so che fare della mia vita. Se sapessi di preciso dove andare mi fionderei fuori di casa. Ma sono sicuro che un giorno e spero tanto vicino mi fionderò fuori di casa con la gioia dei discepoli. In tanto qualche suggerimento per iniziare a muovermi? Grazie e come dite Voi Pace e Bene fratello!!!!!!!!!!!!!

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    1. pace a te..una prima opportunità che potresti prendere in considerazione è quella di partecipare agli esercizi spirituali vocazionali in Assisi dal 29 luglio al 3 agosto ( vedi link sito: http://www.cnpgv.it/08/esercizi_spirituali.htm ). sarebbe un primo passo verso un discernimento. Se poi mi scrivi dove abiti pooos vedere di indicarti qualche bravo frate a te più vicino per inizare un dilaogo e cercare di capirci qualche cosa in più..Ti benedico

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