mercoledì 31 luglio 2013

GMG "da casa"

Un giovane confratello, fr. Fabio, ci racconta la recente GMG di Rio de Janeiro, vista da due frati... in Veneto in mezzo a 3000 giovani.
Fra' Fabio e fra' Matteo si sono immersi nell'evento Io te e Rio, organizzato dalle diocesi del Triveneto per permettere ai molti giovani "rimasti a casa" di vivere intensamente la GMG anche qui... "in diretta".


Sabato 27 e domenica 28 luglio, in concomitanza con la GMG 2013 a Rio de Janeiro, si è svolta a Chioggia una Giornata “regionale” della gioventù organizzata da diverse diocesi del Triveneto, per dare la possibilità ai molti giovani che non hanno potuto andare in Brasile di vivere comunque un momento forte di fede e di chiesa, in un analogo clima di gioia, festa e preghiera. Anche fra Matteo ed io abbiamo partecipato, sia perché volevamo essere presenti come frati, sia perché eravamo curiosi di sapere cosa avremmo trovato in questa iniziativa “Io te e Rio”, proposta in modo molto invitante. Devo dire che prima di partire, il caldo torrido - nel nostro abito nero come un pannello solare - ci preoccupava un po’, ma alla fine la soddisfazione di aver partecipato a questa bella esperienza è stata di gran lunga superiore alla fatica. Siamo stati contenti di stare con tremila giovani, felici di incontrarsi o ritrovarsi da diverse parti, motivati a vivere bene quei due giorni, mettendo in gioco tutto: l’attenzione nelle catechesi e nella messa, l’adattarsi al caldo, all’accampamento in spiaggia, l’entusiasmo nell’animazione, il silenzio nella diretta nella notte con il papa. Infine, una presenza francescana si addiceva proprio a questo evento; prima del collegamento con Rio infatti è stato presentato in anteprima il musical su padre Kolbe, “Fate della vostra vita un dono”, e poi le prime parole del papa ai giovani sono state: «…guardando voi mi viene in mente il giovane Francesco d’Assisi che risponde alla chiamata del Signore: “Francesco, va’ e ripara la mia casa”… Anche oggi il Signore continua ad avere bisogno di voi giovani per la sua Chiesa. Cari giovani, il Signore ha bisogno di voi!».
fr. Fabio


domenica 28 luglio 2013

Giovani, puntate in alto

Ieri sera papa Francesco ha indirizzato ai giovani della GMG e del mondo intero, un messaggio di una forza incredibile, proprio partendo dall'esperienza di vita di San Francesco d'Assisi.



Carissimi giovani, 
Abbiamo appena ricordato la storia di San Francesco d'Assisi. Davanti al Crocifisso sente la voce di Gesù che gli dice: “Francesco, va’ e ripara la mia casa. E il giovane Francesco risponde con prontezza e generosità a questa chiamata del Signore: riparare la sua casa. Ma quale casa? Piano piano, si rende conto che non si trattava di fare il muratore e riparare un edificio fatto di pietre, ma di dare il suo contributo per la vita della Chiesa; si trattava di mettersi a servizio della Chiesa, amandola e lavorando perché in essa si riflettesse sempre più il Volto di Cristo.

Bene, penso che possiamo imparare qualcosa da quello che è accaduto in questi giorni, dato che abbiamo dovuto cancellare, a causa del maltempo, la realizzazione di questa veglia al Campus Fidei di Guaratiba. Il Signore non ci vorrà forse dire che il vero campo della fede, il vero campus fidei, non è un luogo geografico ma siamo noi? Si! Ognuno di noi, ognuno di voi. E, essere discepolo missionario sapere riconoscere che siamo il campo della fede di Dio! Per questo, a partire dal campo della fede ho pensato a tre immagini che ci possono aiutare a capire meglio che cosa significa essere discepolo-missionario: la prima, il campo come luogo in cui si semina; la seconda, il campo come luogo di allenamento; e la terza, il campo come cantiere.

1. Il campo come luogo in cui si semina. Conosciamo tutti la parabola di Gesù che narra di un seminatore andato a gettare i semi nel campo; alcuni di essi cadono sulla strada, in mezzo ai sassi, tra le spine e non riescono a svilupparsi; ma altri cadono su terra buona e producono molto frutto (cfr Mt 13,1-9). Gesù stesso spiega il significato della parabola: il seme è la Parola di Dio che è gettata nei nostri cuori (cfr Mt 13,18-23). Cari giovani, questo significa che il vero Campus Fidei è il cuore di ognuno di voi, è la vostra vita. Ed è nella vostra vita che Gesù chiede di entrare con la sua Parola, con la sua presenza. Per favore, lasciate che Cristo e la sua Parola entrino nella vostra vita, possano germogliare e crescere! Gesù ci dice che i semi caduti ai bordi della strada o tra i sassi e in mezzo alle spine non hanno portato frutto. Quale terreno siamo o vogliamo essere? Forse a volte siamo come la strada: ascoltiamo il Signore, ma non cambia nulla nella vita, perché ci lasciamo intontire da tanti richiami superficiali che ascoltiamo; o come il terreno sassoso: accogliamo con entusiasmo Gesù, ma siamo incostanti e davanti alle difficoltà non abbiamo il coraggio di andare contro corrente; o siamo come il terreno con le spine: le cose, le passioni negative soffocano in noi le parole del Signore (cfr Mt 13,18-22). Oggi, però, sono certo che il seme cade in terra buona, che voi volete essere terreno buono, cristiani non part-time, non “inamidati”, di facciata, ma autentici. Sono certo che non volete vivere nell'illusione di una libertà che si lascia trascinare dalle mode e dalle convenienze del momento. So che voi puntate in alto, a scelte definitive che diano senso pieno alla vita. Gesù è in grado di offrirvi questo. Lui è «la via, la verità e la vita» (Gv 14,6). Fidiamoci di Lui. Lasciamoci guidare da Lui!

2. Il campo come luogo di allenamento. Gesù ci chiede di seguirlo per tutta la vita, ci chiede di essere suoi discepoli, di “giocare nella sua squadra”. Penso che la maggior parte di voi ami lo sport. E qui in Brasile, come in altri Paesi, il calcio è una passione nazionale. Ebbene, che cosa fa un giocatore quando è convocato a far parte di una squadra? Deve allenarsi, e allenarsi molto! Così è nella nostra vita di discepoli del Signore. San Paolo ci dice: «Ogni atleta è disciplinato in tutto; essi lo fanno per ottenere una corona che appassisce; noi invece una che dura per sempre» (1 Cor 9,25). Gesù ci offre qualcosa di superiore della Coppa del Mondo! Ci offre la possibilità di una vita feconda e felice e ci offre anche un futuro con Lui che non avrà fine, la vita eterna. Ma ci chiede di allenarci per “essere in forma”, per affrontare senza paura tutte le situazioni della vita, testimoniando la nostra fede. Come? Attraverso il dialogo con Lui: la preghiera, che è il colloquio quotidiano con Dio che sempre ci ascolta. Attraverso i Sacramenti, che fanno crescere in noi la sua presenza e ci conformano a Cristo. Attraverso l’amore fraterno, il saper ascoltare, il comprendere, il perdonare, l’accogliere, l’aiutare gli altri, ogni persona, senza escludere, senza emarginare. Cari giovani, siate veri “atleti di Cristo”!

3. Il campo come cantiere. Quando il nostro cuore è una terra buona che accoglie la Parola di Dio, quando "si suda la camicia” cercando di vivere da cristiani, noi sperimentiamo qualcosa di grande: non siamo mai soli, siamo parte di una famiglia di fratelli che percorrono lo stesso cammino: siamo parte della Chiesa; anzi, diventiamo costruttori della Chiesa e protagonisti della storia. San Pietro ci dice che siamo pietre vive che formano un edificio spirituale (cfr 1 Pt 2,5). E guardando questo palco, si vede che esso ha la forma di una chiesa costruita con pietre, con mattoni. Nella Chiesa di Gesù siamo noi le pietre vive, e Gesù ci chiede di costruire la sua Chiesa; e non come una piccola cappella che può contenere solo un gruppetto di persone. Ci chiede che la sua Chiesa vivente sia così grande da poter accogliere l’intera umanità, sia la casa per tutti! Dice a me, a te, a ciascuno: “Andate e fate discepoli tutti i popoli”. Questa sera rispondiamogli: Sì, anch’io voglio essere una pietra viva; insieme vogliamo edificare la Chiesa di Gesù! Diciamo insieme: Voglio andare ed essere costruttore della Chiesa di Cristo!
Nel vostro giovane cuore c'è il desiderio di costruire un mondo migliore. Ho seguito attentamente le notizie riguardo ai tanti giovani che in tante parti del mondo sono usciti per le strade per esprimere il desiderio di una civiltà più giusta e fraterna. Resta però la domanda: da dove cominciare? Quali i criteri per la costruzione di una società più giusta? Quando chiesero a Madre Teresa di Calcutta che cosa doveva cambiare nella Chiesa, rispose: tu ed io!

Cari amici, non dimenticate: siete il campo della fede! Siete gli atleti di Cristo! Siete i costruttori di una Chiesa più bella e di un mondo migliore. Alziamo lo sguardo verso la Madonna. Essa aiuta a seguire Gesù, ci dà l'esempio con il suo “sì” a Dio: «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola» (Lc 1,38). Lo diciamo anche noi, insieme con Maria, a Dio: avvenga per me secondo la tua parola. Così sia!



sabato 27 luglio 2013

Diventare frate a 40 anni?

Pace e bene,
cari amici in ricerca della vocazione del Signore per la vostra vita.

Oggi vi propongo parte della corrispondenza intercorsa con Mario, 39 anni, che mi chiede informazioni circa la possibilità di diventare frate francescano, pur non essendo giovanissimo. Sono molti gli adulti che mi scrivono al riguardo chiedendo notizie....L'argomento è dunque interessante per tanti.

Ricordo tutti e affido ciascuno al Signore Gesù. 
A Lui sempre la nostra Lode.

Fra Alberto

Assisi: P. Gianni Cappelletto (al centro) 
allora Ministro Provinciale del Nord Italia con 2 novizi, 
fra Antonio (a sinistra / ex ingegnere/ 40 anni) e fra Alex  (ex fisioterapista/34 anni)  
nel giorno della loro Professione Semplice (8 settembre 2012)

LETTERA DI MARIO
Caro fra Alberto, grazie per il suo servizio prezioso..Le sottopongo la mia situazione personale. Ho ormai 39 anni compiuti...40 fra pochi giorni, un buon lavoro (tecnico ospedaliero) e una buona vita anche di fede e di relazioni. Per tanti motivi, fra cui soprattutto le gravi malattie succedutesi ad entrambi i miei genitori che ho assistito per anni con amore (sono scomparsi a breve distanza, lo scorso anno), non ho avuto nè il tempo nè la possibilità di pensare mai seriamente a me stesso e ad una mia strada individuale. Affettivamente, sognavo come tutti una famiglia e di poter incontrare una persona "giusta" per me...; persona, che non ho mai trovato (nè forse cercato veramente). Riconosco infatti di avere scelto più di qualche volta in questi anni di "non pensarci" e di andare avanti come potevo, trovando conforto e senso in un'assistenza e in una dedizione ai miei cari bisognosi che mi impegnava totalmente (oltre al mio lavoro) e evadendo.. andando in montagna (che adoro). Da un pò di tempo, (sarà la solitudine, ma anche il senso di servizio che ho immagazzinato e che mi appartiene , così come la fede semplice che non ho mai abbandonato....) sto intravedendo in me un desiderio di consacrazione, di vita francescana..So che sono "un fuori età", ma..mi chiedo se sia possibile fare un percorso, almeno valutare con qualcuno di voi , se questo sogno possa avere una direzione e una meta. Grazie per la sua risposta. Mario da Verona 

RISPOSTA DI FRA ALBERTO
Pace a te caro Mario, grazie per la fiducia. Circa quanto mi scrivi  (il discernimento per una vocazione adulta - over 35 -), ho trattato frequentemente la questione nel blog e in tantissime risposte individuali nei vari commenti. 
Anche a te ribadisco prima di tutto (come ai molti lettori più giovani e meno giovani) un orientamento di fondo che da sempre ci guida. Siamo infatti convinti che un passo tanto impegnativo come il diventare frate o prete, trovi un suo percorso più lineare e semplice e completo quando avviene in età giovanile (entro i 35 anni) e che vi sia pertanto "un tempo" più adatto e più favorevole per questa scelta di vita come per ogni altra scelta (per es. anche per chi si sposa..). La nostra lunga esperienza ci mostra infatti, come le vocazioni "adulte", abbiano sovente un cammino decisamente più contorto, dovendo fare i conti con una struttura personale ormai ben definita, abitudini e stili di vita consolidati, che inevitabilmente un cammino di consacrazione, chiede di rivisitare e cambiare; cosa per niente scontata!!. E credimi, non sempre la buona volontà e la retta intenzione come neppure la genuinità di una vocazione, riescono a garantire serenità dai contraccolpi che sopraggiungono per es. dal passare da una vita individuale ad una vita comunitaria, da una gestione autonoma in tutto di se stessi ( ..come per es. l'aspetto economico) al dover dipendere da altri e rendere conto di ogni cosa, al dover "ricominciare" per es. a studiare...e a formarsi..ecc..ecc.. Questo non significa che vi sia un diniego a priori da parte nostra e una chiusura senza appello per gli adulti che bussano alla nostra porta. Anzi..! In questi  anni varie persone adulte hanno camminato e stanno camminando con noi in un discernimento vocazionale e più di qualcuno è pure arrivato ad una scelta di vita religiosa, diventando frate e prete, mentre altri si confermati nella vita cristiana, come laici.  In ogni caso, ciò che cerchiamo di fare con questi fratelli che chiedono di diventare frati, è un cammino serio di accompagnamento e verifica, adeguato alla loro età adulta. Se dunque per i più giovani vi è l'ormai famoso itinerario del Gruppo san Damiano, ai più maturi in età (qui al Nord Italia) e per i quali ci sono le condizioni per avviare un discernimento, proponiamo invece percorsi più mirati e personalizzati con esperienze residenziali prolungate in qualche nostro convento e sotto la guida di qualche frate esperto e saggio . In particolare vi è un nostro convento/eremo del vicentino, che si sta  "specializzando", con frati preparati ad hoc,  a questo tipo di servizio inedito, ma sempre più richiesto. Se vorrai pertanto approfondire questa tua domanda, ci risentiamo, per valutare meglio insieme i passi più adeguati da compiere.
Affido al Signore la tua ricerca. 
frate Alberto 

venerdì 26 luglio 2013

«Bota fé – Metti fede»...Parola di papa Francesco

Pace e bene 
Cari amici, in ricerca della vocazione del Signore per la vostra vita. Ieri sera a Rio de Janeiro , papa Francesco ha rivolto alle migliaia di giovani presenti un discordo straordinario. Ne riporto uno stralcio davvero significativo e bello. Vi invito però a leggerlo interamente: toccherà , ne sono certo, il vostro cuore in modo indelebile, come è avvenuto per me!! 
W PAPA FRANCESCO!


Ma che cosa possiamo fare? Bota fé - metti fede
La croce della Giornata Mondiale della Gioventù ha gridato queste parole lungo tutto il suo pellegrinaggio attraverso il Brasile. 
Metti fede: che cosa significa? Quando si prepara un buon piatto e vedi che manca il sale, allora tu mettiil sale; manca l'olio, allora tu mettil'olio... “Mettere”, cioè collocare, versare. Così è anche nella nostra vita cari giovani: se vogliamo che essa abbia veramente senso e pienezza, come voi stessi desiderate e meritate, dico a ciascuno e a ciascuna di voi: 
metti fede e la vita avrà un sapore nuovo, la vita avrà una bussola che indica la direzione; 
metti speranza e ogni tuo giorno sarà illuminato e il tuo orizzonte non sarà più oscuro, ma luminoso; 
metti amore e la tua esistenza sarà come una casa costruita sulla roccia, il tuo cammino sarà gioioso, perché incontrerai tanti amici che camminano con te. Metti fede, metti speranza, metti amore! 
Tutti uniti: "metti fede", "metti speranza", "metti amore".

Ma chi può donarci tutto questo? Nel Vangelo sentiamo la risposta: Cristo. «Questo è il Figlio mio, l'eletto; ascoltatelo!». Gesù ci porta Dio e ci porta a Dio, con Lui tutta la nostra vita si trasforma, si rinnova e noi possiamo guardare la realtà con occhi nuovi, dal punto di vista di Gesù, con i suoi stessi occhi (cfr Lett. enc. Lumen fidei, 18). Per questo oggi vi dico, a ciascuno di voi:
"metti Cristo" nella tua vita e troverai un amico di cui fidarti sempre;
"metti Cristoe vedrai crescere le ali della speranza per percorrere con gioia la via del futuro;
metti Cristo e la tua vita sarà piena del suo amore, sarà una vita feconda. 
Perché tutti noi desideriamo avere una vita feconda, una vita che suona vita agli altri!



GMG - RIO DE JANEIRO
OMELIA DEL SANTO PADRE FRANCESCO
Lungomare di Copacabana, Rio de Janeiro
Giovedì, 25 luglio 2013

lunedì 22 luglio 2013

GMG alle porte: preghiamo!

Cari amici,
domani si apre la Giornata mondiale della Gioventù 2013 a Rio de Janeiro... Siamo certi che anche questa sarà una grande festa della fede giovane. La prima volta con Papa Francesco! Oggi parte anche il nostro Ministro Generale, fr. Marco Tasca: pochi giorni fa ci diceva della sua partecipazione per accompagnare i giovani venuti con i frati (soprattutto dall'America Latina), e per incontrare il Papa particolarmente durante l'inaugurazione di un nuovo Ospedale che sarà gestito insieme dalla Famiglia Francescana.


Nella vita di molti giovani la GMG è stata una tappa importante - per non pochi fondamentale - nel loro cammino vocazionale. Vogliamo pregare allora perché questo mistero si ripeta. La dove si prega, il Signore parla. Sì, perché la preghiera non è solo "parlare a Dio", ma anche - e soprattutto - "ascoltare Dio": un dialogo, una relazione, una amicizia a tutto tondo. E dove parla... anche chiama!

Possa questa GMG essere un evento veramente spirituale: abitato dallo Spirito Santo. E per questo capace di toccare il cuore e la vita di coloro che vi partecipano: a Rio in Brasile oppure restando nelle proprie case e comunità cristiane.

Dal blog dei giovani frati ri-peschiamo la preghiera per questa XXVIII GMG:
Preghiera ufficiale della Giornata Mondiale della Gioventù 
O Padre, che hai inviato il tuo Figlio Eterno per salvare il mondo e hai scelto gli uomini e le donne che, per Lui, con Lui e in Lui, annunciassero la Buona Novella a tutte le nazioni, concedici la grazia necessaria perché brilli sul volto di tutti i giovani la gioia di essere, con la forza dello Spirito Santo, gli evangelizzatori di cui la Chiesa ha bisogno in questo terzo millennio. 
O Cristo, Redentore dell'uomo, la tua immagine con le braccia aperte dall’alto del Corcovado accoglie tutte le persone. La tua offerta pasquale, ci conduca per mezzo dello Spirito Santo all’incontro filiale con il Padre. I giovani, che si nutrono dell'Eucaristia, ascoltano la parola e ti incontrano come fratello, hanno bisogno della tua misericordia infinita per percorrere le strade del mondo come discepoli-missionari della nuova evangelizzazione. 
O Spirito Santo, Amore del Padre e del Figlio, con lo splendore della tua verità e il fuoco del tuo amore, manda la tua luce su tutti i giovani che, mossi dalla Giornata Mondiale della Gioventù, portino ai quattro angoli della terra la fede, la speranza e la carità, diventando costruttori della grande cultura della vita e della pace e protagonisti di un mondo nuovo. 
Amen!
Cari amici, allora: dovunque voi siate, buona GMG e buona preghiera!!
«Lodate il Signore, perché il Signore è buono» (Sal 135,3).

Pace e bene!!
frate Francesco

domenica 21 luglio 2013

Esercizi spirituali vocazionali - Estate 2013 - Giovani ad Assisi

PACE e BENE
a te, caro giovane "in ricerca" della vocazione del Signore per la tua vita. Ti segnalo un'opportunità da vivere questa estate 2013 in Assisi e proposta dai nostri Frati Francescani  della Basilica di S. Francesco . Si tratta degli:

ESERCIZI SPIRITUALI FRANCESCANI "VOCAZIONALI" 
(da Lunedì 29 Luglio a Sabato 3 Agosto)


Gli Esercizi Spirituali Vocazionali francescani. sono rivolti a quei giovani (ragazzi 17-30 anni) che, affascinati dall'esperienza di san Francesco, desiderano mettersi umilmente in ASCOLTO del Signore e della Sua volontà, per la propria vita.

Ci guiderà nel cammino, il bravissimo frate Giancarlo Paris (responsabile dei postulanti francescani di Brescia) e soprattutto ci sosterrà la presenza viva di San Francesco che potremo davvero "toccare" con mano. Avremo infatti la grazia di vivere questi giorni accanto alla sua TOMBA e in un luogo davvero unico al mondo, autentico "CUORE" dell'Ordine Francescano. 

Le giornate saranno caratterizzate da forti momenti spirituali, dalla preghiera personale e comunitaria, da ampi spazi di silenzio e quiete, da momenti di condivisione fraterna e letizia francescana. 
Se dunque vuoi lasciarti incontrare dal Signore...: vieni... rischia.. mettiti in gioco!

Vi benedico. Al Signore Gesù sempre la nostra Lode. Frate Alberto


Se sei interessato, scrivimi: fra.alberto@davide.it; cell. 3804199437
Vedi il programma delle giornate al sito della Basilica di san Francesco.


giovedì 18 luglio 2013

Preghiamo per voi

In questa giornata di giovedì – qui al Capitolo Provinciale – abbiamo celebrato la santa Messa per le vocazioni. Guidati nella pregheira da fr. Gianni Cappelletto, ex Ministro provinciale, abbiamo pregato in modo particolare per voi, cari amici, che vi interrogate sulla vostra strada. Il giovedì è il "giorno vocazionale" della settimana, perché si ricorda come proprio nella sera di giovedì (santo) Gesù istituì l'eucaristia e il sacerdozio nel corso dell'Ultima Cena.

Nel vangelo di oggi, molto breve, Gesù dice:
«Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita. Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero» (Mt 11,28-30).
Possiamo vederla anche in queste parole la vocazione per la vita di ciascuno di noi. Un'invito e una promessa.
Gesù ti invita ad avvicinarti sempre di più a lui: la tua vocazione è il tuo modo, la tua strada personalissima per avvicinarti a Gesù. È il tuo andare, la tua fatica nel cammino. La tua risposta.
Ma quando sarai giunto alla metà, potrai sperimentare la verità delle sue parole. Davvero il suo invito era verso il "meglio per te" e il "meglio di te". Vivere la vita che Dio ha pensato per te, significa riposare anche nell'intensità del lavoro apostolico o nella complessità di una vita familiare... perché le inquietudini su quale sia il tuo posto nel mondo si spengono. Ciò che sei e ciò che fai ti appaga, perché fa parte di te, perché corrisponde al disegno divino, con cui la tua persona è emersa dalle mani di Dio e dalle sorprese provvidenziali della tua storia.
Fraternamente...
frate Francesco

lunedì 15 luglio 2013

Il Capitolo dei frati francescani del Nord Italia

Al centro, il Ministro Generale P. Marco Tasca
(119° successore di san Francesco)
con due giovani frati

Cari amici,
sono in partenza per Camposampiero (Pd) per il così detto "Capitolo Provinciale", un appuntamento che noi frati francescani viviamo (nelle varie aree geografiche) ogni 4 anni e in cui ci si ritrova (guidati dal Ministro Generale, successore di san Francesco) per dare uno sguardo alla vita dell'intera fraternità: si verifica, si progetta, ci si incoraggia e sprona reciprocamente nel servire il Signore, si ricevono anche le "obbedienze", vale a dire gli incarichi e gli impegni in cui ciascun frate dovrà spendersi nel prossimo quadriennio. Un momento dunque importante, bello e anche delicato per tutti noi.
Vi chiedo la vostra preghiera e il vostro ricordo.
Chi volesse seguirci, lo potrà fare al sito della nostra Provincia (dei frati del nord Italia): http://www.francescaninorditalia.net/.
Il Signore vi benedica. frate Alberto

domenica 14 luglio 2013

Come trovare la GIOIA?



BEATI COLORO 
CHE SANNO METTERE LA PROPRIA ANIMA IN TUTTO CIO' CHE FANNO !
POSSONO SOFFRIRE MOLTO, PERCHE' SI DONANO, MA.... 
IL DONO DI SE'
E' SORGENTE E CONDIZIONE 
DI  VITA E DI GIOIA

Don Primo Mazzolari

sabato 13 luglio 2013

domenica 7 luglio 2013

I novizi francescani da Papa Francesco

Aggiornamento: 
Clicca qui per vedere i momenti in cui Papa Francesco:
- si avvicina ai Vescovi e si notano i Novizi;
- si avvicina ai Novizi francescani;
- prende la parola.

Carissimi,
sta iniziando proprio in questi istanti la S. Messa di Papa Francesco con i novizi/e religiosi e con i seminaristi, che ieri ha incontrato nell'Aula Paolo VI: incontro programmato nell'ambito dell'Anno della Fede.
Dando un'occhiata su YouTube... si nota il tifo "da GMG" che questi giovani in formazione vocazionale hanno fatto. Ben presto ho notato un gruppo familiare: dietro i Vescovi c'erano i nostri Novizi Francescani Conventuali, che stanno vivendo l'«anno della prova» ad Assisi, nel Sacro Convento della Basilica Papale che custodisce il corpo di san Francesco. Dopo i Vescovi il Papa si è avvicinato per salutare qualche anziano (anche una suora anziana, sollevata a braccia da una guardia del corpo, per farla accomodare su una sedia!) e i giovani novizi di Assisi.

E nel suo intervento ha pure citato san Francesco d'Assisi...! «Annunciate il Vangelo sempre. Se fosse necessario, anche con le parole». Il suo bel discorso – tutto da ascoltare – è un inno alla gioia vera del cristiano e del consacrato e al gusto della fraternità cristiana.

Viva il Papa!




Aggiornamento: ore 16.00.

Nella bella omelia di oggi (che puoi leggere integralmente qui), Papa Francesco ha detto cose che riguardano i novizi, ma anche te:
Cari fratelli e sorelle,
[...] Voi siete seminaristi, novizi e novizie, giovani in cammino vocazionale, provenienti da ogni parte del mondo: rappresentate la giovinezza della Chiesa! Se la Chiesa è la Sposa di Cristo, in un certo senso voi ne raffigurate il momento del fidanzamento, la primavera della vocazione, la stagione della scoperta, della verifica, della formazione. Ed è una stagione molto bella, in cui si gettano le basi per il futuro. Grazie di essere venuti!
Poi, commentando la prima lettura, ha ripreso uno dei temi a lui più cari declinadolo per i giovani che lo ascoltavano:
Ogni cristiano e soprattutto noi, siamo chiamati a portare questo messaggio di speranza che dona serenità e gioia: la consolazione di Dio, la sua tenerezza verso tutti. Ma ne possiamo essere portatori se sperimentiamo noi per primi la gioia di essere consolati da Lui, di essere amati da Lui. Questo è importante perché la nostra missione sia feconda: sentire la consolazione di Dio e trasmetterla! Io ho trovato alcune volte persone consacrate che hanno paura della consolazione di Dio, e... poveri, povere, si tormentano, perché hanno paura di questa tenerezza di Dio. Ma non abbiate paura. Non abbiate paura, il Signore è il Signore della consolazione, il Signore della tenerezza. Il Signore è padre e Lui dice che farà con noi come una mamma con il suo bambino, con la sua tenerezza. Non abbiate paura della consolazione del Signore. L’invito di Isaia deve risuonare nel nostro cuore: «Consolate, consolate il mio popolo» (40,1) e questo diventare missione. Noi, trovare il Signore che ci consola e andare a consolare il popolo di Dio. Questa è la missione.
 Poi una cosa importantissima per noi: per me che scrivo e per te che leggi...:
[...] la preghiera. Nel Vangelo abbiamo ascoltato: «Pregate dunque il signore della messe, perché mandi operai nella sua messe» (Lc 10,2). Gli operai per la messe non sono scelti attraverso campagne pubblicitarie o appelli al servizio della generosità, ma sono «scelti» e «mandati» da Dio. E’ Lui che sceglie, è Lui che manda, è Lui che manda, è Lui che dà la missione. Per questo è importante la preghiera.
Le vocazioni nascono dalla preghiera: della comnità cristiana, della fraternità religiosa, dei giovani che si chiedono cosa fare della vita. Anche questo nostro Blog... lungi dal voler essere uno "spazio pubblicitario", vuole essere solo uno strumento che nasce dalla preghiera e porta alla preghiera. Noi ci proviamo... anche voi aiutateci con la vostra preghiera.

Grati al Signore Gesù e... a Papa Francesco, continuiamo il nostro pellegrinaggio della fede e della ricerca della volontà del Signore.

Fraternamente: il Signore ti dia pace! 
frate Francesco

sabato 6 luglio 2013

«... scritti nei cieli»


Siamo alle porte della domenica, giorno del Signore. Mentre il caldo comincia ad avanzare e la nostra concentrazione a calare, Gesù ci raggiunge con parole forti. Il vangelo di questa domenica fa risuonare quelle parole, che richiamano immediatamente l'idea della vocazione:
«La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il signore della messe, perché mandi operai nella sua messe!».
In realtà sono parle rivolte a tutta la Chiesa, che ha bisogno di rinforzi: di persone che vogliano vivere il Vangelo, di persone che lo annuncino. Abbiamo bisogno di rinforzi, abbiamo bisogno di energie nuove. Ma poi Gesù continua:
«Andate: ecco, vi mando come agnelli in mezzo a lupi; non portate borsa, né sacca, né sandali e non fermatevi a salutare nessuno lungo la strada».
Ora Gesù non si rivolge più alla preghiera di chi lo ascolta, magari comodamente seduto tra i banchi della chiesa. Ora si rivolge a te: chiede il tuo tempo, la tua disponibilità. Chiede che sia tu ad andare! E il modo dell'andare è proprio quello che è piaciuto tanto a san Francesco, al punto da farlo esclamare: «Questo voglio, questo chiedo, questo bramo di fare con tutto il cuore!» (1Cel 22: FF 356).

Adesso però reggiti forte! Si tratta di partire subito. Sì, hai sentito bene: Gesù ha detto: «Andate». Indicativo presente. Ha detto: «Vi mando». Presente indicativo. Il momento di partire è adesso.
Infatti i 72 discepoli, a cui è chiesto di partire, partono. E tornano. Il vangelo ci racconta pure il loro ritorno, pieno di gioia! È andata bene: i demoni si sottomettevano alla loro preghiera, persino la gente sembrava ascoltarli. Anche questo oggi ha il sapore di un miracolo.
Il loro è stato un tirocinio: un'esperienza, per cominciare a collaborare a una missione a cui prenderanno parte davvero solo dopo la morte e risurrezione di Gesù.

In questo senso devi prendere sul serio l'indicativo presente di Gesù: andate. Vai! Oggi, non domani. Francesco d'Assisi ha fatto così. Ha preso sul serio la Parola di Dio, senza "interpretazioni" spiritualoidi. Anche se non sai e non hai deciso che cosa fare nella vita: vai. Comincia ad annunciare il vangelo, comincia a viverlo. Vedrai che il Signore ti farà fare una bella esperienza. E l'esperienza diventerà il luogo in cui capire meglio e davvero qual'è la tua strada.
L'unico modo per meglio comprendere qual è la propria vocazione è vivere la vocazione di ogni discepolo: «osservare il Santo Vangelo». In questo potrai assaggiare l'essenza di ogni chiamata: non tanto i "poteri" specifici o i "ruoli" sociali ed ecclesiali... quanto il tuo "ruolo" davanti a Dio. Il tuo nome è scritto «nei cieli». Il tuo nome è scritto nel Cuore di Dio. Questa è la tua gioia: una Parola evangelica che già vive, prima che tu decida di viverla. Questo è il fondamento di ogni tua scelta: è la scelta che Lui ha fatto di te. Di morire e risorgere per te! È ora di partire...!
frate Francesco

PS: Anche i Giovani Frati propongono una breve presentazione del vangelo domenicale.

venerdì 5 luglio 2013

Villaggio San Francesco: un "luogo vocazionale"

L'ingresso al Villaggio San Francesco

Cari amici,
sono appena rientrato in convento dopo aver trascorso una manciata di giorni al fresco, a 1100 metri s.l.m. Ero al Villaggio San Francesco (www.villaggiosanfrancesco.org), una bella e grande casa al Passo dei Mandrioli, sul confine tra Romagna e Toscana. Lì con alcuni altri frati ho fatto qualche riunione per verificare e organizzare le attività di pastorale giovanile.
Accanto a noi i frati e i volontari, che animano la casa nel corso dell'estate, lavorando e pregando insieme, si davano da fare per i 220 ragazzi/e dei due campi parrocchiali che si stanno svolgendo questa settimana.

Il Villaggio per molti giovani è stato negli anni un "luogo di grazia". Non pochi infatti hanno potuto scoprire e/o approfondire il proprio cammino vocazionale nello stile di vita semplice e intenso che lì frati e laici insieme riescono a condividere. Io stesso, nell'estate dopo la maturità, sono finalmente giunto a definire la decisione di entrare in convento nel corso di una settimana di servizio e preghiera lì, al Passo dei Mandrioli.
Maria Immacolata veglia sul Villaggio
La preghiera (la Liturgia delle Ore e la S. Messa quotidiana, l'Adorazione eucaristica e la Lectio divina settimanale...), il lavoro (pulizie, manutenzione, lavaggio piatti, cura della casa e del verde...) e non ultima la vita fraterna... sono i tre ingredienti fondamentali della vita dei frati e del Villaggio. Nel corso di questa estate anche alcuni ragazzi del Gruppo San Damiano vivranno un po' di tempo in questa originale "comunità".
Sì, ai frati del Convento di Longiano si affiancano qualche famiglia di terziari francescani (Ofs), e – per qualche periodo – anche le Suore Francescane di Longiano: come a costituire una fraternità ampia che cammina e si arrichisce vicendevolmente nella preghiera e nel lavoro. A questo nucleo si aggiungono – di settimana in settimana – vari volontari e volontarie, giovani e famiglie, che contribuiscono all'andamento del Villaggio e allargano la gioia della fraternità.

Non si può poi trascurare che, essendo immerso nel verde nel Parco nazionale del Casentino, offre molte possibilità di godere i doni della creazione. Tra i possibili itinerari di passeggiate ce ne sono due particolarmente signifitivi nella "Valle Santa", come è chiamata quella su cui il Villaggio si affaccia: il Santuario francescano de La Verna (dove san Francesco ha ricevuto le Stimmate) e Camaldoli, con l'Eremo e il Monastero fondati da san Romualdo.

Se vuoi, anche tu puoi fare questa esperienza e condividere un po' del tuo tempo. Qui puoi trovare i dati per contattare il Villaggio, riferendoti soprattutto al responsabile, fra' Mirko.

Un particolare della chiesa
Il Signore vi dia pace!
frate Francesco