giovedì 13 giugno 2013

Come arcobaleno splendente...


     «Come arcobaleno splendente fra nubi di gloria». L'arcobaleno è originato dalla riflessione dei raggi del sole contro una nube carica d'acqua. La nube carica d'acqua è figura del giusto, sempre pieno di compassione e di compianto verso il prossimo. Egli, ricevendo su di sé i raggi del vero Sole, riversa da se stesso verso gli altri, come da una nuvola, la pioggia della dottrina. Nell'arcobaleno ci sono due colori: il rosso fuoco e l'azzurro (celeste). Il rosso fuoco è il simbolo dell'amore verso Dio, l'azzurro della compassione verso il prossimo. Quest'arcobaleno «risplende tra nubi di gloria». Il giusto di fronte agli uomini appare nebbioso, cioè disprezzato; dice infatti l'Apocalisse: Il sole divenne nero come un sacco di crine (cf. Ap 6,12); ma al cospetto di Dio rifulge di gloria.
Dai Sermoni di sant'Antonio di Padova, Domenica XII dopo Pentecoste, n. 6.

In queste parole – tratte da uno dei Sermoni del nostro Santo – sembra quasi di rivedere proprio lui. Antonio si diffonde nella descrizione delle virtù del giusto, commentando un passo del libro del Siracide (50, 1.6-8). Guarda caso... sono quasi gli stessi versetti che la liturgia francescana sceglie come prima lettura (Sir 50, 1.3-7) della solennità di san Francesco d'Assisi.
Antonio e Francesco camminano innanzi a noi sulle orme di Gesù: davvero illuminano e rendono gioioso il nostro cammino di fede come l'arcobaleno dopo il temporale. In modo vario e complementare fanno incontrare la luce del Sole (l'amore e la Parola di Dio) e la trasparenza dell'acqua (la loro umanità, originale e unica, ma pura e riconciliata), dando vita ad una festa di colori. Quanta gioia questi due santi portano nel cuore di tanti cristiani!
Francesco ascolta il Vangelo e in esso sente Cristo che gli parla qui e ora. E quando Lui parla, Francesco semplicemente fa! La Parola di Dio è credibile e fattibile. Per questo la sua e notra Regola è semplicemente: vivere il santo Vangelo.
Antonio, seguendo questa radicalità di vita, chiama tanti altri a fare lo stesso con la sua parola e il suo ministero di sacerdote, senza disgiungere mai la carità del pane da quella del confessionale.

Anche il mondo di oggi ha un grande bisogno di vedere e seguire il Vangelo vivo e vissuto di questi santi. In questa giornata di festa prendiamoci allora un momento per affidare a Dio, per intercessione di sant'Antonio di Padova, la vocazione di noi frati (perché siamo fedeli e santi) e di voi giovani (perché abbiate coraggio e forza di ascoltare, seguire e fare la Parola che vi chiama).
Allora... imitando goffamente lo stile delle belle preghiere con cui sant'Antonio conclude ogni suo Sermone, preghiamo:

Ti preghiamo, santo fratello nostro Antonio,
di chiedere all'Altissimo che l'acqua della nostra umanità
sia pura come la pioggia che cade dal cielo,
e accolga nella fede la luce di Dio come sole della nostra esistenza:
la nostra vita sulla terra – come la tua – possa irradiare la gioia
dei colori nuovi del cielo e fare pregustare a tutti
la festa che ci attende per l'eternità.
Ce lo conceda Gesù Cristo, tuo e nostro Signore,
che ti ha esaltato tra i santi al cospetto di Dio.
A lui lode e gloria nei secoli dei secoli.
Amen.

Arcobaleno sulla Basilica del Santo - Padova

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