venerdì 28 giugno 2013

A servizio diretto del Papa!

 
Con i primi vespri siamo entrati nella solennità dei santi Pietro e Paolo, la festa per eccellenza di Roma e del suo Vescovo, oggi Papa Francesco. È una festa molto molto cara a noi francescani: una occasione per ricordare il legame di affetto e obbedienza che ci lega al Successore di Pietro... fin dalle prime righe della nostra Regola.
La regola e la vita dei frati minori e questa, cioè osservare il santo Vangelo del Signore nostro Gesù Cristo, vivendo in obbedienza, senza nulla di proprio e in castità. Frate Francesco promette obbedienza e ossequio al signor papa Onorio e ai suoi successori canonicamente eletti e alla Chiesa romana. E gli altri frati siano tenuti a obbedire a frate Francesco e ai suoi successori.
[Regola bollata I, 1-3: Fonti Francescane 75-76]
Un modo del tutto particolare di mettere in pratica il nostro servizio al Papa è quello di essere i confessori della Basilica di San Pietro in Vaticano. Infatti da qualche secolo i Frati Minori Conventuali hanno la gioia e la responsabilità di avere una comunità che vive all'interno della Cittadella Vaticana e presta quotidinamente servizio nella Basilica del Papa, accogliendo i pellegrini che desiderano celebrare il Sacramento del Perdono. In termini ufficiali sono i Penitenzieri ordinari della Basilica di San Pietro in Vaticano. In questa bella intervista, riportata qualche anno fa tra le colonne de L'Osservatore Romano, il Guardiano (cioè il superiore) della comunità condivide qualche cosa della storia e del presente impegno della comunità francescana nel ministero di confessori in Vaticano. Sul sito generale dell'Ordine si trova una pagina apposita per questa comunità, che dipende direttamente dal Ministro Generale, successore di san Francesco.

Circa un anno fa moriva uno dei frati penitenzieri: il polacco fr. Mariusz Paczóski. Prima delle esequie, celebrate nella Basilica Vaticana, la sua salma ha ricevuto la visita e la preghiera dello stesso Papa Benedetto XVI, che aveva avuto fr. Mariusz come suo confessore personale fin da quando era soltanto il card. Josef Ratzinger.


In ogni caso, che siamo in Vaticano a due passi dal Papa o in qualsiasi angolo della Terra, l'intercessione dei santi apostoli e martiri Pietro e Paolo – sul cui sangue si fonda la Cattedra del Vescovo di Roma – e del povero e obbediente san Francesco d'Assisi... faccia sì che noi frati siamo «sempre sudditi e soggetti ai piedi della santa Chiesa, stabili nella fede cattolica, osserviamo la povertà e l'umiltà e il santo Vangelo del Signore nostro Gesù Cristo, che abbiamo fermamente promesso» [Regola bollata XII, 4: Fonti Francescane 109].

frate Francesco

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