mercoledì 1 maggio 2013

Cercasi operai

Cari amici, Il Signore vi dia Pace. Oggi celebriamo la festa di S. Giuseppe lavoratore. Lo invochiamo per questa nostra Italia e per tutti i giovani in cerca di un lavoro e soprattutto alla ricerca della propria vocazione e impegnati nella realizzazione del progetto che il Signore ha seminato nel loro cuore. E a..proposito di "lavoro", ve ne segnalo uno che non ha crisi.., ma che anzi, necessita continuamente di forze giovani e ardenti:

AAA..CERCASI OPERAI PER LA VIGNA DEL SIGNORE

Leggiamo nel Vangelo..il "contratto" per essere assunti:
"In quel tempo, Pietro disse a Gesù: "Ecco, noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo seguìto". Gesù gli rispose: "In verità vi dico: "non c’è nessuno, che abbia lasciato casa o fratelli o sorelle o madre o padre o campi a causa mia e a causa del Vangelo, che non riceva il centuplo adesso, in questo tempo, in case e fratelli e sorelle e madri e figli e campi, con persecuzioni, e la vita eterna nel secolo che viene" (Mc 10,29-30; parall. Mt 19,28-29; Lc 18,28-3o).

Vi benedico e buona festa di S. Giuseppe. 
frate Alberto


Ecco un bel video realizzato da alcuni nostri giovani frati di Malta! Ammirate le immagini! E..lasciatevi condurre dallo Spirito..... Buona visione!

4 commenti:

  1. Qualche anno fa ho frequentato il corso di discernimento vocazionale della mia Diocesi e i criteri di “analisi generale” erano: il rapporto con Dio, con la propria famiglia e con il lavoro o studio. In particolare il rapporto con il lavoro aveva molto peso, seguendo un po’ la regola che - in sintesi - chi riesce bene e si impegna nel lavoro, è una persona valida e lo sarà anche nel vivere la sua vocazione.
    È un criterio giusto ma mi chiedo: in questo periodo di crisi, quando nel mondo del lavoro viene a mancare la meritocrazia, spesso si è costretti ad accettare lavori al di sotto delle proprie potenzialità o non in linea con gli studi fatti, i rapporti umani sono spesso inesistenti o sottomessi al carrierismo, aumenta la disoccupazione, il precariato, ecc…; come viene valutato oggi il rapporto con il lavoro nell’ambito di un cammino di ricerca vocazionale?
    Non c’è il rischio che un giovane che perde il lavoro venga visto, da parte di chi guida il giovane a comprendere la sua chiamata, come uno “sfaticato” e/o poco capace e di conseguenza poco adatto alla vita consacrata?
    Pace e bene! Grazie!
    Elisa

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    1. pace a te . grazie per la fiducia e per il bel commento. Circa quanto scrivi..è vero un fatto: il discernimento è e sarà sempre di più un percorso alquanto personalizzato che prende in considerazione l'intera persona in tutta la sua totalità e complessità, avendo come riferimento il vangelo e la Volontà del Signore. impresa ardua, ma anche molto bella. Ti benedico. frate Alberto

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  2. Il lavoro è senza dubbio importante, ma non è l'unica cosa che conta. Io ho sempre cercato di dargli il giusto valore, ma senza esagerare come è invece in una certa etica protestante. Il problema è che la nostra società è strutturata in modo tale che la perdita del lavoro fa venir meno il reddito e quindi il sostentamento materiale, elementi alla base della nostra vita familiare e sociale. Ecco perchè oggi il lavoro e la sua mancanza comportano così tanti problemi.
    La metafora della vigna del Signore, sempre efficace, la fece anche Benedetto XVI dal balcone di S. Pietro, appena eletto Papa.
    Infine una nota personale sul filmato dei frati maltesi, che mi ha fatto tornare in mente tanti ricordi di un'estate trascorsa a Malta un po' di anni fa.
    Alberto

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    1. Grazie caro Alberto per il tuo bel commento. ti bendico.

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