lunedì 29 aprile 2013

Esercizi spirituali per giovani


Cari amici, il Signore vi dia pace!

Vi segnalo questa bellissima proposta per GIOVANI:
si tratta degli ESERCIZI SPIRITUALI dal 3-5 maggio 2013.

"Signore è davanti a te ogni mio desiderio"


Chi fosse interessato ci contatti al più presto. 
Buona settimana nel Signore.

frate Alberto 

domenica 28 aprile 2013

Nella notte...


Domenica 28 aprile 2013
 Quinta domenica di Pasqua



“Quando Giuda fu uscito dal cenacolo, Gesù disse: Ora il Figlio dell’uomo è stato glorificato, e Dio è stato glorificato in lui… Come io ho amato voi, così amatevi anche voi” (Gv 13,31.34).

Rallento sempre un po’ nel celebrare la s. Messa alle parole della consacrazione, alle parole di Gesù. La "preghiera eucaristica terza’ apre alle parole e gesti di Gesù con un brivido: “Nella notte in cui fu tradito…”. La consegna iniqua di uno dei suoi, ha come risposta la consegna libera di Gesù: nemmeno l’amore tradito l’ha fermato. Anzi, come riporta l’evangelista, proprio in quel momento egli, Gesù, è glorificato! Quest’Amore spezzatosi liberamente nella notte dei cuori e al quale noi comunichiamo  -prendendolo-mangiandolo- ci consente/a di amare come Lui. “Come io ho amato, così amatevi anche voi”.

(testo e fotografia di Fra Giovanni Voltan - Ministro provinciale dei Frati francescani del nord Italia )

giovedì 25 aprile 2013

Da calciatore a frate francescano

Cari amici, il Signore vi dia pace.

Ricevo spesso lettere di giovani inquieti e incerti sul proprio cammino vocazionale. In particolare mi colpisce ogni volta la fatica ad abbandonarsi, a fidarsi, a credere come  il Signore rivolga il suo sguardo su di noi, non certo per punirci o castigarci o tanto meno..."fregarci", bensì perchè ci ama  di un amore privilegiato e speciale! 

Al riguardo riporto la vicenda di un carissimo confratello pugliese, frate Graziano Lorusso, che  il 20 aprile è stato ordinato sacerdote nella cattedrale di Gravina. Fra Graziano giunge a questo appuntamento dopo avere lasciato alcuni anni fa una promettente carriera come calciatore professionista per abbracciare la vocazione e l'abito francescano. 

Ora che è frate e anche sacerdote, sarà ancora chiamato a "giocare", ma sarà "la partita della vita", e disputata nello "stadio" più grande: il mondo ! Potrà ancora mostrare il suo talento e divertire e appassionare e consolare e rinfrancare molti spettatori, ma di una platea sconfinata: l'umanità intera ! Farà parte di una grande "squadra" abituata a gareggiare insieme: i frati francescani e il loro fondatore S. Francesco.  Avrà come "arbitro" e riferimento una "guida" materna:  la santa Chiesa! Si lascerà istruire e affascinare da un "allenatore" eccezionale e dall'unico "maestro" : Gesù Cristo e il suo Vangelo !

C'è qualcuno che se la sente di seguire il suo esempio? 
....Al Signore Gesù sempre la nostra Lode. Vi benedico. frate Alberto


Ecco cosa scriveva di lui , alcuni giorni fa,  il giornale locale con il bellissimo VIDEO TESTIMONIANZA  :

"E' la storia di un calciatore promettente e di un pallone che finisce metaforicamente sull'altare.
Graziano Lorusso a 16 anni calciatore del Bologna, convocato poi nella nazionale under 17 stava finalmente realizzando il suo sogno e quello dei suoi coetanei. Ce l'aveva fatta. Dai campetti del paese a stadi piu' importanti. E invece il vero sogno del centrocampista gravinese non aveva a che fare con il pallone. Graziano Lorusso cominciava a rendersene conto nel 1996, abbandonando i campi di calcio e rispondendo "presente" ad una chiamata piu' grande, con la contrarietà dei suoi compagni di squadra che stavano perdendo il capitano.
Dopo un lungo cammino spirituale, il 20 aprile, alle 17.30, nella chiesa Cattedrale di Gravina, fra' Graziano Lorusso verrà ordinato sacerdote."

mercoledì 24 aprile 2013

CIVICO 25 - APPUNTAMENTO GIOVANI-FRATI


LA FRATERNITA' DEI 
GIOVANI FRATI FRANCESCANI CONVENTUALI
DI PADOVA
INVITA I GIOVANI ( 20 ai 35 anni) 
AD UNA SERATA INISEME ....

PROGRAMMA:
ore 18.00 accoglienza
ore 18.30 proposta francescana "Affetti e legami: variazioni
sul tema"
ore 19.30 buffet
ore 20.45 Adorazione eucaristica

LUOGO:
Convento Sant'Antonio Dottore - Padova
Ingresso a piedi: via S. Massimo, 25
Ingresso e parcheggio auto: via S. Eufemia, 13 bis

CONTATTI
www.giovanifrati.blogspot.it
giovanifrati@gmail.com
frate Tommaso 331 5082635

E' GRADITA LA CONFERMA DELLA PRESENZA

 

martedì 23 aprile 2013

Papa Francesco..i giovani e la vocazione


Carissimi amici
domenica scorsa papa Francesco, al momento del Regina Coeli ( la preghiera mariana che nel tempo pasquale sostituisce l'Angelus) ha rivolto ai tantissimi giovani presenti in piazza S. Pietro, domande estremamente vere sulla vocazione, sulla chiamata riservata ad ognuno dal Signore. Ne riporto uno stralcio invitando ciascuno a farsi coinvolgere nel cuore, nei sogni e nei desideri.
Vi benedico. Al Signore Gesù sempre la nostra lode. frate Alberto


A volte Gesù ci chiama, ci invita a seguirlo, ma forse succede che non ci rendiamo conto che è Lui, proprio come è capitato al giovane Samuele. 
Ci sono molti giovani oggi, qui in Piazza. Siete tanti voi, no? Si vede… Ecco! Siete tanti giovani oggi qui in Piazza.  Vorrei chiedervi: qualche volta avete sentito la voce del Signore che attraverso un desiderio, un’inquietudine, vi invitava a seguirlo più da vicino? L’avete sentito? Non sento? 
Ecco… Avete avuto voglia di essere apostoli di Gesù? La giovinezza bisogna metterla in gioco per i grandi ideali. Pensate questo voi? Siete d’accordo? Domanda a Gesù che cosa vuole da te e sii coraggioso! Sii coraggiosa! Domandaglielo! 
Dietro e prima di ogni vocazione al sacerdozio o alla vita consacrata, c’è sempre la preghiera forte e intensa di qualcuno: di una nonna, di un nonno, di una madre, di un padre, di una comunità… Ecco perché Gesù ha detto: «Pregate il signore della messe – cioè Dio Padre – perché mandi operai nella sua messe!» (Mt 9,38). Le vocazioni nascono nella preghiera e dalla preghiera; e solo nella preghiera possono perseverare e portare frutto. 

Camposampiero: Suor Monica e fra Martino

lunedì 22 aprile 2013

Papa Francesco e i nuovi preti


Papa Francesco ha presieduto domenica (21 aprile ) nella Basilica di San Pietro la Messa con le ordinazioni di 10 giovani sacerdoti. Il rito si è svolto nella 50.ma Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni ( messaggio. Riporto di seguito alcune frasi della sua omelia. Mi auguro possano toccare il cuore anche dei tanti altri giovani che il Signore sempre chiama a sè per seguirlo più da vicino come preti e consacrati.  Sempre domenica, la nostra fraternità francescana del nord Italia ha vissuto con  grande gioia  l'Ordinazione Diaconale di un nostro frate , fra Josè, avvenuta a Montebelluna (Tv) con altri quattro giovani  candidati (cfr.sito). Ricordo come il Diaconato sia la tappa che precede l'Ordinazione Sacerdotale  Diamo Lode al Signore che sempre opera meraviglie.
Vi benedico. Frate Alberto

Ordinazione sacerdotale di
Fra Francesco Ravaioli (2009)
Dall'Omelia di Papa Francesco 
Questi nostri fratelli e figli – ha detto il Papa – saranno configurati a Cristo, Sommo ed Eterno Sacerdote, (...) ossia saranno consacrati come veri sacerdoti del Nuovo Testamento e a questo titolo saranno predicatori del Vangelo, pastori del Popolo di Dio e presiederanno le azioni di culto, specialmente nella celebrazioni del sacrificio del Signore”.

Dispensate a tutti – ha proseguito – quella Parola di Dio che voi stessi avete ricevuto con gioia. Ricordate le vostre mamme, le vostre nonne, i vostri catechisti, che vi hanno dato la Parola di Dio, (...) che vi hanno trasmesso, questo dono della fede. Leggete e meditate assiduamente la Parola del Signore, per credere ciò che avete letto, per insegnare ciò che avete appreso nella fede, vivere ciò che avete insegnato”. 
Ha aggiunto : “vi chiedo in nome di Cristo e della Chiesa, per favore, non vi stancate di essere misericordiosi. Con l’olio santo darete sollievo agli infermi e anche agli anziani: non abbiate vergogna di avere tenerezza con gli anziani… Celebrando i sacri riti e innalzando nelle varie ore del giorno la preghiera di lode e di supplica, vi farete voce del Popolo di Dio e dell’umanità intera”.

Consapevoli di essere stati scelti fra gli uomini e costituiti in loro favore per attendere alle cose di Dio – ha affermato – esercitate in letizia e in carità sincera l’opera sacerdotale di Cristo, unicamente intenti a piacere a Dio e non a voi stessi. Siete pastori, non funzionari! Siete mediatori, non intermediari! (...) Abbiate sempre davanti agli occhi l’esempio del Buon Pastore, che non è venuto per essere servito, ma per servire e per cercare di salvare ciò che era perduto”.

sabato 20 aprile 2013

Amore



Un mistico sufita, (corrente monastica dell’Islam), vissuto nel XIII° secolo, è Gialal Ed-Din Rumi. Egli scrive:
"Il Signore ha bisbigliato qualcosa all'orecchio della rosa ed eccola aprirsi al sorriso; il Signore ha mormorato qualcosa al sasso ed eccolo divenire gemma preziosa, scintillante nella miniera; il Signore ha detto qualcosa all'orecchio del sole ed ecco la guancia del sole coprirsi di mille eclissi. Ma che cosa avrà mai bisbigliato il Signore all'orecchio dell'uomo, perché egli solo sia capace di amare e di amarlo? 
Ha bisbigliato una sola parola: AMORE ."

venerdì 19 aprile 2013

Ordinazione diaconale di fra Josè


Fra Josè ( a sinistra) con fra Matteo
Sabato 20 Aprile 2013 alle ore 17:00, nel Duomo della Beata Vergine Maria a Montebelluna, sarà ordinato diacono fra José Carlos Cerdeira Matias assieme a Andrea Adami, Claudio Sartor, Daniele Trentin e Loris Gallina, alunni del Seminario Maggiore di Treviso.

Cari amici in ricerca vocazionale , vogliamo ricordare fra José nella nostra preghiera all'inizio del suo ministero e insieme  ringraziarlo di tutto cuore per il generoso servizio prestato nei percorsi vocazionali del Gruppo S. Damiano e del Gruppo Porziuncola. Naturalmente siete tutti invitati a partecipare alla celebrazione e a far festa con lui e noi frati.
Al Signore Gesù sempre la nostra lode.


Padre mio, io mi abbandono a Te,
 fa di me ciò che ti piace;
qualunque cosa tu faccia di me, ti ringrazio.
Sono pronto a tutto, accetto tutto, purchè la tua volontà
si compia in me ed in tutte le tue creature;
non desidero niente altro, mio Dio.
Rimetto la mia anima nelle tue mani, te la dono, mio Dio,
con tutto l’amore del mio cuore, perché ti amo.
Ed è per me una esigenza d’amore Il donarmi, il rimettermi nelle tue mani,
senza misura, con una confidenza infinita, perché tu sei il Padre mio.
(Charles de Foucauld)

giovedì 18 aprile 2013

Sei docile allo Spirito Santo ?

Cari amici, il Signore vi dia pace. Si celebra domenica prossima la giornata di preghiera per le vocazioni. In particolare ricordo tutti coloro che stanno compiendo un cammino di ricerca e discernimento vocazionale alla vita religiosa e consacrata francescana. So quanto sia impegnativo e come soprattutto richieda una grande disponibilità al soffio dello Spirito Santo che sempre suscita nel cuore dei giovani un invito carico d'amore:  
SEGUIMI !

" Non opporre resistenza allo Spirito Santo: è questa la grazia che io vorrei che tutti noi chiedessimo al Signore: la docilità allo Spirito Santo, a quello Spirito che viene a noi e ci fa andare avanti nella strada della santità, quella santità tanto bella della Chiesa. 
La grazia della docilità allo Spirito Santo. "

(Papa Francesco, 16 aprile 2013)


mercoledì 17 aprile 2013

Son figlio unico..

Vorrei diventare frate, ma...sono figlio unico.
Cari amici pace e bene. 
fra gli  ostacoli che alcuni giovani mi presentano a seguire la vocazione religiosa e francescana ( ma anche matrimoniale), vi è quella dell'essere FIGLIO UNICO. Eccoli pertanto asserire: chi penserà ai miei genitori, e senza di me come faranno.. , sento verso di essi una grande responsabilità, sarò il bastone della loro vecchiaia..ecc. ecc. Comprendo bene e non voglio certo banalizzare una questione molto delicata. Ho però anche l'impressione che talvolta, alcuni giovani, rinuncino tristemente ai loro progetti, alla loro vita, alla propria strada e vocazione, così come i loro genitori investano su di essi aspettative enormi ( di studio, di cura, di realizzazione di sè..) , imprigionandosi reciprocamente in ruoli di dipendenza che non fanno bene a nessuno. A questi giovani e a questi genitori dico che la vita è più grande, che non si possono tarpare sogni e chiamate, che non si può incatenare nessuno affettivamente, che esiste la Provvidenza, che il Signore ha garantito a chi lo segue il centuplo.... Non posso anche non andare alle parole del Vangelo che invitano ad uscire, rischiare, lasciare, mettersi in cammino..., pena una vita vissuta col freno a mano tirato e il cuore rattrappito. Al riguardo vi segnalo il breve dialogo intercorso recentemente con un giovane alle prese con questo dilemma..: vocazione..o genitori?
Vi benedico. Al Signore Gesù sempre la nostra lode. frate Alberto

Cile: frate Tullio porta la comunione ad una anziana signora
LETTERA DI GIULIO
Mi presento: mi chiamo Giulio, sono un ragazzo di 23 anni e studio all'università. Sto intraprendendo un percorso di discernimento vocazionale ma ho pensato di scrivere a lei, essendomi imbattuto casualmente nel suo sito internet. Nel mio percorso la chiamata del Signore si sta facendo sempre più forte e ammiro la bellezza della vita come la dedicano a Gesù i Frati Francescani, però c'è un punto su cui ho molti dubbi. Io sono figlio unico e non me la sento, sinceramente di abbandonare i miei genitori a se stessi per entrare in convento, specie poi quando invecchieranno ed avranno un costante bisogno di un sostegno. Sono pieno di dubbi, di interrogativi e di angoscia: a volte mi viene da pensare che il Signore voglia che io stia accanto ai miei, altre volte ho una paura immensa di non rispondere alla sua chiamata. Le chiedo quindi un parere se la mia situazione familiare sia un impedimento all'ingresso nell'Ordine francescano. 
Giulio

RISPOSTA DI FRA ALBERTO
pace a te fratello..grazie per la fiducia (...). Circa quanto mi chiedi ti rispondo con franchezza e ti dico di non temere a seguire con tutto il cuore e tutto te stesso la vocazione francescana che senti ti appartiene. Fidati!!! Se rinunci alla tua strada di certo non farai il bene tuo, ma neppure quello dei tuoi genitori.  Il Signore infatti saprà guidare i tuoi passi, saprà suggerire il meglio anche per i tuoi genitori, e credimi,  non farà mancare nulla a nessuno..."La madre (e anche il padre!) di un frate è la madre di tutti i frati": è una frase questa dello stesso S. Francesco che ti fa intuire l'amore e la cura che tutti i frati avranno per i tuoi cari, i quali nella fraternità francescana troveranno una famiglia più grande e anche tanti altri figli insieme te. Parlane in ogni caso schiettamente con i tuoi accompagnatori e la tua guida spirituale : ti aiuteranno nel cammino di discernimento..anche su questo aspetto tanto delicato. 
ti benedico e ti incoraggio 
fra Alberto 

domenica 14 aprile 2013

Seguimi


Domenica 14 aprile 2013
 Terza domenica di Pasqua


Dal Vangelo di Giovanni 21,1-19.
Dopo questi fatti, Gesù si manifestò di nuovo ai discepoli sul mare di Tiberìade. E si manifestò così: si trovavano insieme Simon Pietro, Tommaso detto Dìdimo, Natanaèle di Cana di Galilea, i figli di Zebedèo e altri due discepoli. Disse loro Simon Pietro: «Io vado a pescare». Gli dissero: «Veniamo anche noi con te». Allora uscirono e salirono sulla barca; ma in quella notte non presero nulla. 
Quando gia era l'alba Gesù si presentò sulla riva, ma i discepoli non si erano accorti che era Gesù. Gesù disse loro: «Figlioli, non avete nulla da mangiare?». Gli risposero: «No». Allora disse loro: «Gettate la rete dalla parte destra della barca e troverete». La gettarono e non potevano più tirarla su per la gran quantità di pesci. Allora quel discepolo che Gesù amava disse a Pietro: «E' il Signore!». 

Simon Pietro appena udì che era il Signore, si cinse ai fianchi il camiciotto, poiché era spogliato, e si gettò in mare. Gli altri discepoli invece vennero con la barca, trascinando la rete piena di pesci: infatti non erano lontani da terra se non un centinaio di metri. Appena scesi a terra, videro un fuoco di brace con del pesce sopra, e del pane. Disse loro Gesù: «Portate un po' del pesce che avete preso or ora». 
Allora Simon Pietro salì nella barca e trasse a terra la rete piena di centocinquantatrè grossi pesci. E benché fossero tanti, la rete non si spezzò. Gesù disse loro: «Venite a mangiare». E nessuno dei discepoli osava domandargli: «Chi sei?», poiché sapevano bene che era il Signore. Allora Gesù si avvicinò, prese il pane e lo diede a loro, e così pure il pesce. Questa era la terza volta che Gesù si manifestava ai discepoli, dopo essere risuscitato dai morti. 

Quand'ebbero mangiato, Gesù disse a Simon Pietro: «Simone di Giovanni, mi vuoi bene tu più di costoro?». Gli rispose: «Certo, Signore, tu lo sai che ti voglio bene». Gli disse: «Pasci i miei agnelli». Gli disse di nuovo: «Simone di Giovanni, mi vuoi bene?». Gli rispose: «Certo, Signore, tu lo sai che ti voglio bene». Gli disse: «Pasci le mie pecorelle». Gli disse per la terza volta: «Simone di Giovanni, mi vuoi bene?». Pietro rimase addolorato che per la terza volta gli dicesse: Mi vuoi bene?, e gli disse: «Signore, tu sai tutto; tu sai che ti voglio bene». Gli rispose Gesù: «Pasci le mie pecorelle. 
In verità, in verità ti dico: quando eri più giovane ti cingevi la veste da solo, e andavi dove volevi; ma quando sarai vecchio tenderai le tue mani, e un altro ti cingerà la veste e ti porterà dove tu non vuoi». 
Questo gli disse per indicare con quale morte egli avrebbe glorificato Dio. E detto questo aggiunse: «Seguimi». 

“Gesù si manifestò di nuovo ai discepoli sul mare di Tiberiade” (Gv 21,1).
 Al mare di Tiberiade, vicino alle loro case, erano stati pescati da Gesù. A quel mare sono tornati dopo la morte di Gesù; la storia con Lui era stata bella ma era  finita in malo modo. Meglio girare pagina e riprendere il proprio lavoro di pescatori. È qui che il Signore  Gesù li e ci incontra, con una visita inattesa più forte delle delusioni patite, delle notti passate a prendere nulla. “Il discepolo che Gesù amava” comprende per primo: “È il Signore!”. Non importa capire al volo, arrivare primi o secondi, sesti o settimi…ma riconoscere Lui che ci viene incontro. Per stare con Lui.

Buona terza domenica di Pasqua!

venerdì 12 aprile 2013

Fra Giovanni Voltan successore di S. Antonio


nuovo ministro provinciale, fr. Giovanni Voltan

CAPITOLO PROVINCIALE 12 APRILE 2013  -  CAMPOSAMPIERO - PD

Padre Giovanni Voltan è il nuovo superiore provinciale dei Frati Francescani Minori Conventuali del nord Italia.

 Fumata bianca alle ore 16, al primo scrutinio con 54 voti su 83     dei frati capitolari presenti. Questo la dice lunga sul clima di   grande cordialità e serenità nell’assemblea capitolare, lontano  anni luce da quello della politica litigiosa e inconcludente a cui stiamo assistendo. Padre Giovanni e padre Giancarlo Zamengo, parroco dell’Arcella (Pd), suo concorrente, hanno affrontato con serenità e grande umiltà l’evento che li ha visti protagonisti. Come nel recente conclave, si è verificato che quando c’è lo Spirito Santo e l’autorità viene assunta nello spirito di servizio,  c’è una marcia in più.

 Padre Giovanni si presenta con estrema semplicità:
 «Sono nato a Padova il 12 gennaio 1962. Nel 1973 sono entrato nel seminario minore dei Frati Minori Conventuali a Camposampiero. Dopo le medie e il ginnasio, a 20 anni ero novizio presso la Basilica del Santo e ho emesso la professione temporanea dei voti (8 settembre 1982).

Son seguiti gli studi filosofico-teologici presso l’Istituto Teologico “S. Antonio Dottore” di Padova, e il 25 marzo 1988 ho professato la mia scelta definitiva e totale; il 16 dicembre 1989 sono stato ordinato sacerdote dal vescovo di Gorizia, mons. Antonio Vitale Bommarco, già provinciale e ministro generale del nostro Ordine.

Dal 1987 sino al 2005 sono stato nel campo della formazione dapprima presso i seminari minori di Rivoltella del Garda (1987-89) e Camposampiero (1989-1994), poi sono stato nominato rettore dei postulanti a Brescia (1994-2001) e dei postnovizi a Padova (2001-2005). Dal 2005 al 2007, sono stato di famiglia al convento del Santo, con la possibilità di frequentare presso l’Istituto Teologico di Assisi (aggregato alla Facoltà di Teologia della Pontificia Università Lateranense) i corsi della specializzazione in Francescanesimo, ottenendo il 24 ottobre 2008 la licenza in Teologia e studi francescani.

Dopo gli studi in Assisi, nel 2007 sono stato posto di famiglia a Camposampiero come  responsabile dei frati professi solenni sino al marzo 2009 quando, nel Capitolo provinciale ordinario, il 13 marzo sono stato eletto vicario provinciale della "Provincia Patavina di S. Antonio”».

voltan tascaOggi, 12 aprile 2013 è stato eletto ministro provinciale della "Provincia Italiana di S. Antonio di Padova".

I suoi confratelli lo stimano e sono attratti dalla sua bontà, dal suo sorriso e dalla luminosità dei suoi occhi. Particolarmente sensibile e attento, portato al dialogo e alla relazione senza imporsi, coltiva una spiritualità fresca e coinvolgente. I requisiti richiesti dalle Costituzioni francescane di maturità, capacità e spirito francescano trovano in lui una sintesi persuasiva. Un difetto però ce l’ha: è..." interista " senza sconti!!!!

Lunedì prossimo padre Giovanni proporrà all’approvazione di tutta l’assemblea i suoi diretti collaboratori. Poi ci sarà una lunga pausa fino a metà luglio. Nel frattempo il Provinciale dovrà stilare il programma del quadriennio e presentare nuovo organigramma di incarichi e ruoli nelle comunità dei frati.  Oltre la mole di lavoro data dall’estensione della nuova Provincia religiosa, dovrà fare i conti con la cultura contemporanea sempre più propositiva di novità, di stimoli e di provocazioni, ma non sempre in perfetta sintonia con le scelte della vita religiosa che si pone come suo obiettivo la vita evangelica vissuta in modo mirabile da san Francesco e da sant’Antonio.

La nuova “Provincia  italiana di sant’Antonio”, nata con la fusione delle comunità di Padova e di Bologna, richiama il periodo in cui lo stesso sant’Antonio ( frate francescano della prima ora) fu ministro provinciale dal 1227 al 1230 nello stesso territorio. Ben diversi sono i confini. Oggi per avere un’idea dell’estensione della provincia italiana di sant’Antonio bisogna guardare la carta dell’emisfero terrestre: si parte dal Cile fino all’Indonesia; una sosta in Ghana (Africa), si risale in  Portogallo e in Francia e si giunge finalmente a Padova. Insomma sarà più facile incontrare padre Giovanni  negli scali degli aeroporti che nella sua sede al Santo.

p. Egidio Monzani ofmconv, portavoce del Capitolo Provinciale

lunedì 8 aprile 2013

La lingua del Santo


Solenne celebrazione 

per l'anniversario "della lingua"


Foto1 750-1CELEBRAZIONI 750° RITROVAMENTO
LINGUA INCORROTTA DI S.ANTONIO

Celebrazioni alla Basilica di Sant'Antonio a Padova per i 750 anni del ritrovamento della Lingua incorrotta del Santo

L'8 aprile 1263 veniva rinvenuta, incorrotta, la preziosa reliquia della lingua di sant'Antonio. Durante la prima ricognizione dei resti mortali del Santo, tra le ceneri del suo corpo, i frati trovarono con stupore, ancora intatta, la lingua di colui che aveva tanto bene predicato il Vangelo e parlato di Dio al suo popolo. Da 750 anni la "Lingua del Santo", come la chiamano i Padovani, è venerata come uno dei segni più cari della parola eloquente e miracolosa di frate Antonio, custodita nella Basilica simbolo della Città di Padova, al cui servizio ci sono circa cinquanta religiosi animati dal Rettore p. Enzo Poiana.

I frati, questa sera, alle ore 18.00, celebreranno una solenne Messa in Basilica, presieduta dal Superiore Generale dell'Ordine francescano, fra Marco Tasca, 119° successore di san Francesco. 

Sette secoli e mezzo or sono (8 aprile 1263) un altro famoso Generale dell'Ordine, San Bonaventura da Bagnoregio, era presente al ritrovamento dell'insigne reliquia della Lingua del Santo dei miracoli. Da allora milioni e milioni di pellegrini da ogni parte del mondo hanno sfilato nella Cappella del Tesoro per ammirare, tra i preziosi reliquiari, la Santa lingua contenuta nella fiammeggiante teca gotica d'argento dorato, capolavoro quattrocentesco di Giuliano da Firenze.

Trattandosi di una parte anatomica fragilissima (un muscolo umido e molle) e tra le prime a dissolversi dopo la morte, costituisce un fatto alquanto inspiegabile la conservazione di questa reliquia unica nella storia e carica di significato religioso, segno efficace dell'attiva rievangelizzazione della società operata da sant'Antonio.

Nella settimana dal 7 al 14 aprile, i frati conventuali del Nord Italia proseguiranno nel convento di Camposampiero la loro assemblea capitolare, che li vedrà impegnati ad eleggere il Ministro Provinciale, ossia il confratello chiamato a guidare la porzione dell'Ordine Francescano di cui fu capo lo stesso sant'Antonio tra il 1227 e il 1230.

Chiedo a tutti i miei lettori una preghiera per questo importante appuntamento della nostra fraternità.
Il Signore vi benedica.

frate Alberto


domenica 7 aprile 2013

Pace a voi!


Domenica 7 aprile 2013
Seconda Domenica di Pasqua o della Divina Misericordia
 
Venne Gesù...

“venne Gesù, stette in mezzo e disse loro: ‘Pace a voi!" (Gv 20,19)

Porte chiuse “dove si trovavano” i discepoli. E dove possiamo trovarci noi. Eppure l’amore del Signore Gesù è capace di cose grandiose come quella di venire e rimettersi in mano a chi l’ha lasciato e tradito. Gli apostoli e noi (che meglio non siamo). Gesù sta “in mezzo” a noi: la fede nasce da questa presenza di Gesù “in mezzo” a noi e alla nostra vita in tutti i giorni, specialmente “il primo della settimana”, la domenica. La sua pace e il suo stesso Spirito sono i suoi doni offerti per vivere e far fiorire la vita come Lui.
Il beato Giovanni Paolo II ha disposto che questa domenica fosse dedicata alla contemplazione del mistero di Gesù Cristo, adorato quale divina Misericordia del Padre. Dio è Misericordia e ha il volto del Signore Gesù che ci ha amato sino alla fine!

Buona domenica dalla comunità francescana della Basilica di S. Antonio (Pd) !

sabato 6 aprile 2013

Papa Francesco e il nostro frate martire

"Ora posso dire di avere un vero frate minore…".  
Queste le parole che S. Francesco  pronunciò per i suoi primi frati martiri in Marocco, nel gennaio del 1220! Parole che ancora risuonano vive e vere e sostengono noi frati francescani ogni volta che ci spendiamo per  i poveri, in qualsiasi forma possibile, in qualsiasi periferia, marciapiede,  missione, emarginazione, solitudine. . E Papa Francesco ci indica un confratello argentino,  fra Carlos come  esempio e intercessore. Forte e provocante un'espressione di fra Carlos:   «Meglio morire giovani, avendo fatto qualcosa per il Vangelo, che morire vecchi senza aver fatto niente».




Il Papa e il frate martire 

Un filo sottile unisce Papa Francesco a p. Carlos de Dios Murias, frate francescano minore conventuale ( dei frati della basilica del Santo di Padova) ucciso dalla dittatura militare il 18 luglio del 1976. Una vicenda che getta luce sugli anni più oscuri della storia dell’Argentina e sui rapporti del regime con la Chiesa. 

di Giulia Cananzi 
Il giorno dopo l’elezione del primo Papa non europeo, gesuita e latinoamericano, quando già in piazza San Pietro, e nella piazza mediatica del mondo, i cattolici avevano iniziato a sostituire lo stupore con la gioia di ritrovarsi un Papa vicino, che sa parlare al cuore, alcuni giornali spegnevano gli entusiasmi: su Francesco ci sono ombre, è stato tiepido con la dittatura militare di Videla. Forse, scriveva qualcuno, «Non è Francesco».

Padre Carlos, nei primi anni di sacerdozio.
Padre Carlos, nei primi anni di sacerdozio.
A noi è bastato sfogliare i vecchi numeri del «Mensajero de S. Antonio», il Messaggero di sant’Antonio in lingua spagnola, per mettere in dubbio la tesi. La storia di papa Francesco s’incontra, in un punto preciso, con la vicenda di un frate della Provincia Patavina dei frati minori conventuali, un frate della Basilica insomma (In Argentina sono i frati della basilica a portare l'Ordine francescano) . Si tratta di fra Carlos de Dios Murias, torturato e ucciso dai militari a Chamical, nella provincia di La Rioja in Argentina, il 18 luglio 1976. Quel punto preciso nella storia è il 31 maggio 2011, quando Bergoglio, allora arcivescovo di Buenos Aires, diede il beneplacito – come presidente della Conferenza episcopale argentina – all’apertura della causa di investigazione diocesana, proposta dal vescovo di La Rioja, Roberto Rodriguez, sul presunto martirio di fra Carlos di un sacerdote francese "fidei donum", Gabriel Longueville, morto con lui, e di un laico, Wenceslao Pedernera: tutti uccisi a pochi giorni di distanza in quel maledetto inverno (australe) del 1976.
Ma perché, si dirà, un atto normale come firmare l’inizio di un processo di beatificazione è così significativo se si tratta di Bergoglio? Per capirlo bisogna ritornare all’Argentina degli anni ’70 e alla storia di Carlos de Dios, il nostro frate martire.

Sentinelle del Vaticano II
È il «Mensajero» di luglio-agosto 1986 a descrivere la situazione sociale di quel tempo, in un articolo dedicato a Enrique Angelelli, il vescovo di La Rioja, amico e maestro di Carlos de Dios – tra l’altro lo aveva ordinato sacerdote –, che morì in uno strano incidente qualche settimana dopo il suo diletto discepolo, il 4 agosto del ’76, di ritorno da una celebrazione proprio in memoria di Carlos. «Dal 1973 al 1976 – scrive il “Mensajero” –, la situazione politica in Argentina degrada progressivamente. La crisi mondiale debilita le già fragili basi del Paese. Le autorità censurano ogni tipo di critica al sistema, specialmente quelle che provengono dalla Chiesa, ormai compromessa nel processo di liberazione integrale dell’uomo. Nella diocesi di La Rioja, per esempio, le autorità impediscono la trasmissione per radio delle messe del vescovo». Stare dalla parte degli ultimi, allora equivaleva a una condanna a morte. Solo che proprio in quegli anni la Chiesa latinoamericana stava vivendo la stagione più controversa e più feconda della sua storia. Le novità del Concilio Vaticano II (1962-’65) arrivarono sulle sponde opposte dell’Atlantico con una forza dirompente. La conferenza episcopale latinoamericana, riunitasi a Medellin, in Colombia, dal 26 agosto al 7 settembre 1968, calò i documenti conciliari nella drammatica realtà latinoamericana, maturando l’opzione per i poveri, la necessità per la Chiesa di compromettersi nel loro processo di riscatto. Carlos de Dios era uno di questi giovani preti innamorati della causa degli ultimi. Era nato a Cordoba il 10 ottobre del 1945, dove aveva anche conosciuto Enrique Angelelli. Era entrato nell’Ordine dei Frati Minori Conventuali nel 1966. Così lo racconta il «Mensajero» dell’agosto del 2006: «L’effervescenza ecclesiale del tempo e la crescita di attenzione ai poveri, consolidò in fra Carlos de Dios la sua vocazione francescana». Quel che lui sognava per sé, però, non era la vita di un convento o di una parrocchia, ma una fraternità inserita tra i poveri «per creare il valore e la semplicità del carisma francescano delle origini». I superiori in genere concedevano queste esperienze solo per gli anni della formazione, ma dinanzi alle insistenze di Carlos fecero qualche eccezione, seppur occasionale. Fu in una di queste esperienze che Carlos conobbe Arturo Paoli, un piccolo fratello di de Foucauld, di origini italiane, che incarnava il suo ideale di vita con i poveri. Paoli e il vescovo Angelelli divennero i suoi modelli.

Testimone fino alla morte
Per Carlos fu una grande gioia quando i superiori lo mandarono a Chamical, nella provincia di La Rioja, dove era vescovo monsignor Angelelli, che da tempo invocava l’impegno dei francescani per le popolazioni dei llanos, le più povere d’Argentina. Ma la chiesa di La Rioja in quegli anni era sopra una polveriera. Le autorità militari mal sopportavano la pastorale del vescovo, con il suo appoggio all’organizzazione di cooperative di contadini e la sua insistenza sui diritti umani. Quando, in occasione del rapimento di due frati cappuccini, le autorità militari chiamarono Carlos de Dios e Gabriel per imporre loro una tesi accomodante che avrebbero dovuto propinare ai fedeli, Carlos decise che era il momento di difendere la verità. All’omelia della messa successiva, ben cosciente che un infiltrato lo stava registrando, disse: «Possono zittire la voce del vescovo o quella di padre Carlos, però mai potranno zittire la Parola di Dio». E aggiunse: «Meglio morire giovani, avendo fatto qualcosa per il Vangelo, che morire vecchi senza aver fatto niente».
I militari lo prelevarono insieme a padre Gabriel il 18 luglio 1976, non a caso il giorno del compleanno del vescovo Angelelli. Erano a cena a casa delle suore.

Lapide commemorativa nel luogo in cui sono stati uccisi fra Carlos de Dios e padre Gabriel.
Lapide commemorativa nel luogo in cui sono stati uccisi fra Carlos de Dios e padre Gabriel.
Carlos fece solo in tempo a dire a una di loro: «Pregate intensamente». Ritrovarono i loro corpi sfigurati dai colpi e mutilati, due giorni dopo, accanto ai binari del treno, alla periferia di Chamical.
L’articolo del «Mensajero» del 2001, ricordando tutti i frati e i sacerdoti morti in America Latina, lancia una provocazione già chiara dal titolo:Abbiamo paura dei nostri martiri? e spiega nel testo: «Quasi sempre questi martiri furono assassinati da persone che si facevano chiamare “cristiani”» e da questo deriverebbero la reticenza di parte della Chiesa e la tentazione dell’oblio.

Un passato non elaborato che ancora turba l’America Latina e la Chiesa tutta. Alla luce dei fatti, è proprio la sorella di fra Carlos de Dios, Martas Murias, a spiegare all’«Avvenire» del 21 marzo del 2013 perché quella firma dell’allora cardinale Bergoglio è così importante: «Per me è una soddisfazione immensa. Significa che l’attuale Papa riconosce il lavoro pastorale di mio fratello, nonostante tanti abbiano cercato di infangarne la memoria… Il cardinale ha incarnato in maniera totale quell’opzione dei poveri per cui è vissuto e morto Carlino» e aggiunge di essere assolutamente certa che Bergoglio non ha alcun legame con la dittatura. La notizia di quella firma ha portato i media a ipotizzare che il primo santo del nuovo Papa sarà proprio il francescano della Basilica. «Anche se non c’è alcun motivo per ritenere che questa sia la volontà del Papa – chiarisce fra Carlos Trovarelli, ministro provinciale dei frati conventuali in Argentina –, la sua firma ci ha permesso d’iniziare il nostro lavoro. Speriamo che esso venga coronato un giorno dalla dichiarazione ufficiale del martirio».   
   
da www.santantonio.org

venerdì 5 aprile 2013

Suor Anna, "ballerina di Dio"


La nuova vita di una religiosa, ex ballerina ...

Suor Anna, dalla lap dance alla redenzione. La folgorazione ad Assisi

Da ballerina cubista, specializzata in lap dance e balli funky, animatrice per anni dei locali notturni milanesi più trasgressivi, a "ballerina di Dio", ideatrice di una nuova forma di danza, la Holy dance (danza sacra) che ora insegna a gruppi di giovani ballerini, con alcuni dei quali il 7 aprile si esibirà davanti a vescovi, cardinali, semplici fedeli in una delle più antiche e suggestive basiliche romane, Santa Croce in Gerusalemme, in un evento dedicato alla Bibbia.


È il lungo cammino di conversione che ha segnato la vita di suor Anna Nobili, 38 anni, ex ballerina hard, che nelle spericolate notti milanesi - prima della "folgorazione" mistica che la colpì a 25 anni durante un viaggio ad Assisi, sulle orme di San Francesco e Santa Chiara - era abituata anche a "intrattenere" con disinibiti passi di danza anonimi clienti attratti solo dalla sua bellezza. Fascino rimasto praticamente intatto anche con l'abito delle Suore Operaie della Santa Casa di Nazareth, indossato dopo la professione dei voti perpetui lo scorso settembre nella cattedrale di Palestrina. Naturale tappa finale di un lungo cammino di ricerca, di studio e di meditazione a cui la religiosa era arrivata dopo l'improvvisa "conversione" di Assisi.


Suor Anna - la cui vita quasi certamente ispirerà un musical - dopo i voti perpetui non ha abbandonato la danza. Il vescovo di Palestrina, Domenico Sigalini, le ha affidato l'incarico di insegnare danza sacra contemporanea al centro pastorale giovanile della diocesi. "Incarico che svolgo con passione ed entusiasmo perché - confessa - posso seguire tanti giovani, ragazze, bambini in un cammino di fede e di ricerca artistica nell'affascinante mondo della danza che porto sempre dentro di me".


Con lo stesso entusiasmo, suor Anna danzerà nella Basilica di Santa Croce in Gerusalemme dove sarà testimonial d'eccezione di un evento biblico-teologico presieduto dall'arcivescovo Gianfranco Ravasi, ministro della cultura della Santa Sede, che benedirà la nuova Cappella della Parola e presenterà il libro "La Bibbia giorno e notte" tratto dalla lettura integrale dell'Antico e del Nuovo Testamento organizzata da Giuseppe De Carli, storico vaticanista del Tg1, ed Elena Balestra, e trasmessa in diretta l'ottobre scorso su Raiuno e Rainternational.


"Insieme con i miei allievi - anticipa la religiosa - presenterò una coreografia mistica dal titolo "Gesù luce del mondo", per la quale mi sono ispirata al Vangelo di Giovanni, un inno alla vittoria della luce sulle tenebre, del bene sul male grazie all'amore di Dio". Quasi una coreografia autobiografica di una suora ballerina che ha praticamente inventato un nuovo modo di pregare attraverso la forma d'arte a lei più congeniale: la danza contemporanea.


Si esalta, suor Anna, quando parla della sua nuova vita, che non teme di confrontare, anche pubblicamente, con il suo turbolento passato, quando, oltre ai balli erotici e alle trasgressioni, ebbe modo anche di far parte del corpo di ballo di numerose trasmissioni di successo della Rai e di Mediaset. Un lungo cammino fatto di meditazioni, ricerca, turbamenti, anche sofferenze. Fino allo scorso anno quando ha pronunziato i voti perpetui entrando nella Congregazione delle Suore Operaie della Santa Gasa di Nazareth, le stesse suore che le hanno praticamente imposto di continuare a danzare e a insegnare ai giovani le coreografie di quella Santa danza moderna portatrice di una nuova forma di trasgressione, la ricerca della fede in Dio e l'amore per Gesù Cristo. E lei, suor Anna, non se lo ha fatto dire due volte: ha obbedito ed è rinata a nuova vita, ma continuando sempre a ballare. 
Orazio La Rocca
www.sanfrancescopatronoditalia.it

cfr. altri post sulla vocazione religiosa al femminile, sul "diventare suora": 

giovedì 4 aprile 2013

MFG 2013 - Meeting Francescano Giovani

Un week-end da S.ANTO
   Tre giorni con S.Antonio
per giovani

Padova 26-28 Aprile
GMG - Madrid : frati e giovani
Cari amici, il Signore vi dia pace. Torna anche quest'anno il Meeting Francescano Giovani che raduna accanto ai noi Frati Francescani ( Nord Italia) centinaia di ragazzi e ragazze. Si tratta di un fine settimana di festa, fraternità, gioia nel Signore Gesù, per conoscere più da vicino il carisma francescano anche attraverso la figura di una santo frate , conosciuto in tutto il mondo: S. Antonio di Padova. 
La proposta è rivolta a tutti i giovani , da tutta l'Italia
Vedi il programma dettagliato al sito: www.riparalamiacasa.it
Iscriviti al più presto. 
Ti aspetto con i miei frati..fratelli. Ti benedico. frate Alberto


da Fra Giambo e fra Simone e tutti i frati:.......
Ti aspettiamo!


lunedì 1 aprile 2013

Il Signore è risorto!


Cari amici, dalla comunità francescana della Basilica di s. Antonio (Pd) 
giunga ancora a tutti voi ed ai vostri cari 
il più fraterno augurio di una 
SANTA PASQUA

vedi Post in Cantuale Antonianum con gli auguri di Pasqua ai cristiani perseguitati