domenica 31 marzo 2013

Di porta in porta - Pasqua 2013


Cari amici, il Signore vi dia Pace e porti la luce della Sua Pasqua su ciascuno di voi e i vostri famigliari. In modo particolare , prego perchè la fede nel Risorto, in Gesù il Vivente, accompagni e doni fiducia e coraggio a tutti i giovani in ricerca e in cammino vocazionale. 
Riporto di seguito l'omelia  di p. Gianni, ministro dei frati francescani del nord Italia, pronunciata stamattina in basilica del Santo. 
Al Signore Gesù sempre la nostra Lode. Vi benedico. frate Alberto



Pasqua 2013                                                                                                              Basilica del Santo

Pace e bene e buona Pasqua a tutti voi, fratelli e sorelle, anche a nome degli altri Frati che prestano servizio in questa Basilica.
Di porta in porta: riassumo con questa espressione quanto stiamo celebrando e vivendo in questa Pasqua dell’Anno della fede, anno in cui Benedetto XVI, papa emerito, ci ha invitati ad attraversare la “porta delle fede” che il Signore tiene sempre aperta per ognuno di noi.
Tutti noi siamo entrati in questo Santuario varcando porte costruite da mani d’uomo per celebrare – sotto lo sguardo amichevole di Sant’Antonio – il fondamento della nostra fede, cioè la morte e risurrezione di Cristo. E lo facciamo accettando di varcare quelle porte che il Signore stesso ci apre perché desideriamo ravvivare la nostra relazione con Lui e rinsaldare la nostra fiducia nella sua presenza perché, tornati a casa, possiamo varcare le porte non sempre facili del nostro quotidiano.

* La prima porta che il Signore ci ha aperto è quella del perdono che Sant’Antonio definisce “porta del cielo” perché ci introduce nella relazione con Dio nostro Padre. Sappiamo per esperienza che è fondamentale per ognuno di noi essere accolti e riconosciuti per quello che siamo, non chiusi nello sgabuzzino del nostro limite, dei nostri sbagli o dei nostri peccati. Ebbene, tenendo aperta la porta del perdono, Gesù ci assicura che Dio Padre ci accoglie e ci ama così come ci presentiamo a Lui, prima di quel che facciamo per Lui o per gli altri. Se anche per poco riusciamo a sperimentare la profondità e la bellezza dell’essere perdonati gratuitamente, allora può esplodere in noi quel “gloria” a Dio che si fida ancora di noi e accetta di farsi nostro compagno di viaggio.

* Eccoci, allora, pronti a varcare la seconda porta che il Signore ci ha aperto: quella dell’ascolto della sua Parola. Una parola che, a noi pellegrini sulla terra, indica mète possibili da raggiungere e offre luce sufficiente per percorrerne le strade. A nessuno piace vagabondare nella vita o navigare a vista sballottati dalle onde. Tutti sentiamo il bisogno di giocarci l’esistenza per qualcosa di bello e significativo anche se costa, per qualcosa che dia gusto e stabilità al nostro cammino anche se richiede impegno. Ebbene, la Parola che il Signore ci offre nella Sacra Scrittura e che noi normalmente ascoltiamo ogni domenica, vorrebbe non umiliarci nel nostro procedere a volte a tentoni né abbandonarci nei nostri sentieri senza sbocco, ma proporsi come segnaletica perché il nostro camminare ci porti alla meta desiderata. E rispettando il passo possibile ad ognuno, senza forzare l’andatura.

* La meta del nostro cammino di cristiani è indicato da quelle promesse che ci accompagnano fin dalla nostra nascita: le promesse battesimali, la terza porta che tra poco varcheremo insieme e che fonda il nostro essere cristiani e il nostro essere chiesa. Siamo figli di Dio in Cristo, fratelli e sorelle tra noi, tutti degni di poter pregare ancora: “Padre nostro”. Parole non vuote perché nascono dal cuore stesso del Figlio per eccellenza, Gesù, fratello nostro: solidale con noi al punto da volerci abbracciare tutti perché solo tenendoci uniti a sé riusciamo a dire “” alla vita e “no” alla morte: esprimeremo il nostro convinto alla vita raccolta tra le braccia benedicenti del Padre, anche se ferita e a volte con il dramma della sofferenza, …         proclameremo il nostro No deciso alla morte, di cui il peccato è spia: esperienza di fallimento che ci porta lontano dal nostro Creatore, da noi stessi e dagli altri … in situazioni che “di porta in porta” – cioè “di peccato in peccato” – ci precipitano nell’assurdo del non senso della vita, nella disperazione che conduce alla morte. 
Riattraversare con gioia e fiducia la porta del nostro battesimo è fondamentale per noi qui presenti, in un “oggi” che vede molti cristiani percorrerla in senso inverso, a volte con vergogna di aver fatto parte della comunità cristiana e altre con rammarico per non aver trovato accoglienza e fiducia, “bontà e tenerezza” direbbe papa Francesco: ci auguriamo – e lo auguriamo di cuore a questi nostri fratelli e sorelle – che pur facendo un cammino a ritroso rispetto al nostro di questa mattina, possano mantenere comunque l’orecchio della coscienza attento a Dio che parla ancora a loro in molti modi; e soprattutto preghiamo perché Cristo “luce del mondo” li accompagni ancora su sentieri di bontà, di onestà, di ricerca del bene. Se così accetteranno di fare, ci troveranno “compagni di viaggio”, ricercatori insieme del volto del vero Dio – volto che a volte la nostra difettosa testimonianza ha reso sbiadito o addirittura annullato.

* Ed eccoci quindi pronti a varcare l’ultima porta, quella della celebrazione eucaristica vera e propria in cui facciamo memoria del fondamento stesso della nostra fede: la morte e la risurrezione di Gesù Cristo, una morte che, volontariamente accettata per amore nostro, è capace di farci risorgere a vita nuova. Ci offre, cioè, grazie alla comunione intima con Lui cibandoci del suo corpo e del suo sangue, forza per riprendere il cammino – fiducia nella sua presenza – certezza di non essere soli ad affrontare l’esistenza.
Sì, perché – al termine di questa messa pasquale – riattraverseremo la porta di questo Santuario per entrare in quella “chiesa domestica” che è la nostra famiglia: lì troveremo calore umano, simpatia e amicizia … ma sappiamo che c’è anche sofferenza, fatica relazionale, difficoltà economica …: tutte porte da varcare necessariamente, senza scansarle. Se quanto stiamo celebrando qui ci penetra nel cuore e ci convince della bontà e della bellezza della nostra relazione con il Signore, nella nostra famiglia celebreremo un’autentica “Pasqua di risurrezione” che, anche se non annulla le cose che non funzionano, ne cambia però il senso e soprattutto il modo con cui affrontarle e viverle: l’amore può fermare l’odio, il perdono può sostituirsi alla vendetta, la disperazione si colora di fiducia, il fallimento si apre alla speranza di una possibile ripresa, …

Buona Pasqua a tutti: qualunque porta stiamo attraversando nel nostro cammino di fede, abbiamo la certezza che il Signore della vita è con noi e non ci abbandonerà né ci lascerà soli, perché Lui è perdono che accoglie, Parola che orienta, promessa che non delude, cibo che dona forza per camminare fiduciosi nella vita.

Buona Pasqua a tutti voi e alle persone che vi sono care! 

Padre Gianni Cappelletto
Ministro provinciale

Nessun commento:

Posta un commento

Lascia qui il tuo commento all'articolo. Lo leggeremo e cercheremo di pubblicarlo quanto prima. Grazie del tuo contributo al Blog!