venerdì 15 febbraio 2013

La festa della Lingua di Sant'Antonio

S. Bonaventura trova la lingua incorrotta del Santo

Nel cuore del mese di febbraio c’è un giorno speciale per la Basilica di Padova e la grande Comunità Francescana (più di 50 frati) che ogni giorno accoglie migliaia di pellegrini da tutto il mondo. Sant’Antonio (straordinario frate francescano), nella sua casa, non viene festeggiato solo il 13 giugno, ma anche in occasione di una particolare ricorrenza, che cade il 15 del mese: la festa della traslazione delle reliquie del Santo, popolarmente detta Festa della lingua. Questo nome lo si deve a un avvenimento accaduto nel 1263, a trentadue anni dalla morte di Sant’Antonio, quando i frati decisero di trasferire i suoi resti mortali nella nuova basilica costruita accanto alla chiesetta in cui era stato inizialmente sepolto. Nell’aprire la cassa di ruvido legno che conteneva le spoglie, il ministro generale dei frati francescani, Bonaventura da Bagnoregio (dichiarato santo da papa Sisto IV), si accorse con stupore che la lingua di Antonio era ancora intatta e vermiglia, senza i segni di decomposizione che avevano consumato il resto del corpo. Mostrando la preziosa reliquia ai fedeli, san Bonaventura esclamò:
«O lingua benedetta, che hai sempre benedetto il Signore e lo hai fatto benedire dagli altri, ora appare a tutti quanto grande è stato il tuo valore presso Dio».
Da allora le ossa del Santo sono custodite in un’urna di marmo, posta inizialmente nel mezzo della basilica sotto la cupola centrale, e dal 1350 nella cappella dell’Arca collocata sul lato sinistro della chiesa. La lingua incorrotta fu posta invece in un prezioso reliquiario ed è ancora visibile, insieme alla reliquia del mento, nella cappella circolare dietro l’abside.Toccando la tomba di Antonio o guardando le sue reliquie, milioni di pellegrini esprimono con semplicità e fede la loro richiesta, il loro grazie, o la loro invocazione a Dio attraverso l’intercessione del Santo. 
Attraverso il prodigio della lingua incorrotta, ancora visibile ai nostri occhi, veniamo invitati da sant’Antonio a riscoprire il Vangelo che egli ha predicato instancabilmente e con totale dedizione. La Parola di Verità assiduamente proclamata ha preservato la lingua per mezzo della quale, generosamente e senza risparmio, è stata donata ai poveri, agli indigenti, ai peccatori.
Possa il Signore donare anche a ciascuno di noi  il medesimo ardore e  la stessa passione per Gesù e  il Vangelo che animarono il giovane frate francescano, S. Antonio. 


Vedi in Cantuale Antonianum ulteriori approfondimenti
Vedi il Dossier Speciale in Messaggero di S. Antonio

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