sabato 9 febbraio 2013

Il frate perfetto?...Ma chi è?

Cari amici, il Signore vi dia Pace. Oggi ho ricevuto una mail da Gianni, un ragazzo di 18 anni che sta concludendo le superiori. Così mi scrive: caro Fra Alberto (...) ho sempre ammirato san Francesco e il suo modo alternativo di vivere il Vangelo ; ...ho pensato qualche volta che mi piacerebbe diventare frate e magari missionario. Vengo da una famiglia di agricoltori ( molto tradizionali e di "chiesa"), e a casa sto sempre sul trattore e nei campi.  Quest'anno termino la scuola di Agraria e  la domanda sul mio futuro mi tormenta da un bel pò. Fra le molte strade che ogni giorno cambio rapidamente ( università.. ingegnere o veterinario.. agricoltore..???) si è rifatta viva anche l'idea francescana del frate . Sono però tanto frenato da me stesso, dai miei molti difetti e dal mio carattere: sono un passionale casinista , esuberante e rompiscatole su quello che mi interessa, sono un ragazzo molto "pratico" e un pò "grezzo" (ah.ah.ah..per nulla teorico o raffinato)..sono un super sportivo ( amo tutti gli sport).  Mi chiedo cosa potrebbe fare uno come me in convento? So che i frati devono predicare e saper parlare, poi so che bisogna studiare molto. Ce la potrei fare.. , ma poi, per fare cosa? Grazie. ciao. Gianni


Monselice (Pd)- Comunità S. Francesco (recupero tossicodipendenze)
La ruspa è per caricare il cippato nel grande bruciatore
che riscalda le serre dove lavorano i frati con i ragazzi e i giovani ospiti
Carissimo Gianni grazie per la fiducia. Circa quanto mi scrivi ecco alcune semplici indicazioni: 
* il frate, prima di tutto, è una persona che vuole vivere il Vangelo in modo radicale..proprio come affermi tu!! Dunque il frate,  non si preoccupa tanto di cosa fare, di che ruolo poter rivestire, di quante conoscenze può avere, bensi gli interessa VIVERE IL VANGELO e AMARE GESU' e mostrare questo amore nella sua vita e con i suoi gesti, in semplicità,  ad ogni persona che incontra.
*in secondo luogo, mi pare che tu abbia in mente uno stereotipo di frate "perfetto" che non esiste: il frate, è un uomo come tanti (per quel che è e come è) che si è però lasciato affascinare dall'ideale francescano e che ha lasciato tutto per seguire Gesù...Il Signore infatti chiama chi vuole Lui, e per fare questo non guarda in faccia a nessuno, né chiede patenti di "perfezione" o permessi a qualcun altro (come quando chiamò gli Apostoli e s. Pietro..ed erano dei semplici pescatori!). Pensa che  neanche Gesù chiese loro di cambiare carattere, o indole, ma semplicemente se  volessero diventare suoi discepoli, se volevano seguirlo!! E proprio perché discepoli, si sono poi trovati a fare delle cose impensate e inimmaginabili, eppure erano partiti  come persone molto semplici e ignoranti. Dunque , non temere!!! Seguire il Signore è "lasciar fare a Lui" e Lui certo, se ci fidiamo, di noi fa meraviglie!!
* La vita fraterna dei frati poi, si arricchisce proprio nella diversità delle provenienze e delle personalità dei frati stessi: in una Comunità Francescana non vi è mai il frate "perfetto", ma troverai sempre qualcuno che magari è più intellettuale e chi invece ha più un senso pratico, chi ha studiato molto e chi no, chi ha un talento artistico e chi sa organizzare o far di conto, chi ama la natura e chi invece ha una spiccata propensione ai poveri, chi sa cantare e chi zappa l'orto, chi è giovane e inesperto e un pò "rampante" e chi è anziano e sapiente e magari un pò anche brontolone...I frati poi, si occupano di tante cose diversissime e dove ognuno può sempre trovare uno spazio per vivere al meglio la propria vocazione: parrocchie, santuari, missioni, ambiti di carità e servizio, oratori e patronati..ecc..giornali, e anche.. curano  l'orto e la vigna se serve!!! 
*Dunque, quando pensi ai frati, devi allargare lo sguardo sulla Comunità, mai sul singolo..E' sempre "insieme" ad altri fratelli che ciascuno di noi vive e si esprime e si manifesta: mai da soli. E questo è meraviglioso, perché fa sì, che quel che manca a me lo trovi presente nel fratello, al quale (di rimando) io posso dare altre cose che lui non ha, ma che sono mie..Il frate dunque si presenta sempre insieme a tutta la fraternità: con essa respira, vive, ama e prega, soffre, condivide e lavora, si esprime, litiga e perdona, serve e si dona.. Il primo e più bell'annuncio evangelico che un francescano può manifestare è proprio questo: che è possibile vivere insieme da fratelli, con altri fratelli, nell'unico Signore e Padre nei cieli. Bellissimo..non ti pare?
Dunque caro Gianni, ancora ti incoraggio..Fatti vivo e vieni a trovarci: vieni e vedi !
ti benedico. frate Alberto


Si gioca a calcio.....

Il Frate perfetto 
secondo San Francesco 
(Fonti Francescane 1782)
Un giorno chiesero a Frate Francesco quali caratteristiche dovesse avere un "Frate Perfetto". E il Poverello così rispose:  Un buon francescano deve riunire in sé le virtù e le attitudini dei seguenti santi Frati:

 - la perfetta fede insieme con l’amore della povertà di 
frate Bernardo;

- la semplicità colombina con la purità di animo e di corpo di 
frate Leone;

- l’aspetto attraente e il buon senso, unito al bello e devoto parlare di 
frate Masseo;

- la mente elevata in Dio e la contemplazione assidua e le estasi frequentissime di
frate Egidio;

- la virtuosa e incessante orazione di 
Rufinoche anche quando mangiava, camminava e sedeva, e perfino quando dormiva, aveva la mente sempre elevata a Dio;

- la costanza e la pazienza di 
frate Gineproche giunse a uno stato di pazienza perfetta: questo perché aveva continuamente davanti agli occhi il disprezzo delle cose terrene e la brevità della vita, unite al desiderio d’imitare Cristo seguendo la via della croce;

- la robustezza fisica e spirituale di 
frate Giovanni delle Lodiche, a quel tempo, sorpassò in vigoria tutti gli uomini;

- la carità e l’amore verso Dio ed il prossimo di 
frate Ruggerotutta la sua vita, infatti, era orientata dalla carità e dal fervore della dilezione;

- la solitudine e la fuga dal mondo di 
frate Lucido;

- la cortesia squisita, la benignità melliflua e la dolcissima affabilità di 
frate Angelo, un nobile di Rieti.

2 commenti:

  1. Caro Gianni, ti do un consiglio: leggi, informati, impara e studia. Pondera le tue scelte con spirito critico e razionale, e soprattutto, pensa. La risposta ai tuoi dubbi è più facile di quanto ti possa sembrare.

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    1. Se bastassero la razionalità e lo studio, e lo spirito critico per fare le scelte importanti della vita, credo che per es. nessuno più si innmorerebbe, nè si sposerebbe, nè farebbe un figlio, nè si farebbe missionario.. nè frate..Non avremmo avuto nè un Raffaello nè un Mozart, nè una Madre Teresa....Non ci sarebbe nè la poesia, nè l'arte..nè la bellezza..nè l'amore..nè il sentimento come le emozioni: aspetti dunque assolutamente non misurabili, nè quantificabili, ma assolutamente indspensabili per la vita di un uomo ( non di una macchina!) Dissento dunque da una visione riduttiva e meccanicista dell'uomo come sopra descritta..L'uomo è ben di più! Il Signore ti benedica. frate Alberto

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