martedì 19 febbraio 2013

Frati Martiri



Cari amici, il Signore vi dia Pace. 
sto leggendo in questi giorni un libro da poco uscito sulla vicenda tragica che vide l'uccisione di due frati francescani, miei confratelli e poco più che trentenni, trucidati in odio alla fede. La loro vita offerta per Amore!
Se certo il martirio fino all'effusione del sangue è una chiamata che non a tutti compete, ecco che la vita religiosa e francescana, da sempre porta in sè tale anelito ed esigenza di offerta totale, senza risparmio, senza calcoli, senza misura.  Questo da un  lato la rende scandalosa per il mondo, dall'altra continua a suscitare nel cuore di tanti giovani un fascino incredibile; è il richiamo della alte vette, è la sete di Assoluto, è l'abbandono di tutto ciò che è superfluo per abbracciare unicamente il Signore Gesù ed ogni fratello...E' lo "sprecarsi" per il Signore!! Vi invito pertanto oggi alla preghiera per quanti stanno intraprendendo questa strada e in particolare per i giovani in discernimento vocazionale: possano tenere il loro sguardo sempre rivolto verso  l'Alto. 
Vi benedico. frate Alberto

i frati martiri: fra Miguel ( al centro) e fra Zbigniew ( a destra)
con il confratello fra Jarek, scampato all'eccidio perchè in viaggio 
La vicenda di fra Miguel e di fra Zbigniew non ha tempo né luogo. È universale, parla a me e a voi oggi, parlerà ad altri domani. Anche a chi non ha vissuto gli anni Settanta e Ottanta, a chi non è mai stato in Polonia o in Perù, a chi non ha mai incontrato i francescani, a chi non ha mai vissuto le limitazioni della dittatura comunista o il pericolo della guerriglia rivoluzionaria maoista. È il privilegio della santità, incarnata fino in fondo e fino in fondo universale.
A Pariacoto, in Perù, la sera del 9 agosto 1991, un commando di guerriglieri di Sendero Luminoso entra nel villaggio e fa irruzione nel convento dei frati minori conventuali, sequestrando fra Michał (per tutti Miguel) e fra Zbigniew, trentun anni il primo e trentatré il secondo. Di lì a poco, dopo un processo sommario, i due missionari polacchi vengono uccisi con un colpo di pistola alla testa: il certificato di morte riporta «sfondamento del cranio per ferita da proiettile di grosso calibro».

Unico superstite è fra Jarek, superiore della comunità, in quel periodo in Polonia per il matrimonio della sorella. Papa Giovanni Paolo II, a Czestochowa per la Giornata mondiale della gioventù, è raggiunto dalla notizia e incontra fra Jarek in privato, il 13 agosto, chiedendo infor­mazioni di prima ma­no e inco­raggiandolo con queste parole: Sono i nuovi san­ti mar­tiri del Perù. Ecco la vicenda che sta al cuore di que­sto libro, scritto perché la memoria di due con­fra­telli mar­tiri ven­ga fissata e custo­dita nell'animo di quanti li hanno co­no­sciuti, stimati e amati, ma anche di quanti ne sen­ti­ran­no parlare forse per la prima volta in ma­niera detta­gliata.

Dall' introduzione di fra Ugo Santorio
Messaggero di Sant' Antonio - Editrice, www.edizionimessaggero.it

1 commento:

  1. vi consiglio di leggere anche la storia DEI MARTIRI DI SIROKI BRIJEG.......IL LORO SANGUE HA RESO FERTILE LA TERRA ARIDA DEL NOSTRO CUORE....

    RispondiElimina

Lascia qui il tuo commento all'articolo. Lo leggeremo e cercheremo di pubblicarlo quanto prima. Grazie del tuo contributo al Blog!