giovedì 28 febbraio 2013

A Sua Santità..grazie dai giovani e dai frati francescani

Madrid - GMG 2011 : la bandiera con S. Antonio, del gruppo dei giovani e frati Nord Italia
Cari amici, oggi si conclude il pontificato di Benedetto XVI. Un Papa spesso incompreso, ma che i giovani hanno amato. In un tempo di carenze educative, di paternità dissolte, di falsità spacciate per il bene, Papa Benedetto, ci ha mostrato Gesù, Via - Verità e Vita, con la dolcezza e la fermezza che appartiene a chi ama ed ha cuore e sa prendersi cura e si sente responsabile di ciascuno, nessuno escluso! Grazie Santità. 
Riporto di seguito il messaggio di ringraziamento e saluto che il neoletto Ministro Generale Francescano ( P. Marco Tasca - 119° successore di S. Francesco) ha inviato al Papa anche a nome di tutti i frati francescani sparsi nel mondo. 
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Beatissimo Padre, a nome dei Frati Minori Conventuali radunati per il 200° Capitolo generale presso il Sacro Convento di San Francesco in Assisi e di tutti i confratelli sparsi nel mondo, desidero manifestarle, nell’imminenza della sua rinuncia all’Ufficio di Sommo Pontefice, i sentimenti di stima e di affetto dell’intero Ordine, come ho già avuto modo di fare di persona nell’udienza del 6 febbraio a cui ho partecipato insieme ai frati capitolari.
Sua Santità  BENEDETTO XVI
Nel primo, brevissimo, capitolo della Regola che il Serafico Padre S. Francesco ci ha dato,  sono incastonate le due gemme del tesoro francescano: la fedeltà alla vita secondo il Vangelo per mezzo dei tre voti religiosi, e “l’obbedienza e reverenza al signor Papa e ai suoi successori canonicamente eletti e alla Chiesa romana”. Francesco si obbligò, per sé e per i suoi frati, a non far nulla senza il consenso del Papa, tanto che - ci racconta san Bonaventura (LM X,7) - perfino per realizzare il primo presepio della storia, a Greccio, volle chiedere il permesso al Pontefice. Non le nascondiamo perciò il nostro stupore davanti alla sua rinuncia, che tuttavia vogliamo vivere con lo spirito di fede a cui lei ha esortato tutti i cattolici: è Cristo che guida e sostiene la sua Chiesa! Santità, nel 2009, quando siamo venuti a Castel Gandolfo per ascoltare le sue parole in occasione degli ottocento anni dell’approvazione dell’Ordine dei Minori, ci ha ricordato: “Francesco avrebbe potuto anche non venire dal Papa... Sicuramente un atteggiamento polemico verso la Gerarchia avrebbe procurato a Francesco non pochi seguaci”. Come Francesco anche noi non vogliamo seguire la mentalità dell’efficienza e della mondana libertà, ma continuare ad essere con semplicità e gioia “sudditi e soggetti” alla Chiesa Romana e al Pastore che Dio desidera darle, per poter servire il Corpo di Cristo come e dove il Signore vorrà indicarci, come lei stesso ci ha insegnato a fare. Lei ci disse inoltre, riferendosi alla scelta di povertà di san Francesco: Tutte le sue ricchezze precedenti, ogni motivo di vanto e di sicurezza, tutto diventa una "perdita" dal momento dell’incontro con Gesù crocifisso e risorto (cfr Fil 3,7-11). Il lasciare tutto diventa a quel punto quasi necessario, per esprimere la sovrabbondanza del dono ricevuto. Questo è talmente grande, da richiedere uno spogliamento totale, che comunque non basta; merita una vita intera vissuta "secondo la forma del santo Vangelo" (2 Test., 14: Fonti Francescane, 116)”. Ora Lei ci mostra un gesto che sentiamo parlare il linguaggio stesso dell’umiltà e dell’espropriazione. Un gesto che certo ci richiama al rischio che vogliamo correre anche noi: assomigliare sempre più a Gesù, e a Gesù povero e crocifisso. La ringraziamo per il Suo alto Magistero, che in questi anni ci ha illuminato il cammino, e ci ha mostrato che il Suo governare la barca di Pietro non è stato semplicemente un fare, ma soprattutto pensare e pregare. Le assicuriamo, in questo momento, la nostra preghiera perché la letizia di sentire Cristo accanto a sé la accompagni nel ritiro che sta per intraprendere proseguendo l’itinerario verso una sempre più profonda immersione in Dio. Fedeli al suo insegnamento e al suo mandato desideriamo continuare a "riparare la casa" del Signore Gesù Cristo, in umile fedeltà al Vangelo e alla Chiesa. Consapevoli, come lo era Francesco, che siamo noi per primi la casa che Dio vuole restaurare. Il nostro impegno sarà cercare di aiutare i Pastori della Chiesa a rendere sempre più bello il volto della sposa di Cristo.
Santità, La sentiremo sempre vicino al nostro cuore, e nel proseguire la buona battaglia della fede insieme a tutti i fedeli, sapremo di avere in Lei un intercessore, certi, nonostante tutto, della verità dell’espressione bonaventuriana da lei amata: “Opera Christi non deficiunt, sed proficiunt”.
Preghi per noi, Padre santo e Lei si senta accompagnato dal nostro amore filiale. 

Della Vostra Santità
dev.mo Fra Marco Tasca -  Ministro generale OFMConv.


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