venerdì 11 gennaio 2013

La vocazione religiosa...come ultima spiaggia?

Cari amici, Pace e bene. In questi giorni ho un po' disertato il blog ( ero ad Assisi per un incontro di programmazione del prossimo Convegno Giovani verso Assisi). Chiedo pertanto scusa anche del ritardo con cui sto rispondendo alle molte mail giuntemi nel frattempo. Scopro ogni giorno di più come il tema "vocazione" sia comunque davvero attuale e richiesto dai giovani. Del resto ha che fare col senso e la direzione e la scelta di vita! Oggi vi presento la lettera di Filippo, con la sua storia, le sue sofferenze e le sue domande..Gli ho risposto pensando alle molte lettere analoghe. Spero vi sia utile. Vi benedico. 
frate Alberto da Padova


LETTERA DI FILIPPO
Caro Frate Alberto, sono Filippo, ho 19 anni e ho vissuto una vita regolare, come tutte le persone normali fino a 17 anni, fino a quando dopo la fine di una storia d'amore e dopo aver sofferto molto, leggendo un po' per curiosità il vangelo mi sono accorto di essere innamorato di Dio. Questo amore è andato via via crescendo fino a che, dopo aver preso il diploma da geometra, ho scelto di frequentare l'università. Ma...dopo pochissimo ho subito lasciato.... Mi sono ritrovato tutto di un tratto senza lavoro, senza amici e senza nessuno che mi capisse...; sono un uomo davvero infelice e ahimè senza speranza! Forse la mia ultima spiaggia è il Signore!! Ho preso in considerazione l'idea di diventare frate, ma come faccio a trovare il coraggio di dirlo alla mia famiglia?

RISPOSTA DI FRATE ALBERTO
Pace e bene a te caro Filippo, grazie per avermi scritto e per la fiducia e che mi dai raccontandomi di te. Circa quanto mi chiedi, vorrei dirti prima di tutto che... hai 19 anni!!!!! Ricorda in ogni momento questo dato!!! Comprendo che la giovinezza talvolta riserbi passaggi non facili e il futuro possa apparire oscuro e incomprensibile, ma...sono ancor più che certo che la voglia di vivere che è racchiusa in te e nei tuoi giovani anni non possa essere soffocata anche dal più pesante degli insuccessi. Questi, caro Filippo, sempre faranno parte di te ( in misura più o meno grande) e credimi, con lo smacco, la prova, le piccole morti quotidiane (crescendo) sarai costretto sempre di più a misurati. Che fare dunque?? Tutto dipenderà da "come" tu ti porrai di fronte a queste situazioni dolorose e spiacevoli; tutto dipenderà dal tuo atteggiamento e dal tuo "deciderti" nei loro riguardi. Puoi scegliere di farti schiacciare e soccombere, oppure potrai decidere di “portare” con orgoglio e fierezza la tua Croce sempre guardando avanti, sempre camminando, sempre lottando..La sofferenza (fa tanta paura anche a me), ma tieni conto che è sempre anche  una RISORSA; sempre possiamo scoprire in essa anche  l'occasione nascosta!! E in ogni caso…ricorda: SEMPRE LODA IL SIGNORE anche per questi aspetti di te meno piacevoli. Tutto infatti viene da Lui e in ogni evento lieto o triste che ci accade, sono visibili i segni di una Sua presenza e di un Suo disegno misterioso. Vorrei dirti di più: spesso è proprio solo il dolore a farci maturare, a farci guardare oltre, a condurci su strade inedite e inaspettate, mai calcolate (come per es. la vita religiosa). Ma certamente, non voglio sottovalutare o sminuire le tue difficoltà di oggi e la tua sofferenza!! Al riguardo ti sarebbe di grande utilità anche il farti aiutare, il ricercare un sostegno presso qualche bravo religioso o sacerdote. Da soli talvolta è molto difficile individuare una strada..Se mi scrivi dove abiti potrei indirizzarti da qualche confratello che ti possa dare una mano. Con questi potresti anche iniziare un discernimento serio e schietto sugli interrogativi vocazionali che ti frullano per la testa. Questi infatti vanno ben compresi e guardati i n verità: se sono davvero frutti genuini scaturiti dallo Spirito di Gesù, oppure se semplicemente sono espressione del tuo malessere, della tua temporanea difficoltà. Comprendi anche tu che operare delle scelte non avendo chiarito questo, non sarebbe salutare per te e neppure per gli altri!  Non si può diventare frati perché questa è "l'ultima spiaggia" e non ci sono alternative, quasi subendo la cosa!!! Altro invece, se è l'amore a spingerti e senti di dover rispondere nella GIOIA a Gesù!! Serve pertanto un cammino, un percorso, un confronto che prima di tutto ti aiuti a rasserenarti…e poi a valutare con più obiettività la strada da intraprendere. Una volta chiarita la direzione, se davvero diventare frate è la tua vocazione, affrontare i genitori, non sarà un problema insormontabile (anche se per qualche mamma e papà, tale scelta, è vista con orrore, come una tragedia immane!!! ). In ogni caso non temere!!! Il Signore c'è e ti darà una mano anche con i tuoi cari!. Nell’attesa di risentirti presto, ti abbraccio e benedico. Al Signore Gesù sempre la nostra Lode. Ti ricordo nella preghiera. Coraggio figlio!!
Frate Alberto




1 commento:

  1. Caro Filippo,
    è successo anche a me di lasciare presto l'università e di ritrovarmi di colpo senza certezze, senza progetti e senza qualcuno che mi ascoltasse davvero, ma a distanza di alcuni anni posso dirti che ciò che vivevo allora non è rimasto tale, ma pian piano ho ritrovato certezze, progettualità ed affetti sinceri. Vorrei dirti che la realtà che vivi ora è sì fallimentare, ma non è definitiva! A parte Dio, nulla è eterno, tutto cambia! Vorrei dirti di alzarti e di camminare, di rischiare, perché non hai niente da perdere (a parte paure e illusioni, ma quelle si "perdono" con molta gioia!) e perché la vita sboccia se le vai incontro (pensa che solo per aver scritto poche righe a Fra Alberto hai già ricevuto due risposte; questo "fenomeno" si chiama moltiplicazione!). Vorrei dirti di partire da ciò che senti e da ciò che si apre davanti a te (ad esempio, per me è stato l'offerta di un lavoro, all'inizio scadente!), ma bada di non sederti, vai sempre avanti! E vorrei dirti che se pensi di farti frate, l'ultima cosa che devi fare è dirlo ai tuoi genitori! Nel senso che prima dovresti rivolgerti ad un frate, poi dovresti fare un cammino con la fraternità e se alla fine del percorso, questo tuo desidero è vivo, allora potrai comunicare ai tuoi genitori la lieta notizia! Ma questo è valido per qualsiasi cosa (lavoro, ragazza, andare a vivere da solo, amicizie, vacanze, ecc.), non sono i tuoi genitori che devono decidere per te, ma prima tu e poi loro avranno da decidere se sostenerti o contrastarti: a ciascuno le sue decisioni! Non hanno senso gli annunci preventivi! Quelli lasciali fare ai politici! Coraggio! Ciao!

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