sabato 26 gennaio 2013

La missione dei frati francescani

Cari amici, a voi tutti l'augurio francescano di PACE e BENE. Vi siete mai chiesti come S.Francesco "inventi" questo saluto? E ugualmente, vi siete mai domandati perchè ad una certo punto del suo cammino vocazionale, decida di compiere certi gesti "assurdi" come : lasciare tutto, vendere i suoi beni, vestirsi poveramente, scegliere l'essenzialità, l'andare a predicare fra la gente in letizia ed umiltà, annunciare e portare la Pace...?? A motivare queste scelte così radicali, fu semplicemente la decisione di imitare perfettamente in tutto Gesù e di obbedire "alla lettera" ad ogni Sua Parola. Il Vangelo gli aveva ormai "TRAFITTO" il cuore e non poteva fare altro! 
Trascrivo pertanto anche per voi il testo evangelico di questo sabato (26 gennaio), tratto da Luca (10,1-11) che tanto ispirò S. Francesco nelle sue decisioni (vedi sotto il racconto tratto dalla sua biografia) . Se la messe, è molta..., e gli operai sono pochi; sono infatti certissimo che questa stessa Parola di Vangelo che trafisse il cuore del Poverello di Assisi, non mancherà di provocare il cuore di qualcuno di voi, anzi LO TRAFIGGERA'..; ed allora sarà impossibile dire di NO alla chiamata del Signore. 
Vi benedico. frate Alberto

DAL VANGELO DI LUCA (10,1-12)
1Dopo questi fatti il Signore designò altri settantadue e li inviò a due a due davanti a sé in ogni città e luogo dove stava per recarsi. 2Diceva loro: «La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il signore della messe, perché mandi operai nella sua messe! 3Andate: ecco, vi mando come agnelli in mezzo a lupi; 4non portate borsa, né sacca, né sandali e non fermatevi a salutare nessuno lungo la strada. 5In qualunque casa entriate, prima dite: “Pace a questa casa!”. 6Se vi sarà un figlio della pace, la vostra pace scenderà su di lui, altrimenti ritornerà su di voi. 7Restate in quella casa, mangiando e bevendo di quello che hanno, perché chi lavora ha diritto alla sua ricompensa. Non passate da una casa all’altra. 8Quando entrerete in una città e vi accoglieranno, mangiate quello che vi sarà offerto, 9guarite i malati che vi si trovano, e dite loro: “È vicino a voi il regno di Dio”. 10Ma quando entrerete in una città e non vi accoglieranno, uscite sulle sue piazze e dite: 11“Anche la polvere della vostra città, che si è attaccata ai nostri piedi, noi la scuotiamo contro di voi; sappiate però che il regno di Dio è vicino”. 

Giovani frati a Camposampiero ( PD) - Santuario Antoniano "del Noce"
"Andate: ecco io vi mando..."
Dalla vita di san Francesco (Fonti Francescane 1051-53)
Nella chiesa della Vergine Madre di Dio dimorava, dunque, il suo servo Francesco e supplicava insistentemente con gemiti continui Colei che concepì il Verbo pieno di grazia e di verità, perché si degnasse di farsi sua avvocata. E la Madre della misericordia ottenne con i suoi meriti che lui stesso concepisse e partorisse lo spirito della verità evangelica. Mentre un giorno ascoltava devotamente la messa degli Apostoli, sentì recitare il brano del Vangelo in cui Cristo, inviando i discepoli a predicare, consegna loro la forma di vita evangelica, dicendo: Non tenete né oro né argento né denaro nelle vostre cinture, non abbiate bisacce da viaggio, né due tuniche, né calzari, né bastone. Questo udì, comprese e affidò alla memoria l'amico della povertà apostolica e, subito, ricolmo di indicibile letizia, esclamò: “ Questo è ciò che desidero questo è ciò che bramo con tutto il cuore! ”. Si toglie i calzari dai piedi; lascia il bastone; maledice bisaccia e denaro e, contento di una sola tonachetta, butta via la cintura e la sostituisce con una corda e mette ogni sua preoccupazione nello scoprire come realizzare a pieno le parole sentite e adattarsi in tutto alla regola della santità, dettata agli apostoli. Da quel momento l'uomo di Dio, per divino incitamento, si dedicò ad emulare la perfezione evangelica e ad invitare tutti gli altri alla penitenza. I suoi discorsi non erano vani o degni di riso, ma ripieni della potenza dello Spirito Santo: penetravano nell'intimo del cuore e suscitavano forte stupore negli ascoltatori. In ogni sua predica, all'esordio del discorso, salutava il popolo con I'augurio di pace, dicendo: “ Il Signore vi dia la pace!" Aveva imparato questa forma di saluto per rivelazione del Signore, come egli stesso più tardi affermò. Fu così che, mosso anch'egli dallo spirito dei profeti, come i profeti annunciava la pace, predicava la salvezza e, con le sue ammonizioni salutari, riconciliava in un saldo patto di vera amicizia moltissimi, che prima, in discordia con Cristo, si trovavano lontani dalla salvezza. In questo modo molti incominciarono a riconoscere la verità della dottrina, che l'uomo di Dio con semplicità predicava, e della sua vita. Alcuni incominciarono a sentirsi incitati a penitenza dal suo esempio e ad unirsi a lui nell'abito e nella vita, lasciando ogni cosa.


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