sabato 22 dicembre 2012

San Francesco, i frati francescani e il Natale (3)

Veduta della città Betlemme dal "campo dei pastori"
BETLEMME

Pace e bene a voi tutti,
cari giovani amici in ascolto della Vocazione del Signore e della Sua volontà.
Proseguo anche oggi il mio piccolo itinerario francescano sul Natale e L'Incarnazione del nostro Signore Gesù (cfr 1° post) e (cfr 2° post), nella speranza che possa aiutarvi ad attendere e vivere al meglio questo straordinario e dolce mistero che tanto ha affascinato S. Francesco. Al riguardo, non posso non andare col pensiero ed il cuore alla Terra Santa, e a Betlemme, là dove i frati francescani sono presenti da secoli. Fu lo stesso San Francesco d’Assisi, mosso dall’amore per Cristo Povero e Crocifisso, a recarsi in Medio Oriente (1217)  per "toccare" quei luoghi che fino ad oggi costituiscono una testimonianza insostituibile della rivelazione di Dio e del suo amore per l’uomo. In quel suo pellegrinaggio, nonostante il guerreggiare delle crociate, incontrò e dialogò a Damietta, in Egitto, con il sultano Melek al-Kamel, il cui governo si estendeva fino alla Terra Santa. Fu un incontro pacifico, che diede inizio alla presenza dei francescani in Terra Santa e che segnò anche lo stile della presenza dei frati lungo il corso dei secoli, fino ad oggi. A testimonianza dell'amore di san Francesco per la Terra Santa, riporto di lui un piccolo aneddoto che potrà farci un poco sorridere, ma certo rivela tutto l'ardore e l'amore che il Poverello aveva per Gesù e per ogni luogo, fatto, persona, pietra... che Lo potesse in qualche modo ricordare e tenerne desta la presenza. 

Spesso, quando voleva nominare Cristo Gesù infervorato di amore celeste lo chiamava «il Bambino di Betlemme», e quel nome «Betlemme» lo pronunciava riempiendosi la bocca di voce e ancor più di tenero affetto, producendo un suono come belato di pecora. E ogni volta che diceva «Bambino di Betlemme» o «Gesù», passava la lingua sulle labbra, quasi a gustare e trattenere tutta la dolcezza di quelle parole. (Dalla vita di san Francesco, Fonti Francescane 470)

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