sabato 15 dicembre 2012

S. Francesco SI! ... Papa... NO?

Cari amici il Signore vi dia Pace.
riporto oggi la lettera di un giovane (Alessio) in ricerca vocazionale. Questi mi pone alcune opinioni personali, per altro alquanto diffuse in questa nostra società e che sento ripetere anche da certuni cristiani, della serie: Cristo SI' - Chiesa NO! Sono "credente", ma non "praticante"! S. Francesco e i frati Ok - No invece al Papa! Ho Fede, ma non mi rispecchio in alcuni atteggiamenti o indicazioni della Chiesa...ecc...Nel rispondere ad Alessio, evidenzio la netta posizione "cattolica" di San Francesco, e quella dei suoi frati, sperando che queste mie brevi sottolineature aiutino tanti giovani, talvolta confusi, ad amare di più la Chiesa e il Papa come ci ha insegnato il Poverello di Assisi.  Al Signore Gesù sempre la nostra Lode. Frate Alberto da Padova

I Ministri dell'Ordine Francescano dal Papa
Il primo frate a sinistra è P. Marco Tasca ,  Ministro Generale dei Frati Minori Conventuali,
119° successore di San Francesco

LETTERA DI ALESSIO
Salve padre! (...) sono in ricerca vocazionale e ho in me varie domande sulla vostra vita. (...)
Per chi come me è già laureato in filosofia come cambia l'iter di studi? Un altra domanda, questa più importante: io sono stato sempre "credente" ma non molto "praticante" perchè non mi rispecchio in alcuni "atteggiamenti" della Chiesa cattolica, ma ho sempre ammirato l'Ordine Francescano e San Francesco (d'altronde anche l'ordine francescano ha avuto un bel da fare per essere riconosciuto ufficialmente dalla Chiesa). In me sento da qualche tempo una vera vocazione a Dio e a S. Francesco, ma non al Papa. Come può questo mio stato d'animo collimare con l'ingresso nell'Ordine? Buon Natale!
Alessio

RISPOSTA DI FRATE ALBERTO
Pace e bene a te caro Alessio. Grazie per la fiducia e per avermi scritto di te. Circa quanto mi chiedi riguardo agli studi di teologia, ovviamente, chi ha già fatto esami di filosofia si trova avvantaggiato. Deve di solito però fare qualche corso integrativo, anche se non sono in grado di dirti con esattezza le modalità.
Circa il tuo rapporto con la fede, ritengo invece che non esistano cristiani "credenti", ma "non praticanti": questa, a mio parere, è un'espressione vuota e contraddittoria, che non ha in realtà significato! Infatti "la fede autentica", il credere, inducono sempre "alla pratica", all'adesione, alla partecipazione!! Se non così, sarebbe come dire di volere bene ad una persona e non chiamarla mai, non volerla mai vedere, nè mai fargli una telefonata! Sarebbe come dichiarare a qualcuno: "ok, ti amo e tu sei importante per me e credo in te, ma tu vai pure per la tua strada mentre io proseguo autonomamente per la "mia" e soprattutto non chiedermi nulla che contraddica il "mio" pensiero, le  "mie" convinzioni o esiga un "mio" coinvolgimento personale, nè tantomeno un cambio di prospettiva su aspetti "per me" irrinunciabili" !!
Circa la Chiesa e il Papa, anche qui, se desideri la nostra vita francescana, tieni presente che san Francesco (come S. Chiara) ebbe un amore sviscerato sia per la Chiesa che per il Papa. Tanto che nel suo Testamento (scritto a Siena nel 1226) chiede ai frati che sempre amino la Santa MADRE Chiesa (la chiama Madre!!) e sempre onorino e siano sottomessi e obbedienti e fedeli al Papa e a tutti Prelati. E in realtà San Francesco si differenziò dai molti riformatori del suo tempo (es. Pietro Valdo) proprio per questa sua fedeltà e amore e fiducia nella Chiesa (Sposa di Cristo) e nel Papa. Già all'inizio della sua conversione, quando si spoglia di tutto davanti al padre, è il Vescovo di Assisi che lo accoglie anche simbolicamente sotto il suo manto e nella Chiesa come penitente. Dai Papi si recherà varie volte, desiderando che questi gli approvassero la Regola (non così gli altri "riformatori" del tempo) e così avvenne ad opera di Papa Onorio III. Fu legato da profonda amicizia a Papa Gregorio IX e fu proprio questi a proclamarlo santo, due anni dopo la sua morte e a volere la costruzione della stupenda Basilica sepolcrale in Assisi.  Dalla Chiesa di Roma, l'Ordine francescano ricevette poi da subito un mandato e un'investitura particolare, che ancora lo caratterizza: quello di evangelizzare, di andare, di predicare, di annunciare il Vangelo e di "riparare" così in tal modo la Chiesa...Questa, caro Alessio, è la realtà anche se in giro ci sono tante idee falsate e poco approfondite e moltissimi pregiudizi! Se dunque desideri farti frate francescano e seguire san Francesco, questa è la via!! Non altre..!!! I frati francescani sono da sempre i migliori difensori della Santa Chiesa Cattolica Apostolica Romana in tutto (per quello che riguarda la dottrina, l'insegnamento, e perfino la liturgia), e per il resto (e che resto....!) nel cercare di riformare la Chiesa non attraverso crociate riformistiche o contrapposizioni protestanti, ma sull'esempio e con lo stile forte e amabile di san Francesco.
Naturalmente le titubanze e i dubbi che mi hai espresso non potranno impedirti di inziare un cammino di discernimento vocazionale, nella consapevolezza però anche di una necessaria formazione e di una tua conversione al riguardo e di una maggiore comprensione della realtà della Chiesa e del servizio del Papa. Purtroppo in questa nostra società assistiamo talvolta a molta ostilità e avversione verso di loro, anche perchè si presentano come voci sempre più scomode su vari temi (aborto, eutanasia, matrimoni gay, bioetica..) che invece la modernità propugna, ma non lasciarti ingannare! Il Vangelo infatti, come la legge naturale, restano sempre tali e non possono certo essere cambiati nè dal Papa nè dalla Chiesa e le persecuzioni e le incomprensioni sono parte del bagaglio di ogni credente.
Caro Alessio, ti ringrazio ancora per la fiducia e per avermi dato con la tua lettera l'opportunità di un approfondimento utile a molti giovani. Resto a disposizione nel proseguire questo nostro dialogo. Ti benedico e incoraggio. Buon Natale a te e alla tua famiglia. Al Signore Gesù sempre la nostra Lode! frate Alberto da Padova
Assisi: Benedetto XVI con la Comunità del Sacro Convento
dei Frati Minori Conventuali
custodi della Basilica e della tomba di San Francesco

DALLA REGOLA DI S. FRANCESCO (1223)
“Nel nome del Signore incomincia la vita dei frati minori
La regola e la vita dei frati minori e questa, cioè osservare il santo Vangelo del Signore nostro Gesù Cristo, vivendo in obbedienza, senza nulla di proprio e in castità. Frate Francesco promette obbedienza e ossequio al signor papa Onorio e ai suoi successori canonicamente eletti e alla Chiesa romana. E gli altri frati siano tenuti a obbedire a frate Francesco e ai suoi successori.”

Comincia cosi la Regola di San Francesco d’Assisi. Il serafico Padre Francesco ha l’ardente desiderio, per se e per tutti i suoi frati che in seguito verranno accolti nell’Ordine, che siano obbedienti e prestino ossequio al “signor Papa”. Sono dunque insiti nella spiritualità francescana l’obbedienza e la devozione e l'amore al successore di Pietro.


IL PICCOLO TESTAMENTO DI S. FRANCESCO (SIENA 1226)
« Scrivi che benedico tutti i miei frati, che sono ora in questa Religione e quelli che vi entreranno fino alla fine del mondo. E siccome, a motivo della debolezza e per la sofferenza della malattia, non posso parlare, brevemente manifesto ai miei frati la mia volontà in queste tre parole. Cioè:
* in segno e memoria della mia benedizione e del mio testamento, sempre si amino gli uni gli altri,
* sempre amino ed osservino nostra signora la santa povertà,
* e sempre siano fedeli e sottomessi ai Prelati e a tutti i Chierici della Santa Madre Chiesa. »

Il più noto Testamento di Francesco è quello redatto nelle settimane immediatamente precedenti la sua morte, probabilmente nel settembre del 1226. Accanto a questo più lungo e celebre testo, se ne conserva uno più breve, conosciuto come il Testamento di Siena, dettato dal Santo nella primavera dello stesso anno. Il Santo si trovava nella città toscana di Siena quando, a seguito di un prolungato sbocco di sangue, i compagni temetterò il peggio e gli chiesero di lasciare loro le sue "ultime volontà". Ed è significativo constatare come il Poverello, fra le pochissime ed essenziali indicazioni ai frati, evidenzi la fedeltà alla Madre Chiesa

Il Papa incontra  fra Cesar (libanese), della Custodia d'Oriente

3 commenti:

  1. Alessio carissimo, o segui i consigli di fra Alberto e ti fai andare bene tutta la famiglia e non solo san Francesco o non ti rimane che cercare un ordine francescano-protestante. Ce ne sono: uno è Luterano e uno Anglicano. Però penso che san Francesco non sia molto d'accordo con questa seconda opzione, visto che nella Regola fa scrivere, a proposito: "Se alcuni vorranno intraprendere questa vita e verranno dai nostri frati... I ministri poi diligentemente li esaminino intorno alla fede cattolica e ai sacramenti della Chiesa e se credono tutte queste cose...", solo allora può iniziare il percorso religioso. Con simpatia.

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  2. caro fra Alberto, sono Giovanni (22 anni)da torino. Sono rimasto schifosamente colpito da come i giornali hanno trattato il Papa dopo il suo messaggio per la Pace. Sono anadto a leggermelo per intero per capire..Scrive cose bellissime e ragionevolissime!! Certo che il movimento pro-matrimoni gay deve essere tanto forte.Ma c'è poco da pretendere: la natura è la natura e non si può stravolgere.Un matrimonio è solo fra un uomo e una donna e solo così si hanno dei figli, e solo così si ha un vero papà e una vera mamma! Non c'entra la religione, ma...la RAGIONE!! W Papa Benedetto!!!! ciao e Buona Natale da Giovanni.

    Scrivo sotto una parte del discorso che mi ha colpito. Così dice il Papa (troppo intelligente!):

    "Anche la struttura naturale del matrimonio va riconosciuta e promossa, quale unione fra un uomo e una donna, rispetto ai tentativi di renderla giuridicamente equivalente a forme radicalmente diverse di unione che, in realtà, la danneggiano e contribuiscono alla sua destabilizzazione, oscurando il suo carattere particolare e il suo insostituibile ruolo sociale.
    Questi principi non sono verità di fede, né sono solo una derivazione del diritto alla libertà religiosa. Essi sono inscritti nella natura umana stessa, riconoscibili con la ragione, e quindi sono comuni a tutta l’umanità. L’azione della Chiesa nel promuoverli non ha dunque carattere confessionale, ma è rivolta a tutte le persone, prescindendo dalla loro affiliazione religiosa. Tale azione è tanto più necessaria quanto più questi principi vengono negati o mal compresi, perché ciò costituisce un’offesa contro la verità della persona umana, una ferita grave inflitta alla giustizia e alla pace".

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    1. Grazie caro Giovanni!
      Purtroppo siamo in un tempo in cui la ragione è oscurata..la verità non è riconosciuta, il bene è scambiato con il male, la natura è stravolta e non si ha più occhi e intelligenza per semplicemente constatare quello che E'!!! "L'essere" è ormai sottomesso "all'io voglio"....al "sentire"...A noi cristiani ancora una volta proclamare la Verità. Buon Natale

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