sabato 1 dicembre 2012

Qualsiasi cosa!

Pace e bene,
cari fratelli e sorelle in Cristo.

Augurandovi un buon inizio di Avvento, vi sottolineo un atteggiamento interiore da coltivare in questo tempo di preparazione al Natale e in vista della realizzazione piena della vostra vocazione.
E' l'atteggiamento di disponibilità totale di Maria, nell'Annunciazione : "Eccomi sono la serva del Signore, si compia in me la tua parola."
E' l'atteggiamento di san Francesco davanti al Crocifisso di san Damiano: "Signore , cosa vuoi che io faccia?".
E' l'atteggiamento di tanti uomini e donne e giovani e anziani che in tal modo hanno dato un senso pieno alla propria esistenza, "immergendola" in Gesù: "per Cristo, con Cristo e in Cristo" (non preghiamo forse così nella S. Messa!??).
Vi propongo al riguardo la testimonianza vocazionale di una ragazza, Patti M., che proprio attivando questa disposizione interiore di totale disponibilità a Dio, sta scoprendo e reinventando la strada della propria vita.
Puoi provarci anche tu !
Al Signore sempre la nostra Lode.

frate Alberto di Padova

Dai il permesso a Dio di fare ciò che vuole della tua vita

TESTIMONIANZA DI PATTI

Nella mia vita l’espressione ‘qualsiasi cosa’ ha assunto un senso spirituale. Lasciate che mi spieghi.
Avete mai sentito parlare della preghiera del qualsiasi cosa?". L’ho domandato ad alcuni amici recentemente. Nessuno sapeva di cosa stessi parlando. E questo non è che mi abbia stupito. Vedete, ho coniato io stessa la formula...
Si tratta di un tipo di preghiera che lo Spirito Santo mi ha spinto a fare più volte in questi giorni; in tale preghiera io dico a Gesù: “Qualsiasi cosa tu voglia, io la voglio. Qualsiasi cosa tu scelga, io la scelgo. Qualsiasi cosa tu dica, io la farò. Qualsiasi cosa tu mi doni, io l’accoglierò. Qualsiasi cosa tu mi rifiuti, io accetterò questa decisione. Qualunque sia il tuo progetto, io me ne rallegrerò. Qualsiasi cosa, Signore. Qualsiasi cosa”.
Questo è un atteggiamento che i santi chiamano abbandono alla divina provvidenza o resa totale a Dio. Il mio direttore spirituale dice che un simile tipo di abbandono e di speranza fiduciosa in Gesù è preferibile allo scegliere una cosa oppure un’altra. Significa “dare a Dio il permesso”, per così dire, di fare con me ciò che vuole. Se io realmente permetto a Gesù di essere il Signore e Maestro della mia vita, allora devo essere pronta ad abbandonare la mia volontà per accogliere la sua volontà, i miei progetti per realizzare i suoi progetti, come pure i miei tempi per adeguarmi ai suoi. Quando avevo da poco ricevuto il battesimo nello Spirito Santo, avevo affisso una scritta sulla mia scrivania che diceva: resa incondizionata. Sapevo di avere bisogno di un costante promemoria riguardo a quello che la conversione a Gesù esigeva da me. È come firmare un assegno in bianco e consegnarlo a qualcun altro perché ne decida l’importo. C’è da prendere paura, non è vero?
Non proprio, perché il nostro Signore è così buono e gentile che arrendersi a lui è, allo stato attuale, la cosa più sensata e sicura che una persona possa fare. Quando ci abbandoniamo alla sua amorevole provvidenza, possiamo essere perfettamente tranquilli. Egli è Dio. Ogni cosa gli appartiene. E noi sappiamo quanta cura abbia del suo popolo, come dice Davide nel salmo: “Quanti prodigi hai fatto, Signore Dio mio, quali disegni in nostro favore: nessuno a te si può paragonare "(SaI 39,6).
Un mio saggio amico cristiano una volta mi disse: “Patti, non ci sono limiti a quello che Dio può fare nella vita di qualcuno che si abbandona completamente a Lui”. E questo è assolutamente vero. Basta che leggiate i Vangeli e lo potrete constatare. Un’umile vergine di nome Maria è diventata la Madre di Dio.
Un falegname di nome Giuseppe è divenuto il custode del Redentore. Simon Pietro, il pescatore, è diventato papa. Un esattore delle tasse come Matteo è divenuto un evangelista. Maria Maddalena, una prostituta, è stata la prima a dare l’annuncio della risurrezione di Gesù. Un persecutore di nome Saulo è diventato Paolo, l’apostolo delle genti. E la lista potrebbe continuare.
Chiunque si arrenda incondizionatamente, che firmi l’assegno in bianco, che si abbandoni alla divina Provvidenza, che preghi quella preghiera, sarà trasformato addirittura al di là delle sue più rosee aspettative. Un’antifona della liturgia delle ore recita: “Arrenditi a Dio, ed Egli farà qualsiasi cosa per te”. Qualsiasi cosa!
Forse lo Spirito Santo mi ha fatto ricordare l’importanza dell’abbandono alla volontà di Dio perché questi sono tempi davvero critici per la Chiesa. Il Signore ha bisogno di un popolo che si arrenda a lui, attento alla sua voce, e che desideri fare qualsiasi cosa Egli comandi.
Lo Spirito Santo aleggia sopra di noi e ci incoraggia ad abbandonarci completamente a Dio. Diciamo con tutto il cuore: “Qualsiasi cosa, Signore, qualsiasi cosa”, ed osserviamo con attenzione ciò che farà.
Dopo aver parlato al nostro gruppo della preghiera del ‘qualsiasi cosa’, una donna mi disse di aver formulato una petizione silenziosa al Signore. Consisteva di due sole parole, ma diceva tantissimo... “qualsiasi cosa”. E voi, siete in grado di arrendervi a Dio in questo modo?

Patti Mansfield


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