lunedì 10 dicembre 2012

Magica Assisi al campo vocazionale

Cari amici,
di ritorno da Assisi con alcuni giovani "in ricerca", al termine del corso vocazionale dell'Immacolata (6-9 dicembre),  il cuore non può che gioire per i tanti doni ricevuti. La città del Poverello, il Sacro Convento, la Basilica di San Francesco, ci hanno accolto con la loro bellezza davvero magica, anche per la neve che ha imbiancato e tutto reso ancor più suggestivo, quasi anticipando per noi uno spicchio di Natale!.
Ma, se la poesia, non poteva mancare, forte è stato soprattutto l'incontro che i giovani in cammino vocazionale hanno potuto fare con il Signore Gesù e il suo servo San Francesco. Alcuni momenti sono stati al riguardo particolarmente intensi: come la veglia alla tomba di san Francesco,  l'adorazione davanti al Crocifisso di san Damiano, la preghiera condivisa con i Novizi, la rflessione sul Vangelo dell'Annunciazione ( che riporto di seguito), la fraternità e lo scambio con la numerosa comunità francescana del Sacro Convento. Ora riprende per questi giovani, un cammino di discernimento più piano e quotidiano e forse anche più vero (Assisi infatti  sempre sa sedurre!). Sono certo però che quanto vissuto costituirà una tappa fondamentale per meglio comprendere la volontà del Signore nella loro vita . A ciascuno ( Luca, Andrea, Stefano, Massimo, Beniamino, Carlo, Istriano,....non posso che non ripetere una parola spesso pronunciata in questi giorni: FIDATEVI...non abbiate paura a pronunciare, come Maria, il vostro Sì'!.
Al Signore sempre la nostra Lode.

frate Alberto di Padova

Assisi magica: Basilica di S. Francesco e Sacro Convento

COMMENTO-LECTIO VOCAZIONALE
AL VANGELO DELL'ANNUNCIAZIONE
 Luca 1,26-38
Assisi: Immacolata 2012

VANGELO
Nel sesto mese, l'angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nazaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, chiamato Giuseppe. La vergine si chiamava MARIA. Entrando da lei, l’angelo disse:“Ti saluto, o piena di grazia, il Signore è con te”.(«Rallegrati, piena di grazia: il Signore è con te!» = CEI 1997). A queste parole ella rimase turbata e si domandava che senso avesse un tale saluto. L'angelo le disse: “Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ecco concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e chiamato Figlio dell'Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine”. Allora Maria disse all'angelo: “Come è possibile? Non conosco uomo”. Le rispose l'angelo:
“Lo Spirito Santo scenderà su di te, su te stenderà la sua ombra la potenza dell'Altissimo. Colui che nascerà sarà dunque santo e chiamato Figlio di Dio. Vedi: anche Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia, ha concepito un figlio e questo è il sesto mese per lei, che tutti dicevano sterile: nulla è impossibile a Dio”. Allora Maria disse: "Eccomi, SONO LA SERVA DEL SIGNORE, avvenga di me quello che hai detto".
E l'angelo partì da lei.

APPROFONDIMENTO DEL  TESTO 
V.26 « Nel sesto mese, l'angelo Gabriele fu mandato da Dio…»
● Dio prende l'iniziativa! E' Lui che sceglie Maria fra tutte le fanciulle d'Israele, è Lui che le invia il suo messaggero.
► Ecco una prima legge costante dell'agire di Dio: ogni chiamata/vocazione è sempre frutto dell'amore libero, gratuito e preveniente di Dio. Così fu anche la chiamata di Abramo, di Mosè, di tutti i profeti. Così la chiamata di Maria. Alle volte si può avere l'impressione di essere noi a porci “in ricerca” di Dio. Ma non è mai così: è sempre Dio che fa il primo passo. Se noi lo cerchiamo è perché lui, per primo, suscita in noi il desiderio di incontrarlo (forse ne è la prova anche il fatto che siamo qui). Di fronte a un Dio che si comporta così, che mantiene sempre l'iniziativa, c'è posto soltanto per la disponibilità, l'accoglienza e il ringraziamento : le qualità di Maria che possiamo imitare.
● Chissà quante volte è già successo questo! Quante volte sono stato scelto e visitato, forse senza che io vi facessi attenzione. Ricordo qualche momento particolare nella mia vicenda di vita ( e vocazionale) in cui posso dire di essere stato visitato/toccato dal Signore? Come l’ho accolto? Come ho risposto?(fuga, paura, dubbi..stupore.ascolto.) L’annuncio di Dio, il suo angelo, entra anche oggi , adesso, nella mia vita; sta davanti a me e vuole dirmi qualche cosa. Sono pronto a riceverlo, a fargli spazio, ad ascoltarlo con attenzione? Lui è qui, che mi ha trovato, che sta parlando al mio cuore. Cosa decido di fare? Rimango o fuggo via? Mi metto le cuffie del CD player? Accendo il PC? Mando un SMS a qualcuno? Oppure apro la porta e mi siedo proprio davanti a Lui, faccia a faccia con Lui? Sono disposto, oggi, a questo incontro personale con il Signore che mi vuole parlare?

V. 27 «La vergine si chiamava MARIA »
● Maria è una fanciulla ebrea, che conduce una vita normale nella più semplice quotidianità, una vita che ad occhi superficiali per nulla si distingue da quella di tutte le altre ragazze della sua età. Come ogni pio ebreo attende il Messia. Le Scritture le conosce veramente bene. L'angelo, rivolgendole il messaggio di Dio, usa un linguaggio pieno di reminiscenze bibliche, e Maria lo comprende. E’ un linguaggio che le è familiare. Maria vive a Nazareth, un paese sconosciuto e senza importanza, al punto che l'Antico Testamento non lo nomina neppure una volta. Il suo promesso sposo, è un falegname. Una storia quotidiana , quasi banale. E’proprio questa fanciulla, semplice e sconosciuta, che Dio sceglie per farne la madre del Messia.
► Da qui una seconda considerazione per noi: Dio non segue le valutazioni degli uomini per chiamare qualcuno, anzi! Gli uomini giudicano secondo criteri terreni (di forza, di potere, di autosufficienza). La legge di Dio invece è l'amore gratuito e il suo agire è mosso da uno sguardo più profondo, che rifugge la superficialità e l’apparire, ma guarda alla disponibilità del cuore, all’umiltà…alla verità di noi stessi.
● In questa situazione di Maria siamo invitati ad uno sguardo positivo su noi stessi, il nostro ambiente famigliare, la nostra storia; per quanto normale e forse “banale”; per quanto segnato anche da mediocrità…e ferite! Questa è storia amata e conosciuta da Dio e in questa mia storia il Signore vuole entrare . Ripenso ai molti doni ricevuti…gratis da Lui e da tante persone di cui rivedo ora i volti, i gesti. Affido al Signore anche le inevitabili sofferenze, incomprensioni, piaghe…: anche tutto questo è Provvidenza e segnato dalla Sua presenza! Chiedo a Signore di stare davanti a Lui e nella mia vita “in verità”, allontanando ogni finzione e apparire o falsità.

V. 28 Entrando da lei, [l’angelo] disse:“Ti saluto, o piena di grazia, il Signore è con te”. («Rallegrati, piena di grazia: il Signore è con te!»)
● Secondo il testo greco, la prima parola dell'angelo non è un semplice saluto, ma è un riconoscimento estasiato dalla bellezza di Maria , la “piena di Grazia”, la ripiena di Dio. E’ quindi un un invito alla gioia, alla letizia. È la gioia per il Signore vicino, per il compimento delle antiche promesse. Dio sceglie Maria per una missione. Ma prima, la invita alla gioia.
► Terza considerazione vocazionale: Le chiamate di Dio sono prima di tutto una chiamata alla “pienezza in Lui” e alla “gioia”. La vocazione infatti ha a che fare con il SENSO pieno dell’esistenza, ci svela la nostra piena identità, CHI SIAMO veramente. E solo quando il Signore ci riempie, sperimentiamo la pace del cuore, la fine di quel vuoto e di quella noia che spesso ci assale!
● Davvero un annuncio sconcertante; Dio mi parla di gioia, di grazia, di presenza. Tutte cose che io sto cercando da tanto tempo, da sempre. Chi potrà mai farmi felice veramente? Chi potrà salvarmi dalla solitudine con la sua presenza guaritrice? Mi raggiunge il ricordo di tanti miei tentativi di trovare felicità: l’amore, la sessualità, il divertimento, lo sport, la velocità, il look, l’impiego importante…lo studio. Quante illusioni ho anche sperimentato! Per un po’ funzionava, poi crollava tutto. Oggi, qui, il Signore mi sta proponendo una gioia diversa, una grazia piena, una presenza assoluta. Solo Lui può fare questo, può dire queste parole con verità. Decido di fidarmi? Voglio fidarmi della Sua felicità, della Sua presenza? Cosa (peccati particolari..vizi..abitudini.) o chi (relazioni..affetti..legami) mi impedisce di fargli spazio ?

V. 29 A queste parole ella rimase turbata e si domandava che senso avesse un tale saluto.(cfr anche v 34)
● Le resistenze, i turbamenti, le tentazioni appartengono alla dinamica della chiamata. Il fatto che perplessità e interrogativi ricorrano di norma nei racconti biblici di vocazione significa che il dubbio in se stesso non è deviazione colpevole, ma è una tappa di discernimento necessaria.
► Quarta regola vocazionale: Dio interpella una libertà, e una libertà responsabile. Lui ti rivolge un invito , ma questo non ti esime dalla tua fatica, da un discernimento non scontato né facile. Tuttavia, il dubbio non deve restare la nostra ultima parola: il dubbio permanente finisce per tarpare le ali della fede e paralizza le possibilità di una risposta generosa al Signore.
● Ripercorro con la mente ed il cuore, le mie paure, i miei tentennamenti, i miei dubbi, i miei tanti interrogativi…Li affido a Maria, giovane donna umile e …forte !

V. 30 L'angelo le disse: “Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio”. (Cfr V.28 : il Signore è con te”. Cfr. V.37. nulla è impossibile a Dio ).
● Il cammino che Maria è chiamata a intraprendere accanto al Figlio Gesù è un cammino difficile. Ma c'è una sicurezza: «Il Signore è con te…non temere». Dio non toglie le difficoltà, ma si fa presente nelle difficoltà. Dio non si limita ad affidarci un compito: cammina con noi per svolgerlo.
► Quinta considerazione vocazionale: Quando il Signore chiama e ti suggerisce una strada, ti concede anche la forza e il sostegno per intraprenderla: non ti abbandona, ma cammina con te!
● Fidati…non temere…il Signore è con te..nulla è impossibile a Dio..: parole così semplici, così luminose, dette dall’angelo a Maria, che sprigionano una forza onnipotente. Mi rendo conto che basterebbero, da sole, a salvarmi la vita, a risollevarmi da qualunque caduta e abbassamento, da qualunque smarrimento. E’ il Padre che me le ripete perché Lui è con me, non mi abbandona, non mi dimentica, non mi lascia in potere dei nemici. Maria sa ascoltare in profondità questa parola e sa credervi con fede piena, con assoluto abbandono e mi invita a credere con Lei. Voglio FIDARMI del Signore..o ancora nel mio cuore in fondo penso, che così..resterò..fregato?!

V. 31 Ecco concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù.
● L’angelo svela a Maria la sua missione. Maria è chiamata ad essere madre, madre di quel Figlio, e in Lui di tutti gli uomini. Ma è una missione che essa scoprirà gradualmente nel corso della sua vita, fino ad afferrarne completamente il senso solo ai piedi della croce di Gesù.
► Sesta regola vocazionale: la chiamata religiosa è sempre e solo in vista di Gesù. Lui, siamo chiamati a concepire, a generare, a nominare , lodare, invocare, far conoscere, amare..Questo è il nostro Natale quotidiano!
● Capita talvolta di assistere a qualche “inquinamento” vocazionale, dove i motivi di una scelta e di un desiderio sono anche "altri" da Gesù: fuga dal mondo, incapacità relazionali, voglia di sicurezze, ricerca estetica (l’abito, il chiostro..), sogni di grandezza o di realizzazione personale (farò questo o quello..) . Chiedo a Maria di purificare i miei desideri e le mie intenzioni per guardare SOLO a GESU’.

V. 38 Allora Maria disse: "Eccomi, SONO LA SERVA DEL SIGNORE, avvenga di me quello che hai detto".
● L'angelo l'ha chiamata "piena di grazia", e Maria chiama se stessa "serva". Piena di grazia e serva: in questi due nomi è racchiuso tutto il progetto di Dio, tutta l'esistenza cristiana. Tutto ciò che sei e che hai è dono di Dio (grazia), di conseguenza tutto ciò che sei e che hai deve farsi dono (servizio). La chiamata di Dio è stata da Maria accolta e vissuta secondo questo schema semplicissimo: grazia e servizio. Delicato ed attento il primo gesto di Maria dopo l’annuncio dell’angelo: visita la cugina Elisabetta
► Settima regola vocazionale: Un’autentica chiamata del Signore, non mira principalmente alla nostra autorealizzazione (io basto a me stesso!), ma chiede l’abbandono alla volontà di Dio, chiede un SI’! Sempre ha come stile il servizio, il donarsi, la condivisione di quanto ricevuto!
● Anche a me oggi il Signore dice: “Hai trovato grazia ai miei occhi”. Grazie Signore: Sento che sono importante, unico, desiderabile, degno ai tuoi occhi . Mi lascio raggiungere fino in fondo da questa Parola; mi ripeto all’infinito che io ho trovato grazia presso Dio, come Maria. Lo ringrazio! Passo in rassegna anche i tanti DONI ricevuti.. Lo Ringrazio..! Gli chiedo, come Francesco, di mostrarmi la missione che ha in serbo per me: “Signore cosa vuoi che io faccia?”
● Eccomi…: Rimango sconvolto dalla ricchezza di presenza che sento in questo “Eccomi!”; non devo sforzarmi molto per ricordare le innumerevoli volte in cui Dio stesso per primo l’ha pronunciato, l’ha ripetuto. Lui è l’Eccomi fatto persona, fatto fedeltà assoluta, incancellabile. Dovrei solo mettermi sulla sua onda, solo trovare le sue impronte nella polvere della mia povertà, del mio deserto; dovrei solo accogliere questo suo amore infinito che non ha mai smesso di cercarmi, di starmi appresso, di camminare con me, dovunque io sia andato. L’Eccomi è già stato detto e vissuto, è già vero. Quanti prima di me e quanti anche oggi, insieme a me! No, non sono solo. Faccio ancora silenzio, mi pongo ancora in ascolto, prima di rispondere…“Eccomi eccomi!” (Is 65, 1) ripete Dio; “Eccomi, sono la serva del Signore” risponde Maria; “Ecco, io vengo per fare la tua volontà” (Sal 39, 8) dice Cristo…E io..cosa dico?

La Verna: tappa "obbligata" lungo il viaggio verso Assisi

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