mercoledì 14 novembre 2012

Vocazione e martirio

Pace e bene cari amici,
cari giovani in ascolto del Signore e della sua chiamata: possa Egli ogni giorno mostrarvi sempre di più la vostra Vocazione nella Chiesa e per il mondo. Noi francescani ricordiamo oggi alcuni frati uccisi per la fede. Si tratta di fra Nicola Tavelich e compagni. Nicola nacque intorno al 1340 a Sebenico, in Dalmazia. Fu prima missionario in Bosnia, quindi nel 1381, partì per la Palestina. Con i confratelli Stefano da Cuneo, Pietro da Narbonne e Deodato da Ruticinio, preparò un discorso in difesa della fede cristiana, che pronunciò dinanzi al Cadì di Gerusalemme. Invitati tutti a ritrattare quanto avevano affermato, essi rifiutarono decisamente, e per questo furono messi a morte. Il loro martirio avvenne il 14 novembre 1391, dopo orrende torture e sevizie.
 

Persecuzioni, martirio,..?? Cose che sembrano lontane oggi...In realtà, essere cristiani continua ad essere in tante parti del mondo motivo di odio, e anche qui in occidente, nei nostri paesi europei di antica cultura cristiana, proclamarsi credenti non è certo "politicamente corretto" e sempre di più sta diventando occasione di dileggio, emarginazione e fonte di contrasti. Proclamare il Vangelo e la verità di Dio e dell'Uomo porta ormai a cozzare, in una dura battaglia, contro l'ideologia ateo-nihilista (non c'è Dio nè alcun valore ultimo o riferimento o verità) e individualista (è la tirannia dell'IO)...Del resto il Signore Gesù ha annunciato ai suoi fedeli "odio e persecuzioni"...pagando Lui stesso in prima persona.. Ma non mancano segni speranza! Il Signore mai ci abbandona...e tanti credenti, anche fra i giovani, continuano ad essere seme buono, lievito e luce per questa nostra società in dissoluzione..

Vi segnalo oggi uno stupendo video , dei nostri confratelli francesi, i Frati francescani (minori conventuali) di Narbonne. Come forse saprete, in Francia, i frati si trovano ad operare in un contesto alquanto scristianizzato e spesso ostile ai credenti e ai valori della fede (vedi recenti leggi che intaccano la sacralità del matrimonio) . Eppure...questo non impedisce ai figli di San Francesco, di dare una forte testimonianza, annunciando il Vangelo con la loro semplice e alternativa scelta di vita. Anche in Italia, come dicevo sopra, ci stiamo avviando ormai rapidissimamente ad una situazione analoga se non peggiore..
C'è dunque qualcuno che vuole giocarsi la vita per Gesù e il suo Vangelo? Chi "riparerà la casa che sta andando in rovina"? San Francesco lo fece nel suo travagliato tempo! Oggi il Signore chiama anche te.
A Lui sempre la nostra Lode. frate Alberto da Padova

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