sabato 13 ottobre 2012

Pellegrini nel deserto

Cammino di Santiago: pellegrino nella meseta

Pace e bene a tutti voi cari giovani amici.
Giovedì 11 ottobre, il Papa ha aperto l'Anno della Fede  ricordando anche i 50 anni dal Concilio Vaticano II. Nella sua stupenda omelia Benedetto XVI ha spiegato che se oggi la Chiesa propone un Anno della Fede e la necessità di una Nuova Evangelizzazione soprattutto per le nostre terre di antica e stanca cristianità, "non è per onorare una ricorrenza, ma perché ce n’è bisogno, ancor più che 50 anni fa! In questi decenni infatti- afferma il Papa - è avanzata una «desertificazione» spirituale. Che cosa significasse una vita, un mondo senza Dio, al tempo del Concilio lo si poteva già sapere da alcune pagine tragiche della storia, ma ora purtroppo lo vediamo ogni giorno intorno a noi. E’ il vuoto che si è diffuso. Ma è proprio a partire dall’esperienza di questo deserto, da questo vuoto che possiamo nuovamente scoprire la gioia di credere, la sua importanza vitale per noi uomini e donne. Nel deserto si riscopre il valore di ciò che è essenziale per vivere; così nel mondo contemporaneo sono innumerevoli i segni, spesso espressi in forma implicita o negativa, della sete di Dio, del senso ultimo della vita. E nel deserto c’è bisogno soprattutto di persone di fede che, con la loro stessa vita, indicano la via verso la Terra promessa e così tengono desta la speranza. La fede vissuta apre il cuore alla Grazia di Dio che libera dal pessimismo. Oggi più che mai evangelizzare vuol dire testimoniare una vita nuova, trasformata da Dio, e così indicare la strada".
Il Papa quindi, facendo riferimento anche all'esperienza del pellegrinaggio sul Cammino di Santiago così ha proseguito: "Come mai tante persone oggi sentono il bisogno di fare questi cammini? Non è forse perché qui trovano, o almeno intuiscono il senso del nostro essere al mondo? Ecco allora come possiamo raffigurare questo Anno della fede: un pellegrinaggio nei deserti del mondo contemporaneo, in cui portare con sé solo ciò che è essenziale: non bastone, né sacca, né pane, né denaro, non due tuniche – come dice il Signore agli Apostoli inviandoli in missione (cfr Lc 9,3), ma il Vangelo e la fede della Chiesa, di cui i documenti del Concilio Ecumenico Vaticano II sono luminosa espressione".
Ed allora cari amici in rierca della vostra strada, del vostro cammino di vita e vocazionale,..coraggio: lasciatevi "tormentare" e inquietare dalle parole del Papa! C'è bisogno di evangelizzare questo nostro mondo inaridito, c'è bisogno di andare per strade aspre e insterilite, c'è bisogno di incontrare Gesù e di parlare di Lui, c'è bisogno di mostrarlo e testimoniarlo, perchè solo in Lui e da Lui viene il Senso profondo dell'esistenza per ogni uomo.
Se vorrete accogliere questo invito ad essere testimoni di Gesù nei deserti contemporanei, non farete altro che rinnovare l'esperienza di San Francesco, che nel 1200, ascoltò egli pure un appello da parte del Crocifisso di san Damiano che gli trafisse il cuore: "Va e ripara la mia casa..che come vedi cade in rovina" .  Francesco non si sottrasse a questo appello del Signore e intraprese da allora la via della santità!
Ora tocca anche a te chiederti cosa vuoi fare della tua vita!

Sequela
Ricordo poi che oggi pomeriggio (sabato 13 ott.)  e domani si svolge il primo Week end del Corso Vocazionale del Gruppo San Damiano a Brescia (per il Nord Italia). A ciascuno di voi chiedo una preghiera per i giovani che hanno deciso di mettersi in gioco, di lasciarsi interpellare, di lasciarsi inquietare dal  Signore che ha sussurrato al loro cuore: "se vuoi..seguimi...vieni e vedi".
Il Signore vi bendica. A Lui sempre la nostra Lode. Frate Alberto da Padova

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