martedì 3 luglio 2012

Sulla purezza

Pace e bene a voi cari amici, "in ricerca" della vocazione del Signore per la vostra vita; pace e bene a voi cari giovani che volete trovare "il senso" più profondo e appagante per la vostra esistenza.
Vi propongo di seguito alcuni pensieri di Giulio, un giovane amico di 19 anni, alle prese in questi giorni, come tanti suoi coetanei con gli esami di maturità. Giulio scrive sulla PUREZZA: un atteggiamento, una virtù, un modo di interpretare noi stessi e gli altri niente affatto scontato ormai anche per molti credenti . Anzi, parlarne è diventato politicamente scorretto, è "vecchio", è stupido e retrogrado, è integralista.
Eppure... eppure..., la purezza è acqua limpida, è aria di montagna, è il sorriso di un bambino, è la delicatezza di un fiore, è la forza e la fedeltà di un amico...La purezza:  porta che consente uno sguardo libero sulle cose e sul prossimo; via di accesso privilegiata per fissare i nostri occhi in quelli di Dio. Il celibato dei religiosi e dei sacerdoti ne è intimamente legato e dunque non meravigli se esso soffre delle medesime acerrime incomprensioni da parte di questo nostro tempo. Ma..vi lascio alle parole di Giulio! Vi benedico. frate Alberto.

“Le due ali per volare in Paradiso sono la purità e l'umiltà”
SULLA PUREZZA
Se ai tempi della nonna non era affatto conveniente parlare di sesso, pare oggi un tabù anche solo citare parole come: purezza, castità o verginità. Guai!
Se un tempo certi discorsi anche solo un tantino spinti infastidivano e colorivano il viso delle pudiche giovinette, oggi ad infastidire noi è proprio ciò che portava loro a rifiutare certi argomenti.
Non è forse vero? Non siamo forse presi da una sgradevole sensazione di fastidio e di imbarazzo quando qualcuno ci parla di castità o (peggio ancora) di verginità?
Ma perché questa spaventosa inversione di poli?
Credo che la risposta stia nel come siamo ormai indotti a percepire queste espressioni. Mi spiego: purezza, castità e verginità ci fanno ora semplicemente tanta paura. E per questo siamo portati ad evitarle o a rifiutarle, un po’ come accade quando qualcuno o qualcosa ci ricordano che dobbiamo morire: preferiamo allontanarci e non pensarci.
Il fatto è che, purtroppo o per fortuna, la purezza possiamo snobbarla, ma la morte no, e credo che questo sia da prendere in seria considerazione anche in vista di una riflessione sul come relazionarci con la prima…
La società contemporanea che si nutre, come è noto, di materialismo e di edonismo non può che essere indotta a presentarci la purezza come un mostro o come un relitto medievale da cui tenersi “prudentemente” lontani ai fini di una nostra salvaguardia psico-fisica.
“Vuoi essere puro? Hai per la testa questa strana perversione? Sai cosa ti dico? Oltre ad essere un pazzo, sei anche un masochista! Ma goditi sta vita, fin che puoi!”
Questo, in sintesi, è un po’ il messaggio con cui noi giovani post-moderni siamo martellati dai media. Alla base di tutto vi è la dirompente (ma palesemente contraddittoria) cultura relativista: non esiste una Verità, non esiste una morale, non esiste un’etica e avanti così… non esiste questo, non esiste quello, senza accorgersi che in realtà… è il solo relativismo a non poter esistere!
Ora, vi sarete forse domandati: ma cos’è la Purezza? Beh, avete fatto bene! Talvolta l’intelligenza di una persona la si riconosce più dalle domande che dalle risposte. E questa, mi pare sia una domanda intelligente. Sulla risposta però non vi assicuro nulla…
Per quanto possa valere la mia definizione, ritengo che la Purezza si possa definire in tre modi; ma attenzione: l’uno non esclude l’altro.
Ora, penso che la Purezza sia anzitutto un’espressione di obbedienza e di riconoscenza a Dio che, a sua immagine e somiglianza, ha reso ciascuno di noi “Tempio dello Spirito Santo”.
Forse ci domandiamo cosa Dio ci trovi d’interessante nel vivere in noi. Probabilmente il fatto che siamo suoi figli, immagini vive della sua presenza. E forse Gli basta…
Credo che la Purezza sia poi una sana forma di rispetto nei confronti di noi stessi e della nostra corporeità. Nei confronti - ora sì - di quell’integrità “psico-fisica” cui sopra facevo riferimento, perché l’impurità… destabilizza, confonde e ammala! E’ secondo me controproducente scaricare il peccato di impurità di ogni responsabilità perché tanto non fa del male ad alcuno, non viola i diritti e la libertà degli altri, eccetto, si dice, che si tratti di violenza o di stupro. E’ controproducente perché qualsiasi sopruso, abuso o impudicizia, dovunque e da chiunque venga commesso, contamina l'ambiente spirituale dell'uomo, deforma e stempera il concetto stesso di morale, soffoca il gemito della coscienza e crea quella che Paolo definisce “la legge del peccato”. E la prima vittima di tutto non può che poi essere la famiglia.
E infine penso che la Purezza rappresenti un nobile e altrettanto delicato omaggio nei confronti di quella sola donna (parlo ovviamente per noi ragazzi, ma la cosa è reciproca) alla quale un giorno fede e amore ci uniranno in un sacro vincolo di eterna fedeltà. Non credo lei possa ricevere dono e delicatezza maggiore!
Ora forse non conosciamo nemmeno la donna che un giorno sposeremo, ma è come se già la rispettassimo. E’ come se già la guardassimo negli occhi senza dover mentire, senza doverci ingannare, senza doverci pentire.
Non vedo altro modo, tanto luminoso e responsabile quanto questo, per vivere la Purezza al meglio e per coltivarla con perseveranza e fortezza: “E’ dal cuore puro - scrive Madre Teresa - che sboccia il miracolo dell’Amore. Più si abbassa il livello della purezza e più diminuisce l’Amore nel mondo. Senza Purezza non si è più capaci di relazioni autentiche, di relazioni luminose, nel rapporto educativo, nel rapporto dell’amicizia, nel rapporto coniugale: la Purezza è il terreno nel quale sboccia l’autentico Amore”.
Di fronte a “quest’immondo mondo” tocca a noi giovani trovare la forza di liberarci dalle catene dell’impurità, dalle seduzioni di questo sporco parassita che sperpera ed esaurisce le nostre energie fisiche, intellettuali e spirituali. Dobbiamo trovare la forza, come scriveva Eliot, di essere duri là dove gli altri sono teneri. Dobbiamo trovare il coraggio, come ha fatto Gesù e come hanno fatto le sue schiere di uomini e donne timorati e volenterosi, di andare controcorrente e di opporci alla relativistica (quindi opportunistica) logica dominante. Andare d’accordo con tutti, somministrando misericordia, non crediate sia certo un vanto! Pare piuttosto un impuro e scaltro silenzio travestito da dialogo!
Questo mondo ci impone "l’usa e getta”, ma Gesù ci ha insegnato a custodire e a donare; certo, e noi ragazzi lo sappiamo, costa fatica, ma ci assicura la cosa più preziosa al mondo, ovvero la possibilità di accostarci a Dio: «Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio». E non lo vedremo solo una volta lasciato questo mondo, ma già ora! Già ora: lo vedremo nel creato, negli occhi e nel volto di nostra moglie, nel nostro stesso cuore.

1 commento:

  1. Grazie Giulio... da parte di una ragazza che, sfortunatamente non ha capito queste cose per tempo...e che ha regalato il suo corpo nella ricerca dell' "amore" senza neanche chiedersi cosa fosse davvero l'amore. Grazie a Dio, nella maturità l'ho scoperto, ed oggi - a 28 anni - non posso che condividere quanto tu hai scritto e rinforzarlo testimoniando che nel sesso pre-matrimoniale noi cerchiamo riconoscimento, intimità, comunione... ma questo può darlo solo l'Amore di un compagno/a per la vita e, soprattutto, di Dio. Ti porto nelle mie preghiere. Un abbraccio...purissimo ;) Giada

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