sabato 7 luglio 2012

P. Massimiliano Kolbe e P. Girolamo Biasi - L'amicizia di due santi

Pace e bene a voi tutti
cari giovani amici in ricerca e in ascolto della vocazione del Signore per la vostra vita. Ho ricevuto nei giorni scorsi  la lettera di un ragazzo che mi chiedeva di parlare nel blog di una stupenda figura di frate, il "Servo di Dio" P. Girolamo Biasi, amico fraterno di P. Massimiliano Kolbe il francescano conventuale martire ad Auschwitz. Sono davvero felice di accogliere questo invito che mi consente di farlo conoscere anche a molti altri ragazzi miei lettori, additandolo come esempio e protettore. P. Girolamo vi incoraggi nel donarvi totalmente al Signore.Vi benedico. frate Alberto

LETTERA DI (...) : P. Girolamo Biasi mi ha aiutato nella scelta francescana
Caro frate Alberto, sono (...) un giovane di 22 anni. Quest'anno, dopo molti tentennamenti ho deciso finalmente di intraprendere un cammino di discernimento con i frati francescani conventuali, suoi confratelli, della mia regione (...): un cammino bellissimo di cui ringrazio il Signore. Se Lui vorrà, dopo gli esercizi spirituali ad Assisi, entrerò in Postulato...preghi per me! Nel percorso di questi mesi mi è stato consigliato l'approfondimento della vita di alcune figure di frati e santi dell'Ordine Conventuale. In particolare mi ha appassionato la storia di  P. Massimiliano Kolbe, che in parte già conoscevo. Accanto a questa figura straordinaria e universalmente conosciuta, ho potuto però avvicinare e approfondire  la vicenda di vita di un fraterno amico di P. M.Kolbe: P. Girolamo Biasi . Lei certamente lo conosce! Sarebbe bello se ne parlasse nel suo Blog (...), potrebbe aiutare tanti giovani nella scelta francescana così come ha aiutato tanto me. Grazie per il suo prezioso e utilissimo Blog.


P. GIROLAMO BIASI 
Frate Minore Conventuale (1897-1929)
"mettimi sull’altare, accanto al pane e al vino".

La giovinezza e la scelta della vita religiosa
Girolamo Biasi nacque a Sfruz, piccola borgata della val di Non, il 7 dicembre 1897. Il giorno seguente, Solennità dell’Immacolata, fu battezzato con il nome di Arcangelo. Crebbe in una famiglia molto povera insieme a numerosi fratelli, nello stupendo scenario trentino di monti, prati e boschi.
Girolamo era un ragazzo allegro, gioioso, semplice, amante della vita, dotato di viva intelligenza e di una splendida voce con la quale rallegrava spesso i suoi compagni. A soli dodici anni, volle entrare nel collegio dei Frati Minori Conventuali di Camposampiero (Padova) intraprendendo il cammino della vita religiosa.
Il 4 ottobre 1915 divenne «fra Girolamo» con il desiderio di percorrere la via stretta del Vangelo verso la santità. Nel suo diario scriveva: «Voglio farmi santo e grande santo e presto santo, perché questo è ciò che Dio vuole da me».

Gli studi a Roma e l'amicizia con P. Kolbe

Fu inviato a Roma, al Collegio Serafico Internazionale, dove visse il periodo della prima guerra mondiale, impegnato nello studio al Laterano dove si laureò. In quegli anni di scontri e tensioni, pregò per la pace, affidando all’Immacolata il suo servizio e consacrandosi a lei, insieme a padre Massimiliano Kolbe, suo carissimo fratello e intimo amico. Padre Girolamo e Padre Kolbe erano effettivamente grandi amici ed appartenevano al gruppo di sette frati che avevano fondato il movimento della “Milizia dell’Immacolata”. P. Kolbe lo ebbe affezzionato confidente e quando a lui si ricordava padre Girolamo Biasi egli aveva un sussulto: "La Milizia" - egli disse una volta - "deve molto, molto, al p. Girolamo  Biasi ". L'atto significativo di p. Massimiliano, che sulla tomba di Padre Girolamo a Camposampiero prese consiglio prima di recarsi a fondare la "Città dell'Immacolata" nel Giappone, è più eloquente di ogni elogio commemorativo.
Ordinato Sacerdote - malato di tubercolosi
Nel cuore portava il desiderio di essere sacerdote, ma i piani del Signore erano diversi: dovette interrompere gli studi e tornare a Camposampiero, malato di tubercolosi. Nonostante mesi di paziente attesa, fu ordinato il 16 luglio 1922 nella chiesa dei Carmini a Padova. Poche settimane più tardi, iniziò la sua salita al calvario. Come frumento macinato dalla sofferenza, divenne pane fragrante per il mondo: il suo sacerdozio vissuto nell’immobilità e nell’inazione, risponde pienamente alla sua chiamata sacerdotale. Ogni giorno fra Girolamo metteva la propria vita nelle mani del Signore, chiedendogli di poter essere anche lui vittima immolata per la vita dei fratelli.
Gli anni della sofferenza
Sette lunghi anni trascorsi da un ospedale all’altro, tra Venezia, S. Pietro di Barbozza, Cherso, Pola, Pirano, Camposampiero. Nel suo cammino carico di sofferenza, seppe tener viva la fiamma della speranza, accettando la volontà di Dio, se pur desiderando la guarigione per poter lavorare nella vigna del Signore. In mezzo alla sofferenza, riuscì a donare serenità e letizia ai frati e ai malati incontrati nei diversi ospedali, nonostante la più completa inattività e la solitudine a cui fu condannato. In quel suo letto di sofferenza, fra Girolamo pregava offrendo così, in modo eroico, il suo servizio sacerdotale.
La morte a soli 32 anni: una vita offerta per il mondo
Il 20 giugno 1929 morì all’ospedale di Camposampiero con il sorriso sulle labbra. Aveva solo 32 anni !Un’esistenza apparentemente inutile, vissuta nel nascondimento, nella piccolezza e nella sofferenza: una vita, quella di fra Girolamo, posta totalmente nelle mani del Signore, come offerta «accanto al pane e al vino» per la vita del mondo. Eco viva di un cammino segnato non dalle molte cose, ma dalla semplicità di un si, nel totale abbandono all’amore del Signore.

Dagli Scritti di fra Girolamo M. Biasi
"Le piccole cose"
" Gesù non vuole da me cose straordinarie;
vuole però che gli sia fedele nelle cose piccole,
e che in queste gli dia prova del mio amore.
Perciò prometto ora a Gesù di star molto vigilante…
Gesù mi dice che chi è fedele nel poco sarà fedele anche nel molto, e chi nel poco è infedele lo sarà anche nel molto. Non lo so anch’io per esperienza? Su via, cominciamo subito: fedeltà alle regole benchè piccole, prontezza nell’ubbidire, diligenza in ogni cosa; così Gesù sarà contento, e copiose spargerà su di me le celesti sue grazie e benedizioni "



Per approfondimenti su P. Girolamo Biasi vedi:
Provincia Patavina Frati Minori Conventuali
Associazione "amici di P. Girolamo"
santi e beati

2 commenti:

  1. Sono arrivato "per caso" alla chiesa di Sfruz, con mia moglie Maria, ed ho scoperto con molta sorpresa la biografia di p. Girolamo, di cui ignoravo perfino l'esistenza. Mi ha subito impressionato, soprattutto per due aspetti: la malattia, che p. Girolamo ha vissuto per lunghi anni della sua breve vita, e il rapporto con Massimiliano Kolbe, di cui proprio oggi ricorre l'anniversario e la memoria. Mi sento attratto da queste due figure e, limitandomi a p. Girolamo, avverto la forte necessità che la sua vita sia fatta conoscere al mondo, soprattutto in questi anni in cui pare che il dolore non debba avere cittadinanza su questa Terra e mal lo si tollera quando piomba addosso. Una figura come quella di p. Girolamo merita considerazione e venerazione: sembra essere stata una vita "sprecata", invece è stata come l'evangelico granello di senape che è divenuto un albero gigantesco. Se posso fare qualcosa per la Sua causa, mi rendo fin d'ora disponibile, nei miei limiti, ovviamente. Lino Sartori, Paese (TV)

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    1. Pace e bene. Grazie per l'interessamento e la disponibilità Le consiglio di contattare direttamente il curatore della causa di fra Girolamo Biasi. Si tratta di p. Giorgio Laggioni, di comunità al Santo di Padova, mail: giorgio.laggioni@ppfmc.it
      Ho già accennato a p. Giorgio di questo suo commento ed è senz'altro disponibile ad un contatto e ad eventuali collaborazioni. Ancora grazie! Cordiali saluti e una preghiera per lei e la sua famiglia. fra Alberto

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