domenica 11 marzo 2012

Vocazione religiosa: una vita sprecata?

Pace e bene a voi tutti cari amici in ricerca della vocazione del Signore per la vostra vita!
Spesso mi capita di sentire da qualcuno (magari "bravo" cristiano) che al giorno d'oggi diventare frate o suora o monaca ,dunque dedicare l'intera vita al Signore come religiosi, è una scelta assurda, è in fondo uno "sprecare" e un buttare via la propria esistenza, quando la si potrebbe impegnare a fare cose ben più necessarie e utili. Circa questa idea di "SPRECO" vi consiglio di rileggervi un brano del Vangelo, conosciutissimo; ...vi aiuterà a intuire una risposta diversa (vedi anche mio Post). Vi propongo poi di seguito, un breve commento tratto dall'Esortazione apostolica - "Vita Consecrata" di Giovanni Paolo II; un documento fondamentale per meglio comprendere la vita religiosa, la scelta di consacrazione dei frati e delle suore!
Vi benedico. A tutti una buona settimana! frate Alberto

Rupnik: Unzione di Betania
Dal Vangelo di Giovanni (12,1-8)
Sei giorni prima della Pasqua, Gesù andò a Betània, dove si trovava Lazzaro, che egli aveva risuscitato dai morti. E qui fecero per lui una cena: Marta serviva e Lazzaro era uno dei commensali.
Maria allora prese trecento grammi di profumo di puro nardo, assai prezioso, ne cosparse i piedi di Gesù, poi li asciugò con i suoi capelli, e tutta la casa si riempì dell’aroma di quel profumo. Allora Giuda Iscariota, uno dei suoi discepoli, che stava per tradirlo, disse: «Perché non si è venduto questo profumo per trecento denari e non si sono dati ai poveri?». Disse questo non perché gli importasse dei poveri, ma perché era un ladro e, siccome teneva la cassa, prendeva quello che vi mettevano dentro. Gesù allora disse: «Lasciala fare, perché essa lo conservi per il giorno della mia sepoltura. I poveri infatti li avete sempre con voi, ma non sempre avete me».

...ne cosparse i piedi di Gesù..
La sovrabbondanza della gratuità
(dal documento: "Vita Consecrata" di Giovanni Paolo II - 104 - )
Non sono pochi coloro che oggi si interrogano perplessi: Perché la vita consacrata? Perché abbracciare questo genere di vita, dal momento che vi sono tante urgenze, nell'ambito della carità e della stessa evangelizzazione, a cui si può rispondere anche senza assumersi gli impegni peculiari della vita consacrata? Non è forse, la vita consacrata, una sorta di «spreco» di energie umane utilizzabili secondo un criterio di efficienza per un bene più grande a vantaggio dell'umanità e della Chiesa? Queste domande sono più frequenti nel nostro tempo, perché stimolate da una cultura utilitaristica e tecnocratica, che tende a valutare l'importanza delle cose e delle stesse persone in rapporto alla loro immediata «funzionalità». Ma interrogativi simili sono esistiti sempre, come dimostra eloquentemente l'episodio evangelico dell'unzione di Betania: «Maria, presa una libbra di olio profumato di vero nardo, assai prezioso, cosparse i piedi di Gesù e li asciugò con i suoi capelli, e tutta la casa si riempì del profumo dell'unguento» ( Gv 12, 3). A Giuda che, prendendo a pretesto il bisogno dei poveri, si lamentava per tanto spreco, Gesù rispose: «Lasciala fare!» (Gv 12, 7). E' questa la risposta sempre valida alla domanda che tanti, anche in buona fede, si pongono circa l'attualità della vita consacrata: Non si potrebbe investire la propria esistenza in modo più efficiente e razionale per il miglioramento della società? Ecco la risposta di Gesù: «Lasciala fare!». A chi è concesso il dono inestimabile di seguire più da vicino il Signore Gesù appare ovvio che Egli possa e debba essere amato con cuore indiviso, che a Lui si possa dedicare tutta la vita e non solo alcuni gesti o alcuni momenti o alcune attività. L'unguento prezioso versato come puro atto di amore, e perciò al di là di ogni considerazione «utilitaristica», è segno di una sovrabbondanza di gratuità, quale si esprime in una vita spesa per amare e per servire il Signore, per dedicarsi alla sua persona e al suo Corpo mistico. Ma è da questa vita «versata» senza risparmio che si diffonde un profumo che riempie tutta la casa. La casa di Dio, la Chiesa, è, oggi non meno di ieri, adornata e impreziosita dalla presenza della vita consacrata. Quello che agli occhi degli uomini può apparire come uno spreco, per la persona avvinta nel segreto del cuore dalla bellezza e dalla bontà del Signore è un'ovvia risposta d'amore, è esultante gratitudine per essere stata ammessa in modo tutto speciale alla conoscenza del Figlio ed alla condivisione della sua divina missione nel mondo. «Se un figlio di Dio conoscesse e gustasse l'amore divino, Dio increato, Dio incarnato, Dio passionato, che è il sommo bene, gli si darebbe tutto, si sottrarrebbe non solo alle altre creature, ma perfino a se stesso e con tutto se stesso amerebbe questo Dio d'amore fino a trasformarsi tutto nel Dio-uomo, che è il sommo Amato».
====================================================

In quale modo ameremo Dio?
Senza modo, smodatamente!
In quale misura ameremo Dio?
Senza misura, smisuratamente!”.

(S. Bernardo)

1 commento:

  1. Le vocazioni allo stato religioso, è un grande DONO DI DIO, degno della più stima e cura.
    Suppone una predilezione del Signore per l'anima scelta, comporta molte grazie, promette un grande premio in Cielo.
    San giovanni Bosco ,diceva , che un terzo della gioventù ha la vocazione alla vita sacerdotale o religiosa, ma che solo una decima parte dei chiamati è consapevole di tale dono , forse appunto per paura del giudizio altrui, ma questo non deve impedire di dire il propprio SI al signore , se è davvero una chiamata autentica e degna di essere chiamata tale.
    Scegliere bene davanti a Dio è un dovere che tutta la gioventù deve affrontare con serietà. Riflettere, consigliarsi, pregare.
    Questo sopratutto, pregare con fiducia, umiltà e perseveranza, chiedendo a gesù cosa vuole da noi.
    Solo cosi le persone chiamate potranno distungere l'appello di DIo e rispondere generosamente.
    Non ci può essere dubbio alcuno che la Madonna sia inclune a donare la vocazione a quelle anime giovani, e solo pregandola insieme al suo sommo sacerdote Gesù Cristo può suscitare tali vocazioni...
    Quindi la vita consacrata a Gesù nostro padre celeste non è uno spreco!
    Si possono salvare tante anime tramite il suo amore, e avvicinarle a Lui, lui che è tutto, amore, gioia, felicità tutto ....

    RispondiElimina

Lascia qui il tuo commento all'articolo. Lo leggeremo e cercheremo di pubblicarlo quanto prima. Grazie del tuo contributo al Blog!