mercoledì 28 marzo 2012

Le 6 gravi "SINDROMI" della ricerca vocazionale

Cari amici,
alcuni giorni fa ho dedicato un post (un pò ironico e provocante) circa le fughe e le tentazioni in cui può incorrere un giovane in ricerca vocazionale, specialmente se orientato alla Vita religiosa. Oggi vi presento( sempre un pò...divertendomi..) le 6 SINDROMI più ricorrenti nei medesimi: si tratta di "virus" (molto simili fra loro) devastanti che possono colpire a fondo il germe della vocazione che il Signore ha seminato nel cuore.
Meditate cari giovani... meditate!
Vi benedico e incoraggio.
frate Alberto 



1) La sindrome da “giovane-ricco”. Tipica dei giovani “bravi, buoni e belli…intelligenti..cattolici..”, che vanno in Chiesa, fanno magari gli animatori e cantano nel coro, sanno di cultura religiosa, frequentano gli ambienti ecclesiali e i pellegrinaggi ai santuari (Medjugorie in primis…,Lourdes...ecc..). Spesso proclamano ideali grandi di missione e annunci e testimonianza…hanno una vita impegnata e buona, magari frequentano anche un gruppo di ricerca vocazionale! In realtà difficilmente si lasciano mettere in discussione in modo profondo e tantomeno accettano di “perdere” il loro tesoro (il mio progetto, il mio sogno, il mio posto, la mia morosa, la laurea…) per il Signore che chiede invece l’intera loro vita.

2) La sindrome da “W la libertà..; c'è sempre tempo”: Tipica di chi afferma o pensa: “Ho fatto tutto! Ho frequentato persino il corso vocazionale! Ho fatto un ottimo discernimento…sono stato davvero bravo, ma..alla fine ..non mi va di prendere impegni..non me la sento di giocarmi...farò più avanti.. ” . Questi sovente arrivano anche alla soglia di una decisione…Anzi, a volte hanno già deciso.. All’ultimo però tagliano la corda! Il loro motto è : "W la libertà"; oppure "c'è sempre tempo"!! Queste persone talvolta poi ricominciano da qualche altra parte, ma  con le stesse dinamiche…; sempre, alla fine, scappando. Difficile per essi accettare “una storia” , “dei legami”, dire dei sì e dei no impegnativi. Volendo tenere aperte per sé tutte le strade….rischiano di restare inconcludenti a vita e di essere in discernimento fino all'età della...pensione!!

3) La sindrome di “Cupido”: Spesso ne è colpito più di qualche giovane che da tempo e seriamente (almeno così pareva!) era in cammino e in ricerca vocazionale,  e si manifesta con virulenza quando questi (inaspettatamente)  trova la morosa o il moroso. Questo fatto spesso è colto da chi è colpito da tale sindrome come “un segno divino” (Dio lo ha voluto!) che azzera di colpo tutto un cammino e un discernimento (che sembrava genuino) di ricerca e di domande. Per cui, nulla conta ormai più di fronte all’irresistibile attrazione “dell’oggetto desiderato”. Gli interrogativi, i dubbi, le idealità, le grandi parole e la ricerca di prima subito si dissolvono così come la questione della scelta vocazionale ormai a senso unico e indiscutibile. Impossibile in questi casi mettere in questione “il fatto divino”, la chiara "volontà divina" che si è espressa nella "freccia scoccata da Cupido"; impresa inutile sollecitare un confronto anche sull’altra opzione da tempo perseguita e proclamata, che di colpo ora viene annullata. Si può parlare in questi casi di un vero discernimento?

4) La sindrome da “Novello san Francesco”: tipica di chi inizia un cammino di discernimento vocazionale carico di certezze e con già programmi chiari nella sua testa. Questi annuncia slogans, fa grandi proclami di conversione, si presenta con atteggiamenti da santo o asceta, talvolta giudica gli altri (questi sono i frati rilassati..quelli i più fervorosi), ed esprime grandi certezze sul suo futuro ovviamente da frate, religioso, suora...Papa..o novello san Francesco. Di solito questi giovani sono i primi a ritirarsi dal gruppo vocazionale o comunque ad andare via dal Postulato . Molto difficile infatti per loro vivere la concretezza, confrontarsi con il reale spesso contradditorio e ambivalente…La vocazione religiosa invece non è mai una fuga dalla vita, ma una scelta per il Signore che all'intera vita (nulla escluso) dà luce e amore.

5) La sindrome da “Pulcinella”: è l’atteggiamento di chi compie un cammino di ricerca vocazionale sempre nascosto dietro una maschera. Difficile per lui avere un sincero rapporto con i formatori e neppure con il padre spirituale, specie su aspetti personali, difficoltà interiori, piaghe o ferite del passato (per es. quelle legate all'ambito affettivo-sessuale). Sta sempre al palo, non si sbilancia mai, non si espone mai. Generalmente è compiacente, si adegua..Magari arriva anche a fare una scelta, ad entrare in Postulato, ma presto dovrà fare i conti con se stesso e gli altri anche con non poche soffererenze. La vita comunitaria infatti ha la capacità di "smacherare" e mettere a nudo , chi siamo.... Meglio dunque da subito fidarsi dei formatori e di chi ci accompagna con la massima libertà e disponibilità e verità: non si può barare sulla propria vita!

6) La sindrome del “fasso tutto mi ”..tipica di chi, in definitiva, al di là delle belle parole, rifugge un confronto serio e vero e costante con gli accompagnatori vocazionali e in special modo con il P. Spirituale e soprattutto non si fida del Signore. Dai suoi formatori e guide  in realtà può anche andare, senza però mai lasciarsi scalfire in profondità, senza mai giocarsi e rischiare. Il “gioco” infatti, lo vuole condurre da solo; si fida solo di sé stesso e certo non osa mettere a repentaglio le proprie sicurezze sbilanciandosi troppo con qualcun altro, tantomeno con il  Signore: "sarebbe troppo rischioso fidarsi di Lui.!! E se poi mi frega??" Questo è l’atteggiamento frequente di chi , magari anche si dice in ricerca, ma solo ancora per salvarsi la faccia , anche davanti a Dio; ma in definitiva, è dio di se stesso!

Nb.: queste "sindromi" con atteggiamenti conseguenti sono spesso alquanto simili fra loro e intercambiabili. A volte sono copresenti e in buona compagnia reciproca. Attenzione dunque ad un autentico discernimento! Fatevi aiutare...fidatevi...pregate..pregate...pregate.

19 commenti:

  1. La sensazione di malessere che ho percepito, leggendo queste tue parole, mi ha sconvolto.
    Ben due di questi 6 "inciampi" son riusciti a scalfire la mia solidità ed ora che ne sto "uscendo" per intraprendere nuovamente quel percorso che sento mio li ho nuovamente sentiti.
    Però, nel profondo, so che ne manca uno. O forse uno va esplicitato meglio.

    Non c'è solo il "so tutto io, faccio io".
    C'è anche un più subdolo "quante cose posso fare, quante cose so fare, quanto quel lavoro mi riesce/riuscirebbe bene". La realizzazione professionale, mettere in pratica un'arte o un'abilità che si immagina altrimenti "castrata" in una vita di Dedizione al Signore è un'altra pietra d'intralcio.

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    1. Caro amico, grazie per la fiducia e il contributo alla riflessione e al discernimento. E' vero, quante volte una laurea conseguita con ottimi voti e speranze diventa un ostacolo insormontabile ad una scelta!! Oppure quante volte, l'avere un buon lavoro, gratificante e magari anche "sicuro" fa accantonare ogni aspirazione più alta e...rischiosa!! Oppure, ancora, come tu stesso dici, si teme di essere in parte "castrati" e avviliti nei propri talenti e capacità. Al riguardo vorrei proprio dirti con tutta la convinzione possibile che il Signore, quando chiama qualcuno alla sua sequela, di lui NON BUTTA VIA NULLA!! Anzi, tutto sa valorizzare e riplasmare e reciclare: Gesù, io lo chiamo talvolta il "grande reciclatore"!!!. Certo, le situazioni in cui lui ti condurrà non saranno quelle da te sognate o scelte, ma stanne certo, di te, se ti fiderai, saprà far emergere anche la più piccola capacità e qualità anche se... dove e come e quando Lui vorrà!! E ti dirò di più: chi decide di affidarsi a Lui totalmente, sempre scopre in se stesso anche qualità e talenti e potenzialità bene più grandi e inaspettate!!! "FIDATI" dunque...Fidati!!! Qui sta il vero problema e il nocciolo della questione vocazionale!!
      pace a te. ti benedico. frate Alberto

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    2. anche io sono un giovane in ricerca e anche io sono rimasto colpito da un punto in particolare.
      "la sindrome di cupido"
      è bastato un attimo per fare affondare tutto nel dimenticatoio e far si che la mia ricerca vocazionale sia stata annientata in un attimo.
      si può parlare dunque di vera ricerca vocazionale?
      questo non lo sò.
      comuqnue sia dopo un primo abbaglio adesso sono di nuovo qui a pensare che ne sarà del mio futuro.
      prego prego e prego in continuazione.
      farò a breve un viaggio a Medjugorie per trovare quelle risposte che dentro il mio cuore se già esistono sono ancora offuscate e innebbiate.
      oggi non sò se il mio futuro sarà con voi frati oppure con una donna.
      teniamo conto che il Signore a favore di un cammino vocazionale religioso non mi fà conoscere una donna da molto tempo.

      e teniamo conto che io sono incline molto alle donne nel senso che ho paura che se dovessi scegliere una via religiosa un giorno possa cadere in un falso innamoramento perdendo fiducia in qualsiasi cosa.

      "chi segue me e si volta indietro per mettere mano all'aratro non è degno di me"

      però ricordiamo

      "se vuoi essere perfetto ,

      vendi tutto cio che hai e distribuiscilo ai poveri.
      poi vieni e seguimi.

      qualcuno sa aiutare questa anima in pena?io!

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    3. caro fratello, grazie per la fiducia,.. prima di tutto.!!! Eccoti solo alcune parole a commento di quanto mi hai scritto. Ebbene..: Il discernimento alla vocazione religiosa non si fa certo sull'attrazione o meno verso il sesso femminile! Quasi che la chiamata alla vita religiosa appartenesse ad esseri asessuati oppure achi manifesta orientamenti "di altro tipo"!!! In realtà il Signore chiama al suo seguito persone molto normali e quotidiane e interamente " a posto" (fisicamente, sessualmente, intelletualmente..). Che dunque ti piacciano le donne, non è certo un problema, anzi..ringrazia il Signore di questo!! Chiediti invece se il Signore e il suo richiamo costituiscano un'attrazione così forte ed esclusiva per te da condurti anche a rinunciare ad un bene tanto meraviglioso e attraente come l'avere l'affetto e una relazione profonda con una donna e conseguentemente , l'avere una famiglia o dei figli..Devi dunque chiederti là dove il tuo cuore intuisce una pienezza, una fecondità..mettendoti con sincerità e umiltà di fronte alla Parola di Dio per cercare unicamente la sua volontà..Ricorda anche che ogni scelta (per quanto buona e bella) chiede sempre anche la rinucia a qualche cosa d'altro..Se scegli di farti una familgia, quello sarà il tuo ambito privilegiato di vita, quella la "cornice" in cui ti muoverai.., ma non potrai d'altro canto avere le gioie e le fatiche di un pastore d'anime..e viceversa..
      caro fratello...spero di averti in qualche mod dato una mano. Ti benedico e incoraggio. frate Alberto

      p.s.: fatti aiutare da qualche bravo sacerdote o religioso nel discernimento; da solo...farai poca strada..e non ne esci!!!

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  2. ciao sono Veronica da Roma, all'età di 20 cominciai un cammino di discernimento che proseguii anche quando mi fidanzai per circa,dopo due anni e per circa sei anni con un ragazzo che, guarda un po', aveva proprio fatto postulato e noviziato nella provincia patavina, sembrava andasse tutto liscio, il matrimonio intendo, il PROGETTO, ed invece, ad un passo dall'altare io, presa da tanti dubbi, ho mollato tutto e per un po' mi sono rimessa in silenzio, ero davvero tanto sorda perchè la mia natura era davvero tanto fragile proprio per tutte le 6 sindromi sopraelencate!
    beh per farla breve la sofferenza è stata tanta che ho lasciato Gesù chiedendo lo "sbattezzo".
    Egli che è davvero tanto buono mi ha cucito un vestito su misura e mi ha fatto incontrare il mio attuale marito, da cui ho un figlio e che sto sposando con matrimonio religioso.

    L'unica cosa di cui, in coscienza, non mi va ancora giù è quella di non aver lasciato fare...prima era l'università, poi il moroso, poi...la crisi.
    Con affetto.
    Veronica

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    1. non temere!!! il Signore è sempre Grande e Buono e Misericordioso: guarda tuo marito...guarda il tuo bimbo e loda il Signore per le meraviglie che ha operato ..e basta! Ti benedico. ciao fra Alberto

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  3. Quante domande dopo aver annusato la presenza di Dio nella mia vita.....sarà la mia strada? Ho molto amore da donare e una gioia grande da qualche tempo quando prego ancora più di quando vivo la quotidianità. Oltre il confronto e la preghiera cosa posso fare??

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  4. prova ad "osare" qualche passo concreto di rischio e sganciamento..nei confronti per es. di tutto ciò che ti appartiene e ritieni più tuo...fai un pezzo di strada...sbilanciati da qualche parte...
    ti ricordo. fra Alberto

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  5. Come sempre sei molto diretto, e tentazioni come queste si sono avvicendate tutte, ora il mio cammino vocazionale è fermo, perché la salute il mio principale problema, per realizzare la chiamata ora sta peggiorando a vista d'occhio e mi trovo persino in difficoltà a parlarne, ho 41 anni e il tempo scorre e spesso mi ritrovo a pensare che è una vocazione del cuore che non si realizzerà!

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  6. Io mi rivedo nella sesta sindrome...anch io faccio un cammino discernimento..cm faccio a superarlo e ad aprirmi soprattutto a Gesù ed ai miei formatori ? Pregate x me.

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    1. carto fratello...Ti può aiutare la consapevolezza che se non ti fidi del Signore e dei tuoi formatori, prenderai , da questo cammino di discerniemnto, una fregatura terribile per la tua vita. scusa la schiettezza! Ti ricordo e affido

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  7. Ciao! Anche io sono affetta da una di queste sindromi. Faccio la mia volontà,il mio progetto....oltre a pregare come faccio ad ascoltare davvero? fosse per me a 23 anni entrerei domani in un monastero come le francescane o le clarisse...tante cose, piccoli indizi durante la preghierami indicano questa strada....

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    1. accetta di essere guidata e accompagnata in un cammino di discernimento: da sola non concluderai nulla. pace a te.

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  8. Caro padre Alberto,
    a 35 anni appena compiuti (oggi) mi ritrovo (il "terremoto" è iniziato ben prima) a non ritrovarmi nella mia vita. La laurea, il lavoro (seppur precario), una famiglia senpre presente ... Eppure sento un vuoto. Lo sento da anni, ma era affievolito dalle lodi universitarie, dalla paga "sicura" che ogni mese entrava ed entra nel conto corrente, dalla vita normale.
    Ora, tutto è in discussione. La crisi economica, ancor più quella sociale e terroristica hanno aperto uno squarcio.
    Non posso più chiudere gli occhi.
    Oltre all'aiuto del mio parroco, potresti consigliarmi un cammino comunitario di discernimento? Sono disposto a prendere sei o più mesi d'aspettativa per intraprendere il cammino che chiarisca e guarisca questo "vuoto".
    Luca da Gorizia

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    1. Pace a te caro Luca. Grazie per la fiducia. comprendo il tuo disagio che è anche il disagio di molti giovani come te. Circa la tua richiesta, scrivimi per cortesia alla mia mail personale ( fra.alberto@davide.it) magari specificandomi un po' di più cosa cerchi e desideri da questa esperienza comunitaria che domandi. Grazie. A presto. ti affido e ricordo. fra Alberto

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  9. Caro fra Alberto,
    io sto iniziando il mio cammino innanzitutto come terziario e poi se il signore mi reputerà degno potrò proseguire oltre.
    La verità non è il cadere semplicemente negli errori, perché da laico io ho già rinunciato a molto nella vita in nome dell'integrità. Bensì la responsabilità dell'abito soprattutto nei confronti dei fedeli. Ecco perché è bene procedere per gradi e non bruciare le tappe anzitempo. E' molto meglio che un laico cada negli errori che tu citi prima dell'indossare l'abito che dopo. E difatti concordo con te che solo un padre spirituale possa aiutare a conoscere meglio se stessi. Perché come mi è già stato detto è Dio che sceglie e non siamo noi a scegliere il cammino.

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  10. Esiste anche una sorta di " sindrome di Giona " ? Oppure questa riguarda , Scrittura alla mano , più la Missione che la Vocazione ? ....

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    1. ottima osservazione!!! Giona è sempre un modello interessantissimo,..da approfondire! grazie!

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