sabato 3 marzo 2012

Amore e povertà

Giovani Frati Minori conventuali...sorridenti !
Nella giovinezza di san Francesco e nel suo travagliato cammino di  ricerca vocazionale, determinante è l’incontro con il lebbroso. Abbracciando e baciando quell’essere ripugnante da lui sempre guardato con orrore ed emarginato, paradossalmente, scopre egli stesso di sentirsi amato, anch’egli gratuitamente abbracciato e baciato. Anch'egli in fondo era un pò lebbroso.., malato e  ferito, con una vita senza senso!!  Francesco sperimenta in quel momento l’amore sovrabbondante e senza confini del Signore per lui. Una certezza che non l’abbandonerà mai più!  Insieme vi  comprende anche  il legame inscindibile tra l’amore e la povertà. Si tratta questa di una profonda intuizione del Poverello, fruttuosa anche per noi oggi.
Riguardo all’amore, quante parole sono state scritte nei secoli !! Il filosofo Platone per esempio affermava che l'amore nasce da una carenza, è generato da una mancanza, è essenzialmente desiderio di un qualche cosa che non si ha: è dunque da chiedere e pretendere e ricercare ad ogni costo.
Francesco ci offre al riguardo, una comprensione  alquanto diversa e sicuramente più vera e profonda. Per lui infatti l'amore è generato da un "esproprio di sé", da un eccesso di bene, da una sovrabbondanza che si vuole offrire e condividere : è essenzialmente un "dono", un qualche cosa da regalare e condividere ! L’amore dunque, più che da un bisogno e da una carenza da soddisfare, scaturisce da una pienezza che trabocca e che liberamente e gratuitamente si propone, si mette a disposizione. Dunque, chi ama veramente, non conserva nulla, né nulla pretende per sé; nulla possiede, né tanto meno desidera appropriarsi di qualche cosa o qualcuno . Questo è il segreto dell'amore, nella sua verità più profonda !!
San Francesco  esprimerà molto chiaramente  questa esperienza  in una frase: "Nulla, dunque, di voi trattenete per voi, affinché totalmente vi accolga Colui che totalmente a voi si offre.  (Lettera all'Ordine 29).
La vocazione  francescana e la vita dei frati, vogliono pertanto manifestare concretamente proprio questo:  la bellezza del lasciarsi amare e dell’amare senza nulla trattenere per sè,  a immagine e a riflesso dell'Amore gratuito di Dio per ciascuno.
Lasciamoci dunque guidare fratelli in questa Quaresima dall’insegnamento di Francesco e certamente scopriremo di poter essere noi pure, anche nella nostra semplice vita, autori e propugnatori di un mondo più giusto e umano e fraterno; un mondo non basato su criteri di rapina, potere e possesso, ma sulla gratuità e l’amore disinteressato. Il Signore vi dia pace. Frate Alberto

PREGHIERA FRANCESCANA

Oh! Signore, fa di me uno strumento della tua pace:

dove è odio, fa ch'io porti amore,
dove è offesa, ch'io porti il perdono,
dove è discordia, ch'io porti la fede,
dove è l'errore, ch'io porti la Verità,
dove è la disperazione, ch'io porti la speranza.
Dove è tristezza, ch'io porti la gioia,
dove sono le tenebre, ch'io porti la luce.
Oh! Maestro, fa che io non cerchi tanto:
Ad essere compreso, quanto a comprendere.
Ad essere amato, quanto ad amare

Poichè,..Sì è:
Dando, che si riceve;
Perdonando che si è perdonati;
Morendo che si risuscita a Vita Eterna.

Amen.

2 commenti:

  1. O Povertà Beata, a chi ti ama e ti abbraccia procuri ricchezze eterne ...

    così scriveva Santa Chiara e così ci tramanda anche San Francesco che in punto di morte altro non raccomandò ai suoi frati se non di amare "a fede" la donna sua più cara. Come se nella povertà ci fosse il segreto di tutto, la strada verso il successo, la "conditio sine qua non". Ma qual'è il significato da attribuire a questo termine nel 2012? Senza troppa ipocrisia credo che sia chiaro che non possa essere più il significato originario bello e sincero al quale intendeva San Francesco. Quale deve essere l'atteggiamento esatto? Chi si avvicina al movimento francescano come deve rapportarsi al confronto con Madonna Povertà per restare fedele a quelle che erano le ispirazioni profonde di San Francesco e Santa Chiara?
    Vi ringrazio, caro Frate Alberto, per l'attenzione che vorrà dedicare alla mia domanda.

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    1. pace a te caro Giuseppe. Il tema della Povertà è da sempre centrale nel francescanesimo! Certo potrebbero essere molte le parole da dire..Mi limito a questo: abbino il tema povertà, anzi lo identifico, con la chiamata e l'impegno "a Vivere il Vangelo" con cui inzia la Regola francescana. La povertà infatti,anche per un frate, non è mai solo per se stessa, ma sempre rimanda a Cristo e alla sua Parola. Qui allora è la vera sfida di sempre: come continuare ad essere credenti, a credere nell'oggi?? Cosa significa dirsi cristiani e vivere il Vangelo nel 2012? In questa fatica e sfida esaltante sta anche il segreto della povertà francescana!
      ti benedico. frate Alberto

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