giovedì 15 marzo 2012

Affettività e sessualità

Pace e bene a voi,
cari giovani in ricerca della vocazione del Signore!

Fra le molte lettere che ricevo, spesso ricorrono domande e interrogativi sulla sessualità e l'affettività e le conseguenti implicazioni in ordine ad una scelta di vita religiosa, ma anche matrimoniale. Di certo la tematica affettivo-sessuale che risulta centrale per ogni giovane,  è fondamentale anche per colui che si orienta alla consacrazione e va guardata e affrontata come un elemento imprescindibile nel cammino di discernimento. Il pensare di dedicare l'intera esistenza al Signore e ai fratelli  nella castità, in obbedienza e senza nulla di proprio, richiede infatti una buona maturità umana, affettiva e spirituale, padronanza di sè e un equilibrio interiore non sempre scontati.  
E' dunque fuorviante giungere a delle scelte di consacrazione per paura o fuga o anche nell'illusione che la vita religiosa sia un magico rifugio dai pericoli del mondo. La dimensione affettiva pertanto non va mai trascurata o sotterrata, anche perché da religiosi, si è poi chiamati a giocarsi principalmente in questo ambito: nell'ambito dell'AMORE per Dio e il prossimo. Diventare religiosi è infatti questione di FEDE e di CUORE!
Ma più in generale non è facile oggi per un giovane mantenere pura la sua vita e il suo cammino di cristiano; complice questa nostra società permissiva e devastata moralmente dove anche solo la parola "PUREZZA" suscita ilarità e disprezzo!! Questo fa sì  che anche chi si avvicini alla vita consacrata giunga talvolta da percorsi personali e umani non proprio lineari, con piaghe e pesi che vanno riconosciuti e curati . Al riguardo, fondamentale sarà il desiderio sincero di una conversione interiore e l'impegno a mettersi in gioco nell'operare un risanamento delle ferite, nel purificare il cuore e la mente e la volontà e così potersi offrire con cuore libero e puro e indiviso al Signore che chiama.
Su questi temi, che interessano ogni giovane, sempre alquanto delicati, ho trovato nel sito della pastorale giovanile della diocesi di Fiesole, un'interessante intervista a frate Mauro Ruzzolini che ci racconta un poco la sua esperienza di vita e risponde ad alcune domande molto concrete.
Ripromettendomi di ritornare sull'argomento, vi benedico.

frate Alberto

"Come potrà un giovane tenere pura la sua via? Custodendo le tue Parole!" (salmo 119) 

Per un tema così importante e "scivoloso" abbiamo cercato una persona particolare. Fra Mauro Ruzzolini; per la sua scelta di vita e per gli studi fatti ci sembrava la persona adatta. Chi è fra Mauro? E' un frate che vive nella nostra diocesi (Fiesole), esattamente a Magnale, tra Pelago e Tosi. Dopo lo studio della teologia si è dedicato allo studio della psicologia, e dedica attualmente parte della sua vita al sostegno spirituale e psicologico delle persone. I giovani di Contea gli hanno rivolto qualche domanda, in modo molto diretto come vedrete, e questo è il risultato dell'incontro.

Hai avuto esperienze sessuali prima di diventare frate?
fra Mauro: Sono entrato in Seminario a 19 anni dopo la maturità. Frequentavo un Liceo Classico di Firenze e un gruppo numeroso di giovani della mia parrocchia. Nel penultimo anno di Liceo sono stato otto mesi con una ragazza di questo gruppo, con cui condividevo anche l'impegno di insegnare catechismo ai più giovani.
Non abbiamo avuto rapporti sessuali; il ricordo che porto con me di lei è fatto di tanta dolcezza e tenerezza. Abbiamo avuto momenti in cui manifestavamo reciprocamente l'affetto (mi ricordo esattamente il luogo e l'intensità emotiva del primo bacio), in un clima molto bello e sereno, in cui la scoperta dello star bene insieme e della bellezza dell'altro/a viaggiavano parallelamente ad un crescendo di dolcezza e intimità. Con il progredire però in me anche della consapevolezza della chiamata, abbiamo deciso insieme di interrompere la relazione in vista della mia entrata in seminario. Rimango e rimarrò sermpre molto grato a lei per la discrezione e rispetto che ha mostrato verso questa mia scelta che coinvolgeva anche la sua vita e ringrazio il Signore perchè lei rimane custodita in un angolo prezioso del mio cuore.
La tua opinione sul sesso è cambiata da quando sei frate?
fra Mauro: No, anzi si è andata sempre più rafforzando la percezione della sessualità, della mia sessualità, come uno dei doni più belli che ho ricevuto nella vita, dono che più di altri mi parla proprio di Dio. Vi confesso che mi affascina molto l'avvertire dentro di me che anche questa dimensione è chiamata misteriosamente ad essere coinvolta nella mia ricerca e relazione con Lui. Sono convinto che questa realtà rimane in me, come in ognuno di noi, come un rimando continuo al nostro destino, al nostro desiderio di comunione sponsale con Dio e poter convogliare ogni mia passionalità, ogni mia emozione, ogni mia pulsione verso di Lui è per me la sfida più avvincente contenuta nella sceltà del voto di castità.
Cosa ne pensi dell'omosessualità?
fra Mauro: Questo nè un tema molto delicato, nel quale è facile alzare polveroni di polemiche che non rendono giustizia della molteplicità e complessità di fattori che intervengono a delimitare questo ambito. Nella mia pratica professionale di psicologo ho incontrato molte persone che hanno richiesto un aiuto a riguardo di tale tematica e che, a dispetto della "gaiezza e spensieratezza" dell'orgoglio gay, vivevano seri disagi personali e si portavano dentro a volte anni di segrete sofferenze proprio a causa di questa vera o presunta tendenza. Dico "presunta" perchè, nella maggioranza dei casi, il problema si è rivelato non tanto di natura sessuale, coinvolgendo quindi una definizione di vera tendenza specifica verso un oggetto sessuale di uguale genere, ma (e questo è un fatto che molti tacciono, a scapito della verità) i problemi soggiacenti a tale ambito si sono rivelati di altra natura. Quello che voglio dire è che spesso ciò che può originare un pensiero, una paura, un desiderio che si rivela come omosessuale, ha radici in altre dinamiche della persona, non direttamente sessuali ma che affondono le radici in problemi di autostima, umiliazione, non sicurezza della propria identità, senso di indegnità, paura dell'altro sesso, processi incompleti di identificazione col genitore dello stesso sesso che può risultare assente, non significativo o eccessivamente distante o troppo aggressivo, legami di dipendenza da figure genitoriali di sesso opposto troppo dominanti e soffocanti e altre realtà ancora. Molto spesso le figure che dovrebbero fornire ai giovani in crescita quegli elementi necessari per rafforzare la propria identità, falliscono in questo compito e le persone crescono mantenendo come una domanda aperta sulla propria identità e valore e va a finire che la fantasia o il desiderio omosessuale diventa come una "scorciatoia" per raggiungere ciò di cui la persona si sente mancante. Questa scorciatoia si rivela però inefficace a sanare e saziare questa ricerca e lega la persona ad un circolo ripetitivo di esperienze affettive e sessuali cariche di promesse che rimangono puntualmente disattese. La mia esperienza professionale nell'aiuto di queste persone mi dice che si può uscire da tutto questo e recuperare un sano senso di appartenenza a se stessi e alla propria identità, anche nell'area affettiva e sessuale. A questo proposito consiglio a chi volesse saperne di più la lettura di questo testo: "Omosessualità maschile: un nuovo approccio" di Nicolosi.
Cosa ne pensi della pedofilia?
fra Mauro: Anche al riguardo di questo ambito, ho incontrato dei casi. Qui la situazione è molto più complessa e non mi soffermo sull'analisi delle possibili cause di questo profondo disagio. Vi dico solo che la sensazione che rimane in me, dopo aver incontrato persone affette da questo disturbo, è di profonda tristezza e pena per le ferite e sofferenze che queste stesse persone, che arrivano purtoppo a compiere siimili gesti, si portano dietro. Sono sempre persone molto segnate dalla vita e che hanno subito gravi danni e traumi nella loro crescita e sviluppo. Questo non giustifica certo il perpetuare poi nelle loro azioni il male ricevuto, ma offre certamente uno sguardo diverso, fatto di misericordia e di vera com-passione per la miseria morale e spirituale di questa umanità così ferita.
Cosa ne pensi dei rapporti pre-matrimoniali?
fra Mauro: Io penso che la bontà e verità di ogni gesto, risieda nel rispetto e piena accettazione dei significati insiti nel gesto stesso. Fare l'amore non è in sè un male anzi, come dicevo prima, è la realtà più bella che abbiamo ricevuto come dono e nella quale risiede il rimando alla nostra somiglianza con Dio, ma ciò che può renderla male è il farlo senza rispetto dei suoi significati. Questo può avvenire perchè la gestualità ha in sè un carattere di ambiguità qualora si presti a veicolare significati diversi dai propri. Faccio un esempio: il bacio è un gesto che di per sè esprime intimità, affetto, passione verso l'altra persona, ma può diventare anche il modo per umiliarla, disprezzarla o addirittura tradirla (guarda il bacio di Giuda a Gesù). Con lo stesso gesto posso dire cose diverse: una pacca sulla spalla può esprimere la mia vicinanza o il mio disprezzo verso qualcuno. Ogni gesto dunque ha un suo proprio significato e la sua bontà sta nel viverlo con quel significato. Ora nel rapporto sessuale il significato che vi leggo è di totale donazione della mia persona ad un'altra nella stabilità e pienezza del dono stesso. L'atto esige che io "ci sia tutto" in quel momento così come l'altro/a ci deve essere tutto. Fareste voi l'amore con una persona che dice di amarvi col corpo ma con la testa è da un'altra parte? Oppure con una persona che dice "ti amo ora, ma fra due mesi non ti amerò più". Nessuno di noi, se sano, lo farebbe perchè il gesto stesso esige per sua verità la totalità del dono. E queste non sono "cose che dicono i preti". Interrogate il vostro cuore, cosa veramente sente e avvertirete in voi la presenza o la mancanza di tale pienezza. L'altro significato che vi leggo è la bellezza dell'apertura alla vita, alla possibilità che l'atto sia creativo di una nuova esistenza come frutto dell'amore tra due persone.
Quindi il godimento reciproco del dono totale di sè e l'apertura alla vita: questi i significati inscritti per natura nell'atto stesso del fare l'amore. Farlo, rispettando questi due suoi propri significati, significa farlo "bene" e si potrebbe prendere a prestito lo nslogan: "fare bene l'amore, fa bene all'amore"!
Del resto, a prescindere dalle opinioni che potete avere su questo, io vi invito a interrogare sempre con verità il vostro cuore. In esso, tutto questo è già scritto e, se lo ascoltate con autenticità, vi guiderà verso il bene. Soprattutto se ascoltate le vostre emozioni e i vostri stati d'animo, che tante volte vengono fatti tacere dentro di voi. Quante delusioni, aspettative disattese, ferite, rivalse, rabbie, sentimenti di non pienezza, sono dentro di noi e rimangono a volte inascoltati solo per pudore o verrgogna o falso concetto di rispetto umano.
Mi è capitato di guidare delle coppie nella preparazione al matrimonio, coppie che magari già vivevano rapporti completi e a loro ho fatto la proposta di una via diversa, dove questo bellissimo atto di dono e di godimento dell'amore, fosse il risultato di un cammino graduale di comunicazione dell'amore stesso. Mi hanno ringraziato di aver potuto gustare anche la bellezza di una gestualità che veniva "bruciata" dal tutto e subito. Alcuni mi hanno detto che hanno ritrovato la gioia e la bellezza di una gesto così banale come il camminare tenendosi per mano. Quindi, in conclusione, penso che il rapporto prematrimoniale sia male, non perchè è male in sè fare l'amore, ma perchè non rispetta la piena verità e bellezza del gesto nella sua pienezza, perchè non vi è nè la stabilità e definitività della scelta reciproca, nè è rispettata l'apertura alla vita.
La tua idea sui contraccettivi
fra Mauro: Penso che vengano a togliere la "naturalità" dell'atto e quindi a renderlo meno bello. Penso che vengano ad intaccare una realtà che è già bella in sè e che non ha bisogno di "aggiunte" per essere sentita o vissuta meglio.
La tua opinione sulla masturbazione
fra Mauro: La leggo soprattutto come espressione di un disagio che la persona sta vivendo con se stessa o nel rapporto con gli altri. In questi casi si vede bene come la nostra sessualità risenta di tutto quello che viviamo in tutta la notra persona. Molto spesso la masturbazione non è altro che la punta di un iceberg la cui parte sommersa è fatta di sentimenti "altri" dal sesso, quali possibili stati di tensione, di rabbia, di umiliazione, di paura, di non benessere con se stessi, di difficoltà nelle comunicazioni con gli altri..... Molto spesso la masturbazione è espressione di tutto ciò e, lavorando su questi aspetti, migliora anche la capacità di gestione dei propri impulsi.
Cosa provi se vedi una bella donna? La guardi da uomo o da frate?
fra Mauro: Questa domanda mi fa un pò sorridere. Se il guardare una bella donna da "uomo" o da "frate" vuole dire pensare o no: "guarda che bel pezzo di fi...gliola. Se ci sta, me la faccio subito", allora la questione non sta nell'essere uomo o frate ma nell'essere o meno un uomo dal cuore puro. Gesù nel vangelo dice che se uno guarda una donna con desiderio di possesso, ha già commesso adulterio nel suo cuore. E' dal cuore che nascono le intenzioni e non si tratta di guardare una donna da uomo o da frate, ma di avere appunto un cuore puro, richiesto ad ogni uomo che voglia vivere la propria umanità con bellezza e dignità.
Hai mai avuto ripensamenti sul tuo essere frate a causa del sesso? (per esempio per attrazione sessuale verso qualcuna...)
fra Mauro: Mi sembra che abbiate un'idea abbastanza strana del "frate". Come se una persona consacrata non sentisse più attrazione sessuale o altre cose del genere. Se io non avvertissi più attrazione sessuale mi preoccuperei alquanto e cercherei al più presto di farmi curare! Seguire il Signore Gesù nella vita religiosa non significa smettere di essere uomo, con tutto ciò che questo comporta, ma essere uomo alla sua sequela e voler vivere la propria vita di uomo, senza alcuno sconto, per Lui e servire Lui ed amare Lui più di tutte le altre cose.
Condividi l'opinione della Chiesa riguardo al sesso?
fra Mauro: Si, serenamente.
Secondo te i ragazzi di oggi come vivono la sessualità? In modo giusto o sbaglato? Cosa consiglieresti loro?
fra Mauro: Alle volte mi sembra che la sessualità diventi, come ho detto sopra, una "scorciatoia" per risolvere o raggiungere altro. Troppe volte è caricata di altri significati che la appesantiscono e la stravolgono. Non è raro voler far sesso per dimostrare, ad esempio, a sè o agli altri qualcosa come la sicurezza dell'accettazione da parte dell'altro o il riconoscimento del proprio valore o il voler colmare un vuoto dentro o un contenuto di angoscia, o far tacere una ricerca spasmodica di calore e tenerezza. Quello che mi sento di consigliare è di ascoltare sembre bene il proprio cuore, ad esempio con queste due semplici domande: "cosa cerco?" e "cosa ho trovato?" Molto spesso la non corrispondenza tra le due risposte è un segnale prezioso da non mettere da parte!

Dal Sito della pastorale Giovanile della Diocesi di Fiesole

4 commenti:

  1. Sono davveri delle belle parole mi ha fatto molto piacere leggerle...

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  2. spesso si da troppa importanza al sesso...sono una donna sposata con due bambine...ed ora vivo la castità matrimoniale non potendo per motivi economici e di stress psicologico pensare di avere altri figli..pur desiderandolo. Amare una persona è cosa ben diversa dalla semplice e "sportiva"prestazione sessuale. Dopo la magia iniziale...ci vuole tanta pazienza, condivisione,compromessi,venirsi incontro, perdonare, comprenzione,accettazione senza pretendere di cambiare l'altro che per quanto sia stato scelto da me...si rivela spesso molto diverso dalle giovanili aspettative. Amare i figli è la stessa cosa...non è solo gioia ma è sacrificio, fatica fisica e pisicologica è mettersi sempre all'ultimo posto..vengono sempre prima le loro esigenze e quelle del marito poi quelle delk lavoro del resto dei parenti e dopo aver servito tutti...finalmente la sera se non sono a pezzi ...trovo qualche minuto per me!!!!resto sempre innamorata di Dio e per Lui vivo ogni attimo della "mia" vita...facendomi..serva per amore e offrendo al mondo le mie mani..come fossero le Sue.

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    1. Grazie per il tuo bel contributo...che aiuta ad allargare l'orizzonte e a prendere ulteriore consapevolezza che l'uomo e la donna (con tutti gli aspetti che li riguardano..) sono "ben di più" , e non possono essere certo "ridotti" alle visioni talvolta molto piccole e anguste che ci prpropina il mercato o la pubblicità.
      grazie. Il Signore ti benedica con la tua famiglia. frate Alberto

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  3. E' veramente bello poter leggere su internet parole piene di vita autentica...che ti portano a scoprire il senso dell'esistenza.
    Il mio consiglio a chi è indubbio se sia bello o no vivere così?
    provare per credere!
    Certo non è facile per nessuno di noi...ma incamminarti nella "Strada" ti farà capire se veramente ne vale la tua serenità e contentezza di vivere.
    Grazie ancora fra Mauro, per la tua bella e arricchente testimonianza.
    Michela,psicologa

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