lunedì 20 febbraio 2012

Educarsi alla vita interiore: il silenzio

cari amici, eccomi di ritorno, dopo alcuni giorni di rtiro spirituale presso l'eremo S. Giorgio dei Monaci Camaldolesi  (Bardolino-Lago di Garda). Come promesso non è mancato il ricordo per ciascuno di voi in quel luogo immerso in una natura meravigliosa (sospeso fra il verde degli ulivi e l'azzurro intenso del lago) e soprattutto impregnato dalla lode, dalla preghiera e dalla presenza silente e discreta eppure provocante dei monaci. In particolare ho proprio gustato il silenzio orante che aleggiava su tutto il monastero e al riguardo vorrei rivolgervi un pressante invito: se cercate la volontà del Signore per la vostra vita, se vi interrogate circa la vostra vocazione, se state facendo un cammino di discernimento...Ebbene, non trascurate il silenzio..cercate piuttosto, frequentemente spazi di ristoro e pace spirituale; cercate il più possibile, nella vostra giornata immagino intensa e frenetica, di ritagliarvi un angolino di intimità e di quiete con il Signore..Credetemi...solo così potrete udire la Sua Voce. Vi benedico. frate Alberto

In una civiltà come la nostra, spesso chiamata "civiltà della comunicazione", ma che di fatto rischia di diventare una "babele", una società della confusione, non è facile creare spazi di silenzio. Si vive immersi nell'inflazione della parola, e quando le parole si moltiplicano, diventano facilmente superficiali; e rendono pure incapaci di ascolto.
Il silenzio può fare paura, eppure è un compagno discreto a cui attingere per trovare le risposte che spesso cerchiamo negli avvenimenti della vita.
È necessario il silenzio perché il lavoro diventi missione, le preoccupazioni e le difficoltà diventino paziente attesa, la fatica diventi passione. Ogni costruzione umana significativa ha bisogno di tempo e di silenzio. Il silenzio permette di recuperare noi stessi e di crescere in umanità. È bello il silenzio quando lo si vive come spazio abitato. Il silenzio infatti porta alla scoperta della presenza di Dio in noi, mette le basi della preghiera: «Può pregare con sincerità - insegnava Gandhi - solo colui che è convinto di avere Dio dentro di sé». Il silenzio educa e rafforza nella vigilanza, che è attenzione al vissuto fin nei dettagli, capaci di rivelare la novità che si nasconde persino nella monotonia, nel quotidiano mai banale anche se spesso è banalizzato dalla poca attenzione e da una diffusa superficialità.
«Nel silenzio è insito un meraviglioso potere di osservazione, di chiarificazione, di concentrazione sulle cose essenziali» (D. Bonhoeffer).
In una sua preghiera, Etty Hillesum scrive: «Tutto avviene secondo un ritmo più profondo … che si dovrebbe insegnare ad ascoltare: è la cosa più importante che si può imparare in questa vita. Il silenzio può così essere strada che conduce alla profondità. Ecco perché le grandi donne e i grandi uomini dello spirito hanno amato e vissuto il silenzio»
  Gellini Anna Maria, "Silenzio per dare a Dio il primo posto" in Testimoni Numero 1 del 2012 pag. 19

1 commento:

  1. Ogni tanto scrivi cose veramente belle asen. Un saluto da Bergamo. Grazie. Andrea

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