lunedì 30 gennaio 2012

Giorno della memoria: P. Placido Cortese, frate che salvò gli ebrei

Pace e  bene a voi tutti cari giovani "in ricerca vocazionale": ricerca che, per essere genuina e autentica, è sempre anche "di senso", ricerca di una vita "spesa bene" e soprattutto segnata dal desiderio di comprendere e compiere in primo luogo la Volontà di Dio.
In questo mese in cui si celebra "la giornata della memoria", mi piace riproporvi la testimonianza provocante di un  francescano, un "frate Minore Conventuale", un frate della Basilica del Santo, P. Placido Cortese (1907-1944), morto martire per avere salvato la vita a centinaia di ebrei e rifugiati durante la Seconda guerra mondiale. Con uno stratagemma ingegnoso, Padre Placido, per anni, aveva preso le foto degli ex voto che i fedeli affidavano alla tomba di S.Antonio per confezionare documenti falsi e consentire così a ebrei e dissidenti di passare la frontiera e mettersi in salvo in Svizzera. Ma il prezzo da pagare alle SS fu atroce. "Morì sotto tortura  e il suo corpo fu disperso nelle cosiddette fauci di Trieste a San Sabba". Nonostante le torture, padre Cortese non rivelò mai i nomi delle persone che proteggeva. E oggi del frate resta un busto in bronzo nel chiostro della Magnolia della basilica di Sant'Antonio a Padova, oltre che un posto tra gli eroi silenziosi che "salvando una vita - come recita il Talmud - salvano il mondo intero".
Davvero stupenda cari fratelli questa "vocazione" segnata dal martirio, estremo segno di una vita totalmente consegnata al Signore e ai fratelli come frate e prete.
Se dunque anche tu che mi leggi, forse pensi alla vocazione religiosa e francescana o sacerdotale....guarda a questi esempi, preparati a questa donazione totale...!! Non saranno possibili infatti altre vie intermedie o mediocri, ma il Signore ti chiederà tutto! Sei disposto a questo??? Ti benedico. frate Alberto
P. Placido Cortese nel chiostro del  Santo, con in braccio un bambino.
Amo i martiri, soprattutto cristiani. Il loro sacrificio mi entusiasma fino alla commozione. Lo ritengo una testimonianza superiore alle mie forze. Parlando di loro mi sembra di far qualcosa che meritano. In un contesto di indifferenza religiosa o di debole pratica cristiana, il martire per la fede, ma soprattutto per amore al prossimo, sveglia la coscienza dei tiepidi e li richiama alla propria responsabilità. (...) A buon diritto padre Placido, per il suo silenzio, per non avere, cioè, voluto fornire il nome dei suoi collaboratori, è considerato lo Schindler italiano o anche il Padre Kolbe patavino, partigiano di Dio, perché aveva fatto di Padova e dintorni il teatro della sua attività di soccorso a ebrei, profughi, famiglie colpite dale tragedie della guerra e dalla fame.
Alla voce ucciso, normalmente segue data e luogo. Di Cortese si sa con certezza che fu assassinato dalla Gestapo a Trieste: a Piazza Oberdan o alla Risiera di San Sabba. Il tenente colonnello Vauhnik, capo della rete informativa pro-alleati, testimonia, per iscritto, che a frate Placido la Gestapo cavò gli occhi, tagliò la lingua e lo seppellì vivo.

La scelta di padre Placido, direttore del Messaggero di sant'Antonio quando venne imprigionato dalla Gestapo, non è ideologica e in contrasto con il Vangelo. È piuttosto un segno di contraddizione di fronte alla crudeltà del nazismo. Non gli bastava la preghiera recitata con i confratelli tra le mura del convento, la sua stessa vita era diventata un continuo colloquio con il Cristo crocifisso, visibile sul volto di centinaia di poveri cristi, che gli ispiravano comportamenti di resistenza a volte inverosimili. Soleva dire: Non si può essere spettatori in una guerra. (P. Francesco Ruffato - biografo e studioso della figura di P. Placido)


Se cerchi degli approfondimenti sulla figura di p.Placido Cortese disponibili on-line:
Cfr video e un mio post  precedente al riguardo, così come in "santi e beati", o nel sito della Basilica o testimonianze varie

Nessun commento:

Posta un commento

Lascia qui il tuo commento all'articolo. Lo leggeremo e cercheremo di pubblicarlo quanto prima. Grazie del tuo contributo al Blog!