venerdì 1 aprile 2011

Cos'è la vocazione? Cosa non è?


COSA E' LA VOCAZIONE?

Vuoi sapere come investire la vita?
È il problema di tutti. Il tuo problema è serio perché ognuno ha una vocazione, anzi è una vocazione e la riuscita dipende dalla risposta che ognuno sa dare: vivere infatti è rispondere. Come scoprire la propria vocazione? Leggi il seguito.

Da ogni seme può nascere un fiore
Cos'è una vocazione se non un piccolo seme? Un germoglio da annaffiare e coltivare con ogni premura e delicatezza...!?

La vocazione non è una scelta ma una risposta
L’uomo è per natura e per vocazione un essere religioso. Da Dio viene e a Dio ritorna. L’uomo è creato per vivere in comunione con Dio, nel quale trova la propria felicità. Nel Vangelo vediamo Gesù chiamare a sé quelli che poi farà suoi discepoli: “Non siete voi che avete scelto me, ma io ho scelto voi e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga”. (Gv 15,16) All’origine di ogni autentica chiamata vi è dunque il Signore che sceglie e invita alla sua sequela. La chiesa manifesta nella diversità e nella molteplicità delle vocazioni la ricchezza dello Spirito che distribuisce liberamente i suoi doni, secondo un progetto divino. La vita consacrata è perciò una risposta ad una chiamata di Dio. Una tale vocazione, difatti, non si può costruire; la si riceve da Dio. Questo è il senso proprio della parola vocazione che significa “chiamare”.

Come faccio a conoscere la volontà di Dio su di me?
Devi pregare ogni giorno, chiedendo a Dio che ti riveli quali sono i suoi piani su di te. Non chiedere a te stesso “ Cosa voglio fare per la mia vita ?” Questo è una domanda sbagliata! Invece, dovresti pensare e chiederti “ Gesù, cosa vuoi che io faccia?” come chiedeva spesso San Francesco all'inizio della sua ricerca. E cerca di sentire la risposta! Il primo luogo di rivelazione è il cuore. Ascolta con il cuore! Prova a cogliere alcuni segni che parlano nella tua vita; confronta la tua vita e i tuoi sogni e i tuoi timori con una Guida, un Padre spirituale, un sacerdote o un religioso buono che ti accompagni nel discernimento...(fondamentale!!!).

Che cosa è la vocazione?
La vocazione è una chiamata di Dio per compiere qualcosa di specifico per Lui e per il Suo Regno. Dio mi ha creato, mi ha preso per mano e il suo sogno è quello di condividere, in tutto, la mia vita. Dio mi ha creato per esser felice! La prima vocazione di ogni persona è di essere santa! E’ la chiamata ad amare e a servire Dio, obbedire ai suoi comandamenti e di cooperare alla redenzione iniziata da Gesù amando e servendo gli altri. Ma tutti noi siamo chiamati a vivere la vocazione alla santità attraverso vie particolari per mezzo delle quali ci santifichiamo.

Posso essere felice se non seguo ciò che Dio ha pianificato per me?
Se non segui ciò che Dio ha pianificato per te, puoi ottenere un basso livello di felicità vera in questo mondo e non potrai mai essere così felice come avresti potuto esserlo, se tu avessi scelto di seguire la tua vocazione. Per questo è molto importante che tu la scopra e la segua attentamente. La vocazione è la decisione più importante che prenderai in tutta la tua vita. Certamente, ci sono prove e difficoltà in ogni vocazione. Diventare frate, prete, religioso o missionario non toglie tutta la sofferenza dalla vita. Ma c’è grande gioia nell'appoggiare la propria vita a Gesù. Siamo chiamati ad amare e a servire, perché servire è la manifestazione più immediata dell’amore.

Vocazione: come te ne accorgi?
1. SEGNI premonitori:  Esistono molti modi per scoprire che Dio ti sta chiamando. Qui di seguito trovi i sintomi più frequenti.
= Desideri realizzare qualcosa di importante per te e per la tua vita.
= Percepisci nel cuore che Dio ti sta chiedendo qualcosa in più.
= Ti crea forte disagio vedere gli uomini soffrire.
= La vita normale che conduci ti piace, ma senti che in fondo ti manca qualcosa.
N.B.: Devo fare ciò che mi piace di più. Quello che “mi piace per davvero” è ciò che realizza il desiderio più profondo celato nel mio intimo e che, quasi mai, è il primo che salta in mente; anzi, di solito è quello che mi fa più paura di tutto.
2. Devi essere ONESTO.
= Davanti a Dio e a te stesso.
= Perché: soltanto tu devi rispondere a Dio.
= Perché: ci sono molti giovani che temono la vocazione e preferiscono nascondersi dietro mille pretesti.
= Che peccato pensare che Dio ti stia proponendo qualcosa che non ti rende felice!
= Devo scegliere ciò che mi costa di più. La vita è impegno e responsabilità ed è solo attraverso lo sforzo che si realizza il meglio di noi stessi.
3. Devi avere alcune qualità.
= Se Dio ti sta chiamando ti darà sicuramente le qualità necessarie per diventare sacerdote o consacrata. 
= Devi scoprire se possiedi tali qualità. Per questo parla con serenità al tuo direttore spirituale, sapendo che con lui potrai fare un cammino di discernimento, e piano piano scoprire ciò che Dio vuole veramente da te.
4. Ricordati che la vocazione è un PROCESSO.
= La vocazione francescana è un processo come tutte le storie d’amore.
= Non pretendere da te stesso risposte fulminee.
= Tieni conto che Dio si nasconde quando ci chiama, perché vuole lasciarci il margine sufficiente per agire (altrimenti non sarebbe una vera storia d’amore).
= Preferisci sempre ciò che serve di più agli altri.
= Scegli solo ciò che ti dà la vera pace del cuore. La scelta più autentica, anche se molto difficile, è quella che, sia quando la immagini che quando l’attui, è capace di farti sentire bene; è quella che dà pace al tuo cuore inquieto, facendoti sentire al giusto posto.
= Chiedi consiglio al tuo direttore spirituale per essere sufficientemente obiettivo nel tuo giudizio.
= Approfitta dei ritiri e incontri vocazionali del Gruppo San Damiano per conoscere più da vicino la vocazione religiosa  e l’ambiente e la vita di un convento e dei frati francescani.

COSA NON E' LA VOCAZIONE?

= Non è un sentimento:  Si  è soliti  dire "sento" la vocazione;  in realtà la vocazione "non si sente". Piuttosto, è una certezza interiore che nasce dalla grazia di Dio che tocca la mia anima e chiede una risposta libera. Se Dio ti sta chiamando la certezza dentro di te crescerà tanto più quanto tu gli risponderai con generosità.
= Non è un rifugio per chi teme di affrontare la vita.
= Non è una carriera come le altre: è una storia d’amore.
= Non è una sicurezza matematica: la vocazione religiosa deve tener presente il rischio dell’amore, ma ricorda, è un rischio che è nelle mani di Dio.
= Non è un destino irrevocabile: Molti infatti credono che coloro che partono "vanno perché vanno"! E' invece un mistero d’amore. Se non si corrisponde, l’amore rimane frustrato.

CHI E' IL FRATE FRANCESCANO?

= È un innamorato! E' colui che rispondendo alla chiamata del Signore, sente forte il desiderio di amore e di totale dedizione a Lui. Come il Signore vuole vivere;  per Lui, con Lui e in Lui.
= S. Francesco:  è il riferimento ideale per questa sequela radicale del Signore e del Suo vangelo.
=La fraternità (il frate non è mai solo):  è l'ambiente quotidiano dove vivere questa chiamata.
= Il servizio: l'atteggiamento naturale e irrinunciabile per ogni francescano. 
= La povertà e la semplicità:  lo stile di ogni suo gesto.
= La letizia e la gioia; un sentire tipico di ogni  frate.

E TU...? HAI MAI PENSATO DI...
DIVENTARE FRATE FRANCESCANO?

Pace e bene a tutti!

fra' Alberto
fra.alberto@davide.it




5 commenti:

  1. Perché presso i frati minori conventuali gli anni di postulandato sono due e in altre comunità religiose sono ridotti ad uno o anche a sei mesi? Due anni non svilirebbero le motivazioni dell’aspirante?

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  2. Caro amico (come ti chiami?) , comprendo da un lato le tue perplessità, ma d'altra parte, la nostra scelta è legata ad una lunghissima esperienza in materia e ci pare, tuttosommato, la scelta migliore (soprattutto nell'interesse del giovane). In tempi di scarsità vocazionale , infatti, anche noi frati potremmo essere indotti ad affrettare le cose, riducendo tempi e accelerando la formazione...(per fare "mucchio"!!!)e soprattutto calcare la mano sullo slancio iniziale di un giovane che chiede di venire da noi. In realtà ci sta soprattutto a cuore il cammino e la vita di questi giovani che si rivolgono a noi. Due anni di postulato infatti sembrano tanti, ma in realtà sono il tempo necessario prima di tutto per ambientarsi e capire "dove si è" (in genere ci vogliono alcuni mesi), quindi per sbollire un pò i facili entusiasmi e consentire al giovane di vivere una vera e autentica esperienza francescana, dove non sono lesinate le difficoltà e i momenti di crisi sempre salutari, dove è possibile uno schietto confronto con noi frati (fatti di pregi e anche molti limiti..).E in genere, le difficoltà del percorso, le crisi vocazionali, si manifestano nel secondo anno..(mentre il primo solitamente fila via abbastanza liscio e sull'onda dell'entusiasmo iniziale). Il postulato di due anni è quindi a nostro parere un tempo "sensato" in cui il giovane ha la possibilità di interrogarsi seriamente sulla strada che intende intraprendere..: maturando la propria convinzione nella bellezza dellanostra vita, ma anche attraverso passaggi di crisi e difficoltà, vivendo in fraternità, crescendo nello spirito e nello stile del servizio. Un postulato di questo tipo (sempre secondo la nostra esperienza-non mi permetto di giudicare altre modalità) consente quindi di accedere al noviziato (in cui ci si decide per una scelta di vita e per la vita) e agli anni successivi con maggiore serenità e consapevolezza. Va detto poi che il postulato è ricordato da tanti frati come il tempo più bello e arricchente del loro cammino formativo per la molteplicità di proposte offerte e la libertà concessa di sperimentare da vicino la vita francescana prima comunque di grandi scelte. In ogni caso, se sei in ricerca e ti senti un poco intimorito da questo percorso, ti consiglio di andare in un nostro Portulato a vivere un'esperienza di alcuni giorni con i nostri giovani, per confrontarti anche con loro, conoscere più da vicino questa realtà e fartene un'idea personale. Ti ricordo e affido al Signore. Un abbraccio. Ti benedico. frate Alberto

    se mi vuoi scrivere personalmente: fra.alberto@davide.it

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  3. Grazie di cuore
    pace e bene

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  4. Lei parla di onestà con Dio e con se stessi ma come potremmo mai essere onesti se prima non ci "conosciamo"?Come possiamo essere "onesti" con noi stessi quando nelle "scelte"che facciamo siamo prede di emozioni?Il più delle volte "decidiamo,facciamo" solo
    perchè spinti da un fattore esterno,quasi mai da scelta ponderata,in questa situazione
    la "vocazione" è una "chiamata a tempo?

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    1. Pace a te. grazie della fiducia e del contributo. Al riguardo ecco perché è sempre necessario intraprendere, prima di qualsiasi scelta di vita religiosa, un cammino serio di discernimento che vada oltre un semplice sentire o un'emozione del momento. la vocazione, come sopra scrivevo, NON è un sentimento! fra Alberto

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