martedì 26 aprile 2011

La Vocazione di GIOVANNI PAOLO II -



VOCAZIONE COME....CHIAMATA
Dal vangelo di Luca (Lc 5, 1-4.10)
Mentre egli stava in piedi sulla riva del lago di Genezaret e la folla si strin-geva intorno a lui per udire la parola di Dio, Gesù vide due barche ferme a riva: da esse i pescatori erano smontati e lavavano le reti. Montato su una di quelle barche, che era di Simone, lo pregò di scostarsi un poco da terra; poi, sedutosi sulla barca, insegnava alla folla. Com'ebbe terminato di parlare, dis-se a Simone: «Prendi il largo, e gettate le reti per pescare (…) Non temere; d'ora in poi sarai pescatore di uomini».

Dal Messaggio del Santo Padre Giovanni Paolo II per la XLII giornata mondiale di preghiera per le vocazioni
"Duc in altum!" Il comando di Cristo è particolarmente attuale nel nostro tempo, in cui una certa mentalità diffusa favorisce il disimpegno personale davanti alle difficoltà. La prima condizione per "prendere il largo" è coltivare un profondo spirito di preghiera alimentato dal quotidiano ascolto della Parola di Dio. Nella preghiera si sviluppa quel dialogo con Cristo che ci rende suoi intimi. Chi apre il cuore a Cristo non soltanto comprende il mistero della propria esistenza, ma anche quello della propria vocazione, e matura splendidi frutti di grazia. Vivendo il Vangelo il cristiano diventa sempre più capace di amare al modo stesso di Cristo, di cui accoglie l’esortazione: "Siate perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste" (Mt 5, 48).
VOCAZIONE COME...RISPOSTA
Dall’omelia delle esequie per Giovanni Paolo II del Card. J. Ratzinger
Lavorando in una fabbrica chimica, circondato e minacciato dal terrore na-zista, ha sentito la voce del Signore: Seguimi! In questo contesto molto par-ticolare cominciò a leggere libri di filosofia e di teologia, entrò poi nel semi-nario clandestino creato dal Card. Sapieha e dopo la guerra poté completare i suoi studi nella facoltà teologica dell’Università Jaghellonica di Cracovia.

Dal Messaggio del Santo Padre Giovanni Paolo II per la XLII giornata mondiale di preghiera per le vocazioni
Cari giovani, è a voi che, in modo particolare, rinnovo l’invito di Cristo a "prendere il largo". Voi vi trovate a dover assumere decisioni importanti per il vostro futuro. Conservo nel cuore il ricordo delle numerose occasioni d’incontro che negli anni passati ho avuto con i giovani, oggi diventati adulti e forse genitori di alcuni di voi, o sacerdoti, religiosi e religiose, vostri educa-tori nella fede. Li ho visti allegri come devono essere i ragazzi, ma anche pensosi, perché presi dal desiderio di dare ‘senso’ pieno alla loro esistenza. Ho capito sempre più che è forte nell’animo delle nuove generazioni l’attrazione verso i valori dello spirito, è sincero il loro desiderio di santità. I giovani hanno bisogno di Cristo, ma sanno anche che Cristo ha volu-to aver bisogno di loro. Fidatevi di Lui, mettetevi in ascolto dei suoi inse-gnamenti, fissate lo sguardo sul suo volto, perseverate nell’ascolto della sua Parola. Lasciate che sia Lui a orientare ogni vostra ricerca e aspirazione, ogni vostro ideale e desiderio del cuore.
VOCAZIONE COME...DONARE VITA
Dal vangelo di Marco (Mc 8, 34-35; 10,21 )
Convocata la folla insieme ai suoi discepoli, disse loro: «Se qualcuno vuol venire dietro di me rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua. Per-ché chi vorrà salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia e del vangelo, la salverà.»
(...) Allora Gesù, fissatolo, lo amò e gli disse: «Una cosa sola ti manca: va', ven-di quello che hai e dàllo ai poveri e avrai un tesoro in cielo; poi vieni e se-guimi».

Dall’omelia delle esequie per Giovanni Paolo II del Card. J. Ratzinger
Il nostro Papa – lo sappiamo tutti – non ha mai voluto salvare la propria vi-ta, tenerla per sé; ha voluto dare se stesso senza riserve, fino all’ultimo mo-mento, per Cristo e così anche per noi. Proprio in tal modo ha potuto spe-rimentare come tutto quanto aveva consegnato nelle mani del Signore è ri-tornato in modo nuovo: l’amore alla parola, alla poesia, alle lettere fu una parte essenziale della sua missione pastorale e ha dato nuova freschezza, nuova attualità, nuova attrazione all’annuncio del Vangelo, proprio anche quando esso è segno di contraddizione.

VOCAZIONE COME... MISSIONE
Dall’omelia delle esequie per Giovanni Paolo II del Card. J. Ratzinger
"Come il Padre ha amato me, così anch’io ho amato voi. Rimanete nel mio amore" (Gv 15, 9). In queste tre parole vediamo tutta l’anima del nostro Santo Padre. E’ realmente andato ovunque ed instancabilmente per portare frutto, un frutto che rimane. "Alzatevi, andiamo!", è il titolo del suo penultimo libro. "Alzatevi, andiamo!" – con queste parole ci ha risvegliato da una fede stanca, dal sonno dei discepoli di ieri e di oggi. "Alzatevi, andiamo!" dice anche oggi a noi.
Preghiera semplice di S. Francesco d’Assisi
Signore fa di me uno strumento della tua Pace:
Dove è odio, ch’io porti l’Amore,
Dove è offesa, ch’io porti il Perdono.
Dove è discordia, ch’io porti l’Unione.
Dove è dubbio, ch’io porti la Fede.
Dove è errore, ch’io porti la Verità.
Dove è disperazione, ch’io porti la Speranza.
Dove è tristezza, ch’io porti la Gioia.
Dove sono le tenebre,. ch’io porti la Luce.
Fa ch’io non cerchi tanto:
Ad essere consolato, quanto a consolare.
Ad essere compreso, quanto a comprendere.
Ad essere amato, quanto ad amare.
Poiché Si è: Dando che si riceve;
Perdonando che si è perdonati;
morendo, che si risuscita a Vita eterna.
VOCAZIONE COME PARTECIPAZIONE … ALLA PASSIONE DI GESU'
Dall’omelia delle esequie per Giovanni Paolo II del Card. J. Ratzinger
Seguimi! Nell’ottobre 1978 il Card. Wojtyła ode di nuovo la voce del Signo-re. Si rinnova il dialogo con Pietro riportato nel Vangelo di questa celebra-zione: "Simone di Giovanni, mi ami? Pasci le mie pecorelle!"
Il Santo Padre è stato poi sacerdote fino in fondo, perché ha offerto la sua vita a Dio per le sue pecore e per l’intera famiglia umana, in una donazione quotidiana al servizio della Chiesa e soprattutto nelle difficili prove degli ul-timi mesi. Così è diventato una sola cosa con Cristo, il buon pastore che ama le sue pecore.

Dall’omelia delle esequie per Giovanni Paolo II del Card. J. Ratzinger
Divina Misericordia: Il Santo Padre ha trovato il riflesso più puro della mise-ricordia di Dio nella Madre di Dio. Lui, che aveva perso in tenera età la mamma, tanto più ha amato la Madre divina. Ha sentito le parole del Signo-re crocifisso come dette proprio a lui personalmente: "Ecco tua madre!". Ed ha fatto come il discepolo prediletto: l’ha accolta nell’intimo del suo essere (Gv 19, 27) – Totus tuus. E dalla Madre ha imparato a conformarsi a Cristo.
Atto di Affidamento a Maria, Madre della Speranza
Maria, Madre della speranza, a Te con fiducia ci affidiamo.
Con Te intendiamo seguire Cristo, Redentore dell'uomo:
la stanchezza non ci appesantisca, né la fatica ci rallenti,
le difficoltà non spengano il coraggio, né la tristezza la gioia del cuore.
Tu Maria, Madre del Redentore continua a mostrarti Madre per tutti,
veglia sul nostro cammino e aiuta i tuoi figli,
perché incontrino, in Cristo, la via di ritorno al Padre comune! Amen.
(Giovanni Paolo II a Fatima)

domenica 24 aprile 2011

Buona Pasqua

24 aprile 2011

Domenica di Pasqua nella Risurrezione del Signore
Tante le parole e riflessioni belle di questi giorni….
E allora, semplicemente,
dal convento e dalla basilica del Santo in Padova
a ciascuno di voi e ai vostri Cari
l’augurio di far esperienza del Signore Risorto, nostra pace e pienezza!

frate Alberto e i frati della Basilica




venerdì 22 aprile 2011

frate Massimiliano Kolbe: un Santo "pasquale"


Cari amici ricorrono quest'anno i 70 anni dalla morte di San Massimiliano Kolbe, un confratello della mia famiglia religiosa francescana dei Frati Minori Conventuali , che nel terribile campo di concentramento di Auschwitz, offrì la sua vita in SACRIFICIO al posto di un altro prigioniero condannato a morte.
In questi giorni in cui celebriamo la passione, morte e resurrezione del nostro Signore Gesù, mi piace riproporvi la figura di questo eroico confratello, che concretamente rinnovò la passione del Signore, annunciò con la sua testimonianza la vittoria del bene sul male, della vita sulla morte; proclamò con la sua fede il Cristo Risorto e vivente in eterno.
Il suo esempio ci aiuti a vivere questi giorni  nella speranza della Pasqua.
auguri fraterni a ciscuno di voi e alle vostre famiglie. frate Alberto

sabato 16 aprile 2011

Settimana Santa 2011

“…cominciò a provare tristezza ed angoscia. E disse loro: ‘La mia anima è triste sino alla morte; restate qui e vegliate con me’ (Mt 26,37-38 ).


“…Il nostro Dio è differente. Perché è salito sulla croce? Per essere con me e come me. Perché io possa essere con lui e come lui. Essere in croce è ciò che Dio, nel suo amore, deve all’uomo che è in croce. L’amore conosce molti doveri, ma il primo di questi doveri è di essere insieme con l’amato, come una mamma quando il figlio sta male e vorrebbe prendere su di sé il male del suo bambino, ammalarsi lei per guarire suo figlio. Per trascinarlo fuori, in alto, con sé. La croce è l’abisso dell’amore dove Dio, a braccia spalancate ci dice: Ti amo” (padre Ermes Ronchi).


Buona Santa Settimana!

mercoledì 13 aprile 2011

Domenica delle palme: Giornata mondiale della Gioventù

Domenica delle Palme: Gesù entra trionfante a Gerusalemme
Dai rami di osanna, al legno della Croce

Inizia con la domenica delle Palme la grande settimana dell'Anno liturgico, la settimana santa, nella quale i cristiani sono invitati a raccogliersi in meditazione sulla Passione del Signore nostro Gesù Cristo.
I momenti salienti dei riti liturgici di questa domenica sono tre: la benedizione dei rami d’olivo o delle palme, la solenne processione e la lettura della Passione di Gesù secondo Matteo.
Inoltre, per desiderio del Papa Paolo VI, questa domenica è anche Giornata mondiale della Gioventù a carattere locale.
Le palme o i rami ricordano l’ingresso trionfale di Gesù in Gerusalemme, la città santa, perché il popolo aveva trovato in lui il suo messia. Nella processione, il popolo cristiano è invitato ad accompagnare Gesù, re dei martiri, nel suo combattimento. Ognuno di noi è invitato ad accompagnarelo, non tanto in un tempio fatto di pietre, quanto piuttosto nel tempio vivo delle anime redente e purificate dal suo preziosissimo Sangue.
L’inno ”Onore e gloria a te, o Cristo, re e Salvatore” afferma il sovrano diritto di Gesù a regnare nei cuori, nelle famiglie, nella società.  I rami sono portati a casa, come segno e augurio di pace.
E’ la Passione di Gesù l’evento redentore e pacificatore.
Le parole di Paolo, nella lettura dalla Lettera ai Filippesi, sono quasi una sintesi della vita e della missione compiuta dal Servo sofferente. Egli seppe vivere in atteggiamento di obbedienza al Padre e di servizio ai fratelli, fino al dono della sua vita.  E il Padre lo ha proclamato Signore. Paolo invita i cristiani ad avere in sé ”gli stessi sentimenti che furono in Cristo Gesù”.
Il tema conduttore della liturgia della domenica delle Palme è quindi suggerito da questo inno cristologico. In esso si contempla e si celebra il dramma di umiliazione e di esaltazione di Cristo, il dramma del suo abbassamento che culmina sulla croce nella sua glorificazione e nella salvezza di tutti. E’ l’adempimento e la pienezza delle Scritture. E' l' attuazione del progetto eterno d’amore del Padre, al quale il Figlio, con identico amore, ha aderito, fino alla fine.
La Giornata della Gioventù si celebra in questa domenica perché, insieme ai fanciulli, sono stati soprattutto i GIOVANI, col loro entusiasmo, a promuovere il trionfo di Gesù al suo ingresso nella Città santa. E’ anche un atto di riconoscimento da parte della Chiesa verso i giovani, essenziali per la speranza di un futuro cristiano.  Essi sono capaci di entusiasmo e di creatività.
La Chiesa di cui sono porzione diletta prega perché essi, disponibili e lieti, si mettano alla sequela di Gesù, pronti ad essere inviati là ove Lui li vuole, illuminati e rafforzati dallo Spirito Santo.


Abbè Joseph Ndoum

Per diventare frate a chi posso rivolgermi?

Cari amici, ecco una DOMANDA chi mi giunge spesso:
"PER DIVENTARE FRATE A CHI DEVO RIVOLGERMI ? COME POSSO FARE?"

La mia RISPOSTA è molto semplice.
Caro amico, se desideri conoscere più da vicino la nostra vita francescana, è bene che tu possa avviare un contatto e un dialogo personale con un frate. Può darsi che tu non conosca nessun francescano e che vicino a te non ci siano conventi o nostre comunità.
Se lo desideri MI PUOI SCRIVERE;  TI INDICHERO' CHI CONTATTARE nella tua città o regione .

Il Signore guidi i passi di tutti coloro che sentono un richiamo alla nostra vita sulle orme di San Francesco.
pace e bene. frate Alberto
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Questa è la mia mail: fra.alberto@davide.it

sabato 2 aprile 2011

Francescani nel mondo: Polonia - Franciszkanie


Cari amici, ecco un bellissimo video sulla vita dei frati realizzato dai confratelli polacchi.
Lo spirito di san Francesco davvero non ha confini. Buona domenica a tutti.
frate Alberto

venerdì 1 aprile 2011

Cos'è la vocazione? Cosa non è?


COSA E' LA VOCAZIONE?

Vuoi sapere come investire la vita?
È il problema di tutti. Il tuo problema è serio perché ognuno ha una vocazione, anzi è una vocazione e la riuscita dipende dalla risposta che ognuno sa dare: vivere infatti è rispondere. Come scoprire la propria vocazione? Leggi il seguito.

Da ogni seme può nascere un fiore
Cos'è una vocazione se non un piccolo seme? Un germoglio da annaffiare e coltivare con ogni premura e delicatezza...!?

La vocazione non è una scelta ma una risposta
L’uomo è per natura e per vocazione un essere religioso. Da Dio viene e a Dio ritorna. L’uomo è creato per vivere in comunione con Dio, nel quale trova la propria felicità. Nel Vangelo vediamo Gesù chiamare a sé quelli che poi farà suoi discepoli: “Non siete voi che avete scelto me, ma io ho scelto voi e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga”. (Gv 15,16) All’origine di ogni autentica chiamata vi è dunque il Signore che sceglie e invita alla sua sequela. La chiesa manifesta nella diversità e nella molteplicità delle vocazioni la ricchezza dello Spirito che distribuisce liberamente i suoi doni, secondo un progetto divino. La vita consacrata è perciò una risposta ad una chiamata di Dio. Una tale vocazione, difatti, non si può costruire; la si riceve da Dio. Questo è il senso proprio della parola vocazione che significa “chiamare”.

Come faccio a conoscere la volontà di Dio su di me?
Devi pregare ogni giorno, chiedendo a Dio che ti riveli quali sono i suoi piani su di te. Non chiedere a te stesso “ Cosa voglio fare per la mia vita ?” Questo è una domanda sbagliata! Invece, dovresti pensare e chiederti “ Gesù, cosa vuoi che io faccia?” come chiedeva spesso San Francesco all'inizio della sua ricerca. E cerca di sentire la risposta! Il primo luogo di rivelazione è il cuore. Ascolta con il cuore! Prova a cogliere alcuni segni che parlano nella tua vita; confronta la tua vita e i tuoi sogni e i tuoi timori con una Guida, un Padre spirituale, un sacerdote o un religioso buono che ti accompagni nel discernimento...(fondamentale!!!).

Che cosa è la vocazione?
La vocazione è una chiamata di Dio per compiere qualcosa di specifico per Lui e per il Suo Regno. Dio mi ha creato, mi ha preso per mano e il suo sogno è quello di condividere, in tutto, la mia vita. Dio mi ha creato per esser felice! La prima vocazione di ogni persona è di essere santa! E’ la chiamata ad amare e a servire Dio, obbedire ai suoi comandamenti e di cooperare alla redenzione iniziata da Gesù amando e servendo gli altri. Ma tutti noi siamo chiamati a vivere la vocazione alla santità attraverso vie particolari per mezzo delle quali ci santifichiamo.

Posso essere felice se non seguo ciò che Dio ha pianificato per me?
Se non segui ciò che Dio ha pianificato per te, puoi ottenere un basso livello di felicità vera in questo mondo e non potrai mai essere così felice come avresti potuto esserlo, se tu avessi scelto di seguire la tua vocazione. Per questo è molto importante che tu la scopra e la segua attentamente. La vocazione è la decisione più importante che prenderai in tutta la tua vita. Certamente, ci sono prove e difficoltà in ogni vocazione. Diventare frate, prete, religioso o missionario non toglie tutta la sofferenza dalla vita. Ma c’è grande gioia nell'appoggiare la propria vita a Gesù. Siamo chiamati ad amare e a servire, perché servire è la manifestazione più immediata dell’amore.

Vocazione: come te ne accorgi?
1. SEGNI premonitori:  Esistono molti modi per scoprire che Dio ti sta chiamando. Qui di seguito trovi i sintomi più frequenti.
= Desideri realizzare qualcosa di importante per te e per la tua vita.
= Percepisci nel cuore che Dio ti sta chiedendo qualcosa in più.
= Ti crea forte disagio vedere gli uomini soffrire.
= La vita normale che conduci ti piace, ma senti che in fondo ti manca qualcosa.
N.B.: Devo fare ciò che mi piace di più. Quello che “mi piace per davvero” è ciò che realizza il desiderio più profondo celato nel mio intimo e che, quasi mai, è il primo che salta in mente; anzi, di solito è quello che mi fa più paura di tutto.
2. Devi essere ONESTO.
= Davanti a Dio e a te stesso.
= Perché: soltanto tu devi rispondere a Dio.
= Perché: ci sono molti giovani che temono la vocazione e preferiscono nascondersi dietro mille pretesti.
= Che peccato pensare che Dio ti stia proponendo qualcosa che non ti rende felice!
= Devo scegliere ciò che mi costa di più. La vita è impegno e responsabilità ed è solo attraverso lo sforzo che si realizza il meglio di noi stessi.
3. Devi avere alcune qualità.
= Se Dio ti sta chiamando ti darà sicuramente le qualità necessarie per diventare sacerdote o consacrata. 
= Devi scoprire se possiedi tali qualità. Per questo parla con serenità al tuo direttore spirituale, sapendo che con lui potrai fare un cammino di discernimento, e piano piano scoprire ciò che Dio vuole veramente da te.
4. Ricordati che la vocazione è un PROCESSO.
= La vocazione francescana è un processo come tutte le storie d’amore.
= Non pretendere da te stesso risposte fulminee.
= Tieni conto che Dio si nasconde quando ci chiama, perché vuole lasciarci il margine sufficiente per agire (altrimenti non sarebbe una vera storia d’amore).
= Preferisci sempre ciò che serve di più agli altri.
= Scegli solo ciò che ti dà la vera pace del cuore. La scelta più autentica, anche se molto difficile, è quella che, sia quando la immagini che quando l’attui, è capace di farti sentire bene; è quella che dà pace al tuo cuore inquieto, facendoti sentire al giusto posto.
= Chiedi consiglio al tuo direttore spirituale per essere sufficientemente obiettivo nel tuo giudizio.
= Approfitta dei ritiri e incontri vocazionali del Gruppo San Damiano per conoscere più da vicino la vocazione religiosa  e l’ambiente e la vita di un convento e dei frati francescani.

COSA NON E' LA VOCAZIONE?

= Non è un sentimento:  Si  è soliti  dire "sento" la vocazione;  in realtà la vocazione "non si sente". Piuttosto, è una certezza interiore che nasce dalla grazia di Dio che tocca la mia anima e chiede una risposta libera. Se Dio ti sta chiamando la certezza dentro di te crescerà tanto più quanto tu gli risponderai con generosità.
= Non è un rifugio per chi teme di affrontare la vita.
= Non è una carriera come le altre: è una storia d’amore.
= Non è una sicurezza matematica: la vocazione religiosa deve tener presente il rischio dell’amore, ma ricorda, è un rischio che è nelle mani di Dio.
= Non è un destino irrevocabile: Molti infatti credono che coloro che partono "vanno perché vanno"! E' invece un mistero d’amore. Se non si corrisponde, l’amore rimane frustrato.

CHI E' IL FRATE FRANCESCANO?

= È un innamorato! E' colui che rispondendo alla chiamata del Signore, sente forte il desiderio di amore e di totale dedizione a Lui. Come il Signore vuole vivere;  per Lui, con Lui e in Lui.
= S. Francesco:  è il riferimento ideale per questa sequela radicale del Signore e del Suo vangelo.
=La fraternità (il frate non è mai solo):  è l'ambiente quotidiano dove vivere questa chiamata.
= Il servizio: l'atteggiamento naturale e irrinunciabile per ogni francescano. 
= La povertà e la semplicità:  lo stile di ogni suo gesto.
= La letizia e la gioia; un sentire tipico di ogni  frate.

E TU...? HAI MAI PENSATO DI...
DIVENTARE FRATE FRANCESCANO?

Pace e bene a tutti!

fra' Alberto
fra.alberto@davide.it