lunedì 7 febbraio 2011

Vocazione francescana


LA VOCAZIONE FRANCESCANA
L'esperienza di consacrazione religiosa francescana è quella di tanti frati che vivono il loro rapporto con Dio in modo radicale, ispirandosi alla vita, all'esempio e alla Regola di San Francesco d'Assisi.
Ecco alcuni pilastri fondamentali di questa chiamata:

1) Primato di Dio:  Il frate, attraverso l’ascolto (atteggiamento fondamentale di ogni credente), è colui che ha percepito per la sua vita una chiamata alla radicalità e alla sequela (seguimi!) nell'amore esclusivo per il Signore, sul modello dei primi discepoli. Per custodire e coltivare questo invito e questo amore, ha come primo riferimento il Vangelo e la Preghiera come strada fondamentale e irrinunciabile. Come San Francesco, "uomo fatto preghiera", la sua giornata è caratterizzata da un rapporto privilegiato con il Signore e nelle comunità francescane la vita è sempre scandita dagli orari della preghiera. Il frate è dunque prima di ogni altra cosa, "un uomo di Dio". Il voto di castità vuole esprimere proprio questo suo amore esclusivo e totale per il Signore. Anche i voti di obbedienza e povertà si radicano nel Primato di Dio: al Signore e alla Sua Parola infatti il frate dona tutta la sua obbedienza e volontà; ugualmente. il Signore è l'unico e primo suo bene che surclassa tutti gli altri beni umani o materiali che potrebbe possedere.
2) La fraternità: Il frate è colui che testimonia ad ogni uomo la comune figliolanza in Dio Padre di tutti. In lui chiunque può intuire e vedere e sperimentare cosa significhi "essere fratelli", essere un dono reciproco oltre ogni legame di sangue, razza o cultura. La comunità - (chi è chiamato lascia tutto e va a vivere in una comunità) è lo spazio dove condividere con altri fratelli ogni aspetto della vita, portando avanti un cammino di comunione, nell’impegno al celibato e la condivisione dei beni e di tutto il resto. Il frate è tale dunque perchè mai è da solo, mai agisce o opera individualmente, ma sempre in fraternità e atrraverso di essa.
3) La minorità: san Francesco volle che i suoi frati si definissero "minori" , lontani cioè da tutto quanto poteva essere grande, potente e forte, dunque prossimi (nello stile e nelle scelte) ad ogni situazione o persona piccola e povera e umile. Dall'esperienza del Poverello con il lebbroso ecco scaturire da sempre tra i frati, la passione e la cura per gli ultimi. Moltissimi i campi di impegno e di azione (tra i tossicodipendenti, i disabili, gli alcolisti, gli orfani...i diseredati). Il frate, per questa sua scelta di minorità, sempre si fa prossimo a chiunque, vicino e solidale, dando tempo e ascolto; dando la sua vita.
4) La missione: San Francesco, nella sua esperienza vocazionale, percepì ben presto un forte invito ad "andare", "annunciare", "testimoniare" il Vangelo ovunque e a chiunque per le strade del mondo. I suoi frati si sparsero in tutta Europa e furono da lui inviati in terre lontane ostili anche fra i cosidetti "infedeli" (Oriente, Terra santa, Marocco...). Anche oggi il frate sa di avere per chiostro "il mondo" (come sottolineava san Francesco) e una specifica chiamata all'evangelizzazione, nello stile dell'incontro, del dialogo e di un relazionarsi cordiale e mite con ogni persona. Il frate, un uomo sempre "itinerante" perchè tutti gli uomini possano conoscere e amare il Signore attraverso di lui. La missione dunque,  una passione tutta francescana, un'amore irrinunciabile per il frate.
5) La povertà: Questa scelta di vita trova il suo senso in quanto specificato già sopra soprattutto nel Primato di Dio. Il frate, come San Francesco sa di dover seguire e imitare "il Cristo Gesù povero e crocifisso". Il suo modo di vivere è per scelta sobrio e privo di alcun possesso o attaccamento (materiale, affettivo,relazionale, economico...). La libertà del cuore da ogni "proprietà" diventa allora fonte di gioia e letizia: nulla il frate infatti ha da difendere, tutelare....; di nulla è schiavo; di nessuno servo obbediente o sottomesso che non sia il Signore e il bene che ne viene da Lui. Per questo suo stile eccolo naturalmente vicino ai deboli e ai poveri, spesso voce di chi non ha voce.
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Cari giovani, ecco alcuni aspetti della nostra vita francescana... Se qualcuno desidera un approfondimento o altre notizie, mi scriva pure: fra.alberto@davide.it.

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