lunedì 6 dicembre 2010

L'Immacolata e P. Massimiliano Kolbe



L'IMMACOLATA
centro e cuore della vita di San Massimiliano Kolbe

Il centro della riflessione teologica del padre Massimiliano Maria Kolbe, il cuore che pulsò, con grande intensità, lungo tutta la sua vita terrena fu il mistero dell' Immacolata Concezione della Vergine Maria. Certamente non dall'inizio Massimiliano visse con tale intensità e forza la sua unione con Maria Immacolata, dalla prima giovinezza, però, le accordò una fiducia e una venerazione veramente grandi.

Le due Corone
Fin dai primi anni di vita lo sguardo di Maria divenne per lui una forte esperienza. Le notizie circa la visione avuta nell'infanzia non ci sono state trasmesse direttamente dal santo, ma da sua madre e questo, solo dopo la sua morte. Nella lettera che Maria Kolbe indirizzò a Niepokalanów alla notizia della morte per martirio di suo figlio, ella descrive innanzitutto come, un giorno, perdendo la pazienza dinanzi al ragazzo, gli disse con rammarico: «Monduccio, io non so che cosa sarà di te!».E proseguiva: «Avevamo, in casa, un piccolo altarino nascosto davanti al quale, spesso, si rifugiava a pregare. In tutto il suo comportamento si mostrava al di sopra della sua età, sempre raccolto e serio. Mi preoccupai, che, per caso, non fosse malato e cominciai a chiedergli che cosa gli stava succedendo. Presi dunque ad insistere: "Alla mammina devi raccontare tutto". Tutto tremante e in lacrime mi disse: "mamma quando, mi dicesti: cosa sarà di te? Io pregai molto la Madonnna che me lo dicesse; quando poi, sono andato in Chiesa, di nuovo la pregai per questo motivo; allora, la Madre di Dio mi si è mostrata con due corone in mano, una bianca e una rossa. Mi guardava con amore e mi chiedeva se volevo queste corone. La bianca significa che vivrò nella purezza e la rossa che sarò martire. Risposi che le volevo... allora la Vergine mi ha guardato con dolcezza e poi è scomparsa"».Le due corone nelle mani di Maria durante l'apparizione al piccolo Raimondo simboleggiano, efficacemente, questo modo di donarsi da parte di Dio. La corona bianca esprimeva il dono dell'amore puro e disinteressato per mezzo del quale Dio ha creato il mondo e lo mantiene in esistenza; la corona rossa, invece, esprimeva la tensione dell'amore, una tensione simile al colore del fuoco divampante, il quale brucia e purifica tutto ciò che ancora non è completamente buono. L'amicizia con Dio è, dunque, vita in un amore di tipo creativo, pronto anche ad assumere la sofferenza.
Massimiliano ha sempre ricordato l'insegnamento scaturito dalla sua apparizione privata. L'apparizione di Maria possedeva un significato importante nella sua vita spirituale. Essa fu fondamentale anche per il suo sviluppo teologico indicando, in certo qual modo, la via della sua futura mariologia. Da qui, l'intuizione teologica gli suggerì che, la verità dell'Immacolata Concezione, non la si deve vedere tanto come semplice libertà dal peccato, quanto, piuttosto, come sovrabbondanza d'amore, sia d'amore di Dio per l'uomo sia anche d'amore di Maria per Dio, amore pronto anche all'assunzione della sofferenza. Padre Kolbe vedeva in Maria ciò che era: «l'opera più perfetta e la più santa» (Scritti Kolbe, 1232), totalmente resa a Dio, Colei che, in umiltà, compì sempre il suo Santo Volere.

testo di Padre Zdzislaw J. Kijas ofmConv.
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