martedì 7 dicembre 2010

Le "6 LEGGI" della ricerca vocazionale


SOLENNITA' DELL’ IMMACOLATA (Lc 1,26‑38)
Maria: una porta aperta alla chiamata

La liturgia per la solennità dell'Immacolata, propone il racconto dell'Annunciazione: la storia della vocazione di Maria, modello di ogni vocazione cristiana. Vediamo alcuni tratti di questa vicenda che può toccare da vicino chiunque si consideri "in ricerca" e aperto alla volontà di Dio. Vi scopriremo alcune indicazioni davvero utili, in particolare le 6 LEGGI a fondamento di ogni ricerca vocazionale.
1)«Dio mandò l'angelo Gabriele»: Dio prende l'iniziativa, è Lui che sceglie Maria fra tutte le fanciulle d'Israele, è Lui che le invia il suo messaggero.
=Prima "legge vocazionale". Ogni chiamata è sempre frutto dell'amore libero, gratuito e preveniente di Dio. Così fu anche la chiamata di Abramo, di Mosè, di tutti i profeti. Così la chiamata di Maria. Alle volte si può avere l'impressione di essere noi a porci in ricerca di Dio. Ma non è mai così: è sempre Dio che fa il primo passo. Se noi lo cerchiamo è perché Lui, per primo, suscita in noi il desiderio di incontrarlo(forse ne è la prova anche il fatto che siamo qui...a leggere questa pagina). Di fronte a un Dio che si comporta così, che mantiene sempre l'iniziativa, c'è posto soltanto per la disponibilità, l'accoglienza e il ringraziamento. Le qualità di Maria che possiamo imitare..
RIFLETTO: L’annuncio di Dio, il suo angelo, entra oggi anche nella mia vita, è davanti a me e mi parla. Sono pronto a riceverlo, a fargli spazio, ad ascoltarlo con attenzione? Chissà quante volte è già successo questo, quante volte sono stato scelto e visitato, senza che io vi facessi attenzione. Oggi, però, è diverso; lo sento che Lui è qui, che mi ha trovato, che mi sta parlando al cuore. Cosa decido di fare? Rimango o fuggo via? Mi metto le cuffie del CD player? Cambio pagina nel PC? Mando un SMS a qualcuno? Oppure apro la porta e mi siedo proprio davanti a Lui, faccia a faccia con Lui?
2) Maria è una fanciulla ebrea, che conduce una vita normale nella più semplice quotidianità, una vita che ad occhi superficiali per nulla si distingue da quella di tutte le altre ragazze della sua età. Come ogni pio ebreo attende il Messia. Le Scritture le conosce veramente bene. L'angelo, rivolgendole il messaggio di Dio, usa un linguaggio pieno di reminiscenze bibliche, e Maria lo comprende. E’ un linguaggio che le è familiare. Maria vive a Nazareth, un paese sconosciuto e senza importanza, al punto che l'Antico Testamento non lo nomina neppure una volta. E’proprio questa fanciulla, semplice e sconosciuta, che Dio sceglie per farne la madre del Messia.
=Seconda "legge vocazionale": Dio non segue i nostri criteri per chiamare qualcuno. Gli uomini giudicano secondo le valutazioni degli uomini. La legge di Dio è l'amore gratuito.
RIFLETTO: da questa situazione di Maria siamo invitati ad uno sguardo positivo su noi stessi, il nostro ambiente famigliare, la nostra storia..per quanto normale e forse “banale”; per quanto segnato anche da mediocrità…: è storia amata e conosciuta da Dio e in questa mia storia il Signore vuole entrare . Ripenso ai molti doni ricevuti…gratis dal Signore e da tante persone..
3) «Gioisci, Maria, gratuitamente amata da Dio, il Signore è con te». Secondo il testo greco, la prima parola dell'angelo non è un semplice saluto, ma un invito alla gioia. È la gioia per il Signore vicino, per il compimento delle antiche promesse. Dio sceglie Maria per una missione. Ma prima la invita alla gioia.
=Terza "legge vocazionale" : Le chiamate di Dio sono prima di tutto una chiamata alla Gioia.
RIFLETTO: Davvero un annuncio sconcertante; Dio mi parla di gioia, di grazia, di presenza. Tutte cose che io sto cercando da tanto tempo, da sempre. Chi potrà mai farmi felice veramente? Chi potrà salvarmi dalla solitudine con la sua presenza guaritrice? Mi raggiunge il ricordo di tanti miei tentativi di trovare felicità. L’amore, il divertimento, lo sport a livello agonistico, la velocità, il look, l’impiego importante… Quante illusioni ho anche sperimentato! Per un po’ funzionava, poi crollava tutto. Oggi, qui, il Signore mi sta proponendo una gioia diversa, una grazia piena, una presenza assoluta. Solo Lui può fare questo, può dire queste parole con verità. Decido di fidarmi? Voglio fidarmi della sua felicità, della sua presenza?
4) « il Signore è con te…non temere…nulla è impossibile a Dio». Il cammino che Maria è chiamata a intraprendere accanto al Figlio Gesù è un cammino difficile. Ma c'è una sicurezza: «Il Signore è con te…non temere». Dio non toglie le difficoltà, ma si fa presente nelle difficoltà. Dio non si limita ad affidarci un compito: cammina con noi per svolgerlo.
=Una quarta "legge vocazionale": Quando il Signore chiama e ti suggerisce una strada, ti concede anche la forza e il sostegno per intraprenderla: non ti abbandona, ma cammina con te!
RIFLETTO: Queste parole così semplici, così luminose, dette dall’angelo a Maria, sprigionano una forza onnipotente; mi rendo conto che basterebbero, da sole, a salvarmi la vita, a risollevarmi da qualunque caduta e abbassamento, da qualunque smarrimento. E’ il Padre che mi ripete di non avere paura, di Fidarmi, perché Lui è con me, non mi abbandona, non mi dimentica, non mi lascia in potere dei nemici. Maria sa ascoltare in profondità questa Parola e sa credervi con fede piena, con assoluto abbandono e mi invita a credere con Lei.
5) Nel racconto dell'annunciazione troviamo tre nomi (Maria, piena di grazia, serva) . L'evangelista la chiama Maria: «Il nome della vergine era Maria». È il suo nome umano, il nome che le avevano dato i genitori. Ma l'angelo la chiama «piena di grazia - Amata gratuitamente e per sempre da Dio- colei che ha trovato grazia presso Dio». E’ il suo nome profetico, il nome che le assegna Dio e che dice la sua vera identità, e manifesta il senso profondo della missione che le viene affidata: essere nel mondo il segno dell'amore generoso, gratuito e fedele di Dio. Maria è il luogo in cui l'amore di Dio verso l'uomo si è come concentrato in tutta la sua pienezza. Maria è la prova che Dio ama gratuitamente.
=Quinta "legge vocazionale" : La chiamata di Dio è per rivelarci la nostra vera identità, chi siamo veramente, il nostro vero nome (Pietro, Francesco…Paolo, Gesù/Emmanuele) insieme alla nostra missione, al nostro compito ..
RIFLETTO: Anche a me oggi il Signore dice: “Hai trovato grazia ai miei occhi”. Dunque io piaccio a Dio? Lui mi trova piacevole, amabile? Sì, è proprio così. Perché non ci ho mai voluto credere prima? Perché non gli ho mai dato ascolto? Mi ritrovo davanti agli occhi, in questo momento, tutta la mia stoltezza e la mia cocciutaggine; credevo di dover cercare questo amore, questa accoglienza altrove, presso qualcun altro! Mi sbagliavo. Oggi, adesso, voglio fare questa esperienza: sentire che io sono importante, unico, desiderabile, degno per Dio. Mi lascio raggiungere fino in fondo da questa Parola; mi ripeto all’infinito che io ho trovato grazia presso Dio, come Maria. Lo ringrazio! Gli chiedo di svelarmi il mio vero nome. Gli chiedo come fece San Francesco la missione che ha in serbo per me: “Signore cosa vuoi che io faccia?
6) « Ecco la serva del Signore; si faccia di me come tu hai detto». L'angelo l'ha chiamata "piena di grazia", e Maria chiama se stessa "serva". Piena di grazia e serva: in questi due nomi è racchiuso tutto il progetto di Dio, tutta l'esistenza cristiana. Tutto ciò che sei e che hai è dono di Dio (grazia), di conseguenza tutto ciò che sei e che hai, deve farsi dono (servizio). La chiamata di Dio è stata da Maria accolta e vissuta secondo questo schema semplicissimo: grazia e servizio. Delicato ed attento e già di servizio il primo gesto di Maria dopo l’annuncio dell’angelo: visita la cugina Elisabetta che pure attende un figlio!
=Sesta "legge vocazionale": Un’autentica chiamata del Signore, non mira principalmente alla nostra autorealizzazione, ma chiede l’abbandono alla volontà di Dio (non la nostra) e sempre ha come stile il servizio, il donarsi.
Eccomi: E ora non posso fuggire, né sottrarmi alla conclusione. Sapevo fin dall’inizio che proprio qui, dentro questa parola, così piccola, eppure così piena, così definitiva, Dio mi stava aspettando. L’appuntamento dell’amore, dell’alleanza fra Lui e me era fissato precisamente su questa parola. Rimango sconvolto dalla ricchezza di presenza che sento in questo “Eccomi!”; non devo sforzarmi molto per ricordare le innumerevoli volte in cui Dio stesso per primo l’ha pronunciato, l’ha ripetuto. Lui è l’Eccomi fatto persona, fatto fedeltà assoluta, incancellabile. Dovrei solo mettermi sulla sua onda, solo trovare le sue impronte nella polvere della mia povertà, del mio deserto; dovrei solo accogliere questo suo amore infinito che non ha mai smesso di cercarmi, di starmi appresso, di camminare con me, dovunque io sia andato. L’Eccomi è già stato detto e vissuto, è già vero. Quanti prima di me e quanti anche oggi, insieme a me! No, non sono solo. Faccio ancora silenzio, mi pongo ancora in ascolto, prima di rispondere…“Eccomi eccomi!” (Is 65, 1) ripete Dio; “Eccomi, sono la serva del Signore” risponde Maria; “Ecco, io vengo per fare la tua volontà” (Sal 39, 8) dice Cristo…
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Se hai delle domande sulle "6 REGOLE" della ricerca vocazionale scrivimi...ti risponderò: fra.alberto@davide.it

3 commenti:

  1. Molto bello.....e utile! Grazie

    Daniele ( postulante di Osimo)

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  2. grazie a te caro Daniele..Spero che il tuo cammino da postulante prosegua bene..ti sono vicino . ciao frate Alberto

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  3. Grazie fra Alberto. Sono in discernimento .. Martino

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