sabato 18 dicembre 2010

Con quali mezzi vivono i frati?



Cari amici,
riporto di seguito il "botta e risposta"
con un giovane circa la povertà dei frati
e il loro sostentamento.
Non ho la pretesa di esaurire qui il discorso,
ma certo, sono domande molto comuni che spesso tanti giovani e meno giovani mi fanno...






DOMANDA

Salve fra Alberto,
mi chiamo Federico, sono un ragazzo di Bitonto , 26enne, da un anno laureato in economia e commercio. In seguito ad alcuni avvenimenti personali è spuntato dentro di me un seme che mi ha portato a contatto con i frati francescani vicini alla mia residenza.
Ho partecipato al primo week-end vocazionale presso il convento deputato all'accoglienza nella mia regione e sicuramente continuerò questo cammino per scoprire il progetto che il Signore ha in serbo per me.
L'unica mia preoccupazione, (sarà perchè sono laureato in Economia ed ho una piccola fissazione per costi e ricavi) riguarda il sostentamento personale di un frate: mi spiego...
Dato che si fa il voto di povertà e si rinuncia ad avere dei beni personali, da dove derivano le fonti di sostentamento (cibo, effetti personali, eventuali medicine e altro...).
C'è un fondo della chiesa destinato a mantenere i conventi francescani? Se un frate non dovesse lavorare e percepire un reddito, come si mantene?
Grazie. Pace e bene! Federico.
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RISPOSTA

pace a te fratello,
grazie intanto per la fiducia e anche ti incoraggio nel cammino di ricerca che stai facendo..
Circa l'interrogativo che mi poni..be..ecco solo alcune indicazioni molto sintetiche...Ma..credo che di questa questione comunque ne potresti parlare tranquillamente con i frati con cui fai il tuo discernimento.
I francescani sono detti da sempre un "Ordine mendicante": si vive infatti di offerte...di elemosina della gente..e soprattutto del frutto del proprio lavoro, (come raccomandava San Francesco!) svolto nelle molteplici attività in cui siamo impegnati (parrocchie, santuari, scuole.....predicazioni..opere di carità e di assistenza...)..
Tutto viene messo in comune e condiviso cercando sobrietà e essenzialità, con uno stile di vita il più possibile semplice e libero e dunque senza attaccamenti (alle cose....agli affetti..alla carriera..al potere...ecc..). Un criterio ispiratore fondamentale è non certo la scelta di una vita povera in sè e per sè, quanto piuttosto, l'aderire con cuore puro e indiviso al Signore Gesù; la condivisione e la comunione tra fratelli e con chi è piccolo e povero...Si è poveri dunque principalmente nella consegna di sè stessi al Signore e al suo Regno..
I frati, come tutti i religiosi, non rientrano nel sistema dell 8x1000 che vige in Italia, che garantisce invece uno stipendio ai soli preti diocesani..., così come sono escluse da questo regime le chiese e le opere francescane.
La Provvidenza, anche tramite la bontà di tanta gente, non ha mai fatto mancare ai frati, un tetto, un vestito, del pane...e quanto necessita per vivere e svolgere il proprio ministero.
Il Signore non ha forse promesso il centuplo a chi lascerà tutto per seguire solo Lui?!!
Va anche detto che la povertà è anche e prima di tutto un atteggiamento interiore e spirituale da coltivare e custodire, per nulla scontato: si può essere infatti poveri di beni materiali, addirittura si possono scegliere forme rigidissime di vita (come alcune congregazioni di nuova fondazione che si "vantano" per questo e accusano altri di "rilassamento"!!!!) , ma essere appunto "ricchi" di superbia e di orgoglio e di potere e dunque per nulla poveri di spirito come ci chiede il Vangelo. L'umiltà è sempre un'altra declinazione della vera povertà...che mai addita, mai si gonfia..
Caro fratello...spero di esserti stato utile in qualche modo..Ti incoraggio nel tuo cammino e ti auguro un Santo Natale.
frate Alberto


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sempre a dispozione per chiarimenti o richieste: fra.alberto@davide.it

9 commenti:

  1. Scusate se preciso, ma insegno diritto canonico... In realtà l'otto per mille riguarda anche i francescani: parroci e viceparroci vanno, per esempio, inseriti nel sistema di sostentamento del clero. Esattamente come i preti diocesani: sono inseriti nel sistema di sostentamento se svolgono un ministero in favore della diocesi su mandato del vescovo.

    Complimenti per il blog che è sempre interessante. Scusate se commento come anonimo, ma le altre opzioni non so cosa sono...

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  2. Caro amico,(rispondo al canonista) grazie della precisazione..che mi consente di essere "preciso" ancor più per non essere frainteso. Come lei scriveva, è vero, l'otto per mille riguarda anche i religiosi e dunque anche i frati, ma solo ed esclusivamente quando qualcuno di essi svolge servizi direttamente ed esplicitamente affidati loro dalle diocesi,in particolare nel ruolo di parroco e viceparroco,o in altri ruoli comunque sempre concordati con il vescovo locale (per es cappellano di un ospedale o di un carcere..ecc..)Per tali servizi (e solo per il periodo in cui li svolgono) essi ricevono pertanto uno stipendio mensile. E' dunque un inserimento nel sistema del sostentamento del clero sempre un pò "occasionale", che riguarda una minima fetta di religiosi (non è mai generalizzato), e legato esclusivamente ad una specifica mansione svolta. Il sistema ha poi nei confronti dei religiosi anche alcune differenze:non sono per esempio di loro spettanza, al contrario dei sacerdoti diocesani, i benefici pensionistici. La stragrande parte dei religiosi (maschi e femmine) è dunque non interessata dal sistema dell'otto per mille proprio perchè non assolve incarichi legati esplicitamente alle diocesi, ma è impegnata in altri settori ispirati al carisma del loro Ordine o della ripettiva Congregazione. Va poi detto che,solitamente, se non esclusivamente, sono le realtà diocesane ad essere privilegiate e favorite nell'elargizione di ulteriori fondi e finanziamenti sempre provenienti dall'otto per mille per interventi di vario genere (culturale, caritativo, educativo... missionario), mentre le "opere" dei religiosi devono in genere ricorrere a fonti proprie di sostentamento. Questo "sistema" , per quanto ne so, fu una scelta specifica degli ordini religiosi stessi...
    Caro amico, ancora ringraziando per il contributo e per i complimenti al blog..auguro di cuore un buon anno nuovo nel Signore.
    frate Alberto

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  3. attenzione alla tua vocazione , credere e donarsi a Dio non e' un calcolo economico, farsi frate e' % e guadagni di anime non di soldi ;)

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  4. Salve,scusate la domanda. Ma le suore percepiscono uno stipendio?

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    1. le suore, come ogni religioso, vivono del loro lavoro. di certo non prendono stipendi dall'alto o dal Vaticano (!!) come qualcuno pensa e mi ha scritto. Qui mi permetto anche di aggiungere e ricordare che il Vaticano,lo IOR, il Papa, non hanno nulla a che fare con la prebenda di parroci o vice parroci. lo stipendio di questi è ricavato dal 8X1000 in base ad un accordo della chiesa con lo stato italiano, accordo che vale anche per molte altre confessioni religiose presenti in Italia ( come gli Ebrei, i Valdesi..Luterani..Chiese del settimo giorno). I soldi per la Chiesa cattolica sono gestiti dai vescovi italiani. vedi sito. http://www.8xmille.it/

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  5. Ciao frate Alberto,
    sono un ragazzo di 38 anni, mai sposato ma con figlio di anni 17, volevo chiederti posso rispondere alla chiamata del Signore avendo un Figlio?
    Grazie. Un abbraccio.

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    1. pace a te. Un figlio è una responsabilità troppo grande da poter essere trascurata o essere messa in secondo piano!!! Verso di lui è pertanto ora il tuo primo impegno e la tua indubitabile vocazione. Forse fra qualche anno, quando tuo figlio sarà completamente autonomo e avrà intrapreso la sua strada, potrai provare a riaprire la ricerca alla consacrazione religiosa, ma al momento, devi guardare unicamente a tuo figlio ed occuparti di lui e del suo futuro. Vi benedico. f. Alb.

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  6. Salve, a tal proposito vorrei sapere se ci sono degli organi o associazioni che raccolgono offerte per il mantenimento di giovani che si stanno preparando a diventare frati. So che ci sono giovani che vengono da realtà economiche di disagio e poter aiutarli nel loro sostentamento è importante, considerando la scarsità do vocazioni in generale.
    Grazie
    Serena

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    1. Pace e bene gentile sig. ra Serena. Grazie per la fiducia. i frati (e le loro tante opere anche assistenziali ed educative )vivono della carità e delle offerte delle persone. Anche i nostri studenti e seminaristi ( specie nel terzo mondo) vengono sostenuti grazie alla carità di tanti. In Italia la più importante struttura francescana preposta a raccogliere fondi per la carità ( tante sono le opere ogni anno promosse) ma anche per l'istruzione di seminaristi e non solo, è la Caritas Antoniana : http://www.caritasantoniana.org/
      Qualora desiderasse fare un versamento per i seminari, specifichi bene la causale e questa specifica destinazione della sua offerta. Il Signore la benedica. fra Alberto

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