venerdì 15 gennaio 2010

Risposta a Gianangelo


Gianangelo ha scritto... ciao. sono Gianangelo, ho 25 anni e scrivo da Belluno. ho letto con interesse il blog e il vostro post. approfitto della vostra disponibilità alle domande per proporvi questa: la scelta di san Francesco è stata molto radicale e profonda, in particolare nella povertà e condivisione con gli ultimi; gli ordini francescani oggi esistenti non sembrano riuscire a replicare quell'esperienza con la medesima efficacia e spontaneità. Che cosa vi attira allora nella vostra scelta attuale e perché pensate possa definirsi 'francescana'? Grazie .


(vedi commento 06 dicembre 2009 09.02 )

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I POSTULANTI rispondono..
Ciao Gianangelo, scusa per il ritardo nel risponderti. Questa attesa è solo in parte giustificata dal modo che abbiamo scelto per elaborare una risposta alla tua domanda. Abbiamo infatti appeso il tuo quesito nella bacheca della sala comune e abbiamo invitato tutti a scrivere un breve pensiero.Quello che è uscito da questa condivisione si divide in due punti: ciò che rappresenta il francescanesimo oggi e che cosa stiamo cercando in questo momento.
Senza avere la pretesa di dare una risposta definitiva noi crediamo che non si possa limitare il francescanesimo alla sola esperienza di S. Francesco. Sono trascorsi ottocento anni dall’inizio della storia francescana e si sono verificate diverse evoluzioni che hanno cercato di trasformare la figura del frate perché fosse più vicina al periodo storico in cui viveva. Questa evoluzione ha portato oggi a concentrare l’attenzione su alcuni punti che anche noi possiamo sperimentare in questa prima parte del nostro cammino. Potremmo riassumere questo concetto con un pensiero nato al capitolo delle stuoie dell’anno scorso “…guardare a Cristo con gli occhi di Francesco”; lo stesso Francesco al termine della sua vita dice: “Io ho fatto la mia parte, la vostra, Cristo ve la insegni ” (FF 1239)
Cosa rimane allora? Noi viviamo questo carisma in postulato attraverso una vita di preghiera comunitaria, uniti alla preghiera della Chiesa così come Francesco, e personale. Essendo un gruppo numeroso possiamo inoltre sperimentare la fraternità che è la forma di vita scelta da Francesco per i suoi “frati” appunto, dove impariamo ad amare e lasciarci amare nella concretezza della vita quotidiana. Infine molto del nostro tempo è dedicato ai servizi di volontariato che prestiamo in diverse strutture nella città di Brescia. Questi ci aiutano ad aprire gli occhi e il cuore agli ultimi, agli emarginati a coloro che sono esclusi dalla società. Nel blog dovrebbe esserci un post precedente che descrive nel dettaglio come è organizzata la nostra vita; se non ci fosse e volessi saperlo scriveremo un post su quali volontariati svolgiamo.
Da ultimo la povertà. La povertà è un tema scottante che ha creato grosse divisioni nella storia dell’ordine francescano. Anche qui in postulato spesso ne discutiamo e portiamo avanti opinioni differenti. Per tutti essa, nelle sue due declinazioni materiale e spirituale, è un desiderio che adesso non possiamo e non siamo in grado di realizzare, ma che svilupperemo nel tempo insieme alla nostra maturazione. La scelta radicale di Francesco era per lui un mezzo per amare di più Cristo nella libertà dai beni materiali; ora noi viviamo piccole privazioni che insegnano a staccarci dalle cose. Forse la nostra povertà più grande sta nel vivere senza poter progettare la nostra vita ma lasciando che sia la Volontà di Dio nelle mani di formatori a scegliere per noi.
I giovani del postulato di Brescia

6 commenti:

  1. Quanti siete? e da dove venite?....non trovo indicazioni nel blog sul vostro volontariato. Ciaoooo

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  2. Vi ammiro, ma sinceramente non vi capisco. chi ve lo fa fare? Enry

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  3. Ciao, sono un ragazzo di Molfetta di 16 anni..Da sempre sogno di diventare frate francescano, ma i miei genitori sono contrarissimi e gia lo scorso anno mi dissero che se avessi fatto questa strada non sarei più stato loro figlio..Io non ho più avuto il coraggio di riprendere il dialogo sull'argomento, ma....ci penso sempre. vi chiedo un consiglio. grazie. L.

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  4. PEO, anche noi non ti riconosciamo più come amico ;).

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  5. Ciao...mi chiedo perchè la scelta di essere frati francescani e non sacerdoti nelle vostre diocesi, dove c'è molto bisogno. ma forse non ne capisco bene la differenza...intendo dire tra un prete e un frate.grazie. e comunque siete forti.biagio

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  6. Ciao non sono un postulante ma in attesa in una loro risposta , mi sento di dire un paio di cose.

    Al ragazzo di Molfetta direi che pultroppo non è l'unico caso in cui i genitori ostacolano una vocazione. Sempre ci sono stati e sempre ci saranno!!! Nel frattempo io cercherei un direttore spirituale, un sacerdote cioè che ti possa aiutare in questo periodo della tua vita. Ma soprattutto devi pregare affichè il Signore dia luce ai tuoi genitori e forza a te.

    Ad Anonimo che chiede il perchè scegliere di farsi frate piuttosto che prete, direi così: le vocazioni sono diverse. Un frate è un religioso , un prete è un sacerdote secolare. Il religioso è dentro un ordine con un preciso carisma, inaugurato dal fondatore di quell'ordine o congregazione, il prete invece ha il carisma di essere pastore delle anime che Dio affida lui, nella pastorlae parrocchiale.
    NOn bisogna guardare a quale figura c'è più bisogno, ma a ciò che Dio ti suscita nel cuore!

    Ad Enry. Direi che lo fa fare solo l'amore per il Signore ed il voler passare tutta a vita assieme a lui ( come dice il Vangelo: " ...ne chiamò 12 affinchè stessero con lui...").
    Questi giovani hanno trovato la perla di grande valore di cui parla Gesù. E trovatala hanno deciso con gioia di vendere tutto per comprarla.

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