martedì 29 settembre 2009

TRANSITO DEL PADRE SAN FRANCESCO


Sera del 3 ottobre 1226: san Francesco va incontro a "sorella morte".

Ecco di seguito il racconto dell'antico cronista di come avvenne il beato TRANSITO del Serafico Padre.

Dal palazzo del Vescovo di Assisi, dove allora dimorava, chiese che lo portassero a Santa Maria della Porziuncola; voleva rendere a Dio lo Spirito della vita, là dove aveva ricevuto lo Spirito della grazia.A metà strada, all’ospedale di San Salvatore, gecuziente com’era, si fede voltare sulla barella con la faccia verso Assisi e sollevandosi un poco, benedisse la sua città. Giunto alla Porziuncola si fece deporre sulla terra nuda, nascondendo con la mano sinistra la piaga sul costato e di lì spogliato dalle vesti di sacco, alzò come sempre il volto al cielo,tutto intento con lo Spirito a quella gloria,Disse ai fratelli:"io ho fatto il mio dovere,Cristo vi insegni a fare il vostro".Voleva essere conforme in tutto a Cristo Crocifisso che, povero e sofferente, era rimasto appeso nudo sulla croce. E verace imitatore di Cristo suo Dio in tutto, amò fino alla fine tutti i fratelli e figli, che aveva amato fin dal principio.Fece adunare tutti i fratelli presenti nel luogo e li esortò con affetto di padre all’amore di Dio.Parlò a lungo della pazienza, dell’osservanza di Madonna povertà, raccomandando più di altra regola il Santo Vangelo. Tutti i fratelli gli stavano intorno; egli stese sopra di loro le mani intrecciando le braccia a forma di croce, un gesto che egli tanto amava, e li benedisse presenti e futuri, nella potenza e nel nome del Crocifisso.Si fece poi portare del pane, lo benedisse, lo spezzò ed a ciascuno nè diede un pezzo da mangiare. Volle anche gli portassero il libro dei Vangeli e chiese gli leggessero quel brano di Giovanni che inizia: "Prima della festa di Pasqua". Lo fece in memoria di quell’ultima e santissima cena che il Signore aveva celebrato con i suoi discepoli e per dimostrare ai fratelli la sua tenerezza d’amore. Passò in inni di lode i giorni successivi, invitando i compagni prediletti a lodare con lui il Cristo. Invitava pure tutte le creature alla lode di Dio e con certi versi poetici, già altra volta composti, le esortava al Divino Amore. E perfino la morte, a tutti terribile ed odiosa esortava alla lode. Le correva dietro incontro, invitandola: "Ben venga mia sorella morte!"Diceva ai fratelli:" Quando mi vedrete sul punto di spirare, deponetemi sulla terra nuda come l’altro ieri e morto che sia, lasciatemi giacere così, per il tempo che ci vuole a percorrere comodamente un miglio di strada. E come gli fù possibile proruppe in quel salmo:"con la mia voce al Signore grido aiuto, con la mia voce supplico il Signore".Lo disse fino al versetto finale:"Strappa dal carcere la mia vita, perchè io renda grazia al Tuo nome. I giusti mi fanno corona quando mi concederai la tua grazia".Giunse infine la sua ora ed essendosi compiuti in lui tutti i misteri di Cristo, se ne volò felicemente a Dio. Le allodole, che sono amiche della luce ed han paura del buio della sera, pure essendo già imminente la notte, vennero a grandi stormi sopra il tetto del luogo e roteando a lungo con insolito giubilo,resero testimonianza alla gloria del Santo che tante volte le aveva invitate a lodare Dio. Era il 3 Ottobre 1226,di Sabato. A laude di Cristo. Amen.
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Per chi desiderasse partecipare alla celebrazione del transito (il ricordo della morte di Francesco), questa solitamente si vive in tutte le chiese francescane. In particolare segnalo ai giovani del Nord tutti i nostri appuntamenti (vedi sito)  e in particolare il Transito che si vivrà alla Basilica di S. Antonio di Padova il 3 sera, dalle 21,00. Il 4 sera, solennità di san Francesco, la Basilica resterà aperta fino alle 24,00 per  la  St Francis Night , notte di lode, adorazione, canti evangelizzazione, rivolta tutti i giovani della città . Vedi sito CENTRO FRANCESCANO GIOVANI (nord Italia) 

lunedì 28 settembre 2009

I preti sanno morire


19/09/2009 Amazzonia- Don Ruggero, una vita donata per Manaus


Lavorava nella pericolosa periferia della città: don Ruggero Ruvoletto, di Padova, è stato trovato ucciso. Un altro testimone di fedeltà estrema al Vangelo

Un altro missionario italiano martire. Don Ruggero Ruvoletto, missionario fidei donum della diocesi di Padova, è stato ucciso sabato 19 settembre in periferia di Manaus (Brasile), dove prestava servizio da qualche anno. Il corpo senza vita di don Ruggero inginocchiato vicino al letto, con il capo reclinato, colpito alla nuca da un proiettile.
Chi era don Ruggero Ruvoletto
Don Ruggero Ruvoletto, nato a Galta di Vigonovo il 23 marzo 1957, provincia di Venezia, diocesi di Padova, era stato ordinato nel 1982, dal vescovo Filippo Franceschi, di cui fu segretario, durante tutto il suo episcopato (1982-1988). Successivamente ha studiato ecclesiologia a Roma; rientrato in diocesi nell’agosto del 1994 si è occupato per circa un anno di Pastorale sociale e del lavoro come delegato vescovile; quindi è stato nominato Direttore del Centro missionario diocesano dal 1995 al 2003.Il 6 luglio 2003 è partito per il Brasile, come missionario fidei donum, nella diocesi di Itaguaì a Mangaratiba. L’anno seguente raggiunge don Francesco Biasin, nel frattempo consacrato vescovo nella diocesi di Pesqueira, nord est Brasile, per partecipare ad un progetto di presenza missionaria alla periferia di Manaus, voluto dalle diocesi locali. Un luogo di confine tra la città e la foresta dove la criminalità è particolarmente aggressiva e ultimamente si erano verificati vari assalti. Lo stesso don Ruggero aveva recentemente partecipato a una manifestazione per chiedere maggiore sicurezza. Il missionario viveva con un diacono, un prete e una piccola comunità di suore.

Le reazioni alla sua morte
Di seguito, grazie all'Ufficio comunicazioni sociali della diocesi di Padova, le testimonianze del vescovo di Padova, mons. Antonio Mattiazzo, di don Valentino Sguotti, direttore del Centro Missionario diocesano di Padova e mons. Francesco Biasin del vescovo di Pesqueira.

=Mons. Antonio Mattiazzo, vescovo di PadovaDon Ruggero si è sempre speso tantissimo per la missione. Si immergeva totalmente nelle cose e anche durante il suo servizio come direttore del Centro missionario diocesano ha seguito da vicino i fidei donum, visitando spesso e con continuità le missioni diocesane. Quando don Ruggero mi chiese di partire lui stesso – prosegue mons. Mattiazzo – pensavo fosse uno scherzo, invece lui era molto serio. Ho riflettuto allora su quale grande testimonianza avrebbe dato una persona come lui, che tanto aveva donato e si era speso per le missioni e che ora sceglieva di vivere fino in fondo questo impegno, andando di persona. Don Ruggero era uomo e prete di animo buono, sereno, sempre sorridente e di una disponibilità totale, come ha dimostrato il suo accogliere subito la proposta del vescovo Francesco Biasin di lavorare al confine con la foresta amazzonica, là dove i preti locali non andavano. Il ricordo più intenso è questa grande disponibilità e apertura di cuore».
=Don Valentino Sguotti, direttore del Centro Missionario della Diocesi di Padova«Don Ruggero è un altro martire della Chiesa di Padova. In questo momento come Centro missionario diocesano ci stiamo interrogando su cosa il Signore stia chiedendo alla nostra chiesa con la testimonianza di questi fratelli che danno la loro vita. Di don Ruggero abbiamo sempre conosciuto la generosità; è stato un generoso fino alla fine. Sappiamo che dal seme dei martiri nascono fecondità per la nostra Chiesa e in questo riponiamo la nostra speranza».

=Mons. Francesco Biasin, vescovo di Pesqueira (prete della diocesi di Padova)Classe 1943, prete diocesano di Padova, missionario fidei donum, in Brasile dagli anni ’70, nel 2003 mons. Biasin è stato consacrato vescovo della diocesi di Pesqueira, nello stato del Pernambuco (Nordest del Brasile). È stato lui a promuovere e mediare la presenza di don Ruggero in una parrocchia della periferia estrema di Manaus, capitale dell’Amazzonia.«Non ho potuto trattenere le lacrime perché è un dolore grande quello che provo – ha raccontato mons. Biasin, raggiunto al telefono – per quanto è accaduto a don Ruggero. Un uomo che ho sempre considerato un fratello e un amico. Proprio ultimamente l’ho sentito sereno e gioioso – continua il vescovo di Pesqueira – come non lo sentivo da tempo. Gli inizi non erano stati facili: si doveva inserire in un ambiente difficile di grande degrado, con occupazione disordinate di nuovi terreni ai margini della foresta. Ultimamente la criminalità si era fatta molto aggressiva – racconta mons. Biasin – un vescovo locale era stato sequestrato per alcuni giorni dai banditi, mentre altre cinque case di religiosi della diocesi erano state assalite e derubate. La questione della sicurezza sta diventando motivo di forti proteste e la stessa Chiesa locale sta alzando la voce perché le autorità rafforzino i loro controlli. Le periferie stanno raccogliendo il disagio sociale di quanti cercano un futuro migliore nella città. Don Ruggero – conclude mons. Biasin – nonostante tutto questo stava intravvedendo delle prospettive per il suo lavoro. Ora tutto si è interrotto in modo crudele. È il destino che può travolgere la gente che vive in queste terre. Un destino che i missionari condividono in tutto, senza privilegi».
Settembre 2009; redazione www.missionline.org

domenica 27 settembre 2009

Chiedo di pregare per....


"Ti adoriamo Santissimo Signore nostro Gesù Cristo, qui e in tutte le chiese che sono nel mondo intero e ti benediciamo, perchè con la tua Santa Croce hai redento il mondo" (San Francesco).

ADORAZIONE EUCARISTICA - BASILICA DEL SANTO
nella notte - Giovedì 1 ottobre

Come ogni primo giovedì del mese si svolge presso la Basilica di S. Antonio in Padova un' Adorazione eucaristica prolungata (dalle 21.00 alle 24.00) guidata da noi frati e con la partecipazione di tanta gente che si alterna in queste ore.
In quest'anno sacerdotale ricorderemo in modo particolare i seminaristi, i postulanti e tutti i giovani chiamati dal Signore a diventare sacerdoti, perchè rispondano con passione a questo appello d'amore loro rivolto.
Durante l'adorazione vengono presentate al Signore anche le innumerevoli richieste e intenzioni che ci giungono da ogni parte del mondo da tanti fedeli e devoti di S. Antonio.

Caro giovane, se desideri un ricordo particolare per il tuo cammino di ricerca o anche se vuoi affidarci una tua intenzione personale... scrivici!

N.B.: Questa intenzione sarà affidata ai frati della Comunità del Santo per tutto il mese

mercoledì 23 settembre 2009

Farsi frate? Questione d'Amore!



Perché farsi frate... prete...? QUESTIONE D'AMORE!!!

Stamani voglio regalare a tutti una canzone stupenda e poetica che ci aiuta a percepire cosa fa, come parla, come canta un uomo appassionato, innamorato di una donna e della vita...., ma in fondo anche cosa prova, cosa desidera e cerca chi ha incontrato DIO....
http://www.youtube.com/watch?v=zbM72JEqfJ8&feature=fvw

Il Signore vi dia pace!

lunedì 21 settembre 2009

Corsi vocazionali francescani


Sei giovane e in Ricerca? Desideri essere ascoltato e confrontarti con qualche sacerdote o religiosa francescani? Forse il Signore bussa anche al tuo cuore,...ma che fare...come capire...come orientarsi?
Dai un'occhiata ai
1) Corso "Gruppo Porziuncola": per ragazzi e ragazze(18-32 anni); si tratta di un cammino di ricerca a 360° per scoprire i segni che Dio ha posto nella tua vita, qualunque sia la tua chiamata (al matrimonio, alla missione, al servizio, all'impegno civile, alla vita religiosa, alla vita contemplativa)
2) Corso "Gruppo san Damiano": per ragazzi (17-30 anni): un cammino necessario se porti nel cuore un interrogativo(forse segreto,appena intuito...e magari un pò temuto) anche alla vita religiosa, sacerdotale e missionaria francescana e desideri pertanto metterti in ascolto del Signore, conoscere più da vicino la vita dei Frati...confrontarti con altri giovani come te..
3) Corso "Gruppo Davide e Golia - DeG -": per ragazzi adolescenti (15-17 anni) appassionati dalla figura di san Francesco e dalla sua vita tutta gioiosa per il Signore.

giovedì 17 settembre 2009

Anche tu Frate Francescano? Perchè no??

17 settembre 1224: sul monte de La Verna, Francesco riceve le Stimmate, i segni della Passione. Tale era forte il suo amore al Signore Gesù crocifisso, da diventare in tutto simile a Lui: "alter Christus". Francesco ci insegna come in fondo ... DIVENTIAMO CIO' CHE AMIAMO.
Se anche tu caro giovane sei attratto dal Signore;
se qualche volta Egli ha già provato a bussare segretamente alla porta del tuo cuore forse suggerendoti di lasciare tutto e di seguirlo come il Poverello di Assisi...
Se vuoi conoscere più da vicino la nostra vita di
frati e/o sacerdoti e missionari francescani
VIENI AL "GRUPPO SAN DAMIANO"

Il cammino che ti proponiamo ti sarà molto utile per un discernimento vocazionale, per riconoscere i segni che il Signore ha messo nella tua vita .
Se vuoi saperne di più visita sito
//http://www.riparalamiacasa.it/provincia/pagina.asp?id=55&t=pagine