venerdì 23 gennaio 2009

Incontro vocazionale 17-18 gennaio 09

Sabato 17 e domenica 18 gennaio ecco riprendere finalmente gli incontri vocazionali del Gruppo san Damiano: oramai non ci si vedeva dal ponte dell'Immacolata trascorso ad Assisi . Il gruppo si vede arricchito della presenza di un altro giovane (10 in totale). L'appuntamento è ancora una volta a Brescia (vedi lo stupendo chiostro nella foto sopra) dove, il sabato pomeriggio abbiamo dedicato spazio alla preghiera e all'adorazione mentre il dopo cena ci ha riservato una stupenda serata di fraternità in compagnia dei postulanti (davvero una "razza" speciale e dotata di mille risorse!). La domenica ci ha visti presenti invece al tradizionale incontro annuale con tutti i gruppi di ricerca vocazionale presenti nella Diocesi di Brescia; l'appuntamento era presso il seminario diocesano dove ci ha accolto paternamente il Vescovo Luciano Monari che ci ha guidato nella riflessione e nell'ascolto della Parola, proponendoci un brano dagli Atti degli Apostoli e l'esperienza dell'Apostolo Paolo. La celebrazione eucaristica ha coronato una giornata molto bella di scambio, di incontro e di incoraggiamento fra i tanti giovani presenti accomunati dal desiderio di lasciar parlare il Signore nella loro vita. Ripartendo per le nostre case, è stato bello constatare che ci si salutava ormai con quella famigliarità e semplicità che evidenzia un tratto di cammino (per quanto breve) già fatto insieme da ottobre; l'appuntamento è per sabato 7 febbraio sempre presso il convento S. Francesco di Brescia.


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Di seguito riporto il commento al testo proposto dal Vescovo Luciano Monari:

(N.B. il testo del commento è stato rilevato come "amanuense" dal sottoscritto f. Alberto e riportato in uno stile parlato con riferimenti biblici, ma non rivisto dall’autore).
Paolo si è convertito; oramai è un discepolo di Gesù e come ogni discepolo gli importa prima di tutto di ascoltare la sua Parola e di compiere la sua volontà. Nei confronti dei cristiani da persecutore ne è diventato ora condiscepolo, fratello. Inizia da qui la sua nuova avventura di credente che testimonia che “Gesù è il figlio di Dio”, e fa questo andando a predicare con perseveranza nelle sinagoghe, in quegli stessi luoghi che lo avevano visto nei panni del rigido custode della legge ebraica.
Paolo è dunque ora un cristiano, un discepolo, ma anche un Apostolo: in lui Fede e Missione sono un tutt’uno. La fede infatti per Paolo non è un dono privato, la sua al contrario è l’ottica dell’Apostolo. Emerge qui del resto anche la sua specifica peculiarità, la sua propria e individuale vocazione: Paolo è fatto così!!!
Dall’agire di Paolo possiamo dedurre alcune considerazioni buone anche per noi:
1) Il Vangelo non è mai un fatto privato.E' invece una salvezza per tutti, e vuole e deve coinvolgere l’intera storia, l’intera umanità. Il progetto del cristiano è pertanto universale, a tutto dà senso, significato e interpretazione. E’ rivolto a tutti gli uomini perché l’intera umanità sia un popolo fiducioso nella speranza e nell’Amore. Il Vaticano II specificava bene al riguardo, come “missionaria”, l’identità della Chiesa così pure l’identità del cristiano che si definisce per il “servizio e la diaconia”. Il Vangelo per Paolo è esperienza di Vita, di Libertà e di Salvezza e ha dunque in sé l’energia e la profondità per dare ad ogni uomo la vita piena, la gioia piena. E’ un tesoro, un Dono da comunicare e da passare assolutamente. La vocazione è missione!!
2) Il Vangelo, la buona notizia da annunciare, è che Gesù è il figlio di Dio.
Tutta la predicazione di Paolo parte da questa convinzione: “Gesù figlio di Dio”. Dunque al primo posto nell’annuncio di Paolo,e nella sua vita, vediamo Gesù: Lui, una persona, il suo cuore, un volto. La Fede non è altro che questo rapporto privilegiato di amore e di amicizia con Gesù. Se Gesù è infatti il Figlio di Dio e dunque il Vivente, il Risorto, posso ascoltarlo, incontrarlo, invocarlo..I suoi interessi, i suoi desideri, i suoi gesti, devono diventare i miei, perché a questo conduce ogni amicizia autentica.
Credere (fede) e proclamare(annuncio) che Gesù è il Figlio di Dio significa anche che nella sua amicizia posso incontrare Dio Creatore, il Dio Altissimo e che in Gesù mi è possibile fare un’esperienza di vita davvero liberante, ampia. In Gesù posso scoprire che Dio ha fatto il mondo perché entri attraverso di Lui nella sua ricchezza di vita. Confronta quanto Paolo afferma nella prima lettera ai Corinzi:
(1Cor15,20-28) http://www.vatican.va/archive/ITA0001/__PXS.HTM
Da questo testo appare come sia fondamentale che Gesù sia il Figlio di Dio e come nella sua amicizia sia data ad ogni uomo la possibilità di superare la paura e la seduzione che ci viene dal mondo. Noi infatti, se ci pensiamo bene, viviamo, quasi da piccoli/isignificanti microbi, in una realtà talmente vasta da darci il capogiro; viviamo in un pianeta che a sua volta è parte di un sistema solare che rimanda ad una galassia e così via….E’ un dato di fatto, troppo spesso trascurato, che noi siamo una piccolissima porzione di un universo amplissimo, estremamente più vasto e ampio di noi (in spazio , in tempo, in possibilità) : il mondo è più grande di me!!! Tutto questo suscita nel nostro cuore, anche inconsapevolmente, tanta PAURA:
=paura perché dovrò morire; paura perché intuisco che il mondo non finisce con me, ma continua nonostante me e senza di me.
=paura perché ho dei bisogni concreti nella mia vita (mangiare, dormire, amicizia, aiuto, assistenza e sostegno…ecc.) e dentro a questi bisogni si accompagna la Paura che questi non possano essere soddisfatti, perché il mondo non mi dà tutto quello di cui ho necessità.
Ma accanto alla PAURA il mondo può toccarmi anche con la sua SEDUZIONE: dei soldi, del potere, del lavoro, del successo, della bellezza….
Chi mi libera dalla PAURA? Chi mi libera dalla SEDUZIONE? Troverò un ‘autentica liberazione solo appoggiandomi ad ALTRO dal mondo, solo appoggiando la mia vita in DIO. Se Gesù fosse solo un uomo e non il Figlio di Dio anche lui sarebbe sottomesso alla paura e alla seduzione; poiché invece è il Figlio di Dio egli è ALTRO dal mondo e in lui l’Amore eterno di Dio diventa il mio punto forza.
Chi è dunque il cristiano? Non il “suddito” del mondo, lo schiavo della paura e della seduzione del mondo, ma il RE e signore!!! Il cristiano è colui che non si inginocchia al mondo!!! Questa regalità me la dà Gesù il Figlio di Dio! Se mi appoggio a Lui sono LIBERO!

3) L’annuncio del Vangelo passa per la sofferenza.Paolo era stato un persecutore dei cristiani, mosso da un profondo odio nei loro confronti e da grande zelo nel suo agire. sentiva il dovere di combattere per la sua religione! Di certo, questo rivela a livello interiore un atteggiamento di grande verità e sincerità: crede di rendere in tal modo culto a Dio. Ora però i giudei sono sconvolti; Paolo infatti parla loro di Gesù come il Cristo e di come in Cristo Gesù tutta la dinamica della Sacra Scrittura trovi il suo compimento e completamento. Ma questa affermazione se è decisiva per Paolo è odiosa per i Giudei che pertanto pensano di ucciderlo; deve quindi fuggire per salvarsi la vita: il Vangelo del resto non ci chiede di cercare la persecuzione, ma di testimoniare! Negli Atti si coglie tutta la sofferenza a cui è soggetto Paolo nella sua missione (minacce, persecuzioni…ecc.); è un cammino il suo costellato di rifiuti, odio, ferite, dubbi…ben descritto nella lettera ai Corinzi (2Cor 11)http://www.vatican.va/archive/ITA0001/__PY4.HTM.
Vi cogliamo però anche come , via via che il suo rapporto con il Signore si fa più forte, Paolo diventi sempre meno timoroso, più deciso, convinto. Ce lo ricorda anche il Salmo 84 http://www.vatican.va/archive/ITA0001/__PHB.HTM: chi si affida al Signore di nulla teme anche se il cammino è rischioso e disagiato.
La sua esperienza comunque non è mai facile: con i Giudei, ma neppure con i credenti. Spesso infatti il suo apostolato nelle comunità sarà poco accolto così come il suo ingresso nella chiesa di Gerusalemme sarà faticoso e guardato con sospetto (era stato un persecutore!!). Toccherà a Barnaba garantire su di lui, assicurando i fratelli che Paolo: ha visto il Signore; che il Signore gli ha parlato; che a Damasco non ha avuto timore di compromettersi e mettere in gioco se stesso per Gesù.
4) Il Vangelo apre sempre ad una novità, ad una speranza.
Il testo degli Atti che abbiamo commentato, per certi aspetti drammatico, si conclude però sottolineando la PACE che sta regnando in tutta la Chiesa, una Chiesa che cresce e cammina nel timore del Signore e che è colma del conforto dello Spirito Santo. Vale a dire: la Chiesa cresce e cammina SEMPRE e il Signore non le fa mancare il suo aiuto e la sua presenza!!!! Una speranza che mai deve venire meno anche in noi.
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Preghiera conclusiva
Padre onnipotente e misericordioso, tu hai chiamato l'apostolo Paolo, lo hai risevato per te perchè fosse testimone ed annunciatore dell'Evangelo in tutto il mondo.
Paolo non ha deluso le tue attese,
ha testimoniato il tuo amore che salva senza mai tirarsi indietro,
anche a costo di subire catene e persecuzioni, sofferenze e umiliazioni.
Davvero la risposta di Paolo alla chiamata sulla via di Damasco
ha sconvolto la sua vita,
ma l'ha resa degna di tale nome.
La fedeltà alla tua chiamata è costata a Paolo lacrime e sangue,
ma il tuo amore ha fatto dire a Paolo
che si è più beati nel dare che nel ricevere.
Ti chiediamo perciò o Padre,
la costanza di lasciarci condurre dallo Spirito
perchè la Parola diventi carne in noi..
Ti chiediamo di mettere in noi
una sana inquietudine che non ci consenta mai
di adagiarci sulle nostre certezze dimenticando la luce della tua Parola.
Allora impareremo a rendere testimonianza a Gesù tuo Figlio,
con l'umile certezza di chi è consapevole di appartenere a Lui
e trova in Lui la forza per non vergognarsi mai del suo Vangelo.
AMEN




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